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Assiale : aumento ella lunghezza dell’asse A-P dell’occhio. Quasi tutte le miopie

 sono di natura assiale.

Alla nascita il diametro A-P dell’occhio è in media di 17mm (fisiologica ipermetropia

neonatale), le sue dimensioni crescono con lo sviluppo corporeo fino a raggiungere i circa

24mm. Un mm di allungamento equivale a circa 3 diottrie.

Poiché l’asse A-P è più lungo del normale, il punto nodale sarà più lontano dalla retina e

l’immagine sempre più grande.

(Il punto nodale è quel punto attraverso il quale i raggi luminosi passando non subiscono

alcuna deviazione. Nell’occhio emmetrope è situato sulla sup. posteriore del cristallino a

17mm dalla retina.)

Il punto remoto è situato a distanza finita, tanto più vicino all’occhio quanto più elevata è la

miopia.

La miopia assile insorge di solito nell’età scolare, progredisce rapidamente alla pubertà, e

si arresta verso i 22/24 anni (forma lieve o benigna). Tale miopia si stabilizza su un valore

max di 5-6 diottrie.

Forma progressiva o maligna: l’allungamento dell’asse A-P non tende all’arresto ma può

continuare per tutta la vita. Sono presenti lesioni degenerative della corio-retina + danni

funzionali progressivi.

Rifrattiva

 Di indice: aumento dell’indice di rifrazione del cristallino (diabete o cataratta

o incipiente)

Di curvatura: aumento della curvatura della cornea (es cheratocono e

o astigmatismo) o del cristallino (es. lenticono).

Di rapporto: spostamento in avanti del cristallino (lussazione).

o

Tipi di miopia:

Miopia congenita : è già presente alla nascita, varia da 4 a 10 Diottrie. È importante che

a) quando i genitori hanno un’elevata miopia (da 10 a 20 diottrie) portino i figli dall’oculista

già nei primissimi anni di vita.

Frequentemente sono presenti alterazioni della papilla, e in generale del fondo, che deve

essere valutato attentamente. Infatti possono esserci alterazioni degenerative: cioè la

retina non riesce a tappezzare tutto il bulbo oculare e specialmente nell’area dell’ora

serrata e nelle zone periferiche si osservano solo tralci di retina, che lasciano trasparire la

sclera. In questi punti in cui la retina non è perfettamente saldata si possono creare

distacchi di retina.

Molte volte ci può essere strabismo concomitante e l’acuità visiva non va oltre i 4-

5/10(decimi).

Spesso c’è un’anisometropia cioè differenza di potere diottrico fra un occhio e l’altro. Per

evitare l’ambliopia, bisognerebbe mettere gli occhiali; ma se la differenza tra i due occhi è

importante (>4Diotttrie) gli occhiali non si possono usare perché nell’occhio con l’occhiale

da miope le immagini sono più piccole e nell’ipermetrope più grandi, per cui nel cervello

arriverebbero 2 immagini che non possono essere fuse e si creerebbe diplopia. Quindi la

cosa migliore sarebbe l’uso di lenti a contatto che minimizzano l’ingrandimento o il

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rimpicciolimento delle immagini. Mettere le lenti a contatto ai bambini però comporta

molte difficoltà. L’alternativa è il bendaggio dell’occhio buono, o alternativamente se un

occhio e miope e l’altro ipermetrope.

Oggi fortunatamente possiamo salvare i bambini affetti da miopia congenita, che altrimenti

possono arrivare ad una miopia di 30 diottrie. Tuttavia è necessario risolvere la miopia

prima dei 7 anni altrimenti il pz rimarrà miope per tutta la vita.

La miopia congenita è di solito è stazionaria, meno frequentemente evolve come miopia

degenerativa.

Miopia degenerativa : è una miopia di grado elevato che può raggiungere anche le 25-

b) 30 diottrie. È generalmente legata a fattori ereditari o post-natali che influenzano lo

sviluppo dell’occhio.

Non si tratta di un semplice errore refrattivo, ma di una entità clinica a se stante, in quanto

comporta gravi alterazioni evolutive del fondo oculare e l’acuità visiva è di solito scarsa.

