Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

 La mission di Google è “organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle

universalmente accessibili e fruibili”.

 Il caso presentato a lezione fa riferimento al giovane ingegnere informatico Andrea, neo assunto

presso la sede Google di Zurigo.

 Il problema che Andrea deve affrontare riguarda il “riconoscimento” della cultura di

Google, nonché l’apprendimento e l’adattamento ai suoi valori.

 La cultura di Google è un ottimo esempio di cultura adattiva/imprenditoriale.

 I tratti principali della cultura di Google sono:

1) l’informalità;

2) i confini sfumati tra lavoro e vita privata;

3) lo sviluppo del senso di appartenenza;

4) il mantenimento dell’atmosfera da “piccola azienda”, nonostante la straordinaria crescita

della società.

 L’obiettivo che, attraverso questo tipo di cultura, si intende raggiungere è legato alla

promozione del valore delle iniziative individuali, della sperimentazione, del rischio e della

imprenditorialità.

 L’organizzazione del lavoro tende a favorire il lavoro in piccoli gruppi. Ciascun membro del

gruppo lavora gomito a gomito con gli altri, in modo da rendere facile la diffusione delle

informazioni e la collaborazione nella risoluzione dei problemi.

 In Google sono individuabili riti e cerimonie, come, ad esempio, i TGIF, meeting dei fine

settimana il cui obiettivo è la libera condivisione, in situazione informale, di idee e quesiti

tra dipendenti e manager.

 Gli elementi fisici e le strutture dell’organizzazione mirano a promuovere la cultura e i valori

dell’organizzazione. Ad esempio:

1) le sale di lavoro hanno le pareti in vetro, in modo che dall’esterno si vedano i dipendenti

all’opera;

2) sui muri sono appese lavagne bianche sulle quale chiunque possa appuntare i propri pensieri.

 In un’intervista rilasciata alla rivista “Fortune” nel 2008, i due fondatori Brin e Page hanno

parlato anche della cultura di Google.

 I due soci fondatori hanno affermato che per riuscire a mantenere viva la cultura originaria

dell’azienda intendono sviluppare l’organizzazione del lavoro in piccoli gruppi.

 Inoltre ritengono che per realizzare un continuo miglioramento delle performance, è

necessario enfatizzare i successi e dimenticare i fallimenti.

10

 Alla osservazione del giornalista circa l’ottimo trattamento riservato ai dipendenti (che godono

di un pacchetto di fringe benefit (= beni e servizi offerti al dipendente gratuitamente o a

condizioni comunque vantaggiose) ricco e variegato), i due soci fondatori rispondono che

persone soddisfatte e positive producono di più.

 Google seleziona i propri dipendenti sottoponendoli al colloquio con almeno 6 intervistatori tra

manager e potenziali colleghi. L’obiettivo è scegliere futuri dipendenti che abbiano propensione

per i valori della cultura di Google.

Caso: “La Gazzetta Milanese” A-B-C - “Tecnologia ed organizzazione:lavorare nei giornali”

• Il primo quotidiano fu pubblicato nel 1660 a Lipsia.

• La stampa del primo quotidiano fu resa possibile grazie all’invenzione della stampa a caratteri

mobili da parte di Gutemberg nel 1455.

La tecnologia e l’organizzazione del lavoro ai tempi dei primi quotidiani

• Il mastro tipografo era il padrone della bottega: da esso dipendevano tutti gli artigiani ed

apprendisti della bottega.

• Gli artigiani conoscevano il mestiere ed erano pagati dal mastro.

• Il compositore componeva i testi con i caratteri mobili.

• L’incisore incideva a bulino le lastre con le immagini.

• Il torcoliere lavorava con il torchio da stampa.

• L’apprendista pagava il mastro perché si occupasse della sua formazione.

Il caso “La Gazzetta Milanese”

• Le tre parti del caso seguono Giovanni dal momento in cui entra a far parte della redazione

della “Gazzetta”(1978) a quando ne esce a causa del pensionamento (2011) ed entra sua figlia.

• Lo scopo è quello di evidenziare i radicali cambiamenti avvenuti nell’arco di circa

trent’anni nella tecnologia e nell’organizzazione del lavoro nella redazione di un

giornale.

La tecnologia e l’organizzazione del lavoro in “La Gazzetta Milanese” nei primi anni ‘80

• Nel 1978 Giovanni entra a far parte della redazione sportiva del quotidiano.

