Glottodidattica, microlingue e linguistica educativa
Lingue e letterature moderne e traduzione interculturale
Docente: Nitti Paolo
Lezione 002
Competenze linguistiche e culturali
Competenza culturale
01. Che cosa si intende per "competenza culturale"?
Per "competenza culturale" si intende qualsiasi elemento culturale caratteristico e specifico della lingua del popolo che la adotta. La competenza culturale fa riferimento alla capacità di riconoscere i riferimenti culturali caratteristici e specifici della lingua in oggetto (quando si insegna una lingua, parallelamente si insegna la cultura del popolo che la adotta).
Competenza interazionale
02. Che cosa si intende per "competenza interazionale"?
Per "competenza interazionale" si intende il rispetto dei rituali di comunicazione e comprende le formule di apertura e di chiusura della comunicazione, il cambio dei turni nell'interazione e il ruolo del silenzio. La competenza interazionale fa riferimento alla capacità di gestire i rituali di comunicazione (le formule di apertura e di chiusura della comunicazione, il cambio dei turni nell'interazione) e il ruolo del silenzio.
Competenza sociolinguistica
03. Che cosa si intende per "competenza sociolinguistica"?
Per "competenza sociolinguistica" si intende il rispetto delle varietà linguistiche di un repertorio. La competenza sociolinguistica è relativa al rispetto, utilizzo e comprensione delle varietà linguistiche di un repertorio (la lingua che usiamo dal medico è diversa da quella che usiamo con un amica).
Competenza pragmatica
04. Che cosa si intende per "competenza pragmatica"?
Per "competenza pragmatica" si intende la produzione e la comprensione degli scopi dei messaggi linguistici. La competenza pragmatica fa riferimento alla produzione e alla comprensione degli scopi comunicativi dei messaggi linguistici.
Competenza linguistica
05. Che cosa si intende per "competenza linguistica"?
Per "competenza linguistica" si intende il recepire e produrre correttamente i messaggi linguistici ed è relativa alla fonologia, alla morfosintassi, al lessico, alla testualità e all'ortografia. Per competenza linguistica si intende una conoscenza del sistema linguistico che il parlante nativo di una lingua possiede.
Competenza comunicativa
06. Che cosa si intende per "competenza comunicativa"?
Per "competenza comunicativa" si intende la capacità di comunicare in lingua all’interno di una situazione definita. La competenza comunicativa si traduce nel sapere la lingua e nel saper fare lingua, quindi una conoscenza della lingua come sistema di regole ma anche degli scopi della comunicazione.
Lezione 003
Lingua e varietà linguistiche
Lingua e contesto
01. La lingua parlata dai migranti in Italia è?
L2.
02. Il francese insegnato a scuola in Francia è?
L1.
03. Lo spagnolo insegnato a scuola in Italia è?
LS.
04. L'arabo parlato da figli di arabofoni in Italia è?
Lingua etnica.
05. Per definire una L è fondamentale?
Il numero di parlanti.
Morfemi e sintagmi
06. Nella parola "tavolo" sono presenti __ morfemi?
2.
07. Nella parola "città" sono presenti __ morfemi?
2.
08. Nella parola "università" sono presenti __ morfemi?
3.
09. Nella parola "libraio" sono presenti __ morfemi?
4.
Interlingua
11. Che cosa si intende per "interlingua"?
Per "interlingua" si intende una lingua che viene sviluppata da un discente che sta imparando una seconda lingua ma non l'ha ancora pienamente acquisita; questo sistema è governato da regole precise, corrispondenti solamente in parte a quelle della lingua d’arrivo. Per interlingua si intende un sistema linguistico provvisorio, intermedio tra L1 e L2, che si forma progressivamente con l’acquisizione della L2. L’acquisizione di nuove regole e strutture ridimensiona e ridisegna ciò che era stato appreso precedentemente.
Lezione 004
Analisi del linguaggio e competenze
Sintagmi nella frase
01. Nella frase "La sintassi è ricca di concetti" quanti sintagmi ci sono?
3.
06. Nella frase "Micaela non mangia carboidrati" quanti sintagmi ci sono?
3.
