Scritturamano
Con il termine mano intendiamo la mano dello scriba che ha redatto il testo. Non è detto che tutte le parti del testo siano state redatte della stessa mano e nello stesso periodo. Infatti ci possono essere nello stesso codice, parti scritte in un’epoca e altre scritte in un’altra. In epoca carolingia solitamente la prima pagina era bianca, poiché era quella più soggetta a danni meccanici. Se la prima pagina è scritta, significa che è stato aggiunto un testo successivamente. In epoca gotica invece la prima pagina era scritta, ma la scrittura risulta essere sbiadita.
L'arte delle scritture
La scrittura nel medioevo non era un qualcosa che tutti conoscevano poiché solo in ambito religioso si disponeva di un’istruzione tale che permettesse di saper leggere e scrivere. Molte volte i sovrani e i suoi collaboratori non erano istruiti e molto spesso erano analfabeti. I monaci imparavano a leggere e scrivere nel monastero, dove c’era una vera e propria scuola. Venivano istruiti fin da bambini (8-12 anni) poiché molti monaci erano all’interno del monastero fin dalla tenera età. I conversi erano quei monaci che si erano convertiti in età avanzata e quindi non erano istruiti e non erano in grado di leggere e scrivere.
La scrittura avveniva da sinistra verso destra e ogni lettera era fatta con più tratti, mentre oggi troviamo le lettere scritte con un solo tratto continuo. La modifica nel tratteggio, ovvero il passaggio da una scrittura fatta a più tratti, a una ad un solo tratto, avviene nel tempo. La scrittura latina si basa su un sistema binario, ovvero con lettere maiuscole e minuscole. Inizialmente la sola scrittura maiuscola era rilevabile nei documenti e poi, a partire dalla seconda metà del III secolo, iniziamo a trovare in maniera più sentita la scrittura minuscola.
Nel caso di una scrittura onciale, parliamo di un sistema bilineare, ovvero le lettere restano nel rigo. Nel caso della corsiva minuscola, le lettere non possono essere contenute in un solo rigo perciò parliamo di un sistema quadrilineare. Le lettere corsive sono caratterizzate dalle legature e queste persistono fino all’XI secolo. La corsiva scompare nella seconda metà dell’XI secolo per ricomparire tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Nel caso in cui ritrovassimo due tipi di scrittura differenti, parliamo di scrittura mista. Tra una parola e l’altra non era abitudine lasciare uno spazio quindi le parole risultano tutte attaccate insieme, a meno che non ci siano necessità nella distribuzione del testo. Due lettere che condividono uno stesso tratto si chiamano assimilate e il processo di unione durante la scrittura assimilazione.
Le scritture documentarie sono fatte con penna a punta fine mentre per la scrittura ufficiale si usavano penne a punta mozza. Gli amanuensi basavano la loro scrittura su un tipo di rigatura che poteva essere a colore oppure a secco. Nella prima c’erano linee ben evidenti al di sotto di ogni frase, mentre nel secondo caso la linea era meno evidente.
Parole particolari
La parola “fratre” ha una duplice valenza poiché il fratello è sia colui con il quale si condivide un legame di sangue (quindi grado di parentela), sia colui il quale è membro di un’istituzione ecclesiastica, ovvero un monaco. Quando si parla del Papa si parla di Servus Servor Dei, ovvero Servo dei Servi di Dio e il nome del Pontefice viene scritto usando lettere elongate.
Abbreviazioni
Le abbreviazioni sono tipiche dei documenti risalenti al medioevo (vedi “Sistema tachigrafico”). Possono essere di troncamento (o sospensione) e consta nel togliere alcune lettere in fondo alla parola [April = aprilis; Domini = dominice; Nativit = nativitate]. Le abbreviazioni sono tipiche dell’ambito ecclesiastico e religioso. La religione del medioevo aveva un’importanza fondamentale per la società e infatti il 10% della popolazione era formata da religiosi.
Le altre abbreviazioni sono per contrazione, con trattino sovrascritto, e per lettera soprascritta. Mentre nei codici letterari e nei codici tecnici non giuridici di tale periodo l'unica abbreviazione usata è il troncamento, nei codici giuridici si trovano abbreviazioni oltreché per troncamento, anche per contrazione. A tutto questo complesso di abbreviature si dà il nome di “notae iuris”.
Le abbreviazioni di Nomina Sacra nascono per una necessità di carattere religioso. Ad Alessandria d’Egitto gli ebrei traducono il Pentateuco (dei settanta) in greco e il nome di Dio che per loro era impronunciabile, viene tradotto a abbreviato con un’abbreviazione di nomina Sacra.
Sistema tachigrafico
Il sistema tachigrafico è formato da una serie di segni che indicano la presenza di un’abbreviazione nella scrittura. L’insieme di queste abbreviazioni prende il nome di sistema abbreviativo.
