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Ovidio e l’Ars Amatoria

Ars Amatoria

L'opera si divide in tre libri. I primi due libri sono dedicati agli uomini e trattano la

conquista della donna e le tecniche di seduzione e come far durare l'amore. Il III libro

si propone di dare consigli alle donne. Riprende il genere didascalico ma sostituisce il

verso classico della letteratura epica-didascalica, l’esametro, con il distico elegiaco

(composto da un esametro e da un pentametro), tipico della poesia erotico-elegiaca.

IL POETA praeceptor amoris

Nell'AA Ovidio assume il ruolo di che impartisce insegnamenti per

praticare l'arte della seduzione. Il poeta deve sperimentare prima attraverso

l’esperienza personale e solo dopo può insegnare.

LA DONNA

Anche il ruolo della donna cambia all'interno dell'elegia erotica: diventa una preda da

cacciare tra tante altre. Nella tradizione infatti, la fanciulla, soggetto delle attenzioni di

un corteggiatore era ben determinata. Al contrario nell'A.A. la fanciulla non ha nome, è

generica.

STRATEGIE D’AMORE

I metodi utili sia per la conquista che per il mantenimento del rapporto sono due:

l'inganno e la simulazione. Bisogna simulare di accondiscendere ad ogni richiesta e

capriccio della donna, che riterrà che l’amante è fedele. Consiglia ai giovani di

ingannare le ingannatrici. L'amore è una guerra in cui il fine giustifica i mezzi. È

importante che l'amante non si mostri mai debole e che non diventi schiavo d'amore,

ma renda tale l'amante. Ad appoggiare le sue idee il poeta cita degli esempi di storie

tratte dalle leggende e dai miti degli eroi e degli dei. L’esempio era il mezzo che

favoriva l’apprendimento di un mito, ha un valore etico-morale così da far

comprendere a chi legge se ripetere o meno ciò che è stato descritto.

DESTINATARIO

Alla fine del proemio del libro I, seleziona i destinatari indicando chi non può leggere la

sua opera e lo fa menzionando solo l'abbigliamento tipico delle donne che per statuto

morale e sociale non possono accedervi. Si tratta delle fanciulle vergini, a cui il poeta

vittae tenues, tenui bende

allude con le parole e poi le matrone, le donne sposate. Per

i lettori era chiaro che dovessero rivolgersi solo alle donne libere.

I TRE PROEMI

Primo libro: RIFIUTA L’ELEMENTO EPICO DELL’ISPIRAZIONE DIVINA.

Ha un proemio breve. È un classico proemio di un’opera epico-didascalica, ci sono

riferimenti a Lucrezio e a Virgilio. Emerge il concetto di educazione e di precetto legato

all’immagine del poeta come poeta vate. Si pone in parallelo con Chirone, maestro di

Achille, e legge sé stesso superiore a lui. Rifiuta l’ispirazione di Apollo e delle Muse,

l’AA è ispirata dall’esperienza. Rifiuta il modello oraziano di poesia.

V29 vera canam ‘canterò cose vere’ anche se non è ispirato dalla divinità, ma ha

l’esperienza.

Secondo libro: ISPIRAZIONE EPICA, MA RILEGGE IL MITO E L’EPICA IN CHIAVE

ELEGIACA.

È un proemio composto da 99 versi in cui sono presenti esempi epici e nel quale

riprende, elabora e rinforza la sua immagine di poeta-vate. Conferma la propria

ispirazione attraverso il mito di Dedalo e Icaro. Si pone in contrapposizione con Dedalo

praeceptor

perché è stato un cattivo in quanto non è stato capace di indirizzare Icaro,

doctus

suo discepolo, verso la retta via. Il poeta è e riesce a frenare Amore, quindi è

1 praeceptor.

un buon Il volo è visto anche come l’immortalità dell’opera alla quale è

legata l’immortalità dell’autore.

iter utrumque vola

V63 ‘vola in mezzo’: il volo è usato come metafora della letteratura

decorum.

che deve rispettare il artifex.

Abbiamo anche l’immagine di Ulisse come Narra le vicende di Troia con la

un’ars

sabbia, ma il mare porta via tutto. È vana perché non è fondata su un elemento

duraturo. Invece il poeta si basa sulla propria esperienza di poeta amante.

V144 Calipso dice: ‘ti affidi a qualcosa che è destinato a perdersi’.

Terzo libro: RIPRENDE IL MITO, RILEGGE LA PROPRIA OPERA, RISCRIVE IL TOPOS DEL

TEMPO CHE FUGGE FUNZIONALE ALLA DESCRIZIONE DELL’AMORE FEMMINILE.

