Lezione 002: Manifestazioni orali della lingua
01. Quale dei seguenti elementi non è costitutivo delle manifestazioni orali della lingua? Codice linguistico e delle stesse abitudini grafiche da parte dell'emittente e del destinatario ha come oggetto lo studio sincronico e diacronico della lingua italiana comune.
La linguistica italiana
02. La linguistica italiana delle sue articolazioni geografiche, sociali e culturali.
Differenze fra orale e scritto
03. A quale parte della lingua pertengono le differenze maggiori fra orale e scritto? Relativo alla postura del corpo e alla distanza fra gli interlocutori.
Codice prossemico
04. Il codice prossemico è...
Lezione 003: Varietà linguistiche
01. Il repertorio linguistico italiano è costituito dalla lingua nazionale, dai dialetti italiani e dalle lingue di minoranza parlate sul territorio nazionale.
02. Una varietà di lingua è individuata dalla presenza di specifici tratti linguistici correlabili con fattori extralinguistici.
03. Il repertorio linguistico è la somma delle varietà di una lingua e delle diverse lingue impiegate all'interno di una comunità linguistica, è un insieme di tratti linguistici che cooccorre con un insieme di tratti sociali e situazionali.
04. Una varietà di lingua è...
05. Per minoranze linguistiche si intendono gruppi della popolazione che parlano una lingua materna diversa da quella di una maggioranza: albanese, greco, sloveno, croato, tedesco, sardo, francoprovenzale, friulano, ladino, catalano, francese.
06. La legge n° 482 del 15 dicembre 1999, riconosce come lingue di minoranza albanese, greco, sloveno, croato, tedesco, sardo, francoprovenzale, friulano, ladino, catalano, francese. È detto nello Statuto autonomo della Provincia di Bolzano.
07. Che l'italiano sia la lingua ufficiale d'Italia è stabilito dalla legge 1999/482.
Continuum linguistico
08. Cosa si intende con continuum? Lo sfumare fra l'una e l'altra delle varietà di una lingua.
Lezione 004: Lingua coeva e fenomeni fonetici
01. Alessandro Manzoni, nella versione definitiva dei Promessi Sposi, adottò la lingua coeva parlata dalla classe colta della città di Firenze.
02. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa le vocali toniche latine /Ī Ē Ō Ū/ solo in alcuni contesti, diffuso nel Medioevo, ma è regredito a partire dal Cinquecento.
03. L'uso scritto dei dialetti nel secondo dopoguerra (anni Cinquanta e Sessanta del Novecento) è regredito soprattutto nel nord-ovest.
04. Nella seconda metà del Novecento la pratica del dialetto è regredita.
05. La tesi proposta da Pietro Bembo prevedeva l'adozione del fiorentino del Trecento.
06. Secondo Graziadio Isaia Ascoli, l'italiano è la continuazione diretta del fiorentino antico, come dimostrano i seguenti tratti:
- -ARIUM > -aio
- Chiusura di e ed o in protonia
- Desinenza -iamo alla I pers. pl. del pres. ind.
- Anaforesi
07. La derivazione dell'italiano standard dal fiorentino è provata dalla presenza in entrambi della gorgia.
08. Quale fra le seguenti affermazioni è falsa? La base dell'italiano moderno è il fiorentino del XIV secolo.
Lezione 005: Italiano regionale
01. Le componenti della lingua in cui l'italiano regionale si mostra maggiormente debitore nei confronti del dialetto sono la fonologia e il lessico.
02. L'anafonesi distingue il fiorentino e l'italiano dai dialetti settentrionali e meridionali.
03. Che cos'è l'italiano regionale secondo Giovan Battista Pellegrini? È il risultato del processo di unificazione linguistica: molti dialettofoni, nell'usare la lingua italiana, vi hanno trasferito molti tratti del dialetto natio.
04. Indicate quale di queste affermazioni è giusta: Alcuni dialetti settentrionali sono caratterizzati da vocali anteriori arrotondate.
05. I dialetti sono subordinati alle lingue nazionali per ragioni storico-sociali o culturali.
Concetto di dialetto
06. Cosa intendeva il Rinascimento con il termine dialetto? Varietà diatopiche inferiori e subordinate alla lingua considerata superiore per qualità intrinseche ed eventualmente prestigio letterario.