Grafema e fonema
Il grafema è il modo in cui una parola viene scritta mentre il fonema è il modo in cui viene pronunciata questa parola. L’unico caso nell’antichità in cui c’era una dualità nel fonema delle lettere, riguarda le lettere U e V.
Legatura
La legatura consiste nell’unire i vari fascicoli per costituire il volume o codice vero e proprio.
Tipologie di documento
Tipi di manoscritto
Un manoscritto può essere cartaceo oppure pergamenato, ovvero con fogli prodotti dalla pelle di animali, trattata con un preciso procedimento. In un codice pergamenaceo, a causa delle piegature, si alternavano facciate lato carne e lato pelo: poiché esse presentavano un colore differente, nella costruzione del fascicolo, per questioni estetiche, si faceva attenzione a che due pagine affiancate fossero dello stesso tipo (regola del ‘vis-à-vis’ o di Gregory, dallo studioso tedesco che ha descritto e giustificato per la prima volta nel 1885 tale pratica).
Trasposizione
Poiché durante la stampa del documento, le pagine sono bifogli ovvero sono piegati a metà per permetterne la stampa e la successiva rilegatura. I fogli solidali sono fogli che hanno uno dei tre bordi attaccati insieme, sempre a causa della procedura delle pagine bifogli.
Atto notarile
Prima della stesura dell’atto vero e proprio, il notaio redigeva l’impreviatura, una sorta di brutta copia, che redigeva sul posto per poi redigere il documento vero e proprio sul luogo di lavoro vero e proprio. Scritto tipicamente sul foglio pergamenato, il documento inizia e termina con una marca notarile (o detto anche signum notarii) che serviva come elemento distintivo per il riconoscimento del notaio. Il notaio aveva il potere di poter redigere dei documenti validi dal punto di vista giuridico poiché era stato investito di un potere pubblico che gli permetteva di autenticare i documenti da lui prodotti, innegabili in sede di giudizio, a meno che non ci sia l’avvio di un procedimento per dimostrarne la falsità.
Il documento è formato da una parte iniziale chiamata protocollo, una centrale detto testo e una finale chiamata escatocollo. Protocollo ed escatocollo rappresentano l’involucro che serve a veicolare il contenuto del documento. Parte fondamentale del documento notarile è la presenza dei testimoni che vengono elencati per dare maggiore credibilità all’atto. La maggior parte delle volte, il notaio operava per volontà dei soggetti in causa, perciò il documento aveva un carattere più privato, mentre in altri casi, operava per ordine di un tribunale che poteva essere consolare, come nel caso dell’Atto Notarile (documento n.1291 del notaio Guglielmo nel territorio di Alice), oppure del vescovo, che si occupava della sfera ecclesiastica ma anche di cause legate al prestito di soldi o anche spirituali. Nel caso dell’intervento di un tribunale, si può avere un documento che viene copiato da altri documenti precedenti e riuniti in un solo documento (vedi bolla di PP Martino IV).
Bibbie
In contesto alto-medievale troviamo una Bibbia poco antecedente alla morte di Carlo Magno (814 d.C.). Ci sono giunti pochi esemplari di Bibbie in formato di codice e non ce ne sono giunti da epoche precedenti all’epoca carolingia. La copia più antica è la Bibbia Amiatina, scritta in un monastero della zona insulare. Primo esempio di una Bibbia in formato di codice. Troviamo poi in seguito la Bibbia di Rorigone, finanziata da un funzionario carolino. La datazione approssimativa è 825 – 835 d.C. Era stata donata dal conte Rorigone all’abbazia nella valle della Loira. Il foglio di guardia è stato scritto in epoca successiva. Troviamo alla pagina 290v la parola Incipit, scritta in onciale carolina. I capitoli (parola cap.) sono scritti in rosso. Il testo biblico è accompagnato da testi aggiuntivi, inseriti da San Girolamo successivamente. Il primo capitolo del libro è il libro dei Maccabei. Il testo si apre con delle capitali quadrate finemente decorate e l’incipit che ne segue è scritto in onciale. Passando al testo vero e proprio notiamo come la scrittura cambi e sia differente. Si passa dalla semionciale per arrivare poi alla carolina.
Conservazione dei documenti
La maggior parte dei documenti a noi pervenuti, provengono da depositi documentari delle istituzioni ecclesiastiche che hanno conservato questi testi manoscritti e questi codici. Per la restante parte di documenti appartenenti alle cancellerie o ad altri depositi documentari non ecclesiastici, non se ne ha più traccia e sono andati persi.
Caratteristiche del documento
Annotazioni generali
- All’epoca non veniva considerato necessario indicare autore e titolo dell’opera, anche se oggi noi li riteniamo istituzioni letterarie.
- Un documento può essere copiato e può essere una copia autentica.