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PSICOLOGIA DEL LAVORO
SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE
Docente: Bosetto Daniela
Quali sono le principali differenze tra la Scuola dello Scientific Management e quella delle
Relazioni Umane? Le problematiche connesse all’organizzazione aziendale hanno permesso lo
svilupparsi di numerosi studi che vanno a definire la cosiddetta Scienza dell’organizzazione. Nello studio
dell’organizzazione si individuano diversi periodi: 1900-1960 (Taylor) con: Lo scientific management che
si basa una visione meccanicista, gerarchica ed automatizzata dell’organizzazione lavorativa. Il focus è
concentrato sulla massimizzazione della performance lavorativa e dalla riduzione dei tempi nella catena
di montaggio. Presuppone uno stile di leadership autoritario e prescrittivo, una relazione tra i lavoratori
orientata alla competitività, rafforzata anche da incentivi economici direttamente proporzionali alle
performance lavorativi individuali. La selezioni del personale è basata principalmente sulle attitudini
psicofisiche, che devono appunto essere funzionali all’espletamento dalla mansione lavorativa nel più
1930-1970
breve tempo possibile. L’attività lavorativa è dunque standardizzata e cronometrata.
Periodo delle relazioni umane , con Elton Mayo come suo principale esponente, in cui viene messa in
discussione la visione organizzativa di Taylor, assumendo invece che il lavoratore non sia un “Organismo
Meccanico” sensibile solo all’incentivo economico e alla prescrizione, bensì un individuo che viene
influenzato anche da fattori emozionali e sociali. In questo senso anche lo stile di leadership viene a
configurarsi in modo diverso, privilegiando un rapporto tra direzione e lavoratore improntato al
sostegno interpersonale e alla collaborazione democratica.
Parlare della complessità dell’organizzazione. Uno strumento per affrontare la situazione complessa
dell'organizzazione è dato dalla Teoria dei sistemi (Von Bertalanffy, 1937). Tale teoria ottiene
riconoscimenti intorno agli anni 50, e può essere intesa come una matrice di pensiero che permette la
proiezione di determinati problemi su uno schema più generale. Diviene anche mezzo per studiare le
analogie fra concetti, leggi, modelli e situazioni di discipline diverse (favorendo quindi l’unità della
scienza). Il pensiero sistemico è particolarmente utile se applicato a problemi dei quali viene richiesta la
conoscenza di interrelazioni e interazioni. Deve esserci dunque una ragione, uno scopo per cui un
sistema che è parte dell'ambiente, deve essere distinto da esso. Si devono quindi definire dei confini
che distinguono il sistema dall'ambiente. Il sistema diviene così parte soggettiva dell'ambiente.
Pertanto, anche l'organizzazione aziendale può essere considerata come un sistema, nel quale
possiamo distinguere aspetti sociali e tecnico/economici, in quanto subsistemi che ne fanno parte. Ogni
subsistema può essere studiato separatamente, ed ha in sè elementi che sono in relazione con elementi
di altri subsistemi. Nel periodo dello Scientific management, l'organizzazione aziendale si comportava
come un sistema chiuso. Nell'ambito della teoria dei sistemi possiamo definire l'ORGANIZZAZIONE
come "un sistema complesso aperto, costituito da numerosi subsistemi aperti e/o chiusi". Ogni
subsistema può essere studiato sia come singolo sistema, sia come parte di un sistema più ampio. È
importante distinguere fra struttura e processo. Per struttura di un sistema intendiamola modalità in cui
le relazioni reciproche tra i vari elementi vengono tracciate in due o tre dimensioni, non considerando il
fattore tempo (es. schemi organizzativi, organigramma, lay-out...). Se invece si studia il processo come
sistema, si deve considerare il fattore tempo (studio del flusso di: materiali, denaro, dati, energia). Si
studiano cioè tutti i casi in cui si ha una variazione degli elementi nel tempo. Ogni processo è reso
possibile solamente se inserito nella struttura di un sistema. Una struttura senza un processo non ha
nessun senso.
Illustrare la teoria delle 3 D di Reddin. La teoria delle 3D di Reddin si riferisce all’efficacia
manageriale. Si basa su un’idea “razionale” dell’uomo” e alcuni tra i suoi punti cardine sono:
Þ L’uomo possiede una volontà
Þ L’uomo è ugualmente disponibile al male come al bene
Þ L’uomo è spinto dalle situazioni
Þ La motivazione dell’uomo sta nella sua ragionevolezza
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Reddin parte dagli "effetti di un certo stile di management", per cui gli interessa "ciò che realmente si
ottiene" con l'attività manageriale. Egli arriva alla conclusione che "non è possibile identificare uno stile
ideale di management", e ritiene che le capacità importanti per un capo siano la flessibilità di stile e la
sensibilità situazionale. Le ricerche effettuate negli anni sul comportamento dei manager, hanno
evidenziato che esistono due aspetti principali in ogni stile: -aspetto relativo al compito -aspetto relativo
alla relazione. Sulla base di queste considerazioni Reddin ha voluto identificare quattro stili di base,
rappresentativi di quattro tipi di comportamento, utilizzabili come schema di riferimento: stile connesso
stile integrato, stile separato, stile dedito.
