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Obesità

Definizione

Obesità è una condizione clinica di eccesso di grasso corporeo (una percentuale di grasso negli uomini maggiore del 25% mentre nelle donne è > del 35%) tale da creare disfunzione. Il tessuto adiposo è un organo metabolicamente attivo che secerne ormoni (leptina, adiponectina, resistina e visfatina) e citochine (IL-8, IL-10, IL-1, IL-6 e TNF-α) influenzando altri organi.

Funzione degli ormoni

La leptina regola l'omeostasi energetica, diminuisce l'introito di cibo e aumenta la spesa energetica, ma ha un ruolo complesso nella modulazione dei rapporti ipotalamo-ipofisi-gonadi. L’adiponectina aumenta la sensibilità all’insulina attraverso l’inibizione della produzione epatica di glucosio e l’aumento dell’ossidazione degli acidi grassi sia nel muscolo che nel fegato. Polimorfismi di un singolo nucleotide (SNPs) della regione promotore del gene dell’adiponectina possono essere rapportati allo sviluppo di insulino-resistenza, obesità e diabete di tipo 2.

Meccanismo infiammatorio

Nel paziente obeso, abbiamo un aumento dei livelli di leptina e una diminuzione di adiponectina che dovrebbe proteggere dallo stato infiammatorio che si instaura nell'obeso. Sono aumentati anche i livelli di IL-1, TNF-α e PAI, che si osservano clinicamente con un aumento della PCR. Infatti, l'obesità è prima di tutto uno stato infiammatorio in cui, a lungo andare, si instaura insulino-resistenza.

All'aumentare del volume cellulare e del numero delle cellule adipose, vi è un aumento proporzionale delle adipocitochine, soprattutto di IL-6, legate all'infiammazione. Nel processo di espansione della cellula adiposa, c'è un richiamo chemiotattico di macrofagi che rilasciano in situ TNF-α, causando infiammazione. IL-6 e TNF-α si collocano sul recettore della membrana della cellula muscolare, determinando un processo a cascata con attivazione di proteine citoplasmatiche junk-stat che attivano a loro volta fattori trascrizionali, attivando altre proteine trascrizionali come sok3, che interagisce con AKT.

AKT blocca la fosforilazione del 3-fosfatidil-inositolo, responsabile della cascata enzimatica che porta alla traslocazione sulla membrana plasmatica del trasportatore GLUT4. Quindi, AKT blocca l'entrata del glucosio nella cellula. Questo si traduce, a livello macroscopico, in insulino-resistenza e contemporaneamente in iperinsulinemia.

Epidemiologia

L'obesità è una patologia ad alta incidenza, soprattutto nei paesi occidentali. Secondo l'OMS, l'aumento della prevalenza di questa patologia è una vera e propria epidemia. La popolazione in Italia con obesità è intorno al 10%, anche se questo dato è sottostimato. L'obesità aumenta il rischio di insorgenza di altre patologie:

  • Diabete mellito
  • Iperuricemia
  • Dislipidemie

Classificazione

  • Eziologica:
    • Primaria
    • Secondaria: da altre patologie come sindrome di Cushing, deficit di GH, ipopituitarismo, ipotiroidismo, ipogonadismo, sindrome dell'ovaio policistico, insulinoma, malattie genetiche come sindrome di Prader-Willi, Laurence-Moon-Bardet-Biedl
  • Genetica (mono o poligenetica)
  • Secondo il BMI:
    • Moderata (tra 30 e 34)
    • Severa (tra 35 e 39)
    • Grave (>40)
  • Secondo la distribuzione del grasso corporeo:
    • Androide = obesità centrale, grasso viscerale e periviscerale che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche
    • Ginoide = il grasso si concentra in sede gluteo-femorale, grasso sottocutaneo, spesso grasso iperplastico, che aumenta il rischio di varici, artrosi, linfedema, osteoartriti
    • Intermedio
  • Può essere iperplastica, protettiva per gli insulti esterni, o ipertrofica, dove la cellula adiposa aumenta di volume immagazzinando acidi grassi fino a saturazione, dirottando i grassi verso altri organi, fenomeno noto come lipotossicità. Tuttavia, l'obesità conclamata è generalmente una forma mista.

Fattori genetici e ambientali

L'obesità è una patologia multifattoriale causata dallo squilibrio tra spesa energetica e introito calorico. In rari casi, è determinata da geni maggiori, la cui mutazione può causare obesità nell'uomo, come i geni della leptina, POMC e pro-ormone convertasi. Nella maggior parte dei casi, è l'interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali-culturali a generare obesità. La predisposizione genetica fa riferimento alla teoria del "genotipo risparmiatore", ovvero esistono individui con un set genetico che permette loro di accumulare efficientemente tessuto adiposo e consumare poco. Studi hanno associato la suscettibilità all'obesità a vari polimorfismi di geni come ghrelin, ADRB3, del DNA mitocondriale, APOE, TGFbeta-1, ENPP1 e CART.

Fattori ambientali

  • Dieta squilibrata povera di fibre e di carboidrati ma ricca di grassi, che riduce il senso di sazietà verso fibre, carboidrati e lipidi, rendendo i cibi più appetibili.
  • Sedentarietà e poco esercizio fisico
  • Farmaci antipsicotici, antidepressivi, gluco-corticoidi, insulina e sulfoniluree
  • Fattori psicologici: non solo i soggetti obesi hanno spesso un disturbo del comportamento alimentare, ma presentano anche un profilo psicologico specifico, caratterizzato da bassa autostima, relazioni familiari complesse, con un tono dell'umore spesso depresso o ansioso.

Conseguenze

Quindi comporta:

  • Uno stato infiammatorio che nella persona normale non è presente
  • Il dirottamento degli acidi grassi verso altri organi, causando lipotossicità
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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

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