Psicologia e sviluppo delle risorse umane
Parte I: La rilevazione delle qualità delle risorse umane
Il processo diagnostico: la scientificità della rilevazione
Le fasi del processo diagnostico sono: l'analisi e la valutazione. La prima porta alla definizione del fenomeno e dà una visione d'insieme, mentre la seconda considera i dati offerti dall'analisi alla luce dei parametri di riferimento che cambiano in base al contesto. A fronte di questi parametri possiamo affermare che la valutazione non è il momento deduttivo dell'analisi, ma è una fase concettualmente e operativamente separata.
Le componenti del processo diagnostico sono: l'oggetto di analisi (che circoscrive il fenomeno), gli strumenti di rilevazione (il mezzo attraverso cui si ottengono i dati per l'analisi) e il metodo d'interpretazione (che permette di giungere alla valutazione e perciò alla conoscenza del fenomeno).
Oggetto di analisi: le competenze
L'oggetto di analisi sono le competenze: o meglio la qualità delle risorse umane, ovvero ciò che permette una certa prestazione. Il concetto di competenza è in sé piuttosto ambiguo e ci rifacciamo alla definizione di Klemp poi perfezionata da Spencer e Spencer: “Una caratteristica intrinseca di un individuo casualmente collegata ad una prestazione eccellente in una mansione che si compone di motivazioni, tratti, immagine di sé, ruoli sociali, conoscenze e abilità”.
Nonostante tutti concordino su questa definizione, essa comporta varie questioni di fondo che racchiudono delle contraddizioni, e ciò si può notare da questa stessa definizione dove vengono definite competenze sia i comportamenti sia i tratti della personalità!
Prima questione: competenza come caratteristica intrinseca
Includere nel concetto di competenza i modi di comportarsi o di pensare che perdurano nelle varie situazioni significa definire la competenza come parte integrante e duratura della personalità di un individuo. Tale natura intrinseca garantisce la ripetibilità e il mantenimento della stessa competenza, per cui solo una buona prestazione che si ripete nel tempo e in situazioni diverse è indice di competenza. Quindi la stabilità e la ripetitività sono due tratti essenziali della competenza che da questa prospettiva si configura come espressione della personalità (nucleo centrale stabile di una persona) e questo porta alla prima contraddizione, perché nonostante la competenza sia una realtà stabile, essa è anche passibile di sviluppo.
Prima contraddizione: stabilità in opposizione a possibilità di sviluppo
Questa contraddizione si risolve se consideriamo la competenza come un insieme di elementi: capacità, conoscenze ed esperienze in primis. Solo la capacità è un elemento intrinseco e stabile, ed infatti può essere definita come “la dotazione personale che permette di eseguire con successo una determinata prestazione” quindi è “la possibilità di riuscita nell'esecuzione di un compito”. Le capacità sono elementi intrinseci e stabili perché dipendono a loro volta da un altro elemento strettamente personale: l'attitudine, cioè il substrato costituzionale della capacità. Le capacità non sono altro che l'espressione di un'attitudine che ha trovato condizioni esterne (contestuali) e interne (motivazionali) favorevoli al suo manifestarsi in comportamenti o prestazioni. Quindi la capacità è prettamente intrinseca perché radicata nel patrimonio attitudinale di una persona, mentre l'attitudine contiene degli elementi plastici dal momento che si trasforma in capacità solo se trova delle condizioni favorevoli.
Ma la competenza non è solo espressione dell'attitudine (sennò sarebbe capacità tout court): essa è formata anche da conoscenze ed esperienze finalizzate che permettono alla competenza stessa di crescere e di svilupparsi in un'ottica di apprendimento costante. L'esperienza consente di maturare delle conoscenze e le arricchiscono di abilità tecniche (skills).
Tutti questi componenti vanno tenuti assieme e utilizzati con misura: la padronanza è proprio la capacità di saper utilizzare al meglio questa complessa struttura e la sensazione che ne deriva è il potere sulla situazione (mastering).
Quindi per concludere: la possibilità di affermare che la competenza sia stabile e sviluppabile allo stesso tempo risiede nella sua costituzione stessa della competenza, che consta appunto sia di elementi stabili come le capacità (che hanno comunque uno sviluppo all'interno dei vincoli dell'attitudine ma nello stesso tempo garantiscono una stabilità nella riuscita delle prestazioni), sia di elementi altamente passibili di sviluppo come le conoscenze (incrementabili per definizione) e come le esperienze.
Una seconda questione: il collegamento casuale tra competenza e performance
La definizione di Spencer e Spencer riporta che va chiarito. Se le competenze possono dirsi anche stabili e garanti di una performance, allora il collegamento non dovrebbe essere casuale. Occorre quindi chiarire il rapporto e la differenza tra comportamento/performance/competenza.
Seconda contraddizione: comportamento in opposizione a caratteristica intrinseca
Infatti spesso la competenza viene definita come comportamento/performance e altrettanto spesso come tratto psicologico. Ciò che si può osservare è solo il comportamento, alla cui base c'è una dimensione psicologica strettamente collegata che però non può esser verificata empiricamente. Ciò che si può osservare e misurare è perciò l'abilità tecnica, skills, ma non la capacità sottostante che permette tale abilità. L'errore sta quindi nel NON differenziare il compito da ciò che permette la sua esecuzione.
Per concludere, quindi, la competenza appartiene necessariamente alla dimensione psicologica di fondo, e non a quella comportamentale. È perciò corretto definirla come caratteristica intrinseca che si esprime attraverso dei comportamenti ma proprio per questo non è un comportamento.
Terza questione: la specificità della mansione in cui la competenza si esprime
Terza contraddizione: la specificità in opposizione a non specificità della competenza
Quarta questione: i fattori costitutivi
La configurazione specifica della competenza.
Concludendo: la competenza può essere definita come caratteristica intrinseca dell'individuo, appartenente alla dimensione psicologica, costituita dall'insieme articolato di capacità, conoscenze, esperienze finalizzate. Si esprime attraverso comportamenti e per farlo necessita dell'azione di motivazione e contesto. L'aspetto specifico del contesto, che impatta sulla nascita e sullo sviluppo della competenza, è la cultura organizzativa. L'azione combinata di motivazione e contesto fa assumere alla competenza il suo carattere soggettivo di consapevolezza di possibilità di controllo sull'ambiente.
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