08. Nella frase "Nora è un cane pauroso" quanti sintagmi ci sono?
3.
Riferimenti delle competenze
02. La competenza sociolinguistica fa riferimento?
Alle varietà della lingua.
03. La competenza linguistica fa riferimento?
Al registro.
04. La competenza pragmatica fa riferimento?
Agli scopi.
05. La competenza comunicativa è stata teorizzata da?
Dell Hathaway Hymes.
07. Dell Hymes era un?
Antropologo.
09. La competenza interazionale fa riferimento?
Ai turni di parola.
10. La competenza culturale fa riferimento?
Alla cultura veicolata da una lingua.
Lezione 005
Teorie dell'apprendimento e competenze linguistiche
Teoria e conoscenza
01. L'interlingua è una teoria?
Cognitivista.
02. La teoria della processabilità è stata applicata in origine?
Al tedesco.
03. Pitturare la ringhiera è una conoscenza?
Procedurale.
04. La relazione di un chirurgo su un intervento chirurgico rappresenta?
Una conoscenza dichiarativa.
05. L'ACT si basa?
Sulle forme di conoscenza.
06. Il concettualizzatore?
Elabora concetti per essere verbalizzati.
07. La teoria della processabilità è di?
Pienemann.
08. L'ACT è una teoria di?
Anderson.
09. I modelli caratterizzati dall'information processing sono di stampo?
Cognitivista.
10. Quale teoria trascura i fattori dell'acquisizione di una lingua?
L'Information Processing.
Fasi dell'interlingua
11. Quali sono le caratteristiche della fase "prebasica"?
Presenta una costruzione nominale degli enunciati, il lessico è di sopravvivenza e le parole presentano un’altissima funzionalità legata agli atti comunicativi. Nella fase pre-basica: l'apprendente inizia a produrre output utilizzando poche parole chiave, avvalendosi di una grammatica elementare, formata da pochi elementi funzionali con valore pragmatico: negazione, asserzione, pronomi personali, congiunzioni e avverbi di uso frequente, formule di routine. Le desinenze vengono usate in modo asistematico, cioè senza una vera e propria consapevolezza delle parole usate. Inoltre, vengono pronunciate parole accompagnate da gesti. La fase prebasica è quando si inizia a produrre output utilizzando una keyword strategy (ovvero utilizzando poche parole chiave) e si caratterizza di una grammatica elementare (negazione, asserzione, alcuni pronomi personali, congiunzioni e avverbi). Le desinenze vengono usate in modo asistematico, non c'è una vera e propria consapevolezza della parola che viene semplicemente ripetuta senza essere analizzata.
12. Quali sono le caratteristiche della fase "basica"?
È caratterizzata da un lessico più esteso, sebbene domini lo stile telegrafico, deviante rispetto ai sistemi di L2/LS. La frase sembra essere più costruita intorno al modello standard (per l’italiano SVO). Manca l’uso degli elementi grammaticali (preposizioni, articoli) e la morfologia appare ancora ridotta. Rispetto alla sintassi, domina la paratassi, il legame retto da coordinazione. Nella fase basica: l'apprendente comincia a usare il verbo come nucleo della frase, anche se non ancora flesso, un lessico più ricco, seppur con scarsità di parole-funzione (articoli, preposizioni), di morfologia verbale o nominale. L'ordine dell'enunciato colloca il focus (parte più informativa dell'enunciato) alla fine dell'enunciato, mentre la prima parte dell'enunciato può contenere elementi di contesto spaziale o temporale. Restano rare le subordinate. Nella fase basica comincia a comparire l’uso del verbo come nucleo della frase, anche se non ancora flesso, lessico più ricco, scarsità di parole-funzione, di morfologia verbale o nominale, usata con predominio.
13. Quali sono le caratteristiche della fase "postbasica"?
Presenta un’organizzazione finita dell’enunciato, la morfologia è ricca e si presenta maggiormente complessa, appaiono le prime subordinate e i primi meccanismi di coesione testuale. All’interno delle fasi postbasiche si annoverano le varietà di interlingua intermedie, avanzate e quasi native, sebbene il confine non sia netto e assumano via via maggior rilievo la sintassi e i meccanismi di organizzazione del testo. Nella fase post-basica: compare la flessione verbale e la morfologia. È caratterizzata dalla flessione verbale e dalla comparsa della morfologia. In questa fase si sviluppano interlingue sempre più complesse: ci sono varietà intermedie che presentano fragilità negli ambiti più marcati di L2, fino a varietà avanzate che hanno sempre minori deviazioni rispetto alla lingua target, fino alla varietà quasi native.