Parlare della griglia manageriale di Blake e Mounton. Si basa sul concetto che in ogni comportamento
legato alla funzione di comando si possono distinguere due componenti fondamentali: quello indirizzato alla
realizzazione del risultato e quello indirizzato al soddisfacimento delle motivazioni umane. Gli autori hanno potuto
osservare che alcuni capi sono più orientati alla realizzazione dei compiti mentre altri pongono più attenzione alle
persone. Blake ha evidenziato cinque stili di comportamento: Mediante la GRIGLIA MANAGERIALE, le risorse umane
possono verificare il proprio stile di comportamento. La Griglia o Scacchiera del comando, risulta composta da 81
caselle (81 diversi stili di comando. L'analisi viene però ricondotta a cinque stili significativi che sono indicati con le
posizioni: 9.1 -‐ 1.9 -‐ 1.1 -‐ 5.5 -‐9.9
9.1 L'efficienza è conseguenza di condizioni di lavoro in cui l'elemento umano viene coinvolto
• automaticamente. L'idea è che esista contrasto fra interessi dell'organizzazione e interessi delle persone che
ne fanno parte. Il rapporto fra capo e collaboratore si basa sull'autorità gerarchica.
1.9 L'attenzione per gli uomini crea ambiente cordiale e piacevole ritmo di lavoro. Questo stile combina un
• limitato interesse per la produzione con una grande attenzione per la motivazione delle persone. Con questo
stile si realizza un ambiente che può avere effetti negativi sulla produzione.
1.1 Minimo sforzo per evitare l'interruzione del rapporto dilavoro.Questostileè caratterizzato da un minimo
• interesse per la produzione ed un altrettanto minimo interesse per le esigenze delle persone. Un tale
comportamento, mediante il quale il capo si sottrae sistematicamente ad ogni responsabilità, porta non solo
ad un risultato produttivo peggiore ma anche all'alienazione degli individui.
5.5 Ragionevole produttività ed equilibrio fra esigenze di lavoro e morale degli uomini.Un interesse medio
• per la produzione si combina con un interesse medio per le aspirazioni delle persone. Chi adotta questo stile
è consapevole che è necessario un certo impegno per ottenere una ragionevole produzione. Con questo
approccio si può realizzare un buon ambiente e ottenere nello stesso tempo buoni risultati.
9.9Grande coinvolgimento delle persone: impegno collettivo basato su rispetto e fiducia. Questo stile si
• distingue nettamente dagli altri poichè non riconosce nessuna incompatibilità fra le esigenze
dell'organizzazione e quelle delle persone. Ammette la possibilità di integrare gli scopi degli individui e quelli
dell'organizzazione poichè, le persone sono interessate al loro lavoro e verso di esso esprimono la loro
partecipazione attiva ela loro creatività. il compito delle gerarchie consiste essenzialmente nella
realizzazione di condizioni nelle quali gli uomini abbiano possibilità di sviluppare le proprie conoscenze e la
propria professionalità. Si verifica così un'evoluzione che ha per effetto un'alta produttività.
La griglia è uno strumento di autoanalisi, poichè in essa è compreso anche uno stile considerato ideale (9.9),
i capi possono verificare la propria divergenza da esso, e di conseguenza di quanti punti possono modificare
lo stile. Blake e Mouton utilizzano questa griglia oltre che per una diagnosi individuale, anche come
strumento per lo sviluppo della gestione di un'intera organizzazione. L'approccio proposto da Blake e
Mouton prevede le seguenti fasi:
Þ Fase educativa individuale, consistente nella presa di coscienza del proprio stile e sviluppo delle
capacità di lavorare in gruppo.
Þ Fase di sviluppo del lavoro di gruppo con lo scopo di eliminare le barriere che tendono ad
ostacolare la collaborazione all'interno dl gruppo.
Þ Sviluppo della collaborazione fra i gruppi con lo scopo di migliorare la comunicazione fra i
gruppi appartenenti alla medesima organizzazione.
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Þ Fase di sviluppo delle strategie dell'organizzazione con la finalità di identificare i possibili
problemi, evidenziare la relazione fra norme e procedure, determinare e definire gli scopi delle
singole parti in funzione degli obiettivi dell'organizzazione.
Þ Applicazione delle modifiche pianificate, attraverso l'introduzione di una riorganizzazione
derivante dalla fase precedente.
Þ Valutazione delle modifiche. Si verifica se le modifiche corrispondono alle aspettative e si
prevedono eventuali nuove tappe di sviluppo.