• L’organizzazione del lavoro prevede due unità distinte ma collegate:

1) la redazione – Vi lavorano i giornalisti che hanno il compito di comporre gli articoli che

vengono scritti a mano o con la macchina da scrivere.

Il lavoro è di tipo intellettuale e l’orario di lavoro è fissato dalle 11 del mattino alle 20 di

sera. 11

2) la tipografia – I tipografi, usando la linotype (macchina per la composizione tipografica

meccanica), stampano gli articoli.

Le bozze vengono inviate ai correttori per individuare eventuali errori o refusi.

Gli articoli corretti vengono nuovamente inviati ai tipografi che procedono

all’impaginazione.

In tipografia si lavora anche di notte.

La tecnologia e l’organizzazione del lavoro in “La Gazzetta Milanese” tra la fine anni ’80 e i

primi anni ‘90

• All’inizio degli anni Novanta, Giovanni si è affermato nella redazione ed è considerato una

“grande firma”.

• Dopo decenni in cui il lavoro di giornalisti e tipografi è rimasto inalterato, a cavallo tra gli

anni ’80 e gli anni ‘90 prende il via un processo di innovazione radicale dovuto,

principalmente, alle nuove tecnologie.

• I giornalisti sono chiamati ad abbandonare l’uso della scrittura a mano o a macchina da

scrivere, per utilizzare la videoscrittura.

• L’introduzione del videoterminale comporta cambiamenti profondi:

1) i giornalisti devono prestare particolare attenzione a non commettere errori nella stesura

degli articoli perché la figura del correttore di bozze è scomparsa;

2) Non è più necessario l’intervento dei poligrafici, perché il testo viene battuto direttamente

dai giornalisti;

3) L’era della tipografia tramonta definitivamente e i tipografi lasciano posto a due nuove

professioni: il tecnico di sistema (che si occupa dell’aggiornamento dei programmi per i

computer) e il tecnico di redazione (che lavora a fianco dei giornalisti per la progettazione

grafica del giornale);

4) Il videoterminale permette di abbreviare i tempi necessari per la lavorazione dei testi;

5) I costi subiscono una diminuzione;

6) I giornalisti ormai da tanti anni in redazione vivono un momento di demotivazione e

smarrimento a causa dei profondi cambiamenti che hanno riguardato il loro lavoro.

La tecnologia e l’organizzazione del lavoro in “La Gazzetta Milanese” nei primi anni 2000

• Nel 2000 Giovanni viene promosso vice-direttore della Gazzetta Milanese.

• Gli anni ’90 hanno fatto registrare enormi cambiamenti nel giornale.

• L’introduzione del formato tabloid e l’estensione del colore a tutte le pagine. Quest’ultima

novità comporta che i giornalisti debbano sviluppare competenze di comunicazione visiva e

collaborare coi fotografi per selezionare immagini adeguate.

12

• I cambiamenti più radicali sono legati allo sviluppo di Internet, che diventa un mezzo di

comunicazione sempre più diffuso anche tra i lettori dei giornali.

• Dal 1996 la Gazzetta Milanese ha un proprio sito Internet.

• Inizialmente sul sito vengono riprodotti gli articoli del quotidiano cartaceo, ma a partire dal

2000 viene proposto un quotidiano on-line frutto di una redazione ad esso dedicata.

• Giovanni ha il compito di occuparsi della nuova redazione e di svolgere il ruolo di mediatore

con la redazione del quotidiano cartaceo.

• Il ruolo affidato a Giovanni non è facile: non solo molti redattori del cartaceo, ma anche

l’ordine dei giornalisti e il sindacato valutano positivamente l’iniziativa del quotidiano

on-line.

• In particolare l’ordine dei giornalisti e il sindacato temono che ai giornalisti venga richiesto un

lavoro extra per l’adattamento dei loro articoli alle esigenze del Web.

• Giovanni deve anche predisporre il processo per la selezione dei redattori adatti alle sfide che

il Web comporta: i candidati ideali sono giovani giornalisti che hanno dimestichezza con la

tecnologia web e che abbiano uno stile di scrittura rapido e asciutto.

• Le sfide sono davvero molte e gli esiti incerti.

La tecnologia e l’organizzazione del lavoro in “La Gazzetta Milanese” negli ultimi anni

• Nel 2011 Giovanni va in pensione. Entra però nel mondo del giornalismo sua figlia Marianna.

• La redazione in cui lavora Marianna è attiva 7 giorni su / e 24 ore su 24.

