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Oncologia: principi di biologia tumorale

Il cancro è una malattia antica, si conosce da sempre. Quotidianamente in ognuno di noi avvengono un gran numero di errori a livello del nostro DNA; questo non significa che abbiamo tutti i giorni centinaia di tumori, ma perché, come ci sono degli errori, ci sono dei sistemi di correzione. Il tumore nasce perché le mutazioni non vengono corrette, ma si accumulano.

Epidemiologia dei tumori

Lo studio di come i tumori evolvono nel tempo e nello spazio nelle popolazioni in funzione di fattori di rischio oppure di qualsiasi influenza. Studia la distribuzione dei tumori nelle aree geografiche, nel tempo, identifica l'eziopatogenesi della malattia, permette di identificare i fattori di rischio, programma interventi di prevenzione, di assistenza sanitaria, esegue previsioni sull'andamento per il futuro e valuta l'efficacia degli interventi.

I dati che riguardano i malati di tumore si estraggono da:

  • ISTAT (censimento, anagrafe)
  • Registri tumore
  • Rete sanitaria ospedaliera (attraverso la cartella su cui c'è scritto di quale patologia il paziente è stato ricoverato)
  • Studi epidemiologici

Organizzazione dei dati

Incidenza: numero di nuovi casi in 1 anno / popolazione a metà anno (numero di nuovi casi diviso la popolazione totale).

Prevalenza: numero di malati al tempo t / popolazione al tempo t (è una fotografia del numero di malati in un determinato tempo, diviso la popolazione totale sempre in un determinato tempo). La prevalenza quindi mi darà un dato globale, perché non mi interessano i nuovi casi, ma tutti i casi che ci sono in quel momento lì, quindi anche chi si è ammalato 5 anni fa, ma che comunque è malato in quel momento. Invece l'incidenza tiene conto solo di chi si ammala, cioè contrae la malattia nel corso di un anno solo.

Mortalità: numero di morti per malattia / numero malati di malattia.

Sopravvivenza: numero di vivi dopo tot anni / numero di vivi + numero di morti.

Situazione mondiale

L'Europa, l'America e l'Australia hanno l'incidenza di tumore più alta, ma è anche vero che essendo paesi più industrializzati hanno i mezzi per calcolare e valutare l'andamento del tumore. Per quanto riguarda invece il tasso di mortalità, troviamo al primo posto l'Asia. Questo vuol dire che Europa, America e Australia, hanno il tasso di incidenza più alto, ma riescono comunque a trattare bene questa malattia tanto da non portarle al primo posto come mortalità.

Incidenza tumori in Italia

Il tumore più diffuso tra uomo e donna è quello del colon-retto. Se invece facciamo distinzione di genere, per gli uomini è la prostata, segue polmone, vescica, stomaco. Per la donna è la mammella, segue colon-retto, polmone, utero e tiroide.

Mortalità tumori in Italia

Il tumore che causa più mortalità tra uomo e donna è quello del polmone. Se invece facciamo distinzione di genere, per gli uomini rimane il polmone, segue colon-retto, prostata, fegato e stomaco. Per la donna è la mammella, segue colon-retto, polmone, pancreas e stomaco. In Italia sono sostanzialmente due i grossi gruppi di patologia che arrecano una grande e imponente necessità dal punto di vista sanitario: le malattie cardiovascolari e le malattie oncologiche. Mentre le patologie cardiovascolari tendono a essere in riduzione, quelle oncologiche tendono ad aumentare.

La sopravvivenza in Italia tende a essere superiore a quella dell'Europa. Unica eccezione la fanno il pancreas e il melanoma.

Età

Alcuni dei più importanti tumori tendono a colpire prevalentemente gli anziani. La sopravvivenza di tutti i tumori:

  • Sopravvivenza tumore al cervello, 5 anni
  • Sopravvivenza tumore pancreas, 5 anni

Evoluzione temporale

Il tumore dello stomaco sia femminile che maschile sta diminuendo l'incidenza, il tumore del polmone nel sesso maschile (mentre per la donna è in aumento), il tumore della cervice uterina, dell'esofago. In Italia un maschio ogni 8 si vede diagnosticato un tumore al polmone entro 80 anni di età, negli Stati Uniti un maschio ogni 9. In Italia una donna ogni 36, negli Stati Uniti una donna ogni 13.

Tumore dello stomaco

Sia l'incidenza che la mortalità sono in riduzione, tende comunque a essere molto rappresentato se messo a confronto con altre popolazioni.

Tumore dell'esofago

In Italia rappresentato a nord est.

Tumore colon-retto

L'incidenza tende ad essere in lieve aumento, più vistosa negli uomini, la mortalità più o meno invariata se non in diminuzione.

Tumore del polmone

In riduzione per gli uomini, in aumento per le donne.

Tumore mammella

Incidenza in aumento, mortalità invariata con piccola riduzione.

Tumore del corpo dell'utero

In aumento incidenza e mortalità.

Tumore cervice dell'utero

In riduzione incidenza e mortalità.

Tumore della prostata

Incidenza in aumento, mortalità invariata.

Tumore vescica

Incidenza e mortalità diminuite nell'uomo, incidenza in lieve aumento per quanto riguarda la donna.

Tumore del fegato

L'incidenza dopo un iniziale incremento ora abbiamo una stabilità, mortalità in riduzione nell'uomo. Nella donna è più vistosa la riduzione della mortalità.

Tumore del pancreas

Incidenza e mortalità in lieve aumento sia nel maschio che nella femmina.

Le differenze di sopravvivenza tra i vari tipi di tumore

Dipendono dalla possibilità di una loro diagnosi in fase presintomatica, attraverso i test di screening, dalla probabilità di una loro diagnosi in fase sintomatica precoce e dall'efficacia degli specifici trattamenti.