È destinato alle donne. È un proemio epico. Mostra la capacità di Ovidio come poeta

vate e cantore di una dottrina epica. Si apre con i greci che combattono contro le

Amazzoni. Gli esempi successivi sono omerici e tratti dalle Heroides. Si focalizza sul

tempo che fugge e l’AA è destinata ai giovani che possono farne buon uso. Riprende

carpe diem

anche il di Orazio. È in buona parte una rilettura delle Heroides.

In tutti e tre pone l’attenzione sulla sua figura di poeta vate e poeta callimacheo. Usa

la tecnica ellenistica che consiste nell’unire più generi, rielaborare motivi di altri testi e

della propria opera. Il poeta ellenistico rilegge la propria opera.

2

LIBRO I – ANALISI E TRADUZIONE (1-67, 89-134, 177-228, 263-350, 437-486,

525-564, 607-772)

TRADUZIONE 1-67

Se qualcuno in questa città non conosce l’ars amatoria,

1 2

Legga me e una volta letto il carme sarà dotto nell’amare!

Con l’arte le veloci navi sono mosse con le vele e con i remi, 3

Con l’arte sono mossi i leggeri carri, con l’arte può essere dominato il dio Amore.

4 5

Automedonte era capace di dominare i carri con le briglie sciolte:

6

Tifi era il maestro nel guidare la nave Emonia;

7

Venere mi ha reso colui che può dominare l’amore tenero: 8

Io sono chiamato da Tifi e Automedonte (il maestro) di amore.

9

L’amore (Cupido) è sicuramente selvaggio tale da opporsi spesso a me,

Ma è un fanciullo, l’età tenera è adatta ad essere dominata.

10

Il figlio di Filiride (Chirone) ha educato Achille fanciullo con la cetra

11

L’arte placida ha frenato l’anima feroce;

Tanto gli amici tanto i nemici atterrì,

si crede che temesse il vecchio annoso;

Le mani che Ettore avrebbe provato (su di sé), alla richiesta del maestro

12

Achille le offrì ai colpi. 13

Chirone lo è di Achille, io sono il precettore di Amore :

Entrambi sono fanciulli, entrambi nati da una divinità.

14

Ma tuttavia anche il collo del toro è appesantito dall’aratro,

E anche i cavalli illustri mordono con il dente il freno,

15

Ma a me Amore cederà, per quanto ferisca il mio petto

16

Con l’arco e brandisce le fiaccole scagliate contro di me.

Ma quanto più mi colpisce, quanto più violentemente mi brucia

Tanto più io sarò reso il migliore vendicatore.

Io, o Febo Apollo, non mentirò sull’arte ispirata da te,

Ne tanto meno siamo ammoniti (riceviamo precetti) dalla voce dell’uccello dell’aria,

Ne mi sono apparse Clio e le sue sorelle 17

Badando al gregge nelle tue valli, o Ascra .

1 Legat: congiuntivo esortativo.

2 Doctus: si può amare solo dopo aver ricevuto l’insegnamento.

3 Prima similitudine tra l’AA e la navigazione. Usa elementi mitologici per la similitudine.

4 Automedonte, auriga di Achille nella tradizione omerica.

5 Regendes: diventare rex, dominatore di qualcosa.

6 Tifi, timoniere di Argo, la prima nave che violò i limiti imposti dalla natura solcando i mari.

7 Venere manda Cupido per dominare tutti gli dei. È un dio giovane.

8 Ovidio è superiore ad Automendonte e Tifi. Lui domina il dio più potente, Amore.

9 Repugnet: congiuntivo con valore consecutivo.

10 Chirone è il maestro di Achille, modello di uomo indomabile. Se Chirone ha dominato Achille,

Ovidio dominerà Amore.

11 L’arte placida è la musica o l’educazione in generale che porta alla tranquillità.

12 Immagine del maestro dell’antica Roma. È un maestro esigente che colpisce il giovane

restio all’apprendimento.

Praeceptor:

13 mostra tramite l’esperienza cosa occorre fare e come dire e dare insegnamenti

Magister:

sulla disciplina. insegna mostrando la propria abilità nella conoscenza attraverso

l’esperienza.

14 Riferimento a Virgilio. Il peso che incombe sul toro e sul cavallo è lo stesso che incombe su

Ovidio.

15 Concessiva.

16 Ovidio non ha smesso di amare, è ancora poeta-amante, ma ha raggiunto una tale

conoscenza dell’amore da poterne scrivere. TOPOS: fuoco dell’amore che penetra e divora il

poeta-amante. TOPOS saffico dell’amore malattia, curato solo con la conoscenza dell’amore.

17 Riferimento al poema di Esiodo, prima poeta greco, che scrive Le opere e i giorni (opera

didascalica). Nel proemio Esiodo finge si essere investito dall’ispirazione divina mentre pascola

3

Quest’opera è mossa dall’esperienza: ubbidirete al poeta esperto

18 19

Canterò cose vere : madre di amore favorisci ciò che è stato intrapreso!