Lezione 006
Sillabo e curricolo
01. Qual è la differenza fra sillabo e curricolo?
Mentre il sillabo è un elenco dettagliato (lessicale, tematico, funzionale, morfosintattico, pragmatico), il curricolo integra il programma (attraverso mete educative e specifiche, obiettivi specifici -processi e contenuti-, modelli operativi, tecniche didattiche, glottotecnologie) con un corpus linguistico e culturale, aggiungendo le indicazioni metodologiche per la didattica e per la verifica e dei punti di raccordo eventuali con altre discipline e con altri settori.
Lezione 007
Variazioni linguistiche
Dimensioni di variazione
01. La dimensione di variazione diatopica si riferisce al?
Luogo.
02. La "lingua dei giovani" rappresenta una varietà?
Diastratica.
03. La dimensione di variazione diastratica si riferisce al?
Gruppo sociale.
04. La dimensione di variazione diacronica si riferisce al?
Tempo.
05. La dimensione di variazione diafasica si riferisce al?
Registro.
06. La differenza del lessico fra il Veneto e la Calabria si riferisce alla dimensione di variabilità?
Diatopica.
07. La lingua che si usa in un'e-mail è marcata soprattutto in?
Diamesia.
08. La forma di cortesia è un aspetto della dimensione di variabilità?
Diafasica.
09. La dimensione di variazione diamesica si riferisce al?
Mezzo.
10. La "lingua degli anziani" rappresenta una varietà?
Diastratica.
Concetti linguistici
11. Cosa si intende per "diatopia"? Identificare almeno due esempi diversi da quelli proposti nel corso.
La "diatopia" è una variabile sociolinguistica relativa al mutare dei fatti linguistici nello spazio, secondo una prospettiva geografica (quindi la considerazione della diversa provenienza o posizione geografica del parlante osservabile nel sistema di una lingua).
12. Cosa si intende per "diamesia"? Identificare almeno due esempi diversi da quelli proposti nel corso.
La "diamesia" è una variabile sociolinguistica relativa al mezzo materiale adottato per comunicare. Tramite questa variabile si distinguono testi orali (il dialogo) e testi scritti (monologici, pensati per raggiungere un uditorio ampio e indeterminato del tempo).
13. Cosa si intende per "diacronia"? Identificare almeno due esempi diversi da quelli proposti nel corso.
La "diacronia" è lo studio e la valutazione dei fatti linguistici considerati secondo il loro divenire nel tempo, secondo una prospettiva dinamica ed evolutiva. Per diacronia si intende la dimensione temporale in cui si collocano i fenomeni linguistici nel loro continuo divenire.
14. Perché le varietà linguistiche sono fondamentali nell'insegnamento?
Le varietà linguistiche sono fondamentali nell'insegnamento per stabilire uno specifico contesto comunicativo e un significato da trasmettere da un emittente ad un ricevente, ricercando la forma più idonea per realizzare questo obiettivo. L'insegnante dovrà fungere da coordinatore, permettendo a tutti di esprimersi e con cautela opererà le correzioni.
15. Cosa si intende per "diastratia"? Identificare almeno due esempi diversi da quelli proposti nel corso.
La "diastratia" è una variabile sociolinguistica che dipende dalla situazione dei parlanti: provenienza socio-culturale, età, sesso, livello di istruzione.
16. Cosa si intende per "diafasia"? Identificare almeno due esempi diversi da quelli proposti nel corso.
La "diafasia" è una variabile sociolinguistica determinata dal mutare della situazione nella quale il parlante si trova a comunicare: il contesto, gli interlocutori, le circostanze o le finalità della comunicazione.