• Marianna, nonostante la fresca preparazione universitaria, ha già dovuto partecipare a un corso

di aggiornamento sulle competenze richieste a un giornalista digitale, cioè:

1) saper comunicare usando i social network;

2) saper sfruttare le opportunità del video-giornalismo.

• Il periodo attuale vede l’industria dell’informazione, a livello europeo, alle prese con una

grave crisi determinata principalmente dai seguenti fattori:

1) concorrenza della stampa gratuita;

2) invecchiamento dei lettori;

3) esplosione delle fonti di informazioni su Internet.

• Per ridurre i costi, molte testate stanno riducendo il numero di pagine del quotidiano e

l’organico delle redazioni.

• In generale, le testate cartacee sono alla disperata ricerca di strategie per la

sopravvivenza nella nuova era del web e della comunicazione mobile sempre e ovunque.

13

• Si assiste allo sviluppo di modelli che prevedono servizi gratuiti a fianco di quelli a pagamento

e si rende necessario per i dipendenti un processo di apprendimento continuo per fronteggiare

un ambiente in rapido cambiamento. Caso Linux

Collegamento con il capitolo 8 – Titolo della lezione “Processi di apprendimento e nuove

tecnologie”

• Lo sviluppo del sistema operativo Linux è culminato nel 1991 grazie allo studente finlandese

Linus Torvalds.

• L’intero processo prende le mosse nel 1971, quando Richard Stallman iniziò a lavorare presso

il Laboratorio di Intelligenza Artificiale del MIT (Istituto di Tecnologia del Massachusetts)

che divenne la patria degli Hackers.

• Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti che si può rendere in italiano con “smanettone”)

è una persona che si impegna nell'affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare

creativamente le limitazioni che gli vengono imposte.

• Gli hackers sono programmatori abilissimi, estremamente creativi, poco disponibili al rispetto

di regole rigide e, soprattutto, portatori di una cultura secondo la quale il software da loro

prodotto non deve mai essere di proprietà esclusiva, ma deve sempre essere messo a

disposizione di tutti.

• Richard Stallman restò affascinato dalla cultura degli Hacker e nel 1984 diede vita al

progetto GNU (che consiste nel promuovere sia la costruzione di un sistema operativo

libero, sia nello sviluppare un progetto cooperativo e non-profit per il suo sviluppo).

• L’obiettivo di Stallman era quello di realizzare un sistema operativo completamente nuovo e

accessibile a chiunque, cioè un sistema operativo “free”.

• L’aggettivo “free” (“libero”) è più collegato alla libertà di utilizzo e di modifica, piuttosto

che all’idea di “gratuito”.

• Nel 1991, come già detto, Linus Torvalds costruisce un sistema operativo completo e libero

chiamato “Linux”

• Torvalds rivolge agli Hacker di tutto il mondo l’invito a partecipare allo sviluppo di

Linux.

• Nasce così una vera e propria comunità formata da migliaia di sviluppatori sparsi in

tutto il mondo che, attraverso Internet, concorrono allo sviluppo del nuovo sistema

operativo.

• Si tratta di una comunità che si fonda sugli stessi valori e ideali della comunità degli

Hucker e ai quali Stallman si è ispirato costituendo il progetto GNU.

14

• Chiunque desideri partecipare allo sviluppo di Linux è libero di farlo: il suo lavoro, messo a

disposizione di tutti attraverso la rete, viene valutato tecnicamente dall’intera comunità.

• Il processo decisionale relativo allo sviluppo di Linux è legato al merito e non si basa su

alcuna posizione gerarchica.

• Lo sviluppo di Linux avviene parallelamente (nel senso che più sviluppatori si concentrano

sullo stesso problema e, alla fine, si applicherà la soluzione che risulterà tecnicamente più

efficace) e non linearmente (persone diverse lavorano su problemi diversi e, alla fine, le

soluzioni vengono ricomposte.

Caso “SCUOLA MEDIA EINAUDI” – Le sfide organizzative delle scuole –

 Nel 1990 la scuola media Einaudi era formata da due corsi a tempo prolungato (presenza a

scuola per 36 ore settimanali) e da tre corsi a tempo normale (presenza a scuola per 30

settimanali). Era una suddivisione che consentiva l’utilizzo ottimale del personale.

 I due tipi di articolazione del tempo scuola si fondano su due diverse idee di formazione:

1) tempo prolungato: si basa su un’idea moderna ed innovativa, con l’introduzione di

laboratori;

2) tempo normale: si basa su un’idea più tradizionale.

