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Psicologia scolastica e dell'orientamento

Docente: Graziani Anna
Data: 16/04/2020
Lezione: 002

Modulo: Psicologia scolastica

  • Chi immaginò la mente modulare?
    • Fodor
    • Brown
    • Vygotskij
    • Piaget
  • Suchman precisa che l'organizzazione di un'azione situata è:
    • Una proprietà che emerge dall'interazione sia tra i vari attori coinvolti che tra gli attori e il contesto in cui l'azione si svolge.
    • Nessuna delle risposte.
    • Una proprietà che emerge solo dall'interazione tra i vari attori coinvolti.
    • Una proprietà che emerge dall'interazione tra gli attori e il contesto in cui l'azione si svolge.
  • Per chi è il contesto, l'ambiente socioculturale, le stimolazioni che si ricevono dall'esterno che permettono il progredire dello sviluppo?
    • Vygotskij
    • Suchman
    • Duguido
    • Piaget
  • Piaget ha una visione dell'uomo come di un essere essenzialmente biologico che segue un suo processo, passando da uno stadio all'altro grazie:
    • All'interazione con l'ambiente con cui ingaggia processi di adattamento e accomodamento.
    • All'interazione con l'ambiente con cui ingaggia processi di solo adattamento.
    • All'interazione con l'ambiente con cui ingaggia processi di solo accomodamento.
    • All'interazione con l'ambiente.
  • I principi psicologici che organizzano ogni dominio della mente modulare sono:
    • Innati e i diversi domini non interagiscono fra di loro.
    • Appresi i diversi domini interagiscono fra di loro.
    • Appresi i diversi domini non interagiscono fra di loro.
    • Innati e i diversi domini interagiscono fra di loro.

Modulo: CHAT (Cultural Historical Activity Theory)

  • Secondo il modello della CHAT, ogni nuovo livello di sviluppo del contesto va considerato:
    • In stretta dipendenza con quello precedente e come germe per quello successivo.
    • In totale indipendenza da quello precedente ma come germe per quello successivo.
    • Nessuna delle risposte presenti.
    • In totale indipendenza da quello precedente e da quello successivo.
  • Nell'ambito della CHAT, secondo la visione "socioecologica", il contesto viene solitamente rappresentato da:
    • Una serie di cerchi concentrici.
    • Una serie di cerchi separati.
    • Una serie di cerchi intersecanti.
    • Una serie di cerchi di uguale diametro.
  • Situare il contesto significa considerare i processi cognitivi come:
    • Non più dipendenti solo dal funzionamento della mente ma anche dal sistema sociale entro cui la mente funziona.
    • Dipendenti solo dal sistema sociale entro cui la mente funziona.
    • Dipendenti solo dal funzionamento della mente.
    • Unità indipendenti.
  • In campo educativo quando si fa riferimento all'apprendimento situato si intende:
    • Lo studio delle dinamiche con cui le persone costruiscono un significato condiviso in uno specifico contesto.
    • Lo studio degli elementi generalizzabili nello sviluppo della conoscenza.
    • La considerazione delle generiche abilità di studio e apprendimento dei soggetti.
    • L'approccio all'apprendimento di derivazione comportamentista.
  • Nel suo Psicologia culturale Cole vorrebbe una Psicologia interessata:
    • A comprendere e analizzare situazioni "contestuali" senza pretese di generalizzazione.
    • Agli eventi quotidiani.
    • Alle interpretazioni di senso comune con cui le persone si orientano nel mondo.
    • Tutte le risposte presenti.

Modulo: Prospettiva sociocostruttivista

  • Per Bruner il linguaggio si configura:
    • Sia come mezzo di comunicazione sia come strumento di rappresentazione del mondo.
    • Solo come strumento di rappresentazione del mondo.
    • Solo come mezzo di comunicazione.
    • Nessuna delle risposte presenti.
  • Secondo Bruner l'evoluzione dell'essere umano:
    • Dipende strettamente dall'uso di strumenti tecnologici trasmessi dalla cultura.
    • Non dipende dall'uso degli strumenti tecnologici.
    • Dipende esclusivamente dalla cultura e dalla sfera intellettuale.
    • È ostacolata dall'uso di strumenti tecnologici trasmessi dalla cultura.
  • Per Bruner, il contesto è:
    • Il luogo in cui le persone, impegnate in relazioni e attività condizionate dalla cultura di appartenenza, costruiscono i propri significati del mondo.
    • Il luogo in cui le persone costruiscono i propri significati.
    • Il luogo in cui le persone sono libere dal condizionamento della cultura di appartenenza.
    • Il luogo in cui si trovano le persone.
  • Nella prospettiva sociocostruttivista di Jerome Bruner:
    • La conoscenza viene progressivamente elaborata, anche grazie all'interazione tra pari.
    • La costruzione della conoscenza è un processo che di norma termina con il percorso scolastico.
    • La costruzione della conoscenza avviene grazie a meccanismi di rinforzo.
    • La conoscenza è perlopiù data a priori.

