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Odissea - Omero - Interpretazione

Appunti di letteratura greca basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Boitani dell’università degli Studi Ca' Foscari Venezia - Unive, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea magistrale in filologia e letteratura italiana. Scarica il file in formato PDF! Interpretazione completa, ottimo per liceo ed università.

Esame di Letteratura greca docente Prof. P. Boitani

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ESTRATTO DOCUMENTO

Sono dedicati al ritorno a Itaca e alla riconquista di Ulisse della sua reggia. Itaca non è in mano

al figlio Telemaco ma è nelle mani dei Proci, i pretendenti di Penelope che aspirano al

matrimonio e al potere sull’isola.

Ulisse arriva a Itaca come un vero Nessuno, trasformato da Atena in un mendicante. È in

questa parte del poema che si succedono le scene di riconoscimento e mancato

riconoscimento!!!

Ulisse

 polutropos

Il poema è sfaccettato come il suo protagonista: Ulisse è , “dai molti lati”, e

polumetis , “dalla mente piena di molti accorgimenti”.

Ulisse non possiede una sola caratteristica positiva o negativa, ma è un eroe complesso, un

essere umano a tutto tondo con le sue varie sfaccettature!

Ulisse nell’Iliade non è il protagonista, ma emerge come essenziale in varie situazioni: è lui che

in un famoso discorso evita lo sfaldamento dell’esercito greco ed è soprattutto lui che porterà i

Greci alla vittoria con l’idea del cavallo. Nell’Odissea è finalmente protagonista, dove narra il

suo ritorno. È fin dall’inizio eroe dal “multiforme ingegno”, che conosce il mondo e l’animo degli

uomini. È sottoposto a avventure strabilianti che da una parte patisce, dall’altra non rifiuta e

persino, ricerca.

Ulisse è un uomo dotato di grade senso politico e di non indifferenti qualità diplomatiche,

maestro di eloquenza, dall’ingegno pronto e astuto (è infatti protetto fin dal principio da Atena,

dea dell’intelligenza), valoroso e crudele quanto basta in guerra. Ma è soprattutto un uomo che

non si lascia mai andare agli impulsi passionali, ma riflette, presta attenzione; preferisce l’uso

della parola e mira al fine della sopravvivenza e della vittoria. L’Ulisse dell’Odissea è diverso da

quello dell’Iliade: in questo poema è astuto, pronto a mentire pur di salvare se stesso e i suoi

compagni, con il pensiero fisso a salvarsi la pelle e a tornare a casa.

È l’eroe dell’esperienza umana, dell’intelligenza, della conoscenza e della

sopravvivenza!

Ulisse è un uomo che deliberatamente ha scelto il destino umano: l’ha preferito all’immortalità.

È un uomo e come tal vuole raggiungere il suo fine, il ricongiungimento con la sua donna. È

questa la cosa più importante per l’ethos dell’Odissea: l’unione tra marito e moglie, il

ricongiungimento con la donna, con il figlio e con il padre. È questo il significato della

similitudine del naufrago del letto d’ulivo: lui è lei e lei è lui allo stesso tempo!

Lo sviluppo del personaggio è complesso: appare sin dall’inizio come Uno, Nessuno, e

Centomila!!

Le tentazioni e prove

Durante tutte le sue avventure Ulisse è tentato in maniera differente dai vari mostri che

incontra. Possiamo parlare di vere e proprie prove alle quali sono sottoposte il suo essere e la

sua coscienza. In queste prove vengono messe alla prova la sua pazienza, l’intelligenza e

l’astuzia. Nessuna tentazione tuttavia è sufficiente per tentarlo totalmente, neanche la ninfa

Calipso che arriva a offrirgli l’immortalità.

Nel mito antico Ulisse è proprio l’eroe che è in grado di superare tutte le prove: Ulisse è il primo

methis

eroe dell’intelligenza nella cultura occidentale, dotato di un’intelligenza astuta, !

Methis uthis

: me + this = NON ALCUNO = = NESSUNO!!!!

Methis e uthis sono legati tra di loro: Ulisse possiede la capacità di essere uno (lui stesso),

nessuno (come nell’episodio di polifemo) e centomila (poiché ha una mente sfaccettata ed è

capace di creare varie identità a dipendenza delle situazioni).

