OTITE CRONICA COLESTEATOMATOSA
L’otite cronica colesteatomatosa rappresenta la forma più grave di patologia cronica
1
dell’orecchio medio, benché non la più frequente . Il termine colesteatoma, che potrebbe
erroneamente evocare una neoplasia colesterinica, è d’origine ottocentesca ed indica una patologia
flogistica ed infettiva caratterizzata da otorrea, dovuta ad un accumulo di materiale lipidico (in
particolare di colesterolo) secondario alla presenza di cute nell’orecchio medio. 2
Il timpano e il condotto uditivo esterno sono infatti fisiologicamente tappezzati di cute ,
mentre l’orecchio medio è normalmente rivestito da sola mucosa.
La patologia può essere:
• Congenita: nel caso in cui frammenti di cute rimangano imprigionati nell’orecchio medio
durante lo sviluppo embrionale dell’ectoderma;
• Acquisita: per fattori che intervengono dopo la nascita. Rappresenta la forma di gran lunga
più frequente e riconosce come fattori favorenti:
Le otiti ricorrenti, soprattutto in età infantile;
o La palatoschisi, che compromette la funzionalità tubarica a causa di un’inadeguata
o contrazione dei muscoli peristafilini (tensore ed elevatore del palato);
La familiarità (le cui basi genetiche sono elusive).
o
Patogenesi del colesteatoma acquisito 3
La pelle può penetrare nell’orecchio medio principalmente in due modi :
• Mediante una tasca di retrazione della membrana timpanica (fig. 1);
• Mediante migrazione cutanea attraverso una perforazione timpanica.
Tasca di retrazione: formazione ed evoluzione
Definita come un’aspirazione del timpano
nella cavità dell’orecchio medio, la tasca di
retrazione si presenta come una sorta di
“palloncino”. [È la causa più comune di
colesteatoma (90% dei casi)]. All’otoscopia si può
apprezzare lo sbocco di questa introflessione
timpanica, che può essere confusa per una
perforazione, essendo spesso non apprezzabile il
fondo di detta tasca.
La persistenza di pressioni negative nella Fig. 1: tasca di retrazione
camera media dell’orecchio [spesso secondaria a
una disfunzione tubarica] e la presenza di un
locus minoris resistentiæ della membrana
[=perdita di resistenza della membrana timpanica conseguente ad atrofia dello strato fibroso],
dovuto per esempio a fenomeni infiammatori, possono insieme generare la formazione della tasca di
retrazione: in questo modo la cute oltrepassa il proprio limite naturale. Solitamente la tasca si forma
nella pars flaccida del timpano (parte supero-anteriore, di scarsa importanza funzionale), situata
1 Prevalenza di 9,2 casi su 100 000
2 Il timpano è formato, in senso latero-mediale, da uno strato cutaneo, uno fibroso ed uno mucoso. Lo strato cutaneo
del timpano è sottilissimo, essendo quivi l’epidermide composta da pochi strati di cellule cornee (epitelio squamoso
pluristratificato cheratinizzato).
3 Altri due meccanismi, ovvero la metaplasìa da flogosi cronica degli strati sottocutanei del timpano o della mucosa
dell’orecchio medio, sono illustrati nelle slide ma non sono stati neppure citati a lezione.
sopra il processo laterale del martello: in questa
zona la cute e la mucosa aderiscono senza
connettivo fibroso interposto. Sono comunque
possibili altre sedi di formazione.
L’introflessione timpanica così prodotta può
progressivamente aderire all’articolazione
4
incudo-stapediale (fig. 2,3) e spingersi
addirittura sulla parete mediale della cassa
dell’orecchio medio (sulla quale si trova il
stapediale
. 2: adesione della tasca all’articolazione incudo- promontorio, proprio sopra e davanti alla finestra
rotonda), sino a tappezzarla interamente,
determinando il quadro di atelettasìa:
ovverossia una retrazione del timpano
che, progressivamente, occupa tutta la
cavità dell’orecchio medio.
