Cosa è l'istologia
I viventi sono organizzati secondo diversi livelli. Il livello fondamentale è la cellula, che è la più piccola unità a presentare la caratteristica della vita. Il livello successivo alla cellula è il tessuto, un insieme di cellule che si unisce a formare un'unità funzionale che ha funzioni specifiche e correlate alla morfologia, alla struttura e alla funzione delle cellule che lo compongono. Un insieme di tessuti diversi specifica un organo, che rappresenta quindi il terzo livello nel quale sono organizzati i viventi. I diversi tessuti che formano un organo concorrono a svolgere la funzione specifica dell'organo stesso.
Organi differenti che hanno una funzione comune formano apparati e sistemi. Uno stesso organo può essere annoverato tra due sistemi (o apparati), ad esempio il pancreas o i polmoni. Due o più apparati possono collaborare per svolgere specifiche funzioni tra loro correlate, ad esempio il sistema neuro-endocrino (sistema nervoso e sistema endocrino) o l'apparato locomotore (apparato scheletrico e muscolare). Infine, i diversi sistemi e apparati costituiscono l'organismo. L'istologia è la scienza che studia i tessuti.
Nozioni di microscopia
Le cellule tuttavia hanno delle dimensioni talmente piccole da non essere apprezzabili ad occhio nudo. Lo strumento che permette di osservare le cellule è il microscopio che deve avere determinate caratteristiche:
- Potere d'ingrandimento: massimo ingrandimento che un microscopio permette di ottenere.
- Potere di risoluzione: considerando due punti separati tra loro da una certa distanza (d), la risoluzione è la distanza minima a cui è possibile vedere questi punti ancora separati. L'occhio umano ha una risoluzione massima di 0.2 mm, quindi se si osservano ad occhio nudo due punti distanti tra loro meno di 0.2 mm, il nostro occhio non sarà in grado di distinguerli, quindi li vedrà come un unico punto.
Date le caratteristiche principali che deve avere ciascun microscopio è bene ricordare che ne esistono di diversi tipi:
- Microscopio ottico: il MO ha un potere di risoluzione di 0.2 μm (1000 volte superiore all'occhio umano). Studia cellule morte, trattate con coloranti e fissanti e a seconda di questi può esistere una microscopia ottica che sfrutta l'immunoistologia ecc.
- Microscopio a contrasto di fase: studia le cellule in vivo, in quanto non possono essere studiate con la microscopia ottica.
- Microscopio a fluorescenza: sfruttano le caratteristiche fluorescenti dei corpi, permettendo quindi di studiare o organismi che sono di per sé fluorescenti oppure organismi resi tali dall'utilizzo di fluorocromi.
- Microscopio confocale: si usa per studiare un campione istologico in tutte le sue sezioni e in tutti i suoi piani.
- Microscopio elettronico: potere di risoluzione di 0.4 nm.
- Microscopio a forza atomica: potere di risoluzione di 0.2 nm.
- Microscopio in campo oscuro: si utilizza quando non è possibile colorare i campioni. Utilizzando uno sfondo nero (scuro appunto) si mette in risalto il campione da studiare.
Microscopio ottico
Il microscopio ottico è uno dei microcopi più utilizzati in istologia. Esso è formato da:
- Oculari: sono delle strutture formate da lenti che permettono quindi l'osservazione, ed un primo ingrandimento del campione. Quest'ultimo è indicato da un numero sugli oculari.
- Uno o più obiettivi: ingrandiscono ulteriormente l'immagine, essendo formati da una serie di lenti, che in collaborazione con gli oculari consentono un ingrandimento di circa 1500x.
- Tavolino porta-preparati: una struttura sulla quale si poggia il vetrino per permettere la sua osservazione, presenta inoltre una struttura chiamata tavolino traslatore che permette di traslare il vetrino per osservarlo nelle sue due lunghezze.
- Condensatore: si trova subito al di sotto del tavolino porta-oggetti e serve a condensare la luce in maniera ottimale.
- Fonte luminosa: è la fonte da cui proviene la luce, l'intensità luminosa è regolabile.