M etodi m atem atici per l’Ingegneria
Appunti di Maggiacomo Riccardo
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 1
I numeri complessi
• Forma algebrica
La forma algebrica si esprime con una coppia di valori:
= +
z a jb − 1
dove a è la parte reale e b è la parte immaginaria; j è l’unità immaginaria e corrisponde a
Re z = a; Im z = b;
Valori di j: = −
3
j j
=
j j ; π
=
4
j 1 I valori si ripetono per alla volta;
= − 2
2
j 1 −1 = −
j j
+ ⋅ + = − + +
a jb c jd ac bd j ad bc
( ) ( ) ( ) ( )
Moltiplicazione: + −
( ac bd ) ( ad bc )
+ ÷ + = +
( a jb ) ( c jd ) j
Divisione: + +
2 2 2 2
a b a b
−
1 a b z *
= + =
j
+ +
2 2 2 2 2
z a b a b z
• Forma trigonometrica
La forma trigonometrica si esprime come: ρ ϑ ϑ
= + ⇔ = +
z a jb z (cos jsen )
ρ ϑ
dove è il modulo di z e è l’argomento o fase, si ha che :
b >
arctg se a
____ _ 0
a
ρ ϑ
=
a cos b
ϑ π
= + − <
arctg se a
___ _ 0
mente
ρ ϑ
=
b sen a
b
π
− + <
arctg se a b
___ _ , 0
a
ρ = + =
2 2
a b z
• Forma esponenziale
La forma esponenziale si esprime con: ϑ
ρ ϑ ϑ ρ
= + ⇔ = + ⇔ j
z a jb z (cos jsen ) e
valgono le tesse regole della forma trigonometrica;
= =
j 0
z ae a
-se z =a reale positivo π
= j
z a e
-se z = a reale negativo π j
= 2
z be
-se z =jb con b>0 π
− j
= 2
z b e
-se z =jb con b<0 ϕ φ ϕ φ
ρ γ ργ +
⋅ =
e e e
Moltiplicazione: ρ
ϕ φ ϕ φ
ρ γ −
÷ =
e e e
Divisione: γ
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 2
Le serie a valori complessi, criteri di convergenza
1) Condizione necessaria ma non sufficiente per la convergenza di una serie
∞ = =
∑ Zn converge lim Zn 0
⇒
se → ∞
n
=
n 0
la successione dei moduli tende a zero;
2) Condizioni necessarie:
∞ ∞
= =
∑ ∑
Zn converge Zn converge
;
• ⇒
= =
n 0 n 0 ∞
= =
• ∑
lim 0
Zn Zn Zn converge
con infinitesimo di ordine h>1 allora la serie
→
∞
n = 0
n
• Criterio del rapporto:
+ ∞
1
Zn = =
∑
lim l Zn converge
se con l<1
→ ∞ Zn
n = 0
n
• Criterio della radice: ∞
= =
∑
lim Zn l Zn converge
con l<1
se n
→ ∞
n = 0
n
La serie geometrica (serie di funzioni):
∞
= ∑
n n
f ( Z ) Z Z
n = 0
n
La successione dei moduli ci dice per quali valori di Z la serie può convergere :
∞
Se |z|>1
= Se |z|<1
lim Zn 0
→ ∞
n Se |z|=1
1
a noi interessa solo il caso in cui |z|<1.
Proprietà dell’esponenziale nel campo complesso
Presa la funzione complessa a valori complessi:
∞ n
z
= = ∑
z
f ( z ) e n
!
=
n 0 +
2 2
= = =
z x y
z Re z
e e e e
- π
2 k
- arg z = Im z la funzione è periodica di
+ ρ ρ ϑ ϑ
= ⋅ +
⋅ =
z 1 z 2 z 1 z 2 j ( 1 2 )
e e e z
1 z 2 1 2
e
- ; -
- arg z* = -arg z; - arg(-z) = arg z+л;
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 3
Seno, coseno, seno h, coseno h, nel campo complesso.
+ − −
− − − +
∞ ∞
n 2 n 1 n 2 n
jz jz jz jz
( 1
) z e e ( 1
) z e e
∑ ∑
sen z = = cos z = =
+
( 2 n 1
)! 2 j ( 2 n )! 2
= =
n 0 n 0
+ − −
− +
∞ ∞
2 1 2
n z z n z z
z z
e e e e
∑ ∑
sen hz = = cos hz = =
+
( 2 n 1
)! ( 2 n )!