Mangiatori di Loto (Lotofagi) 2

Ulisse scopre che mangiando i fiori di loto si cancella la memoria. L’oblio è una tentazione

molto forte per chi è lontano da casa per decenni.

I mangiatori di Loto rappresentano la tentazione suprema dell’oblio!

Polifemo

Quando giungono sull’isola dei Ciclopi i suoi compagni non vogliono sbarcare, poiché

spaventati dalle precedenti esperienze. Ulisse però desidera ad ogni costo scendere sulla terra

ferma per perlustrare l’isola.

Ulisse è si un eroe che vuole tornare a casa, ma non rifiuta mai la conoscenza di luoghi e

costumi ignoti.

Nell’episodio dell’accecamento di Polifemo emerge l’arguzia e la preveggenza di Ulisse: quando

decidono di scappare Ulisse capisce che non possono uccidere direttamente il ciclope poiché

nessuno di loro riuscirebbe poi in seguito a far rotolar via il masso che funge da porta. Capisce

che bisogna tener vivo il ciclope e allora opta per accecarlo. Decide quindi di offrirgli del vino

(bevanda mai bevuta prima dal gigante) e di farlo ubriacare. Solo così, mentre lui dorme, lui e i

suoi compagni possono accecarlo con un bastone ardente. Altri stratagemmi molto astuti

utilizzato da Ulisse sono il fatto di presentarsi come “Nessuno” a Polifemo e il legarsi sotto il

ventre delle pecore per sfuggire al gigante.

Il confronto con Polifemo è lo scontro con l’inumano, il mostro, il cannibale. Emerge in

questo episodio l’arguzia e la preveggenza di Ulisse.

Questo episodio determina l’ira di Poseidone, il quale perseguiterà Ulisse per tutto il poema

dato che gli ha accecato il figlio Polifemo. È Poseidone che determina il lungo errare per mare di

Ulisse.

Per concedere il ritorno a casa Zeus deve attendere il momento in cui Poseidone si trova ad

un banchetto presso gli Etiopi. Nel frattempo organizza un concilio tra gli dei e decide di

mandare Ermes presso Calipso per ordinarle di lasciar partire Ulisse. Poseidone di ritorno dagli

Etiopi si accorge che Ulisse sta navigando verso casa e vedendolo scatena una forte tempesta

alla quale Ulisse scampa solo per la sua capacità a nuotare, per il fatto che si trova vicino alla

terra dei Feaci e per il prezioso aiuto di una ninfa.

Circe e Calipso

Rappresentano entrambe la tentazione carnale, sessuale, poiché molto attraenti e inoltre Circe

è una maga e Calipso una ninfa, detentrici entrambe di una conoscenza superiore rispetto ai

mortali che è anch’essa fonte di tentazione per Ulisse.

Calipso

Calipso è forse la più grande tentazione alla quale deve resistere Ulisse dato che gli offre

l’immortalità se avesse deciso di rimanere con lei per sempre. Anche in questa occasione

Ulisse riesce a rifiutare poiché il desiderio di tornare a casa per rivedere la patria, la moglie e il

figlio è troppo grande oppure per la sua incontrollabile fedeltà al proprio essere uomo, per

rigetto della divinità.

Scilla e Cariddi

Sono mostri collocati secondo la leggenda nello stretto di Messina. I due mostri uccidono tutti i

compagni di Ulisse meno il protagonista, che riuscì a salvarsi poiché non è stato colpevole del

ratto delle vacche del Sole.

