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TIMPANOSCLEROSI

Timpanosclerosi

a timpano aperto

OTITE MEDIA

PURULENTA

CRONICA

OTITE MEDIA OTITE MEDIA OTITE MEDIA

PURULENTA PURULENTA PURULENTA

CRONICA CRONICA CRONICA

SEMPLICE IPERPLASTICA CON OSTEITE

OTITE MEDIA PURULENTA

CRONICA

• La forma semplice può anche guarire senza

significative alterazioni anatomo-funzionali.

• Quando l’infezione è grave e persistente, la

mucosa dell’orecchio medio può ulcerarsi,

granuleggiare e dare origine a formazioni

polipoidi reattive.

• Nei casi in cui l’infezione interessi l’osso

sottostante si può avere demineralizzazione e

riassorbimento delle strutture ossee dell’OM.

TERAPIA

• BONIFICA DEL CONDOTTO UDITIVO E

DEL CAVO TIMPANICO.

• COPERTURA ANTIBIOTICA ED

ANTINFIAMMATORIA.

• INTERVENTI CHIRURGICI DI

TIMPANOPLASTICA E

MASTOIDECTOMIA.

COLESTEATOMA

• Presenza nell’OM di epitelio squamoso

cheratinizzato

• Può essere CONGENITO, origina da resti

epiteliali presenti nell’OM a causa della

difettosa chiusura del tubo neurale tra la 3

e la 4 settimana di gestazione, o

ACQUISITO, può essere la complicanza di

un’otite media cronica.

COLESTEATOMA CONGENITO

COLESTEATOMA ACQUISITO

COLESTEATOMA

TEORIE PATOGENETICHE:

1. TEORIA DELLA RETRAZIONE

Origina dalla retrazione “a cul di sacco” della pars flaccida della MT

(favorita dalla pressione endotimpanica negativa).

2. TEORIA DELLA METAPLASIA

Presenza di epitelio metaplastico non cheratinizzato nell’OM.

3. TEORIA DELLA MIGRAZIONE

Migrazione verso l’OM dell’epitelio squamoso cheratinizzato attraverso

perforazioni della MT.

TEORIA DELL’INVAGINAZIONE

4.

Invasione degli spazi subepiteliali da parte di cellule epiteliali

cheratinizzate dello strato cutaneo della pars flaccida della MT.

COLESTEATOMA

• SINTOMI E SEGNI:

• Otorrea purulenta cronica o recidivante, spesso

maleodorante.

• Perforazione spesso epitimpanica della MT.

• Presenza di formazioni polipoidi o tessuto di

granulazione nel CUE.

• Ipoacusia di trasmissione, qualche volta con

componente percettiva.

• Erosione del muro della loggetta e/o della

catena ossiculare. IMMAGINI TAC DI COLESTEATOMA

ALTRE COMPLICANZE DELLE

OTITI MEDIE

• COMPLICANZE ENDOTEMPORALI:

1. LABIRINTITE SIEROSA E PURULENTA

2. FISTOLA LABIRINTICA

3. PARALISI DEL VII N.C.

• COMPLICANZE ENDOCRANICHE:

1. ASCESSO EXTRADURALE

2. MENINGITE

3. ENCEFALITE

4. ASCESSO ENCEFALICO

5. TROMBOFLEBITE DEL SENO LATERALE.

OTOSCLEROSI

• Osteodistrofia della capsula otica.

• E’ caratterizzata da 3 stadi istopatologici:

1. Riassorbimento osseo

2. Lacune vascolari

3. Sclerosi

• Sede colpita: fissula ante fenestram della

finestra ovale, quindi articolazione stapedo-

ovalare (otosclerosi stapediale) oppure

endostio dell’orecchio interno (otosclerosi

cocleare).

OTOSCLEROSI

• Colpisce la popolazione femminile con una

frequenza doppia rispetto a quella

maschile.

• Fattori ormonali predisponenti; difetti

genetici, eredo-familiare autosomica

dominante a penetranza variabile;

traumatismo della capsula labirintica;

fenomeni autoimmunitari;

OTOSCLEROSI

• Ipoacusia trasmissiva (o. stapediale),

mista (o. stapedo-cocleare o cocleo-

stapediale), percettiva (o. cocleare)

• Timpanogramma A

• Assenza di riflessi stapediali o effetto on-

off nell’otosclerosi in fase iniziale

• Notch di Carhart (perdita settoriale per via

ossea sui 2000 Hz).