2 2
= =
0 0
n n
Varie z
e
• cos hz + sen hz = ;
• (cos hz )² - (sen hz)² = 1;
• sen h jz = jsen z;
• cos h jz = cos z;
• jz
e
cos h jz + sen h jz =
• jz
cos z + jsen z = e −
• jz
e
cos (-z) + jsen (-z) =
− jz
e
• cos z - jsen (-z) =
Proprietà del logaritmo
Per definizione si pone: = +
= ⇔ =
w w w jw
log z w e z 1 2 π
= + = = +
= ⇔ = = ⇔
w w w w jw w z w z k
log arg 2
e z e z z w
log 1 2 1 2 π
• │z1│+ │z2│) k
2
log(z1·a2) = log z1 + log z2 = (log log + j(arg z1 + arg z2 + );
π
• │z1│- │z2│) k
2
log(z1/z2) = log z1 - log z2 = (log log + j(arg z1 - arg z2 + );
π
• │z│) k
2
log zª = a log z = (a log + j(a arg z + );
= +
z z j z
log log* arg
La determinazione principale è data da
La potenza con esponente complesso:
=
w ( w log z )
z e con w e z numeri complessi.
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 4
La serie di Fourier
La serie di Fourier si applica a funzioni reali di variabile complessa chiamiamo queste funzioni
segnali. In genere tale serie serve per approssimare i segnali periodici, anche discontinui con
∞
C
discontinuità di Iª specie, con funzioni buone, (di classe ) come seno e coseno.
+∞
= ∑
f ( t ) f ( t )
Quindi la generica funzione uniformemente in (a,b). (se f(t) è continua);
n
= −∞
n f t
( )
Dove (a,b) è l’intervallo di definizione della f(t) mentre è una serie di funzioni tale che:
n ω ϖ ω
ω = +
= ⋅ j nt
j nt e cos( n t ) jsen ( n t )
f ( t ) c e c
con successione di numeri complessi e è
n n n
la successione dei seni e dei coseni. c
A noi interessa trovare la successione , tramite una dimostrazione (che non riportiamo) si giunge
n
al risultato: T
+∞ 2
1 ω
−
∫
⇔ = ⋅
= j nt
∑ c f ( t ) e dt
f ( t ) f (
t ) n
n T
= −∞ − T
n 2
π
2
ω =
dove T = periodo; frequenza angolare (pulsazione).
T
Valgono i seguenti teoremi:
1. Se una funzione f(t) è continua a tratti e limitata, allora è anche integrabile.
2. Se abbiamo una finzione f(t) periodica di periodo T, regolare a tratti in R, allora il segnale
regolarizzato fr(t) è la somma della serie di Fourier del segnale f(t) e la convergenza è puntuale.
3. Se abbiamo una finzione f(t) periodica di periodo T, regolare a tratti in R, ma continua, allora la
convergenza è uniforme. C :
Per il calcolo della serie di Fourier c’è bisogno di calcolare da prima il coefficiente 0
T 2
1 ∫
=
c f (
t ) dt cioè per n=0;
0 T − T 2 C
in seguito va calcolata la ridotta ennesima che approssima il segnale con la serie di Fourier:
n
T 2
1 ω
−
∫
= ⋅ j nt
c f (
t ) e dt per n≠0;
n T − T 2
Quando è stato trovato anche Cn la serie avrà la forma:
+∞ ω
= + ⋅
∑ j nt
f ( t ) c c e =
0 n
= −∞
n ≠
n 0
+∞ ω ω ω ω ω
−
+ ⋅ + ⋅ ⋅ + ⋅ ⋅
∑ j nt j nt j nt j nt j nt
c ( c e c e ) c e ( c e )* 2 Re( c e )
⇒ ⇒
= −
0 n n n n n
=
n 1
≠
n 0 ω
α β
= + j nt
C c j e
Da ciò, scrivendo come una successione complessa e portando in forma
n n n n
trigonometrica, si può scrivere la serie di Fourier come la somma di seni e coseni:
+∞ +∞ +∞
ω
= + ⋅ =
∑ j nt α ω β ω
+ + −
f ( t ) c c e ∑ ∑
c 2 cos( n t ) ( 2 ) sen ( n t )
0 n 0 n n
= −∞
n = =
n 1 n 1
≠
n 0
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 5
Tipi di convergenza della serie di Fourier
Supponiamo di aver calcolato la serie di Fourier di un segnale periodico, vediamo che tipo di
convergenza ha questa serie:
+∞ +∞
ω =
∑ ∑
j nt
c e c
- Essendo , ci calcoliamo la serie dei moduli e notiamo che questa serie converge
n n
= −∞ = −∞
n n 1 ( )
L R
secondo i criteri già enunciati, avremo quindi che la serie converge uniformemente in ed anche
nel senso dell’energia. 2
+∞
∑ c
- Se la serie dei moduli non converge bisogna osservare se converge, se ciò avviene avremo
n
= −∞
n
2 ( )
L R
una convergenza in ed anche nel senso dell’energia.
