Le infezioni ossee
Con il termine osteomielite si identificano differenti quadri patologici caratterizzati dal peculiare interessamento del midollo osseo nelle infezioni osteo-articolari. Il processo infiammatorio a carico dell'apparato scheletrico prende origine e si diffonde nel tessuto connettivo presente nella cavità diafisaria, nelle cellette di tessuto spugnoso, nei canali di Havers e nello strato cambiale del periostio. La reazione infiammatoria non ha nulla di caratteristico rispetto a quella che si realizza in altri distretti corporei; peculiare è soltanto la risposta del tessuto osseo al processo infiammatorio che è rappresentata da fenomeni necrotici, osteolitici ed iperostosici comunque aspecifici e comuni ad altre condizioni patologiche dell'osso.
Fattori che influenzano le osteomieliti
I fattori capaci di influenzare in maniera determinante la distribuzione delle osteomieliti sono rappresentati da:
Modalità di contaminazione delle strutture ossee
- Diffusione ematogena: è la modalità più frequente; l'agente infettivo raggiunge l'osso attraverso il torrente circolatorio.
- Diffusione per contiguità: l'infezione si propaga all'osso da un focus settico localizzato nei tessuti molli adiacenti; tale modalità è particolarmente importante in caso di traumi diretti, ferite da punta, morsi umani e animali.
- Diffusione diretta dell'infezione: l'impianto dei germi si produce direttamente nell'osso, come può facilmente verificarsi a seguito di fratture esposte, ferite penetranti ecc.
- Infezione post-operatoria: correlata all'estendersi della pratica della sintesi delle fratture con mezzi metallici ed all'impiego di artroprotesi; le percentuali di tale complicanza variano nell'ordine dell'1.5-2% dei casi.
Fattore età
Nei bambini e nei neonati sono spesso interessate strutture dello scheletro appendicolare, mentre negli adulti è più comune una localizzazione delle infezioni alle strutture dello scheletro assiale.
Agente causale specifico
La risposta del tessuto osseo è differente a seconda dell'agente microbico responsabile dell'infezione; i micro-organismi principalmente responsabili dei processi osteomielitici sono lo Stafilococco aureo, lo Stafilococco epidermidis, lo Streptococco, il Bacterium coli, la Salmonella, ecc.
Osteomielite ematogena del lattante
È una forma del tutto particolare, l'agente etiologico può essere rappresentato, con la stessa frequenza dallo stafilococco, dallo streptococco e dal pneumococco. La porta d'ingresso è quasi sempre cutanea e condizione favorente è la fisiologica mancanza di acido lattico nella cute del neonato. La diagnosi è spesso difficile in quanto l'osteomielite può evolvere con sorprendente povertà di sintomi: la febbre assente o poco elevata, scarso o nullo l'interessamento generale, i dati di laboratorio poco dimostrativi; la manifestazione clinica si ha quando l'infezione è giunta alle articolazioni provocando tumefazione e deficit funzionali.
L'abbondante reazione periascessuale è una caratteristica dell'osteomielite del neonato soprattutto attorno a metafisi e diafisi delle ossa lunghe; inoltre, generalmente, ci si trova di fronte a quadri di osteoartrite plurifocale. La patologia evolve, in genere, con danni irreversibili a carico delle epifisi e delle cartilagini di coniugazione, provocando alterazioni dell'accrescimento metafisario che esitano in deficit di lunghezza e deviazioni assiali dell'osso colpito.
Terapia
La terapia deve essere immediata e consiste in un trattamento medico antibiotico ed un trattamento ortopedico distinto in tre fasi:
- Immediato: evacuazione della raccolta settica ed immobilizzazione dell'articolazione.
- Precoce: evitare o limitare le deformità con idonei protocolli riabilitativi.
- Tardivo: correggere le deformità non più suscettibili di correzione spontanea o con metodi incruenti.
Osteomielite ematogena dell'età evolutiva
Il germe responsabile è quasi sempre lo stafilococco piogeno aureo (80-90% dei casi), in minor misura altri germi quali lo Streptococco ed il Pneumococco. L'incidenza di questa patologia è elevata nell'età di accrescimento (tra i 5 ed i 15 anni) e le sedi di elezione sono le ossa lunghe, in particolare il femore, la tibia e l'omero a livello delle loro metafisi più fertili.
La più ricca vascolarizzazione e l'esistenza di un letto capillare ampio con associato rallentamento del flusso sanguigno sono condizioni favorenti l'impianto in tale sede dell'agente infettivo. La vascolarizzazione dell'epifisi è distinta da quella della faccia metafisaria della cartilagine di accrescimento; questa condizione anatomica rappresenta il più delle volte una barriera invalicabile ai vasi e quindi alla infezione, di conseguenza l'epifisi e l'articolazione sono quasi sempre risparmiate eccetto i casi di infiammazione reattiva accompagnati da versamento asettico.
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