20

Andate lontano voi che siete le bende tenui, simbolo di castità,

21

E tu tunica lunga che copri i piedi vai via! 22

Noi canteremo una Venere sicura e l’adulterio ,

23 24

Nel mio carme non ci sarà nessuna colpa .

Dall’inizio sforzati di scoprire l‘oggetto dell’amore 25

Tu che ora qui per la prima volta giungi come soldato in armi nuove;

26

La fatica successiva è pregare la fanciulla che è oggetto di piacere;

Il terzo è fare in modo che l’amore duri a lungo.

Questo è il fine, quest’area è il limite del nostro carro,

E questa è la meta alla quale si deve dirigere la ruota del mio carro.

27

Finché ti è lecito e finché puoi andare a briglie sciolte ,

28

Puoi scegliere una cui dire ‘tu sei l’unica che mi piace’.

Costei non verrà a te caduta dal cielo: 29

Ma la fanciulla adatta deve essere cercata con i tuoi occhi.

30

Sa perfettamente bene il cacciatore dove tendere le reti per i cervi,

Sa perfettamente in quale valle sta il cinghiale mentre grugnisce,

Sono noti i cespugli a coloro che cacciano gli uccelli, E chi getta le reti

sa perfettamente quali acque sono dense di pesce.

Anche tu che cerchi la materia per un amore lungo,

31

prima impara in quale luogo si trova la fanciulla .

32

Io non ti ordinerò di dare le vele al vento ,

33

Ne devi percorrere una lunga via per trovare l’amore.

Perseo che andò nel paese delle Indie nere per prendere Andromeda,

La fanciulla greca (Elena) rapita dall’uomo troiano (Paride):

Roma ti darà tante fanciulle e altrettanto belle,

il bestiame sui monti della valle dell’Asca.

18 Canterà cose vere perché la poesia è finzione, i poemi omerici erano finzione, mentre Ovidio

Canam

scrive il vero, non crea qualcosa di finto o nuovo. è una forma prosodica presente nei

poemi omerici.

19 Invocazione a Venere, dea dell’amore e madre di Cupido.

20 Este procue: formula sacrale, si trova nei carmina religiosi.

21 Indica coloro che non possono leggere l’AA attraverso l’abbigliamento, cioè le donne caste e

le donne sposate.

vv31-34 ripresi nei Tristia ai vv247-250.

22 Furta concessa è l’adulterio indicato usando un ossimoro. L’adulterio è concesso.

Crimen Error/culpa

23 indica la presenza di volontà di ingannare. indicano la mancanza di

volontà.

24 Fine del proemio, mette in evidenza la separazione tra arte e vita.

25 Il giovane è un soldato, va in battaglia senza armi. L’amore è una battaglia. TOPOS del

miles

soldato d’amore, elegiaco.

Labor dell’inventio.

26 indica lo sforzo

27 Riprende la metafora iniziale dell’auriga.

28 Già dà l’idea di cos’è la seduzione. La donna per essere sedotta deve ritenersi l’unica.

29 Perifrastica passiva. Nell’epica didascalica indica qualcosa che deve essere compiuto.

30 Scit al v45 e novit al v 47 indicano la conoscenza che il lettore non ha e gli viene data da

Ovidio. Sci tubi e scit qua valle sono due interrogative indirette. Presuppongono l’uso del

sapere, dove trovare la fanciulla.

31 PRIMO PRECETTO: scoprire quali luoghi frequenta la fanciulla. | interrogativa indiretta.

32 Probabile riferimento a Elena nelle Heroides che risponde a Paride. Osserva che l’amore è

un amore infedele, pone l’accento sul fatto che gli amanti danno le vele al vento cercando

l’amore. L’amore è infedele, soprattutto quello del viaggiatore. Non propone un amore effimero,

ma duraturo.

33 Una lunga via, percorsa da Elena e Paride.

4

potresti dire che Roma possiede qualunque cosa che si trova al mondo.

Quante spighe sui monti del Gargara, quanti vigneti possiede l’isola di Lesbo

(Methymn)),

Quanti pesci possiede il mare, quanti uccelli sono coperti dagli alberi,

Quante stelle possiede il cielo, tante fanciulle possiede la tua Roma:

34

La madre (Venere) ha stabilito come sia sede la città del suo Enea .