Situazione in Piemonte

La mortalità è di 7500 maschi e 5700 femmine. Per quanto riguarda la situazione pediatrica, i tumori dei bambini sono assolutamente differenti da quelli degli adulti: leucemie, linfomi, encefalo, neuroblastoma, retinoblastoma, rene, osso, sarcoma, ecc...

Incidenza e prevalenza: a cosa servono?

Costituiscono i principali indicatori di domanda dei servizi sanitari. Servono per servizi diagnostici e terapeutici, servizi di follow-up, servizi assistenziali (infermieristici e non), servizi sociali, servizi di recupero e reinserimento lavorativo. L'incidenza di tumori aumenta come effetto collegato all'invecchiamento della popolazione. Migliora la sopravvivenza per una diagnosi più precoce e per migliori trattamenti. Aumenta il numero di persone che hanno avuto un tumore e che richiedono i servizi sanitari; le persone affette da tumori hanno un'età sempre più avanzata.

Eziologia del tumore

  • Prodotti chimici
  • Processi industriali
  • Esposizioni professionali
  • Stili di vita / abitudini
  • Agenti biologici

C'è una suddivisione in 3 gruppi:

  • Gruppo 1: sostanza sicuramente cancerogena
  • Gruppo 2: sostanza probabilmente / possibilmente cancerogena
  • Gruppo 3: sostanza senza evidenza di cancerogenicità

Origine dei tumori

Il tumore nasce da un'unica cellula mutata a seguito di mutazioni geniche. Gli oncogeni, che nella loro versione normale vengono chiamati proto-oncogeni o c-onc, sono geni che svolgono compiti essenziali nel regolare le funzioni fondamentali della cellula. Gli oncogeni dominanti sono quelli per i quali basta l'alterazione di uno solo dei due alleli per promuovere la trasformazione neoplastica.

Cancerogenesi

È il processo attraverso il quale le cellule normali si trasformano in cellule tumorali. È da considerarsi un processo a più stadi:

  • Iniziazione: evento primario della trasformazione neoplastica, costituisce la fase precoce della cancerogenesi in cui avvengono le alterazioni irreversibili a carico del patrimonio genetico provocate da vari agenti o sostanze cancerogene.
  • Promozione: in tale fase avvengono cambiamenti nel regolamento della proliferazione cellulare, nel trasporto di membrana e nel metabolismo, può avvenire poco tempo dopo l'iniziazione oppure dopo un tempo più lungo di latenza, avviene per azione promuovente di una sostanza, l'azione promuovente può essere reversibile e si manifesta solo dopo una certa dose.
  • Progressione: stato di ulteriore avanzamento della neoplasia. In questa fase ci sono i principali effetti dello sviluppo della neoplasia. Le mutazioni portano diversi tipi di tumore in base che siano quantitative (iperplasia) o qualitative (displasia, metaplasia).

Aspetti della crescita neoplastica

Tutti i tumori hanno un'origine monoclonale, cioè è una sola cellula mutata, successivamente si creeranno più cloni cellulari con diversi tipi di mutazioni. Anaplasia: la cellula acquisisce caratteristiche morfologiche più immature (rispetto alla linea di sviluppo della cellula di origine). Quindi le cellule sono così poco differenziate e immature che non si riesce a comprendere qual è il tessuto di origine. Neoplasia: neoformazione di tessuto caratterizzato dalla presenza di cellule atipiche (atipie differenziative, morfologiche e biochimiche).

Tumori maligni

Tendono ad avere una crescita più rapida dei tessuti normali, periferica e infiltrativa. La struttura e la morfologia è molto diversa dal tessuto di origine. Il metabolismo del tumore interferisce con il metabolismo dell'ospite (cachessia neoplastica). Dà metastasi, recidiva quando asportato.

Caratteristiche della cellula neoplastica

  • Aspetti microscopici
    • Pleomorfismo (cellule diverse in dimensioni e aspetto all'interno della stessa neoplasia)
    • Ipercromatismo
    • Polimorfismo
    • Aneuploidia
    • Anomalie cromosomiche
    • Perdita della capacità differenziale
  • Alterazioni delle caratteristiche biochimiche
    • Produzione di antigeni associati al tumore
    • Produzione di ormoni o sostanze simili-ormonali
    • Produzione di peptidi ad azione regolatoria
    • Aumento della glicolisi anaerobia
    • Perdita di adesività e coesività
  • Instabilità cromosomica: facilità di andare incontro a ulteriori mutazioni del DNA
  • Capacità di metastatizzare

Crescita neoplastica

Tendenzialmente si attiva molto più spesso il ciclo cellulare nelle cellule neoplastiche.

Caratteristiche crescita tumorale

  • Immortalità delle cellule trasformate (muoiono per necrosi, non per apoptosi)
  • Riduzione dell'inibizione da contatto
  • Ridotta inibizione da contatto sulla divisione cellulare
  • Perdita della necessità di ancoraggio

Nei tumori solidi il ritmo di crescita non è esponenziale bensì è gompertziano. Infatti solo inizialmente la crescita è esponenziale.

Fasi del processo di metastatizzazione

  • Fase 1: distacco della cellula tumorale del tessuto di appartenenza (ridotta espressione di molecole adesive dette caderine)
  • Fase 2: la cellula tumorale che si è disgregata dalla massa tumorale è nelle condizioni di disgregare la matrice extracellulare (attraverso enzimi proteolitici) e migrazione fino ai vasi
  • Fase 3: arresto della cellula neoplastica nel letto capillare dell'organo bersaglio (attraverso molecole come integrine, molecole adesive leucocitarie)
  • Fase 4: crescita delle cellule neo
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Scienze mediche MED/06 Oncologia medica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviatoma di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Oncologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Rossi Davide.
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