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Organi linfoidi, appunti

Appunti di anatomia umana; lezioni frontali.

Ottimo per: preparare l'esame; ripassare per le materie proclitiche.

Utile per: ripassare per l'esame di abilitazione ed il concorso per le scuole di specializzazione. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Morini.

Esame di Anatomia umana docente Prof. S. Morini

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ORGANI LINFOIDI

LA MILZA

c'è un apparato cardiocircolatorio: cuore e vasi; e uno linfatico. Quest'ultimo è un qualcosa che è in definizione ancora adesso.

Questo perché svolge tante funzioni nell'ambito dell'immunità: insieme di funzioni che servono alla difesa dell'organismo e che

possono avere delle ripercussioni, per esempio per le malattie autoimmuni, nelle reazioni di ipersensibilità. Questi grandi campi

rientrano nelle funzioni o disfunzioni della circolazione linfatica. È studiato nell'immunologia insieme alla microbiologia. Gli organi

dell'apparato linfatico sono molti: milza, timo, linfonodi e vie linfatiche formate da piccoli vasi che delimitano un percorso in cui

scorre la linfa. La funzione dell'apparato linfatico tiene presente di tutti questi organi. La milza è un organo che ha funzione

eritrocateretica, ovvero di distruzione degli eritrociti. La milza si trova nell'addome. La milza è un organo dello spazio

sopramesocolico. La milza è un organo avvolto dal peritoneo perché lo spazio sopramesocolico è avvolto dal peritoneo e si trova

nella parte superiore dell'addome. È coperta dalle arcate costali, nello spazio che si chiama ipocondrio sinistro, al di sotto della

cartilagine. È in posizione posteriore e la individuiamo molto più facilmente sulla faccia posteriore. In particolare usiamo delle linee

di riferimento che ci individuano la proiezione dell'organo sulla parete del torace. La milza ha una struttura che non la rende

resistente, ecco perché è protetta dalle coste. Se la milza viene lesionata provoca delle emorragie lente e continue, quindi a distanza

di ore il paziente va in shock e muore. Il suo margine inferiore segue l'andamento della XII costa, il margine superiore si trova nell'

VIII spazio intercostale. Posteriormente il margine più mediale della milza si proietta sulla linea angolo scapolare, linea che

dall'angolo inferiore della scapola viene tirata inferiormente. Il margine laterale o anteriore di proietta lungo una linea che è la linea

ascellare media, parte dall'apice della cavità ascellare e viene giù. Si trova tra l'ascellare media e l'angolo scapolare. Si trova dietro.

Una frattura delle coste a questo livello facilmente provoca una lesione della milza. Se esportiamo la milza vediamo che ha una

faccia laterale convessa, una mediale leggermente concava, in cui c'è un solco verticale che è l'ilo dell'organo, punto dove abbiamo

entrata e uscita dei vasi. Le due facce, mediale e laterale sono separate da un margine. Sulla faccia mediale l'ilo si approfonda. La

faccia mediale si divide in due parti: faccia gastrica, anteriore, e renale, posteroinferiore. Se la guardiamo in sezione dall'alto

vediamo a destra il fegato, a sinistra la milza e i suoi rapporti con il rene sinistro. La coda del pancreas è in contatto con la milza. Il

peritoneo ci indica che la milza è dentro il peritoneo ed è circondata del peritoneo. È importante perché si formano due legamenti,

due punti in cui il peritoneo si interrompe e la milza si ancora direttamente agli organi circostanti: legamento pancreaticolienale e

gastrolienale. L'altro mezzo di fissità è il legamento frenocolico che parte dal diaframma, si porta verso il basso e termina nell'angolo.

Tiene la fessura colica bloccata verso l'alto. Così la milza non si sposta verso il basso. Per questo la milza è un organo che non è

esplorabile con un esame obiettivo. Mentre lo diventa in condizioni patologica quando si ingrossa e straborda attraverso le coste.

Vediamo anche un'altra cosa: l'arteria e la vena splenica o lienale si trovano a decorrere sul margine superiore del pancreas e da qui si

infilano nel legamento pancreatico lienale e si immettono nella milza. Alla milza arriva una sola arteria e ne esce una sola vena. Non

esistono vasi che vengono da altre zone. In qualche caso raro possono essere doppi, ma è lo stesso vaso che si sdoppia. L'arteria si

dirama per distribuirsi per tutto l'ilo. La forma della milza assomiglia ad un chicco di caffè.

