CELLULA
è la più piccola unità capace di svolgere attività vitali. Necessita di nutrienti
essenziali e di un ambiente adeguato. Non è capace di sopravvivere da sola. È
composta da sostanze che le permettono il mantenimento, la crescita e la divisione.
Tutte le cellule derivano da altre cellule e hanno un antenato comune.
Si somigliano nelle loro strutture nelle molecole (dai semplici batteri alle piante, agli
animali).
Per mantenere l’omeostasi (equilibrio interno), il contenuto della cellula è separato
dall’ambiente esterno tramite la membrana plasmatica, una membrana di superficie
che circonda tutte le cellule. Corrisponde alla barriera selettiva visto che la
composizione chimica è diversa da quella dell’ambiente esterno.
All’interno troviamo gli organuli, che svolgono le attività metaboliche di sintesi,
l’assemblaggio di strutture essenziali per il funzionamento e la riproduzione.
Tutte le istruzioni genetiche sono codificate nel dna.
La cellula ha dimensioni microscopiche.
μm: micromeri (dimensione cellulare)
nm: nanometri (1/1000 del μm)
Le dimensioni e la forma sono legate alle funzioni della cellula: ad esempio i globuli
bianchi cambiano forma per muoversi; gli spermatozoi si muovono tramite un
flagello. Le cellule nervose hanno estensioni lunghe 1 metro per trasmettere messaggi
a distanza.
Miscroscopio ottico: è composto da diverse lenti e provvisto di luce che passa
attraverso le varie lenti e infine attraverso il campione. Permette un ingrandimento al
max di 1000 volte e ha un potere risolutivo di 0,2μm.
L’interno delle cellule è trasparente e per distinguere gli organuli vengono colorate e
poi muoiono.
Microscopio fluorescente: si usa per marcare le molecole come dna, proteine e
anticorpi.
Microscopio elettronico: permette un ingrandimento di 10000 volte più dell’ottico. 2
tipi: a trasmissione (immagine finale su lastra fotografica); a scansione (immagine
tridimensionale della superficie del campione).
CELLULA PROCARIOTICA (=prima del nucleo).
È tipica delle cellule dei batteri e degli archibatteri. Gli archibatteri possono essere
anofili (resistenti alle alte concentrazioni saline), ipertermofili (resistono ad alte
temperature), metanogeni (producono gas metano).
La cellula procariotica è di 4μm al massimo (molto piccola).
Il dna non si trova in un nucleo ma in una zona detta nucleotide (=simile al nucleo).
Ha membrana plasmatica. In alcune la membrana si invagina all’interno per
permettere lo svolgimento delle funzioni metaboliche. Molte cellule hanno parete
cellulare intorno alla membrana plasmatica e permette la rigidità e la forma.
Peptidoglicani (?)
Alcune cellule hanno una membrana esterna formata da fosfolipidi e polisaccaridi.
Alcune cellule hanno anche una capsula molto viscida di polisaccaridi, una struttura
di protezione della cellula che permette l’ancoraggio della cellula.
Alcune cellule presentano FLAGELLI composti da una proteina detta flagellina, che
assicurano il movimento alla cellula.
Alcuni batteri presentano pili (più piccoli dei flagelli) che servono a scambi tra 2
cellule e per aderire alle superfici.
All’interno della cellula procariotica troviamo il citoplasma, formato da citosol
(fluido di acqua, ioni e molecole solubili ad es. proteine) e ribosomi (formati da
proteine e RNA). Questi ultimi hanno una funzione di sintesi proteica.
CELLULA EUCARIOTICA (=nucleo completo)
Presenta organuli delimitati da una membrana e un nucleo che contiene al suo interno
il DNA.
All’interno della cellula c’è il citoplasma, all’interno del nucleo il nucleoplasma.
La cellula eucariotica ha un citoscheletro che dà la forma e permette il trasporto di
materiali.
Alcune cellule (alghe e piante) hanno organuli speciali, i cloroplasti che servono a
catturare la luce solare e convertirla in energia tramite la fotosintesi.
Le membrane suddividono le cellule in compartimenti che si chiamano ORGANULI,
con funzioni diverse per garantire reazioni distinte e veloci.
I composti più reattivi sono isolati dal resto della cellula.
All’interno e all’esterno della cellula si trovano differenze di carica elettrica e di
concentrazioni di varie sostanze (gradiente elettrochimico).
Il sistema di endomembrane comprende:
-nucleo e nucleolo
-reticolo endoplasmatico,
-perossisomi,
-complesso di golgi,
-lisosomi,
-vacuoli,
-vescicole,
-membrana plasmatica.
Mitocondri e cloroplasti non fanno parte del sistema e sono organuli specializzati.
NUCLEO CELLULARE
Ovale o sferico è dotato di 2 membrane concentriche separate da uno spazio. Le
membrane sono fuse tra loro a formare i poli nucleari che permettono il passaggio di
materiali tra il citoplasma e il nucleoplasma.