La pelle agisce quivi da corpo
estraneo, determinando la comparsa di
tessuto infiammatorio, sia direttamente
che per sovrainfezione. La
desquamazione oblitera infatti il lume
della tasca, impedendo il ricircolo d’aria
ed ostacolando la perfusione del tessuto:
si crea una nicchia favorevole alla
3: retrazione con aderenza all’articolazione incudo-stapediale
proliferazione di microorganismi
anaerobî.
Alla base del colesteatoma vi sono
dunque necessariamente sia l’atelettasìa (anche non completa) del cavo timpanico sia il fenomeno
5
flogistico-infettivo .
Detta infiammazione ha carattere erosivo sull’osso sottostante: la pericolosità del colesteatoma
risiede proprio nell’osteolìsi delle strutture adiacenti alla zona retratta, come la catena ossiculare o il
contorno osseo (le pareti ossee) dell’orecchio medio.
Migrazione cutanea attraverso perforazione
timpanica
Questo processo patogenetico (fig. 4) è
presente in una proporzione attorno al 5 - 10%
dei casi di colesteatoma: una soluzione di
6
continuo nel timpano, in certi casi, può
permettere un’invasione della cavità
dell’orecchio medio da parte della cute
dell’orecchio esterno. In questo caso, la lesione
del timpano è più facilmente situata nella pars Fig. 4: migrazione cutanea attraverso perforazione
tensa.
4 È l’enartrosi fra incudine (incus) e staffa (stapes). La parola non deve indurre a pensare al muscolo stapedio.
5 Ovviamente, non tutte le tasche di retrazione timpaniche si infettano: non tutte le atelettasìe danno luogo ad un’otite
cronica colesteatomatosa.
6 Qualunque interruzione della continuità anatomica di una struttura del corpo.
2
Evoluzione del Colesteatoma
Un’atrofia timpanica, con sclerosi, può perforare, oppure un accollamento di cute e mucosa
può rendere il timpano più debole, benché integro, facilmente aspirabile o perforabile. Il passo
successivo è che questa atrofia, se rimane l’ipoventilazione tubarica o locale, possa retrarsi sino alla
parete mediale della cassa, aderendo all’incudine e alla staffa.
La retrazione con aderenza all’articolazione incudo-stapediale è causa del progressivo
riassorbimento del processo lungo dell’incudine, anche se abbiamo parte del timpano normale, con
addirittura il triangolo luminoso. L’atrofia del processo lungo dell’incudine determina discontinuità
della catena ossiculare: il soggetto perde una 20 di dB (la soglia udibile va quindi a porsi a 40-50
dB). Ma non è ancora colesteatoma: si tratta di un’otite atelettasica o adesiva. Si può apprezzare
anche nella parte alta un riassorbimento osseo (fig. 3). L’infezione da parte di microrganismi
anaerobi completa il quadro di otite colesteatomatosa cronica (fig. 5).
[La trasformazione in colesteatoma è determinata dall’accumulo di cellule cutanee desquamate
all’interno della tasca di retrazione, associata alla flogosi cronica, su base microbica, conseguente
alla scarsa vascolarizzazione e ventilazione locale. I microbi più comunemente riscontrati sono sia
aerobi che anaerobi (Pseudomonas, Streptococcus, Proteus, Escherichia coli)]
Sintomatologia del colesteatoma:
• Ipoacusìa, anche non molto accentuata;
• Otorrea, nelle forma conclamate, per l’infezione da parte di batteri anaerobi sul substrato
biancastro di desquamazione epiteliale;
• Assenza di dolore.
Indagine radiologica
Alla TC, si può
visualizzare l’occupazione
dell’orecchio medio da parte di
materiale radioopaco. In
sezione, lo si apprezza nella
parte alta dell’orecchio medio,
detta attico o recesso
epitimpanico (fig. 6). Se
l’attico è invece ben ventilato,
Fig. 6: immagine (sez. trasversa) TC di attico timpanico colesteatomatoso
e appare dunque nero, non si
tratta di colesteatoma.