Parte microscopica.

C'è una capsula. La milza è contenuta in una capsula fibrosa che contiene scarse fibre muscolari lisce. Da un lato la milza dell'uomo

non si contrae, come invece avviene in altri animali, ed è fibrosa, ovvero non si espande. Quindi quando c'è una congestione interna,

la pressione interna aumenta, ma siccome la milza non si può espandere allora fa male. Ecco perché quando facciamo attività fisica a

volte fa male. Non vediamo un organo in cui ci sono dei setti che entrano e suddividono il parenchima in zone più piccole, ovvero

non c'è un'organizzazione lobulare. C'è un parenchima che appare grossolanamente omogeneo in cui riconosciamo due zone: polpa

bianca e la polpa rossa. Sono due parti del parenchima che si vedono al taglio bianco e rosso. Nella polpa rossa c'è una maggior

concentrazione di eritrociti, nella bianca ci sono globuli bianchi. Non c'è un'organizzazione lobulare, vediamo solo dei setti

incompleti di connettivo che vengono dalla capsula. Ci sono dei vasi. La capsula è spessa. C'è una prevalenza di polpa rossa e poi dei

gruppi di polpa bianca, in cui sono contenuti dei vasi e delle zone più chiare che chiamiamo centri germinativi. Per capirla dobbiamo

considerare tre aspetti:

• organizzazione dei vasi: originano dall'arteria che si ramifica seguendo delle trabecole connettivali, poi le perde e si

addentra nel parenchima. Le arteriole hanno un decorso rettilineo. Danno origine a una serie di arterie che hanno un

andamento ad angolo retto. I rami terminali delle arterie vanno a formare delle arteriole che originano come dei ciuffi:

ramo più grosso e poi tante arteriole più piccole. Per questo aspetto sono dette arterie penicillari. In prossimità della polpa

rossa le arterie si suddividono in tanti rami più piccoli che sono le arterie penicillari che a loro vola si suddividono in

capillari con guscio che sboccano nei seni venosi della polpa rossa. I sinusoidi confluiscono per formare le vene che vanno

a ritroso fino a comporre la vena splenica. Le arterie che lasciano le trabecole connettivali sono circondate da polpa bianca

e il primo tratto della suddivisione dei capillari attraversa la polpa bianca. Dopo si entra nella polpa rossa. Questo è il

percorso del sangue.

• Struttura della polpa bianca: le arterie sono circondate da un manicotto di linfociti, una guaina che avvolge l'arteria lungo

tutto il suo decorso. È importante perché è composta da linfociti. Questi sono linfociti T nella parte più vicina all'arteria,

nella parte più esterna invece abbiamo i linfociti B. i linfociti T nascono nel midollo osseo, maturano nel timo e sono

responsabili della risposta cellulomediata. Attaccano una cellula che non riconoscono come propria e la distruggono.

Questa risposta evita la formazione di alcuni tumori in fase iniziale. Intorno ai vasi si formano strutture rotonde che sono i

cosiddetti centri germinativi. Sono ammassi di linfociti B che sono responsabili dell'immunità umorale. Gli anticorpi

vengono prodotti principalmente in questi posti. È un mantello di cellule molto addensate, piccole in cui c'è poco

citoplasma. Al centro vediamo zone più chiare dove i linfociti B si sono maturati e trasformati in plasmacellule, con

citoplasma più grande. I centri germinativi sono quelli che confinano con la polpa rossa e questo è importante perché

l'apporto continuo di linfociti avviene proprio dalla periferia, nel punto di contatto tra le due polpe. Man mano che i

linfociti si differenziano riescono a fare solo una funzione, ma se arrivano altri antigeni non bastano i linfociti precedenti.

• Struttura della polpa rossa: al termine delle arteriole che sboccano nella polpa rossa sboccano tante arteriole molto più

piccole. Si portano in posizione periferica rispetto alla polpa bianca. Le arteriole danno origina a capillari con guscio

perché sono circondati da una guaina formata da macrofagi. Derivano dai monociti e hanno la capacità di lasciare il sangue


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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Morini Sergio.

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