35

Sia che tu sia preso dalla fanciulla ancora nei primi anni,

davanti ai tuoi occhi giungerà una bella fanciulla;

Se invece la desideri giovane ne troverai 1000 che ti piaceranno:

E sarai costretto a essere inconsapevole del tuo desiderio; (=non saprai quale

scegliere)

Se per caso ti piace una donna vecchia e sarà più saggia (=non ti tradirà),

36

E allora credimi anche di questa sarà piena la schiera .

vv68-88 si sofferma sui luoghi adatti agli incontri amorosi. Il primo è il portico di

Pompeo annesso al primo teatro stabile in muratura eretto nel 55 a.C. nella Roma

repubblicana. Poi fa riferimento al Teatro di Marcello, al portico di Ottavia e al tempio

di Apollo Palatino.

vv79 menziona tra i luoghi adatti anche i fori.

37

TRADUZIONE 89-134 38

Ma tu in modo particolare devi cacciare nei teatri ricurvi ;

Perché questi sono i luoghi più fertili per i tuoi desideri.

39 40 41

E lì troverai ciò che ami e ciò con cui puoi giocare , 42

ciò che tu puoi toccare una sola volta, ciò da mantenere per sempre.

43 44

Come la formica frequentemente va e ritorna lunga la schiera

Quando trasporta con la bocca il cibo solito dai granai,

Come le api trovati i propri boschi e i campi profumati

volano sui fiori e sui punti più alti dei timi,

45

Così le fanciulle più raffinate corrono in massa alle rappresentazioni teatrali più note:

46

Il mio giudizio sulle fanciulle è attardato dall’abbondanza.

47

Le fanciulle vengono per vedere lo spettacolo e per essere guardate:

34 in questo modo giustifica perché Roma è la città dell’amore: Venere l’ha scelta come sua

sede.

35 Capio: tipico verbo elegiaco.

36 Lessico militare perché l’amore è una battaglia.

37 Il ratto delle Sabine è il primo esempio che viene riadattato per dimostrare che il teatro è un

luogo dell’amore. In realtà è avvenuto nel Circo Massino, quindi manipola un fatto storico. Nel

mondo antico la violenza è alla base della fondazione di Roma, Marte violenta Rea Silvia e

concepiscono Romolo e Remo. Nelle Metamorfosi inserisce atti di violenza da parte di divinità

maschili contro le donne. Alla violenza segue una rigenerazione, una rinascita. Il ratto delle

Sabine è letto come atto fondativo della città. Nel mondo antico non c’è violenza fine a sé

stessa. L’intertesto è la 4° elegia del II libro delle Elegie di Properzio in cui tratta il ratto delle

Sabine. Il ratto delle Sabine è il primo momento di seduzione, è all’origine dell’eros.

38 Le donne si trovano in alto, gli uomini in basso e per guardarle devono girarsi. Le donne

guardano poco lo spettacolo perché guardano gli uomini e sanno di essere guardate.

39 È il luogo che suscita l’amore.

40 Ciò che ami, attrazione fisica e legame duraturo.

41 Giocare, amore breve.

42 Tenere: riferimento al possesso in eterno.

43 Usa similitudini virgiliane che troviamo nelle Georgiche. Le api e le formiche servono ad

indicare il numero di fanciulle che frequenta il teatro.

44 Come al vv50 bisogna trovare la fanciulla

Cultissima femina,

45 parla delle fanciulle raffinate che frequentano il teatro.

46 Come al vv64 si ha l’incapacità di scegliere

47 usa il supino per indicare la finale.

5 48

Quel luogo possiede i rischi del pudore casto.

49

Tu per primo Romolo hai fatto dei giochi un evento pericoloso,

50

Quando le sabine rapite piacquero agli uomini vuoti (=privi di donne).

51 52

Allora non pendevano le vele sopra al teatro di marmo ,

Non vi erano i pulpiti rossi e profumati di zafferano;

Il palatino era pieno di fronde, 53

Deposte sul teatro senza raffinatezza; 54

Il popolo era seduto sui gradini fatti di cespugli,

Qualunque fronda che ricopriva il capo ispido.

55

Si voltano a guardare e notano ciascuno per sé una fanciulla

Che desiderano e nel cuore silenzioso molti pensieri albergano;

E mentre il flautista etrusco canta con il ritmo rozzo, 56

Colpisce con il piede tre volte la terra spianata con maggiore allegria ,

In mezzo all’applauso – allora gli applausi non erano sollecitati– 57

Il re (Romolo) diede il segnale atteso dal popolo per cacciare la preda.

58

All’improvviso balzano in piedi con clamore.

59

E si gettarono sulle fanciulle con le mani desiderose.

E come le colombe, una massa timidissima fuggono le aquile,

E come gli agnelli fuggono alla vista dei lupi,

Così le fanciulle ebbero timore degli uomini che correvano senza alcun ordine:

60

Il colorito che c’era prima in nessuna rimane tale.

Il timore era unico ma non era unico l’aspetto:

Una parte si strappa

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaramadia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Labua Giuseppe.
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