Complicanze del Colesteatoma
L’osteolisi può procedere in varie direzioni e può interessare
(fig. 7):
• L’antro mastoideo;
• Il tegmen tympani del temporale, che divide l’orecchio
dalla fossa cranica media e dal lobo temporale del
cervello; Fig. 7: migrazione del colesteatoma
• La parete posteriore della cassa, sino alla fossa cranica
posteriore;
• La catena ossiculare;
3 • La parete mediale: con interessamento del nervo faciale e del labirinto (orecchio interno).
In ciò risiede la pericolosità intrinseca al colesteatoma e, a seconda delle strutture interessate, si
può manifestare:
• Atrofìa della catena
ossiculare, di cui
l’incudine è il punto più
debole;
• Fistola labirintica, con
conseguente vertigine;
• Paralisi del nervo
faciale (VII), che
peraltro deve sempre
portare a mettere in
diagnosi differenziale
una patologia
dell’orecchio;
• Mastoidite, ovvero una
tumefazione dolorosa
Fig 8: cerchiata in rosso (almeno spero!) la trombo-flebite del seno trasverso
nella regione
retroauricolare;
• 7
Labirintite , con
penetrazione massiva di pus nell’orecchio interno, che si accompagna a crisi di vertigine e
perdita dell’udito;
• Meningite, con infezione delle fosse media o posteriore. Questa complicanza rende ragione
della elevata pericolosità della patologia sino al recente passato. Vittima illustre della
8
patologia fu probabilmente Francesco II Re di Francia .
• Ascesso cerebrale o cerebellare (fig. 8);
• Trombo-flebite dei seni venosi endocranici, molto pericolosa e drammatica, la prognosi è
infausta. Fortunatamente oggigiorno la diagnosi precoce ne ha quasi annullato l’incidenza.
Qualunque infezione dell’orecchio medio può dare queste complicanze, ma il colesteatoma le
presenta con incidenza maggiore. Alla diagnosi di colesteatoma, circa il 70% dei pazienti ha già un
interessamento della catena ossiculare, spesso del processo lungo dell’incudine.
TERAPIA MEDICA DELL’OTITE CRONICA
Si può “asciugare” l’orecchio, ovvero trattare l’infezione batterica. Nel caso dell’otite media
cronica purulenta, può essere sufficiente.
7 Il termine labirintite è talora, in modo assolutamente errato, utilizzato come sinonimo di vertigine anche dal personale
medico.
8 François II de France (1544-1560), della dinastia dei Valois Angoulême, figlio di Enrico II e Caterina de’ Medici,
marito di Mary Stuart di Scozia, regnò per un anno e cinque mesi dall’età di quindici anni. Di fatto il potere era nelle
mani di François de Lorraine, Duc de Guise, contro il quale venne ordita la congiura d’Amboise per rivendicare libertà
di culto per i protestanti, che terminò con 1200 vittime. La debolezza dello Stato francese si concretizzò anche nella
perdita del Piemonte orientale, Toscana, Corsica e Scozia. Il povero François II morì a sedici anni probabilmente per le
complicanze di un’otite colesteatomatosa. Il fratello Charles IX salì al trono.
4 Si usano antibiotici per os, intramuscolo o topici (cefalosporine e chinolonici) eventualmente
associati antinfiammatori steroidei per ridurre la componente edematosa, che arriva talora ad avere
aspetto polipoide.
[Fino ad ora sono state trattate le otiti medie acute e croniche, ora vengono presentate le Sequele di
otiti, cioè fenomeni che fanno seguito ad una otite (vedi sbobina precedente)à perforazione
timpanica semplice e timpanosclerosi]
PERFORAZIONE TIMPANICA SEMPLICE
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