Sirene

Nell’antichità le sirene non erano rappresentate come al giorno d’oggi: erano degli orridi

uccellacci con il volto di donna che stavano appollaiate sulle rocce a cantare. Nei secoli

successivi si è interpretato questo episodio in diversi modi: le sirene che rappresentano

l’attrattiva sessuale, oppure la tentazione della conoscenza. Esse dimostrano di conoscere

ogni cosa, sanno cosa è successo a Troia e tutto ciò che accade sulla terra, conoscono il

passato, il presente e anche il futuro. Sono delle sorti di Muse o Sibille. Per Ulisse la conoscenza

è sempre stata una forte tentazione! 3

Le vacche del Sole

A Ulisse era stato detto da Circe di non toccare le vacche del dio Sole poiché in tal caso il dio di

sarebbe adirato contro di lui. I compagni tuttavia dopo alcuni giorni di digiuno decisero di

uccidere delle vacche e di sfamarsi con quelle. Il dio si accorse e punì gli uomini facendoli

arrivare presso Scilla e Cariddi le quali li uccisero tutti tranne Ulisse, il quale non aveva voluto

toccare in alcun modo gli animali.

Nausica

Quando giunge sull’isola dei Feaci, Ulisse incontra Nausica che subito pensa di farlo suo sposo.

Tra i vari versi s’intuisce la sua idee di sposarlo. Anche il padre Alcino le propone sua figlia

come sposa. Questa è infatti l’ultima tentazione alla quale Ulisse deve resistere prima di

tornare a casa.

Il mondo di Ulisse

Ulisse è il sovrano di Itaca, un’isola ai margini del mondo greco, un’entità minima. Il fatto che

lui fosse un re non risulta centrale né nell’Iliade né nell’Odissea (p.es: Agamennone ha un ruolo

molto importante per via del suo potere da sovrano) ma Ulisse risulta essere un personaggio di

massima importanza poiché è lui che ha ideato il cavallo per sconfiggere Troia.

Sia Itaca, che Troia, che Capo Malea (nell’Egeo, primo episodio dell’Odissea) sono luoghi

conosciuto nel mondo di allora, mentre le avventura dell’Odissea si svolgono in un mondo che

non è più quello reale. I vari mostri non possono essere collocati in nessun luogo reale, anche

se fin dall’antichità si sono cercati questi posti. Ulisse entra in un mondo fantastico e i mostri

stessi appartengono al mondo del fantastico. Tuttavia anche l’isola dei Feaci, Scheria, può

rappresentare una vera isola, situata più a nord di Itaca, in un mondo quasi settentrionale e

fantastica, ma ancora abbastanza reale.

La geografia del poema è da prendere come fantastica. Per esempio nell’episodio della discesa

all’Ade si legge che Ulisse deve attraversare il fiume Oceano per sbarcare nella terra dei morti.

Questo gesto rispecchia quella che era la geografia di allora: nella geografia arcaica la terra è

un disco piatto contornata da un fiume chiamato Oceano. La terra dei morti si trovava al di là di

questo fiume.

Ci sono tuttavia alcune coincidenze con la realtà, ma non sono totalmente affidabili. Per

esempio nella grotta di Itaca dove Ulisse e Atena hanno nascosto i tesori, sono stati ritrovati dei

vasi e degli oggetti risalenti a quei secoli. È però molto probabile che questo luogo fosse

diventato un luogo di culto dopo la scrittura dell’Odissea, dato che il poema diventò

famosissimo in tutta la Grecia dell’epoca!

Riconoscimenti

L’Odissea è piena di riconoscimenti e misconoscimenti lungo tutto il poema.

Aristotele nella Poetica parla di 2 tipi fondamentali di riconoscimenti:

Per segni, per esempio sul corpo o tramite oggetti (es: Ericlea riconosce Ulisse per

 mezzo della sua cicatrice)

Per la memoria (es: Ulisse si fa riconoscere dai Feaci perché ricorda le gesta presso Troia

 mentre l’aedo sta cantando la presa della città. Il pianto di Ulisse è suscitato dal ricordo

e per questo l’eroe rivela la sua vera identità)

Riconoscimento di Ulisse di Elena (libro IV, vv. 138)

Telemaco si trova presso la corte di Menelao il quale interroga il ragazzo su chi fosse. Appena

scoperto che si tratta del figlio di Ulisse, Elena comincia a raccontare l’episodio nel quale scoprì

Ulisse vestito da mendicante dentro la città di Troia in cerca di informazioni utili per battere il

nemico.

Ulisse non è ancora presente fisicamente, ma viene ricordato da Elena proprio quando lo

riconobbe a Troia! 4


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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in filologia e letteratura italiana
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DavideLettere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Boitani Pietro.

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