L’occhio appare grande e prominente, pensate che il soggetto abbia un esoftalmo ma non

è così. Nei soggetti che hanno una miopia molto elevata l’ occhio può superare i 30mm di

distanza A-P , la corio-retina presenta un’atrofia diffusa.

Chiaramente la retina serve per coprire tutto l’occhio posteriore e se poteva andare bene

per un soggetto con diametro A-P di 24mm non va bene per un soggetto con 30mm di

diametro A-P.

In questi casi si possono avere gravi alterazioni; le peggiori complicazioni sono le

emorragie della corio-capillare: se si rompe qualche vaso della corio-capillare l’esito è una

cicatrice,la cicatrice della macula significa che si perde la visione centrale. Le macchie di

Fuchs sono espressione di neovascolarizzazione coroidale.

Stafiloma miopico: sfiancamento del bulbo oculare, associato ad alterazioni degenerative

della coroide e della retina.

Miopie acquisite : La miopia semplice è una miopia di grado lieve e deriva da una

c) semplice anomalia del calcolo complessivo del potere dei singoli componenti del diottro

oculare, è la più comune, in genere si manifesta in età scolare (vd sopra).

Miopia transitoria : quando un soggetto adulto viene alla nostra osservazione perché

d) lamenta un’improvvisa diminuzione della vista è molto importante l’anamnesi. Esistono

miopie da farmaci (cortisone, sulfamidici, i miotici come la pilocarpina utilizzati per il

glaucoma) da trauma, da iperglicemia, da cataratta.

Come facciamo a stabilire se un soggetto è miope?

dai dati ispettivi: occhi grandi e sporgenti; la pupilla appare più ampia, il soggetto miope

- tende a strizzar le palpebre per fare propria l’immagine (strizzando la palpebra si forma

un forame stenopeico per cercare di vedere bene)

oftalmoscopia,

- facendo leggere le tabelle di Snellen (o tavola ottotipica)

- Come si fa a prescrivere gli occhiali ai bambini? La sciascopia.

-

Sintomi clinici:

difficoltà di vedere nitidamente gli oggetti lontani: la visione da vicino è sempre buona.

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Nella miopia lieve non corretta, possono insorgere disturbi astenopenici (il miope nella

visione da vicino deve compiere una dissociazione tra accomodazione e convergenza:

deve divergere ma non accomodare).

Così come possono insorgere disturbi dell’equilibrio muscolare fino a dare uno strabismo

divergente.

Complicazioni da miopia elevata:

Cataratte nucleari

 Emorragie retiniche

 rotture e distacchi della retina

Trattamento:

uso di lenti divergenti (o negative) da usare a permanenza. Il trattamento medico

coadiuvante prevede l’utilizzo di vasoprotettori e l’uso di carotenoidi.

IPERMETROPIA

L’ipermetropia è l’esatto opposto della miopia

È un’ametropia focale in cui i raggi luminosi paralleli, provenienti dall’infinito, convergono

verso un fuoco situato dietro la retina, quando l’occhio si trova in riposo accomodativo.

Quindi il potere refrattivo del diottro oculare è scarso rispetto alla lunghezza del bulbo.

Perché i raggi vadano a fuoco sulla retina quindi occorre aumentare il diottro oculare; ciò

si può ottenere con l’esercizio dell’accomodazione. Infatti i soggetti ipermetropi, fino ad

una certa età, riescono a compensare anche tre gradi di ipermetropia. Questi pz a lungo

andare possono avere uno strabismo convergente: se ne accorgono subito perché nel

corso della lettura non vedono bene, incominciano a confondere il rigo di sopra con quello

di sotto, come se le lettere dovessero uscire fuori dal libro e poi viene il mal di testa,

queste sono quelle forme che vengono definite col nome di astenopia.

L’ipermetropia può essere distinta in:

Assiale : riduzione della lunghezza A-P dell’occhio. Generalmente questo difetto di

 lunghezza non supera il mm pertanto il difetto non supera in genere le 3 diottrie.

