Paranthropus (Australopitecine "robuste")
Un inaridimento delle regioni prossime alla GRV intervenne a partire dal 3 Ma, ma l'inaridimento avrebbe comportato una maggiore estensione delle distese di savana nell'Africa centro-orientale. È in simile ambiente che i nostri antenati furono in grado di avventurarsi, traendo quindi vantaggio dagli adattamenti che erano stati acquisiti in precedenza (exaptations).
L'evidenza fossile a nostra disposizione indica che gli ominidi furono portati dal meccanismo della selezione naturale ad adottare due diverse strategie: la prima caratterizza l'evoluzione del genere Paranthropus, mentre la seconda riguarderà il genere Homo.
Specie di Paranthropus
Iniziamo da Paranthropus, ne conosciamo tre specie:
- P. aethiopicus, la forma ancestrale del genere Paranthropus;
- P. boisei, la forma derivata dell'Africa orientale;
- P. robustus, la variante sudafricana, distinguibile per alcuni dettagli della morfologia facciale.
L'areale di P. aethiopicus sembra limitato a siti sulla riva del lago Turkana (Kenya) e nella bassa valle dell'Omo (Etiopia), con datazioni intorno a 2,5 Ma, mentre l'evidenza fossile di P. boisei è più diffusa fra l'Etiopia e la Tanzania e mostra una notevole longevità della specie: fra 2,2 e 1,2 Ma. P. robustus ha una distribuzione esclusivamente sudafricana e una cronologia circoscritta all'intervallo 1,9-1,6 Ma.
Morfologia e adattamenti
Tutte le specie mostrano una stessa morfologia di base, che conferisce al gruppo l'appellativo di "australopitecine robuste". Il termine robuste si riferisce alle dimensioni e alla potenza dell'apparato di masticazione: denti ma anche mascelle, muscoli e sovrastrutture ossee per l'inserzione di questi.
Per quanto riguarda la dentatura, si assiste a una variazione del modello "molarizzato", denti anteriori assai ridotti e denti posteriori molto grandi, unitamente a un elevato spessore dello smalto dentario. Le ossa mascellari sono altrettanto sviluppate e la mandibola viene messa in azione da muscoli masticatori.
Le dimensioni e la potenza di questi muscoli condizionano la morfologia cranio-facciale in Paranthropus. In primo luogo, osserviamo una caratteristica cresta sagittale sulla sommità del cranio, che dà inserzione a muscoli temporali che avvolgono la scatola cranica. Le fosse temporali (lo spazio che si crea dietro le orbite, fra arcata zigomatica e parete laterale del cranio) sono molto ampie e danno alloggiamento alle stesse masse muscolari prima che esse trovino inserzione sul ramo (apofisi coronoidea) della mandibola. Di conseguenza, le arcate zigomatiche sono vistose perché devono fornire adeguate aree di inserzione ai potenti muscoli masseteri che vanno a inserirsi sull'angolo mandibolare.
Lo scheletro facciale tende ad accorciarsi e...
-
Riassunto esame Sociologia dei consumi, Prof. Gnasso Stefano, libro consigliato Homo Consumens, Bauman
-
Appunti di Antropologia fisica
-
Antropologia (parte prima)
-
Riassunto esame Ludoteconomia, prof. De Angelis, libro consigliato Homo Ludens, Huizinga