• Focolai otosclerotici all’indagine TAC.

OTOSCLEROSI

TERAPIA:

• MEDICA con fluoruro di sodio se la VA è

inferiore ai 40 dB.

• CHIRURGICA: STAPEDECTOMIA

Per ipoacusie > 40 dB, gap VA/VO > 25 dB

e buona discriminazione vocale.

IPOACUSIE

CLASSIFICAZIONE

ETA’ SEDE DELLA

PREVERBALE, GRAVITA’

PERIVERBALE, LESIONE

POSTVERBALE

I. TRASMISSIVA I. NEUROSENSOR.

COCLEARE RETROCOCLEARE

IPOACUSIE

• NORMALE: < 25 dB

• LIEVE: 26- 40 dB

• MODERATA: 41- 55 dB

• MEDIO-GRAVE: 56-70 dB

• GRAVE: 71-90 dB

• PROFONDA: > 91 dB.

IPOACUSIE

PROGRESSIVE

DETERMINATE CONSEGUENTI A

DA PROCESSI LESIONI DELL’VIII

PATOLOGICI N.C. E DELLE

DELL’ORECCHIO VIE UDITIVE

INTERNO CENTRALI

(Labirintopatie) IPOACUSIE

NEUROSENS.

PROGRESSIVE

FARMACI CAUSE CAUSE

OTOTOSSICI GENETICHE, NEOPLASTICHE

MALATTIA DI (AMINOGLICOSIDI, IMMUNOLOGICHE, PRESBIACUSIA (neurinoma VIII,

MENIERE DIURETICI, METABOLICHE, metastasi, tumori

ANTIBLASTICI, ORMONALI, glomici)

ANTIMALARICI) VASCOLARI

IPOACUSIA DA

RUMORE

IPOACUSIA DA

IPOACUSIA DA TRAUMA DEEP A 4 KHz

TRAUMA ACUSTICO

ACUSTICO ACUTO CRONICO

IPOACUSIA

IMPROVVISA

DA ROTTURA DA

DA INFEZIONE DA LESIONI DELLE DA CAUSE INTOSSICAZ.

VIRALE VASCOLARI MEMBRANE IMMUNITARIE IATROGENE

(barotrauma)

IPOACUSIE

INFANTILI

GENETICHE ACQUISITE IDIOPATICHE

35% 35% 30%

NON SINDROMICHE 1. PRENATALI

1. Autos. Recess. 2. PERINATALI

SINDROMICHE

2. Autos. Dominanti

3. X- linked 3. POSTNATALI

4. Altre

IPOACUSIE INFANTILI

IPOACUSIE SINDROMICHE:

• Sindrome di Alport

• Sindrome di Pendred

• Sindrome LEOPARD

• Sindrome di Usher

• Altre.

IPOACUSIE INFANTILI

IPOACUSIE

PRENATALI ASSUNZIONE

CITOMEGALO HERPES TOXO-

ROSOLIA SIFILIDE SOSTANZE

VIRUS SIMPLEX PLASMOSI OTOTOSSIC.

IPOACUSIE INFANTILI

IPOACUSIE

PERINATALI IPER-

IPOSSIA BILIRUBINEMIA

IPOACUSIE INFANTILI

IPOACUSIE

POSTNATALI

INFETTIVE

(meningiti e TRAUMA

SOSTANZE OTO-

meningoencefaliti da ACUSTICO E/O

TOSSICHE

Haemophilus, CRANICO

Herpes, morbillo,

parotite). IPOACUSIE

TEST AUDIOLOGICI QUALITATIVI:

• Test di Weber

• Test di Rinne PROVE CON IL DIAPASON

• Test di Schwabach

TEST AUDIOLOGICI QUANTITATIVI:

• Esame audiometrico tonale

• Esame audiometrico vocale

• Impedenzometria

• PEU o A.B.R.