Rifrattiva

 Di indice: diabete, età avanzata. In caso di cataratta corticale l’indice di

o refrazione della corteccia lenticolare è aumentato e tende ad uguagliare quello

del nucleo, pertanto il potere del cristallino diminuisce.

Di curvatura: appiattimento corneale congenito (cornea plana) o secondario a

o cheratopatie; curvatura delle superficie del cristallino insufficiente

Di rapporto: spostamento all’indietro del cristallino (distanza eccessiva del

o cristallino dalla cornea) o afachia

Nell’occhio ipermetrope il fuoco cade dietro la retina: ciò comporta la formazione di cerchi

di diffusione sulla retina, per cui le immagini risultano sfuocate.

L’asse A-P è più corto del normale per cui l’immagine è sempre più piccola di un occhio

emmetrope parchè la retina è più vicina al punto nodale N.

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Per ottenere immagini nitide, l’ipermetrope deve aumentare il potere convergente del

proprio diottro oculare (cioè deve accomodare).

L’ipermetropia totale può essere distinta in:

latente : compensata e mascherata dal tono accomodativo dell’occhio. Si evidenzia solo

- in cicloplegia: uso atropina.

manifesta : non neutralizzata dal tono accomodativo

-

L’occhio ipermetrope è predisposto alla chiusura d’angolo (glaucoma).

Diagnosi:

ispezione : l’occhio appare più piccolo del miope, la camera anteriore può essere ridotta

- di ampiezza, ciò predispone all’insorgenza del glaucoma ad angolo stretto

all’esame del fondo la papilla appare piccola, è iperemica, talvolta sollevata.

- Nell’ipermetrope uno ha l’impressione di veder un soggetto iperteso, perché sia i vasi

venosi che quelli arteriosi, sono molto più accentuati.

l’oftalmoscopia : da un calcolo approssimativo delle diottrie del deficit,

- tavola ottotipica : se pensiamo che è miope mettiamo una lente negativa, se sappiamo

- che è ipermetrope una lente positiva.

Sintomi:

l’ipermetropia di grado lieve non provoca disturbi: se raggiunge una certa entità il soggetto

lamenta fatica visiva per lo sforzo accomodativo da compiere (quando lavora da vicino)

i sintomi più frequenti sono: dolenzia oculare, senso di peso all’arcata sup, cefalea

frontale.

Questo quadro sindromico accusato dal paziente (astenopia accomodativa) deriva

dall’eccesso di accomodazione attuato più lo sforzo di dissociazione che l’ipermetrope

deve operare tra 2 funzioni sinergiche normali: l’accomodazione e la convergenza.

L’incapacità di compiere questa dissociazione può portare lì insorgenza di uno strabismo

convergente accomodativo.

Trattamento: lenti convergenti (o positive. La correzione dovrà tenere conto dell’ampiezza

accomodativa del soggetto e sarà pertanto correlata all’età, onde evitare disturbi di

astenopia, la correzione è strettamente correlata ad eventuali alterazioni dell’equilibrio

muscolare. ASTIGMATISMO

È un’ametropia caratterizzata dall’ineguale potere rifrattivo dei diversi meridiani oculari. Si

verifica quando le superfici del sistema diottrico oculare non sono sferiche ma TORICHE:

ne deriva che l’immagine di un punto oggetto non è puntiforme, ma è una figura

complessa delimitata da due linee focali.

Tipi di astigmatismo:

di curvatura corneale: più frequente dovuto ad un’anomalia di conformazione della

- cornea che si presenterà di superficie torica, oppure a processi infiammatori (ulcere

corneali marginali che demoliscono la parte anteriore della cornea e parte del

parenchima con formazione di cicatrici superficiali o profonde), a traumi, interventi

chirurgici di ferite perforanti corneali per formazione di una cicatrice, a processi

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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Oftalmologia Ametropie. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: L’occhio come SISTEMA OTTICO, un obiettivo costituito da due lenti,la cornea e il cristallino,in un soggetto normale la distanza focale di questo insieme è tale che il fuoco immagine cade sulla retina, ecc.


DETTAGLI
Esame: Oftalmologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Oftalmologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Ferreri Giuseppe.

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