1. Nel 1993 la scuola media Einaudi cominciò a risentire degli effetti negativi dovuti al calo

demografico. A fronte di un minor numero di alunni iscritti, si verifica anche la diminuzione

del fabbisogno di insegnanti e personale ATA.

2. La preside della scuola media propose al collegio dei docenti una soluzione:

trasformare tutte le sezioni dell’istituto in sezioni a tempo prolungato, in questo modo si

sarebbe garantito ai docenti che avrebbero perso il posto, la possibilità di restare nella scuola.

 Il collegio dei Docenti si divise in due e, dopo una discussione animata, la proposta della

Preside venne respinta e la scuola continuò a funzionare con le due proposte di orario.

 Nel 1995 l’ulteriore diminuzione del numero di iscritti comportò una revisione dell’organico

e gli insegnanti del corso a tempo normale dovettero passare al tempo prolungato o trasferirsi in

altro istituto.

 Nel 1997 il numero degli iscritti subì un ulteriore calo.

 Nel 1998 la legge sull’autonomia scolastica comportò la formazione di una commissione per la

formulazione del Piano dell’Offerta Formativa che tenesse conto delle risorse della scuola e

delle esigenze dell’utenza.

 Nell’anno scolastico 1999-2000 venne reso operativo un nuovo modello di tempo scuola: unità

di lezione di 50 minuti e due rientri pomeridiani con la possibilità di proporre laboratori a scelta

(via di mezzo tra tempo normale e tempo prolungato).

15

 Questa innovazione però non riuscì a cambiare la tendenza e gli alunni iscritti diminuirono

ancora.

 A partire dal settembre 2000 la scuola media Einaudi fu trasformata in Istituto

Comprensivo attraverso l’accorpamento delle scuole elementare e dell’infanzia adiacenti.

 Questa trasformazione comportò grandi cambiamenti organizzativi e la creazione di una

struttura che può essere definita a matrice.

 Il preside viene affiancato da un vice preside rappresentato da un’insegnante della scuola

elementare.

 Vengono introdotte tre nuove figure di collaboratore alla didattica, una per ognuno dei tipi

di scuola dell’Istituto comprensivo. Tali figure avevano un compito di raccordo nella

trasmissione di informazioni tra gli insegnanti e il preside (collegamento verticale).

 Vengono introdotte quattro funzioni obiettivo con il compito di coordinare diverse attività

trasversali (esempio attività di orientamento, viaggi di istruzione, ecc) alle diverse scuole

(collegamento orizzontale):

 L’Istituto Comprensivo presenta il problema di un corpo docente poco integrato.

OSSERVAZIONI

 Per autonomia scolastica si intende la possibilità che hanno gli istituti scolastici di

decidere, nel rispetto delle direttive ministeriali, per quanto riguarda le scelte didattiche e

organizzative. Ogni decisione assunta nell'ambito dell'autonomia deve essere decisa e condivisa

durante le riunioni degli Organi collegiali, Collegio dei docenti e Consiglio d'istituto.

 Con l'autonomia si introduce per la prima volta il P.O.F. (Piano dell'offerta formativa),

documento che deve essere elaborato annualmente da ogni istituto e presentato agli utenti

del servizio, alunni e famiglie, al momento dell'iscrizione a scuola.

 Le possibilità collegate all’autonomia scolastica e all’adozione del POF permettono a ciascuna

scuola di delineare una propria fisionomia, distinguendosi dagli altri istituti dello stesso tipo

presenti nello stesso territorio. Ciò comporta una maggiore competizione a livello locale tra i

diversi istituti sia statali che privati.

 L’accorpamento di più scuole in un unico Istituto Comprensivo, dettato dall’esigenza di

razionalizzare l’impiego di risorse (docenti e personale ausiliario) in campo scolastico,

comporta evidenti conseguenze organizzative (vedi caso precedente).

 L’aumento delle dimensioni di ciascuna organizzazione scolastica può portare a una maggiore

burocratizzazione del sistema (collegamento cap. 9).

16

 Si discute anche sulla necessità di introdurre un sistema di misurazione dei risultati di studenti,

docenti, interi istituti.

L’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di

• formazione) è soggetto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione. Effettua

verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità

complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione

professionale, anche nel contesto dell'apprendimento permanente; in particolare gestisce il

Sistema Nazionale di Valutazione (SNV).

Caso “Natuzzi” – Organizzare per l’internazionalizzazione – collegamento cap 6

 Il Gruppo Natuzzi, fondato nel 1959 da Pasquale Natuzzi, disegna, progetta e vende divani,

poltrone, mobili e complementi d’arredo.