17. Quali sono le dimensioni di variazione della lingua?
Le dimensioni di variazione secondo la sociolinguistica sono l’asse temporale (variazione diacronica), l’asse geografico (variazione diatopica), l’asse della stratificazione sociale (variazione diastratica), l’asse del contesto situazionale e infine l’asse del mezzo di comunicazione usato.
Lezione 008
Disomogeneità e insegnamento
01. Quali sono le principali condizioni di disomogeneità in un corso?
Le principali condizioni di disomogeneità in un corso sono: l’insegnamento come visita guidata e l’insegnamento come itinerario esplorativo.
02. Come ci si rivolge a un gruppo disomogeneo rispetto all'insegnamento di una lingua?
Il docente dovrebbe esplicitare i traguardi formativi, inserire elementi di raccordo con la matrice pregressa, collegarsi ad ambiti vicini ai corsisti e facilitare la trasferibilità del linguaggio attraverso mediatori linguistici.
Lezione 009
Intercomprensione
01. Illustrare le fasi della sperimentazione relativa all'intercomprensione.
È stata avviata una ricerca sul ruolo dell’intercomprensione da un campione di docenti. Gli interrogativi della ricerca riguardano la selezione del lessico riguardo alle unità didattiche. Inoltre ci si rifà all’opinione degli insegnanti. Questa ricerca si basa su un questionario di 20 quesiti, 4 domande di carattere socio-anagrafico e domande di carattere didattico. La tecnica utilizzata è la griglia accompagnata da esercizi sui dialoghi. Inoltre il lessico è stato suddiviso in base alla ricorrenza e alla frequenza e rispetto ad alcune aree semantiche come il cibo, la scuola, la formazione, la città e i trasporti. Il campione è formato da informanti che dimostrano di essere all’oscuro del fenomeno. Dai risultati si può notare che l’intercomprensione si attiva sul piano della ricezione orale e scritta.
02. Che cos'è l'intercomprensione e come agisce sull'insegnamento?
Con il termine “intercomprensione” si designa il fenomeno che ha luogo quando due persone comunicano tra loro con successo parlando ciascuno nella propria lingua. L'apprendimento delle lingue è solo ricettivo: si impara a capire la lingua e non a produrre enunciati nella lingua stessa.
Lezione 010
Parametri testuali
01. Illustrare il parametro dell'effettività.
L’effettività riguarda la capacità che un testo ha di rimanere nella mente del destinatario e di produrre condizioni favorevoli nel raggiungimento del fine pragmatico.
02. Che cos'è un testo?
Un testo è un messaggio che, svolgendosi intorno a un unico tema, presenta i caratteri dell’unità e della completezza ed avviene in rapporto a chi lo produce e a chi lo riceve. Esso deve rispondere a sette principi costitutivi: coerenza, coesione, intenzionalità, accettabilità, informatività, situazionalità, interattività o intertestualità. Esso può essere riformulato, riassunto, completo/incompleto, classificato e gli si può assegnare un titolo.
03. Illustrare il parametro dell'interattività.
L'interattività (o intertestualità) è il rapporto tra un testo presente e altri testi assenti. Assieme ad altre caratteristiche dei testi, può rientrare nella presupposizione (quanto si assuma per vero rispetto a un enunciato).
04. Illustrare il parametro dell'appropriatezza.
L’appropriatezza riguarda la capacità di rispettare gli aspetti testuali legati al genere, alla tipologia, al pubblico e all’evento comunicativo.
05. Illustrare il parametro della coesione.
La coesione è data dai rapporti grammaticali e dai modi in cui sono collegati i componenti di un testo. Essa è garantita dalle forme sostituenti che segnalano la continuità tematica e dai segnali discorsivi.
06. Illustrare il parametro della coerenza.
La coerenza concerne la connessione tra i contenuti presenti in un testo e i rapporti logici sul piano semantico. Un testo privo di continuità semantica, anche se rispettoso dell’unità tematica, risulta assurdo e sconnesso.
07. Illustrare il parametro dell'informatività.
L’informatività esprime il grado di informazione dell’evento comunicativo, il fatto che può costituirsi come novità semantica o come elemento noto.
08. Illustrare il parametro dell'efficienza.
L’efficienza informa sulla buona produzione testuale rispetto a...
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