Nella membrana interna troviamo la lamina nucleare, una rete fibrosa di filamenti
proteici che sostiene la membrana interna e ha altre funzioni nell’organizzazione del
contenuto nucleare.
Esistono mutazioni nelle proteine associate che generano varie malattie genetiche (ad
es. distrofia muscolare e invecchiamento precoce, progenia).
La maggiorparte del DNA è presente nel nucleo. Quando una cellula si divide il dna è
capace di replicarsi e trasmettere l’informazione alle due cellule figlie. Il DNA
corrisponde alla sequenza dei nucleotidi che così formano i geni che codificano le
proteine necessarie per la cellula.
Il dna è associato alle proteine per formare cromatina, che nella cellula non in
divisione ha un aspetto di rete di granuli e filamenti.
Le molecole del dna sono impacchettate nel nucleo in modo regolare per formare i
cromosomi. Durante la divisione della cellula i cromosomi diventano visibili
(filiformi). Il dna srotolato avrebbe 2 m di lunghezza.
NUCLEOLI: strutture compatte senza membrana dentro la cromatina. Ogni nucleolo
contiene un’organizzazione nucleolare costituita dalle regioni cromosomiche con le
istruzioni per sintetizzare diversi tipi di RNA che costituiscono i ribosomi.
Gli RNA ribosomali sono sintetizzati nel nucleolo e le proteine necessarie per
formare i ribosomi sono sintetizzate nel citoplasma, poi vengono trasportate nel
nucleolo dove vengono assemblate con l’RNA ribosomale che poi torna nel
citoplasma attraverso i pori nucleari.
I ribosomi sono presenti nel citoplasma come liberi o legati alle membrane: 2
subunità (minore e maggiore)
Contengono gli enzimi per formare i legami peptidici.
Hanno la funzione di assemblaggio dei polipeptidi.
RETICOLO ENDOPLASMATICO
è una rete di membrane interne parallele che circondano il nucleo in molte parti del
citoplasma a forma di tubi impilati in compartimenti connessi tra loro.
Il lume interno è un unico compartimento comunicante con lo spazio tra le due
membrane nucleari.
Il reticolo contiene molti enzimi per reazioni biochimiche anche a catena.
Altri organuli non comunicano con il reticolo endoplasmatico.
Il reticolo endoplasmatico può essere di 2 tipi:
-LISCIO: catalizza la sintesi di numerose sostanze come lipidi e carboidrati. È
importante per la sintesi dei fosfolipidi del colesterolo, per la formazione delle
membrane cellulari e la sintesi degli ormoni steroidei come anche quelli riproduttivi.
Nelle cellule epatiche avviene la degradazione enzimatica del glicogeno di riserva
con conseguente regolazione del glucosio nel sangue. Il reticolo liscio serve anche
alla degradazione delle sostanze tossiche e cancerogene, delle droghe, dell’alcool, dei
farmaci, trasformandole in sostanze idrosolubili.
-RUGOSO: è importante per la sintesi proteica. È rugoso perché sulla superficie
presenta i ribosomi esternamente. All’interno è liscio. Le proteine sintetizzate sui
ribosomi vengono trasportate e in parte modificate con l’aggiunta di lipidi,
carboidrati e altre sostanze, ad opera di enzimi specifici. Altri enzimi arrangiano la
struttura tridimensionale delle proteine. Le proteine processate vengono trasferite
tramite le vescicole di trasporto per gemmazione e poi le membrane delle vescicole si
fondono con la membrana del compartimento bersaglio.
APPARATO DI GOLGI: smista e modifica le proteine. È un sistema di membrane
appiattite e impilate con una regione CIS rivolta verso il nucleo, una regione TRANS
rivolta verso la membrana plasmatica, e una regione mediale.
La zona CIS ha la funzione di ricevere il materiale delle vescicole provenienti dal
reticolo endoplasmatico (quelle provenienti dal liscio avranno ad esempio lipidi,
quelle dal rugoso proteine).
La zona TRANS è deputata a impacchettare le molecole trasportate dal Golgi e
portarle fuori dalla cellula.
Nelle cellule animali, nell’apparato di Golgi avviene la sintesi dei ribosomi, quindi il
flusso avviene dai reticoli endoplasmatici, zona CIS-TRANS-mediale e l’esterno
della cellula.
LISOSOMI: sono organismi digestivi, piccole vescicole con enzimi litici (circa 40) e
sono attivi a pH 5 (acido). I lisosomi degradano i batteri e i frammenti ingeriti dalle
cellule spazzine (macrofagi e neutrofili, o microfagi). I lisosomi sono sintetizzati nel
Golgi come lisosomi primari. Si possono fondere con vescicole digestive delle cellule
fagocitarie e formare lisosomi secondari (fagolisosomi).
Esistono malattie geniche che non permettono la degradazione dei lipidi nelle cellule
cerebrali con accumulo di lisosomi.
VACUOLI: possono essere di grandi dimensioni, sono organuli ricchi di acqua e
soluti. Nelle piante hanno molte funzioni come la pressione e il turgore. Hanno
funzioni omeostatiche (di equilibrio) per mantenere il ph, e anche digestive e nutritive
(come nei protozoi). Esistono vacuoli contrattili che eliminano l’eccesso di acqua per
contrazione.