 Nel 1972 viene fondata la Natuzzi Salotti Srl. Un anno più tardi, a causa di un incendio che

distrugge completamente lo stabilimento di Matera, Pasquale Natuzzi decide di trasferire la

produzione in provincia di Bari, dove attualmente ha sede il quartier generale del gruppo.

 E’ questo il periodo in cui Natuzzi comincia a pensare ai mercati esteri come alternativa ai

mercati locali troppo ristretti.

 Infatti l’azienda deve fare i conti con alcuni importanti svantaggi legati alla sua collocazione

geografica (Sud Italia):

1) nessuna disponibilità di materie prime;

2) lontananza dai grandi mercati per la vendita dei prodotti finiti;

3) carenza di infrastrutture.

 Tra gli anni ’80 e ’90 il distretto dei mobili imbottiti (divani) vive una fase di grande espansione

anche grazie allo sviluppo di una fitta rete di sub-fornitori specializzati.

 Molti dipendenti della Natuzzi si trasformano in imprenditori creando numerose aziende legate

alla filiera del mobile imbottito.

Le sfide globali e il processo di internazionalizzazione

 Natuzzi ha sempre creduto che l’espansione nei mercati esteri fosse l’unica via per

crescere e nel 1976 comincia ad esportare e circa il 60% del suo fatturato viene realizzato in

Medio Oriente (Arabia, Israele, ecc.). Inizia quindi l’esportazione nel mercato europeo e la

specializzazione nel mercato di nicchia del divano in pelle.

 Durante i primi anni ’80 iniziano i contatti col mercato americano e ciò ha permesso a Natuzzi

di conquistare la leadership sul mercato americano nel segmento dei divani in pelle.

 Nel periodo fino al 1999, sono distinguibili tre fasi nel processo di adeguamento della

Natuzzi ai modelli internazionali di vendita:

1) dal 1985 al 1987: fase di adeguamento della rete commerciale e delle strutture produttive;

17

2) dal 1988 al 1993: fase della diversificazione dei mercati e della maggiore concentrazione sui

mercati europei;

3) dal 1994 al 1998: fase della diversificazione della tipologia del prodotto al fine di espandere

le vendite nei vari segmenti del mercato, consolidare la leadership nella propria nicchie e

estendere la rete di vendita diretta.

Le sfide legate alla globalizzazione che la Natuzzi deve affrontare riguardano l’ingresso nel

mercato dei Paesi emergenti che producono a costi molto bassi (per rispondere a questa sfida,

Natuzzi ha costruito stabilimenti in Brasile, Cina e Romania) e la necessità di giungere ad una

produzione globale (cioè sparsa in molti Paesi), non bastando più la produzione locale da

vendere poi globalmente.

Oggi Natuzzi è il più grande gruppo italiano nel settore dell’arredamento e il 90% della produzione

viene esportato in 123 mercati.

La sede centrale è in provincia di Bari, ma gli uffici commerciali si trovano anche negli USA, Cina ,

Belgio, Spagna, Giappone e Inghilterra.

L’offerta dei prodotti Natuzzi in Italia è Divani & Divani by Natuzzi. Creata nel 1990, è la prima

catena italiana di negozi in franchising specializzata in divani, poltrone e complementi d’arredo.

Italsofa è il brand del gruppo dedicato a prodotti generalmente meno costosi. I divani e le poltrone

Italsofa sono prodotti negli stabilimenti esteri del gruppo.

Leather Editions, è il brand orientato alla grande distribuzione del mobile (strategia di

differenziazione cap.2).

Significato del termine “distretto”

Con il termine “distretto” si indica un’area territoriale ad elevata concentrazione di piccole e

medie imprese caratterizzate, nel loro insieme, da:

1) specializzazione produttiva;

2) particolare organizzazione interna;

3) forte legame con la popolazione residente.

Le organizzazioni facenti parte dello stesso distretto intrattengono rapporti collaborativi nelle

diverse fasi della produzione e della sub-fornitura.

18


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

22

PESO

165.22 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher assuntarappi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e dei servizi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Nicamulli Raoul Claudio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Organizzazione aziendale e dei servizi

Riassunto esame Organizzazione Aziendale e dei Servizi, prof. Nicamulli, libro consigliato Organizzazione Aziendale, Daft
Appunto
Riassunto esame Organizzazione aziendale, prof. Nacamulli, libro consigliato Motivare, Cortese
Appunto
Organizzazione aziendale e dei servizi - analisi casi aziendali
Appunto