Per vedere se una serie converge puntualmente bisogna osservare il grafico del segnale nel periodo T, se
il segnale è regolare a tratti allora convergerà puntualmente la serie.
Se vogliamo vedere a priori se un segnale converge nel senso dell’energia bisogna operare il limite
seguente:
=
lim c 0 , il limite deve tendere a zero con un ordine di infinitesimo a>1, se ciò avviene la serie
n
→ +∞
n 1 ( )
L R
converge in nel senso dell’energia ed anche in . =
2
1 ( )
L R lim c 0
allora bisogna provare con , il limite deve tendere a zero
Se il limite non esiste in n
→ +∞
n
con un ordine di infinitesimo a>1, se ciò avviene la serie converge nel senso dell’energia ed anche in
2 ( )
L R .
Criteri di sommabilità
I. Se f(t) è continua in (a,b)-{to}, non limitata, ciò è:
= +∞ α;
con infinito di ordine
lim f ( t )
→
t t 0 α
se si quantifica l’ordine di infinito allora:
α < ⇒
_ 1 _ _
se f è sommabile
α ≥ ⇒
_ 1 _ _ _
se f non è sommabile
∞ ∞
II. Se f(t) è continua in (a,+ ) o in (- ,a) allora supponiamo che:
α;
= con ordine di infinitesimo
lim f ( t ) 0
→ +∞
t α
se si quantifica l’ordine di infinitesimo allora:
α > ⇒
_ 1 _ _
se f è sommabile
α ≤ ⇒
_ 1 _ _ _
se f non è sommabile
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 6
Energia di un segnale periodico
1 f t
( )
([ , ])
L a b
Diremo che f(t) appartiene a se e solo se è sommabile in [a,b].
2
∈ ⇔
2
( ) ([ , ]) ( ) _ _ _[ , ].
f t L a b f t è sommabile in a b
Analogamente: ( è al quadrato sommabile)
Si definisce energia del segnale f(t) al quadrato sommabile, l’integrale:
1
b b 2
= ⇔ = 2
2 2 2
∫ ∫
f (
t ) dt f (
t ) f (
t ) f (
t ) dt ( )
f t
dove è detta energia del segnale
a a ( )
f t
O anche se la somma della successione converge nel senso dell’energia alla funzione f(t) se:
n
+∞
= ∑ 2 ([ , ])
L a b
( ) ( )
f t f t in o nel senso dell’energia
n
=
n 1 n
⇔ − = ⇔ = ⇔ − = −
2 2 2 2 2
∑
lim f (
t ) S (
t ) 0 lim S (
t ) f (
t ) f (
t ) S (
t ) f (
t ) T c
n n n k
→ +∞ → +∞
t n = −
k n
T 2
1 ω
− 2 = + = +
∫ ⋅ 2 2 2 2
2
j kt ( )
c c a b a b
( )
f t e dt
dove = , e
k k n n n n
T −
T 2
Dall’ultima implicazione ci ricaviamo l’uguaglianza di Parseval che ci da l’energia della serie di
Fourier: 2
+ ∞ f ( t ) +∞
=
2
∑ ⇔ =
2 2
c ∑
f (
t ) T c
n n
T
= −∞ = −∞
n n 2 ([ , ])
L a b
Quindi partendo da un segnale periodico f(t) di periodo T, se questo segnale appartiene a
allora la serie di Fourier converge nel senso dell’energia.
Esempio:
1 1
= =
2
( ) ( )
f t f t essendo un segnale non regolare a tratti e discontinuo allora si applica:
t
t
1 = +∞
lim l’ordine di infinitesimo è 1 quindi la funzione non è sommabile quindi non è sviluppabile in
→ t
0
t
serie di Fourier.
La convergenza nel senso dell’energia ci fornisce una relazione tra la f(t) ed il suo polinomio di Fourier
al tendere di n all’infinito.
Teorema:
Se la funzione f(t) soddisfa le seguenti ipotesi:
a) f(t) è periodico di periodo T;
≤
f (
t ) k
b) f(t) è limitata ovvero ;
c) f(t) è integrabile in [0,T];
allora risulterà che: +∞ ω
− → → +∞ ⇔ =
2 ∑ j nt
f ( t ) S ( t ) 0 _ per _ n f ( t ) c e
n n
= −∞
n
La misura dell’area compresa tra le due funzioni tende a zero.