Modulo: Analisi della conversazione

  • Il costante lavoro di contestualizzazione tipico dell'interazione quotidiana è stato al centro del lavoro di ricerca e di riflessione di:
    • Goffman
    • Bruner
    • Vygotskij
    • Piaget
  • Secondo l'antropologia linguistica, l'uso di forme referenziali (nomi propri, titoli onorifici...) nel discorso o nella narrazione:
    • Contribuiscono alla costruzione del contesto.
    • Sono un modo di definire e ripensare il contesto.
    • Contribuiscono alla riproduzione del contesto.
    • Tutte le risposte presenti.
  • Nella teorizzazione di Mantovani:
    • Al livello più basso il contesto è concepito in relazione allo specifico ambiente e alle interazioni. Al livello intermedio si trovano i contesti concepiti come costruzioni prodotte dall'incontro tra azione situata e ordine simbolico, mentre al livello più alto si colloca l'interpretazione della situazione.
    • Al livello più basso si colloca l'interpretazione della situazione, al livello intermedio il contesto è concepito in relazione allo specifico ambiente e alle interazioni, mentre al livello più alto si trovano i contesti concepiti come costruzioni prodotte dall'incontro tra azione situata e ordine simbolico.
    • Al livello più basso si colloca l'interpretazione della situazione, al livello intermedio si trovano i contesti concepiti come costruzioni prodotte dall'incontro tra azione situata e ordine simbolico e al livello più alto il contesto è concepito in relazione allo specifico ambiente e alle interazioni.
    • Al livello più basso il contesto è concepito in relazione allo specifico ambiente e alle interazioni. Al livello intermedio si colloca l'interpretazione della situazione, mentre al livello più alto si trovano i contesti concepiti come costruzioni prodotte dall'incontro tra azione situata e ordine simbolico.

Modulo: Approccio ecologico

  • Per Goodwin le attività che le persone svolgono per dare un senso al contesto sono:
    • Delle pratiche "situate", spesso negoziate tra più interlocutori, che coinvolgono anche le tradizioni culturali e le esperienze pregresse.
    • Delle pratiche "situate", spesso negoziate tra più interlocutori, che coinvolgono le sole tradizioni culturali.
    • Delle pratiche "situate", spesso negoziate tra più interlocutori, che coinvolgono le sole esperienze pregresse.
    • Nessuna delle risposte presenti.
  • L'approccio ecologico di Bateson è utile per comprendere bene:
    • La relazione tra i diversi livelli del contesto.
    • I contesti.
    • Le relazioni.
    • Nessuna delle risposte presenti.
  • Su quale base Kirsh distingue i livelli di strutturazione del contesto?
    • Su base temporale a breve, medio e lungo termine.
    • Su base temporale a medio/lungo termine.
    • Su base temporale del qui ed ora.
    • Non su base temporale.