07. All'interno di una comunità linguistica si nota in genere la presenza di una varietà alta dotata di maggior prestigio e di una varietà bassa meno prestigiosa.
08. Cosa si intende, nella linguistica moderna, con il termine dialetto? Varietà diatopiche che fattori storico-sociali e culturali hanno relegato ad un ambito d'uso inferiore della gerarchia sociolinguistica.
Diglossia
09. Che cos'è la diglossia? Una situazione di doppia opzione linguistica che prevede una lingua alta e una lingua bassa fra le quali esiste una differenza d'uso di tipo funzionale a seconda dei contesti.
10. Quando in una comunità sono compresenti due lingue non differenziate funzionalmente si parla di bilinguismo sociale.
11. Per isole linguistiche alto-italiane (o gallo-italiche) si intendono le aree di alcune regioni meridionali (Sicilia, Basilicata, Campania) in cui si parlavano varietà di tipo settentrionale.
Lezione 006: Aree dialettali in Italia
01. In Italia è possibile individuare tre aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, toscani, centro-meridionali.
02. Lungo una linea immaginaria (isoglossa) che congiunge Massa a Senigallia, i dialetti settentrionali si incontrano con il toscano e con i dialetti centro-meridionali.
03. Quale di queste affermazioni è falsa? La metafonesi veneta interessa solo le vocali medio-basse /ɛ/ e /ɔ/.
04. Quale tra i seguenti caratteri non è condiviso da tutti i dialetti italiani settentrionali? La presenza di vocali anteriori arrotondate.
05. Individuate fra i tratti indicati sotto quale caratterizza tutte le varietà dialettali settentrionali: perdita dell'opposizione fonologica di lunghezza consonantica.
Lezione 007: Varietà dialettali centro-meridionali
01. Individuate fra i tratti indicati sotto quale caratterizza tutte le varietà dialettali centro-meridionali: sonorizzazione delle consonanti occlusive sorde dopo /n/.
02. Indicate quale di queste affermazioni è falsa: I dialetti meridionali sono contraddistinti dal raddoppiamento fonosintattico.
03. Indicate quale di queste affermazioni è errata: L'anafonesi caratterizza i dialetti settentrionali e meridionali ad esclusione della Toscana.
Lezione 008: Differenziazione sociale nella lingua
01. Nella prospettiva sociolinguistica, i principali fattori di differenziazione sociale sono il reddito, la professione e il grado di istruzione.
02. Cosa si intende per "repertorio linguistico"? L'insieme delle lingue e delle loro varietà a disposizione di una comunità o di un parlante.
Lezione 009: Italiano popolare
01. Quale dei seguenti tratti morfosintattici appartiene all'italiano popolare? Utilizzo del clitico ci col valore di 'a lui', 'a lei'.
02. Quale di questi tratti linguistici non può essere considerato un tratto distintivo dell'italiano popolare? Uso di lui con funzione di soggetto.
03. L'italiano colto coincide sostanzialmente con la norma definita standard.
Lezione 010: Linguaggio giovanile
01. Il linguaggio giovanile è una varietà di tipo diastratico e diafasico.
02. L'uso degli allocutivi lei oppure tu per il singolare, loro oppure voi per il plurale è un'alternativa che riguarda l'asse di variazione diafasico.
Lezione 011: Registro formale
01. Quale di questi tratti non è caratteristico del registro formale? Alta velocità di elocuzione.
02. A quale asse di variazione si attribuisce la differenza fra lingua orale e lingua scritta? Si attribuisce all'asse di variazione diamesico.
03. La variazione diafasica indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, dalla funzione del messaggio e dal contesto.
04. La variazione diafasica, diversamente dalla variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante.
05. I tratti che determinano la differenziazione tra i sottocodici sono prevalentemente lessicali e semantici.
06. A quale asse di variazione pertiene il registro formale/informale? Asse diafasico.
07. La variazione di registro è connessa al tipo di rapporto fra parlante e interlocutore e al grado di formalità della situazione comunicativa.
08. Indicate quale delle seguenti definizioni pertiene all'asse di variazione diafasico: variazione della lingua a seconda della situazione comunicativa, dalla funzione del messaggio e dal contesto.