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 7
La derivata di funzioni complesse a valori complessi ∈
( x , y ) A
Le funzioni di variabile complessa a valori complessi associano ad ogni punto , dominio della
∈
( x , y ) B
funzione, un punto , codominio della funzione.
0 0
= + = + +
z x jy f ( z ) f ( x jy ) u ( x , y ) jv ( x , y ) dove la parte reale u(x,y) è funzione del punto z
⇒ ⇒
come la parte immaginaria v(x,y).
Derivare la funzione f(z) significa fare il limite del rapporto incrementale:
+ ∆ −
f ( z z ) f ( z )
′ = = + +
f ( z ) lim z x jy u ( x , y ) jv ( x , y )
essendo e scrivendo f(z) come la derivata
∆
∆ → z
0
z
si può esprimere lungo rette parallele ai due assi cartesiani x,y;
+ ∆ − + ∆ −
f ( x x , y ) f ( x , y ) ( , ) ( , )
f x y y f x y
′ ′
= lim lim
f (z ) f (z )
e = .
∆ ∆
x y
∆ → ∆ →
x j y
0
x 0
y
A questo punto il limite può dipendere o meno dall’incremento però per definizione diremo:
Sia f(z) una funzione di variabile complessa a valori complessi, se esiste ed è finito il:
+ ∆ −
f ( z z ) f ( z )
lim ∆
∆ → z
0
z
indipendentemente da come l’incremento tende a zero allora tale limite si definisce come derivata della
f(z), ciò fa si che la funzione sia anche differenziabile. ∈
Se la funzione f(z) ammette derivata in qualsiasi punto z A allora la funzione è detta olomorfa in
A.
Il fatto che la derivabilità implichi la differenziabilità, nel campo complesso, innesca un nuovo
meccanismo illustrato dal teorema di Cauchy-Riemann.
Essendo: + ∆ − ∂ + ∆ − ∂
f ( x x , y ) f ( x , y ) f x y y f x y f
f ( , ) ( , ) 1
′ ′
=
f (z ) lim f (z ) lim
= e = =
∂ ∆ ∂
∆
x y
∆ → ∆ →
x j y j y
x
0
x 0
y
∂ ∂
f
f 1 ′
f (z )
allora in virtù di ciò avremo che = = , (condizione di Cauchy-Riemann).
∂ ∂
x j y
In base a questo risultato avremo che:
= +
f ( z ) u ( x , y ) jv ( x , y )
x x x
= +
f ( z ) u ( x , y ) jv ( x , y )
y y y
1 = − + = −
f ( z ) ( j )[
u ( x , y ) jv ( x , y )] v ( x , y ) ju ( x , y )
essendo: sfruttando la condizione di
y y y y y
j =
u ( x , y ) v ( x , y )
x y
Cauchy-Riemann risulterà che: = −
v ( x , y ) u ( x , y )
x y
Anche la funzioni radice e logaritmo, se prese nella loro
Funzioni olomorfe: determinazione principale escluso l’asse negativo delle x, sono
′ −
= =
n n 1
f ( z ) z f ( z ) nz funzioni olomorfe:
′
= =
z z 1
f ( z ) e f ( z ) e ′ =
f ( z )
=
′
= = −
n
f ( z ) z n n 1
f ( z ) senz f ( z ) cos z n z
=
′
= = − f ( z ) log z 1
f ( z ) cos z f ( z ) senz ′ =
f ( z )
′
= = z
f ( z ) senhz f ( z ) cosh z
′
= =
f ( z ) cosh z f ( z ) senhz
Metodi matematici per l’Ingegneria Pagina 8
La condizione di olomorfia (derivazione, analiticità) di una funzione complessa è più forte della derivata
∞
C
nel campo reale, in quanto una funzione olomorfa è differenziabile ed è di classe .
Un’altra caratteristica delle funzioni olomorfe è:
Se f(z) è olomorfa in A f(z) è armonica in A, una funzione è armonica quando:
⇒
∀ ∈
+ = z A
f ( z ) f ( z ) 0 Tale proprietà è chiamata operatore di Laplace.
xx yy
Quindi se una funzione è olomorfa in A è anche indefinitamente derivabile in A.
Le funzioni complesse a valori reali sono olomorfe solo se sono funzioni costanti.
Integrale curvilineo di funzioni olomorfe γ
Definiamo a questo punto l’integrale di una funzione f(z) lungo una curva , sappiamo che ogni
spostamento
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