Modulo: Teoria dell'attività

  • Secondo la teoria dell'attività:
    • L'interazione tra il soggetto e la realtà è sempre mediata da strumenti.
    • Le azioni spesso hanno motivazioni inconsce.
    • Durante il percorso scolastico vanno proposte attività multimodali.
    • Le attività degli studenti vanno rinforzate quando sono efficaci.
  • Per chi, né la conoscenza né l'apprendimento, in ambito educativo, "esistono indipendentemente dal modo in cui i partecipanti la contestualizzano?
    • Perret-Clermont
    • Mantovani
    • Pontecorvo
    • Goodwin
  • Per rappresentare i vari livelli del contesto entro cui si sviluppa il pensiero, Perret-Clermont usa:
    • La metafora del sasso nello stagno.
    • La metafora del circuito.
    • Nessuna delle risposte presenti.
    • La metafora del quadro.
  • I quattro livelli di segmentazione dello spazio del pensiero secondo Perret-Clermont sono così suddivisi:
    • Il primo riguarda l'individuo, le predisposizioni cognitive e motivazionali, il secondo investe le relazioni interpersonali, il terzo le appartenenze sociali, il quarto livello considera i sistemi simbolici, le rappresentazioni e i valori.
    • Il primo riguarda i sistemi simbolici, le rappresentazioni e i valori l'individuo, il secondo investe le relazioni interpersonali, il terzo le appartenenze sociali, il quarto livello considera, le predisposizioni cognitive e motivazionali.
    • Il primo riguarda le rappresentazioni e i valori, il secondo l'individuo, le predisposizioni cognitive e motivazionali, il terzo le appartenenze sociali, il quarto livello investe le relazioni interpersonali.
    • Il primo riguarda le appartenenze sociali, il secondo investe le relazioni interpersonali, il terzo l'individuo, le predisposizioni cognitive e motivazionali, il quarto livello considera i sistemi simbolici, le rappresentazioni e i valori.
  • Gli studi svolti nell'ambito dell'analisi della conversazione hanno mostrato come un turno conversazionale precedente condizioni fortemente i contributi successivi. Di chi sono questi studi?
    • Di Heritage e Schegloff
    • Di Mantovani
    • Di Perret-Clermont
    • Di Goodwin
  • Per Perret-Clermont il contesto diventa quindi "il quadro del quadro", ovvero:
    • Tutte le risposte presenti.
    • Le regole.
    • Le procedure.
    • I ruoli.

Modulo: Teoria dell'attività - Concetti avanzati

  • Nella iniziale formulazione della teoria dell'attività, chi evidenziò il fatto che non vi fosse spazio per il ruolo giocato da altri esseri umani e dalle relazioni sociali?
    • Leont'ev
    • Pontecorvo
    • Di Perret-Clermont
    • Bruner
  • A seguito del bisogno di considerare la condivisione del significato delle attività, la teoria dell'attività iniziale viene rimodellata includendo:
    • Tutte le risposte presenti.
    • Comunità.
    • Divisioni del lavoro all'interno delle comunità.
    • Ruoli.
  • Nella teoria dell'attività l'esternalizzazione:
    • Richiede una coordinazione collaborativa.
    • È indispensabile quando coinvolge più persone.
    • È necessaria quando un'azione va "riparata" perché ha prodotto esiti diversi da quelli attesi.
    • Tutte le risposte presenti.
  • Secondo Leont'ev gli elementi che compongono un'attività:
    • Non vanno considerati come stabili e rigidi, ma cambiano dinamicamente, a seconda delle condizioni in cui si svolge l'attività.
    • Vanno considerati come elementi stabili indipendentemente ma dalle condizioni in cui si svolge l'attività.
    • Vanno considerati come elementi stabili anche se con il tempo possono modificarsi a seconda del contesto in cui si svolge l'attività.
    • Non vanno considerati come stabili e rigidi, anche se non cambiano dinamicamente, a seconda delle condizioni in cui si svolge l'attività.
  • Quali sono i principi basilari della teoria dell'attività individuati da Kaptelinin e Nardi?
    • Tutte le risposte presenti.
    • La mediazione degli strumenti e la strutturazione gerarchica dell'attività.
    • L'internalizzazione/esternalizzazione e lo sviluppo dell'attività.
    • L'orientamento sull'oggetto.

Modulo: Teoria dell'attività - Modelli avanzati

  • Engeström mette in relazione le teorie di Bachtin con quelle di Leont'ev approdando a un modello basato su:
    • Reti di attività.
    • Nessuna delle risposte presenti.
    • Attività guida.
    • Mediazioni tra soggetto e oggetto.
  • Cosa intende Bonica per transizione?
    • Un passaggio da uno stato all'altro, di durata variabile e che implica una ridefinizione più o meno radicale del sistema abituale di significati.
    • Un passaggio da uno stato all'altro, di durata fissa e che implica una ridefinizione più o meno radicale del sistema abituale di significati.
    • Nessuna delle risposte presenti.
    • Un passaggio da uno stato all'altro, di durata variabile e che non implica alcuna ridefinizione del sistema abituale di significati.
  • Per il ciclo di expanding learning:
    • Una trasformazione espansiva è raggiunta quando sia l'oggetto che il motivo dell'attività vengono riconcettualizzati.
    • Tutte le risposte presenti.
    • Un completo ciclo di trasformazioni espansive può essere visto come un viaggio collettivo.
    • I sistemi di attività si muovono attraverso cicli relativamente lunghi di trasformazioni qualitative.
  • Secondo Engeström, Miettenin, Punamaki l'attività è riformulata su:
    • Il livello dell'attività collettiva, guidato da un obiettivo orientato sull'oggetto.
    • Il livello delle operazioni guidate dagli strumenti.
    • Tutte le risposte presenti.
    • Il livello dell'azione individuale o del gruppo, guidato sull'obiettivo.
  • L'attuale versione della teoria dell'attività ha rivisitato i suoi principi. Questi sono:
    • Il sistema di attività come unità di analisi; la multivocalità; la storicità; la contraddizione; il ciclo di expanding learning.
    • Il sistema di attività come unità di analisi; la multivocalità; la storicità; la contraddizione; i confini fisici e simbolici.
    • Il sistema di attività come trasmissione educativa; la storicità; la contraddizione; i confini fisici e simbolici.
    • Il sistema di attività come unità di analisi; la multivocalità; la storicità.