• OAE. IPOACUSIA

NEUROSENSORIALE

IPOACUSIA

TRASMISSIVA IPOACUSIA

DI TIPO

MISTO

CURVA DI RIGIDITA’

CURVA DI MASSA AUDIOGRAMMA

IN DISCESA

Ipoacusie degenerative

Presbiacusie

Lesioni n. acustico

AUDIOGRAMMA

A CORDA MOLLE

Ipoacusie improvv.

Mal. Ménière

Ipoacusie eredo-famil.

DEEP A 4 KHz

Ipoacusia da rumore

SOGLIA TONALE “OMBRA”

O “FANTASMA” SENZA MASCH.

MASCHERAMENTO

SOGLIA TONALE REALE

DOPO MASCH. DELL’AS

AUDIOMETRIA VOCALE

TIMPANOGRAMMA

TIPO A

Normale

TIPO B

Piatto

TIPO C

P endotimp neg.

TIPO D

Aspetto a W

TIPO E

Aspetto a “gobba

di cammello”

AUDIOMETRIA A RISPOSTE

ELETTRICHE

• Potenziali evocati del tronco cerebrale

(ABR) = Brainstem Evoked Response

Audiometry.

• Potenziali corticali (ERA) = Cortical

Evoked Response Audiometry.

• Elettrococleografia (ECoG).

ABR

• INDICAZIONI:

• Utile indicatore per la valutazione obiettiva della soglia

audiometrica dei soggetti non collaboranti (N.B. alle

frequenze 1- 4KHz contenute nel click).

• Test di screening per i neonati ad alto rischio

audiologico.

• Nell’individuazione di lesioni retrococleari alta sensibilità

e specificità.

• Valutazione obiettiva delle ipoacusie cocleari con

recruitment (innalzamento soglia onda V).

• Nelle forme trasmissive e neurosens. senza recruitment

(aumento latenza di tutti i picchi)

ABR

• Potenziali evocati uditivi precoci del tronco

encefalo.

• Sono costituiti da 7 onde così generate:

• I onda: giunzione cito-neurale tra coclea e nervo VIII

• strutture neurali all’uscita dal canale acustico interno

II onda:

• III onda: nuclei cocleari

• IV- V onda: complesso olivare superiore e nuclei del lemnisco lat.

• VI- VII onda: collicolo inf. e corpo genicolato mediale.

ABR

• Si utilizzeranno cadenze comprese fra 11

e 51/s per uno studio neurologico e di 21/s

per la valutazione di soglia.

• Le componenti I, III e V sono dette

“maggiori” e rappresentano i potenziali di

maggiore rilevanza ai fini clinici.

• Per la definizione della soglia audiometrica

il parametro più attendibile è l’onda V.

ABR

• L’intervallo fra i picchi I e V rappresenta il

tempo di conduzione tronco encefalico,

quello III- I il tempo di conduzione bulbo-

pontino, quello V- III il ponto-

mesencefalico.

• L’ampiezza dei picchi riveste

un’importanza minore, mentre più

importanti sono le alterazioni dei rapporti

di ampiezza. ABR

• La morfologia del tracciato è caratteristica

fondamentale data la sua notevole

ripetibilità e la sua scarsa variabilità inter

ed intraindividuale.

• E’ necessario considerare delle variabili

quali quelle legate al soggetto che

possono influenzare in modo marcato i

parametri: es. età, soglia, sesso,

temperatura, attenzione, farmaci.

ABR

• PARAMETRI PRINCIPALI:

• differenza interaurale dell’onda V,

IT :

5

patologico se supera 0.3 ms

• Intervallo I- V: valori normali compresi fra

0.4 e 4 ms.

• ∆ : differenza fra lat. onda V e lat. onda V

5

di riferimento (se è assente la V

controlaterale). ERA

• Con questo metodo si registrano i

potenziali acustici evocati tardivi, cioè

quelli corticali.

• INDICAZIONI:

• Esame oggettivo della soglia uditiva per

es. sordità psicogena, simulazione.

ECoG

• Misura dei potenziali microfonici (generati

dalle cce), dei potenziali di sommazione

(che originano da oscillazioni non lineari

asimmetriche della MB) e dei potenziali di

(che nascono dall’attività

azione

sincronizzata delle fibre del n. acustico)

entro un tempo di 3.5 ms.


PAGINE

104

PESO

6.94 MB

AUTORE

kalamaj

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Otorinolaringoiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Cassano Pasquale.

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