09. Il parlato-scritto è la lingua di un testo scritto riprodotto oralmente.
10. La variazione diamesica indica la variazione della lingua condizionata dal mezzo di trasmissione del messaggio.
Lezione 012: Italiano dell'uso medio
01. L'italiano dell'uso medio, secondo Francesco Sabatini, è una varietà dell'italiano caratterizzata da tratti fono-morfologici, sintattici e lessicali diffusi su tutto il territorio nazionale, diversa dallo standard e usata prevalentemente nella comunicazione orale, ma anche in quella scritta.
02. Secondo Francesco Sabatini, l'italiano dell'uso medio è una varietà dell'italiano in parte diversa dallo standard, usata nell'orale, ma anche nello scritto.
Lezione 014: Suoni consonantici
01. Per definire un suono consonantico è necessario indicare il modo di articolazione, il luogo di articolazione e la sonorità/sordità.
02. Le consonanti fricative sono prodotte creando una chiusura parziale del flusso d’aria, che provoca un suono continuo.
03. La corrispondenza biunivoca tra foni e grafemi si ha nell'Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA).
04. Indicare la corretta differenza fra vocali e consonanti: l’aria che proviene dai polmoni fuoriesce indisturbata dalla cavità orale senza trovare alcun ostacolo, nella pronuncia delle consonanti trova un ostacolo parziale o totale prima di uscire dalla cavità orale.
05. Le consonanti affricate sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d’aria, alla quale segue un rilascio parziale che provoca un suono continuo.
06. Le consonanti occlusive sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d’aria, alla quale segue un rilascio completo che provoca un suono momentaneo.
07. Qual è la differenza fra consonanti sorde e sonore? Nelle consonanti sonore le corde vocali chiuse vibrano al passaggio dell’aria, nelle sorde le corde vocali non vibrano perché sono aperte.
08. Sulla base del modo di articolazione si distinguono le consonanti in occlusive, fricative e affricate.
Lezione 015: Trascrizioni fonetiche
- 01. Formaggio: /forˈmadʒo/
- 02. Gentaglia: /ʤenˈtaʎʎa/
- 03. Foglio: /ˈfɔʎʎo/
- 04. Agnello: /aɲˈɲɛllo/
- 05. Carie: /ˈkarje/
- 06. Sdrammatizzo: /zdrammatidˈʣo/
- 07. Viola: /ˈvjɔla/
- 08. Artrosi: /arˈtrɔzi/
- 09. Manzo: /ˈmanʣo/
10. Le vocali /ɔ/ /o/ e /u/ sono posteriori e arrotondate.
11. Qual è il tratto distintivo fra [n] e [ɲ]: il luogo d'articolazione: la prima è una nasale dentale, la seconda una nasale palatale.
12. Qual è la differenza fra [u] e [w]? La prima è una vocale, la seconda una semiconsonante o approssimante.
13. In che cosa consiste la differenza fra [o] e [ɔ] e rispettivamente fra [e] e [ɛ]? Nella posizione della lingua sull'asse verticale.
14. Quale di questi quattro segni indica un'affricata palatale sonora? [ʤ]
15. Individuate la corretta definizione del suono /ʤ/: affricata palatale sonora.
16. Le consonanti sonore sono foni che prevedono l'attivazione di una fonte di rumore nel tratto fonatorio al di sopra della laringe, e anche l'attivazione della vibrazione laringea.
17. Il suono iniziale di ciglio si trascrive [ʤ].
18. Il suono iniziale di ciglio è una affricata palatale sorda.
19. La parola cagna è costituita dalla sequenza di una occlusiva velare sorda, una vocale centrale media, una nasale palatale, una vocale centrale media; la sua trascrizione fonetica è ['kaɲɲa].
20. Il suono iniziale della parola cane è una occlusiva velare sorda e si trascrive secondo il sistema IPA con il segno [k].
21. Il suono /k/ è un'occlusiva velare sorda.
22. Il suono /ɔ/ è una vocale posteriore mediobassa arrotondata.
Lezione 016: Trascrizioni e descrizioni fonetiche
- 01. Sbruffoncello: /zbruffonˈʤɛllo/
- 02. Cenere: /ˈʤenere/
- 03. Figliolanza: /fʎʎoˈlantsa/
- 04. Comprato: /komˈprato/
Consonanti
05. Individuare separatamente consonanti, vocali...
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Paniere Linguistica italiana - Risposte multiple - aggiornato (2026)
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Paniere completo di Linguistica italiana (2025) - Risposte multiple e fuori paniere