Modulo: Narrazione e cultura

  • Secondo quale autore è la rottura della canonicità che innesca domande sul "senso", dando così origine alla costruzione di narrazioni che restituiscono intelligibilità agli eventi di cui siamo stati protagonisti?
    • Vygotskij
    • Engeström
    • Bruner
    • Cole
  • Per chi non possiamo "vedere" la nostra cultura perché essa è il medium in cui non esistiamo mentre è l'incontro con le altre culture che ci rende più semplice capire la nostra cultura come oggetto di pensiero?
    • Vygotskij
    • Engeström
    • Bruner
    • Cole

Modulo: Macrosistema di Bronfenbrenner

  • Con il termine macrosistema Bronfenbrenner indica:
    • La storia, la cultura e le leggi che permeano tutti i livelli del modello.
    • Nessuna delle risposte presenti.
    • I contesti di influenza a cui l'individuo ancora non appartiene.
    • Il rapporto tra microsistemi a cui l'individuo appartiene.
  • Le sfide connesse alle transizioni possono essere interpretate, anche dai protagonisti stessi, basandosi su diversi criteri, a seconda che esse:
    • Siano più o meno "normate dalla società", implichino eventi biografici più o meno scelti o subiti o non avvenuti e siano percepite dalla persona come cambiamenti attesi in un prossimo futuro, come già conclusi o come un processo ancora in corso.
    • Implichino eventi biografici più o meno scelti o subiti o non avvenuti.
    • Siano più o meno "normate dalla società".
    • Siano percepite dalla persona come cambiamenti attesi in un prossimo futuro oppure come già conclusi o come un processo ancora in corso.
  • I livelli su cui può situarsi una transizione ecologica, secondo Bronfenbrenner, sono:
    • Microsistema, mesostistema, esosistema, macrosistema.
    • Microsistema, endosistema, esosistema, macrosistema.
    • Ecosistema, endosistema, microsistema, macrosistema.
    • Endosistema, esosistema, ecosistema, macrosistema.

Modulo: Visione ecologica delle transizioni

  • In una visione ecologica, le transizioni hanno maggiori probabilità di innescare cambiamenti positivi se i processi di interscambio tra le diverse situazioni ambientali:
    • Tutte le risposte presenti.
    • Garantiscono sostegno e incrementano relazioni di fiducia.
    • Propongono un equilibrio di potere che si sposti in favore dell'autonomia della persona che sta crescendo.
    • Sono congruenti per quanto concerne le mete.

Modulo: Deuteroapprendimento

  • Che cos'è il deuteroapprendimento?
    • Un apprendimento che riguarda il contesto stesso di apprendimento e che mette in gioco non solo l'imparare, ma l'imparare a imparare e la costruzione di un certo rapporto con il sapere e l'apprendimento.
    • I diversi stadi di sviluppo propri dell'apprendimento.
    • Un ciclo completo di apprendimento.
    • L'insieme delle norme che regolano l'apprendimento.

Modulo: Traiettoria evolutiva di Bronfenbrenner

  • Come definisce Bronfenbrenner lo schema della traiettoria evolutiva?
    • Dei frame culturalmente connotati perché consolidati attraverso esperienze significative e ripetute nei contesti primari, che rendono conto di peculiari modi di connettere tra loro il senso delle attività condivise, dei ruoli e delle relazioni interpersonali.
    • Dei frame culturalmente non connotati in quanto non consolidati attraverso esperienze significative e ripetute nei contesti primari.
    • Nessuna delle risposte presenti.
    • Dei frame che non rendono conto di peculiari modi di connettere tra loro il senso delle attività condivise, dei ruoli e delle relazioni interpersonali.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Froggy_F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia scolastica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Graziani Annarita.
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