Tale approccio suscitò un enorme interesse e tra il 1961 e il 1971, numerosissimi dirigenti parteciparono ai
cosiddetti "Seminari griglia".
Qual è la differenza tra bisogno e pulsione? La pulsione è data da esigenze di tipo biologico e
rappresenta una spinta interna all’organismo. Il bisogno può essere interpretato come ciò che rende
concreta la pulsione. La sete per esempio è una pulsione che rappresenta un bisogno da soddisfare
dell’organismo. Analogamente la motivazione è legata ad aspetti di tipo pulsionale mentre lo scopo è
più vicino al bisogno. Il bisogno non trova riscontro solo nella pulsione ma riguardare anche aspetti
complessi della vita e valori. Abrahm Maslow (1954), espose il suo modello a piramide, che prevede
differenti livelli di sviluppo nei sistemi motivazionali, cognitivi ed emotivi. Maslow (1908-1970),
psicologo e scienziato del comportamento, evidenziò che i bisogni umani si possono organizzare in
cinque gruppi.
1. Al primo gruppo appartengono i bisogni FISIOLOGICI, dipendenti dalle pulsioni di tipo
fisiologico (bisogno di cibo ad esempio).
2. Al secondo gruppo appartengono i bisogni di SICUREZZA (ricerca di figure parentali protettive).
3. Al terzo gruppo appartengono i bisogni di APPARTENENZA (ricerca di cooperazione con gli altri
e di amore).
4. Al quarto gruppo appartengono i bisogni di RICONOSCIMENTO (esigenza di veder riconosciuti
i propri meriti in relazione al ruolo ricoperto).
5. Al quinto gruppo appartengono i bisogni di AUTOREALIZZAZIONE (riconoscimento
applicazione delle proprie potenzialità).
Secondo Nuttin (1980), “Lo stato motivazionale avvia non soltanto lo stato percettivo e motorio, ma anche
il funzionamento cognitivo dell’individuo. In altri termini lo stato di motivazione, -un bisogno di
esplorazione o la fame – non rende vigile solo la percezione e il sistema motorio, ma spinge anche il
soggetto a pensare, a ricordare, a esplorare... “.
Motivazioni e bisogni sono concetti dinamici. L’elaborazione delle informazioni in entrata induce una
continua sistemazione dei piani messi in atto per il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti, il
cambiamento concerne sia i bisogni, sia le azioni messe in atto per soddisfarli.
Secondo Bartoli e Bonaiuto (2000), gli aspetti motivazionali, proprio perché in relazione con le emozioni,
risultano legati a processi psichici di conoscenza, relativi alla percezione, alla memoria e all’attività
decisionale. Le “interviste in profondità” e le tecniche proiettive in genere, hanno spezzato il legame che
esisteva tra motivazione e razionalità e hanno valorizzato il ruolo dei fattori emotivi nel comportamento
motivato e nelle scelte. Possiamo osservare come fenomeni, quali il bisogno di prestigio, di
conformismo o al contrario di differenziazione o di resistenza alle pressioni del gruppo, sono influenzati
da scelte di tipo emotivo. Forti connessioni tra aspetti motivazionali ed emotivi li ritroviamo ad esempio
nel marketing, nella pubblicità e concernono non solo gli aspetti privati del sé ma anche quelli relativi
alla dimensione del sociale. Un aspetto applicativo importante dei livelli motivazionali riguarda la
MOTIVAZIONE AL LAVORO. Prendendo in considerazione il modello di Shein (1976), osserviamo tre
diversi approcci alla motivazione, in linea con il modello di Maslow.
1) APPROCCIORAZIONALE/ECONOMICO (motivazione negli incentivi economici)
2) APPROCCIO SOCIALE (motivazione di sentirsi accettato dal gruppo)
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3) APPROCCIO DI AUTOREALIZZAZIONE (motivazione in un arricchimento qualitativo del lavoro
che prevede una maggiore partecipazione dei lavoratori nel definire gli obiettivi aziendali da
raggiungere). La motivazione al lavoro risulta essere in stretta
Parlare del legame tra motivazione leadership.
correlazione con la leadership. Nel passaggio dal management di tipo autoritario a quello di tipo
partecipativo, è emersa una leadership orientata a comprendere e a soddisfare i bisogni del personale
integrandoli con quelli dell’azienda. La leadership partecipativa e sociale crea motivazione nei collaboratori
poiché sviluppa un senso di autorealizzazione , in quanto vengono a meno tutti quegli aspetti che
impediscono crescita ed iniziativa . Il leader deve possedere competenze emotive al fine di modulare e
regolare le proprie emozioni in relazione ai suoi collaboratori.
Secondo John Adair quali sono le funzioni manageriali di responsabilità? Tra le funzioni
manageriali di responsabilità, seguendo il modello proposto da John Adair, citiamo: PIANIFICARE, cioè
formulare gli obiettivi aziendali e studiare strategie pe
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