PEROSSISOMI: contengono enzimi digestivi e detossificanti. Sono importanti per il
metabolismo dei lipidi e degradano acidi grassi. Sintetizzano i lipidi nella guaina
delle cellule nervose. Contengono perossido d’idrogeno (acqua ossigenata) dal potere
detossificante.
MITOCONDRI: sono organuli capaci di trasformare l’energia chimica proveniente
dal cibo (glucosio) in energia ATP (adenosintrifosfato), poi utilizzata per varie
reazioni chimiche. Contengono il dna che codifica per le loro proteine sintetizzate in
ribosomi mitocondriali. Qui avviene la respirazione aerobica: una serie di operazioni
di trasformazione di energia chimica in ATP in presenza di ossigeno. Atomi di
ossigeno e carbonio vengono rimossi dal glucosio e convertiti in CO2 (anidride
carbonica) e H2O (acqua). Si replicano per divisione. Sono formati da una doppia
membrana citoplasmatica di cui quella interna è ripiegata in CRESTE
MITOCONDRIALI, e qui avviene la trasformazione di energia in ATP.
CITOSCHELETRO
Ha una funzione meccanica (di supporto strutturale), di trasporto nella cellula e di
divisione cellulare.
Può essere di 3 tipi:
-microtubuli
-microfilamenti
- filamenti intermedi
Microtubuli: sono fibre di subunità globulari di natura proteica coinvolti nel
movimento dei cromosomi durante la divisione cellulare. Sono strutturali. Sono dei
binari per il movimento intracellulare di organuli e vescicole. Sono componenti delle
ciglia e dei flagelli.
Sono costituiti da 2 proteine (tubuline α e β) che associate insieme e avvolte a spirale
formano un cilindro che presenta una polarità negativa e positiva.
2 tipi di proteine associate ai microtubuli (MAP):
-strutturali: assemblano i microtubuli insieme e alle strutture vicine tramite i legami
crociati.
-motrici: utilizzano l’ATP per generare movimento. Trasportano i materiali verso
entrambi i poli.
L’estremità negativa è ancorata a una struttura detta CENTROSOMA che nelle
cellule animali è formato da 2 CENTRIOLI, strutture tubulari dette 9x3 perché
strutturati in 9 triplette. I centrioli sono importanti nell’assemblaggio e dissemblaggio
dei microtubuli durante la divisione cellulare.
Le CIGLIE e i FLAGELLI sono strutture motrici. Le ciglia (le troviamo ad es. nelle
cellule epiteliali) sono corte sottili e numerose e permettono un movimento a remi
che fa spostare la cellula, hanno anche la funzione di allontanare le particelle nocive;
i flagelli (ad es. lo spermatozoo) sono molto lunghi e radi (uno o pochi) e permettono
un movimento di avvitamento o a frusta. La struttura di ciglia e flagelli è detta 9x2+2,
cioè 9 coppie che contengono in più 2 microtubuli non legati ma liberi. Questi
microtubuli si muovono scivolando uno sull’altro grazie alle proteine motrici
utilizzando ATP.
Microfilamenti: sono filamenti di actina che sono proteine globulari legate e
intrecciate come fili di perle. Si legano a delle proteine per formare fasci di fibre.
Danno un supporto meccanico a diverse strutture cellulari e sotto la membrana
plasmatica formano il CORTEX CELLULARE, più gelatinoso rispetto al citosol che
è più fluido. Il cortex garantisce forma e movimento alla cellula.
I microfilamenti non si contraggono ma si assemblano e disassemblano.
Nelle cellule muscolari sono associati a una proteina detta MIOSINA che attraverso
atp permette la contrazione muscolare. La miosina interviene anche nella divisione
cellulare dove avviene la contrazione di un anello di actina associato a miosina che
causa la strozzatura nelle due cellule figlie.
I microfilamenti sono importanti anche nei movimenti cellulari tramite pseuodopodi e
microvilli. Gli PSEUDOPODI sono filamenti di actina che spingono la membrana
plasmatica verso l’esterno con proiezioni piene di citoplasma. La contrazione della
parte opposta della cellula permette lo spostamento della cellula. Coinvolge miosina e
microtubuli. I MICROVILLI sono proiezioni della membrana plasmatica per
aumentarne la superficie sia di assorbimento che di trasporto transmembrana (ad es.
cellule epiteliali gastroenteriche).
Filamenti intermedi: sono formati da tetrameri proteici, spostati e intrecciati tra loro
che associati formano robusti fasci di fibre fuori e dentro la cellula. Hanno una forte
resistenza meccanica, si legano al citoscheletro tramite le proteine con legami
crociati.
La composizione chimica è diversa in cellule differenti (ad es. cheratine nelle cellule
epiteliali della cute; neurofilamenti nelle cellule nervose).
Nella sla i neurofilamenti sono anomali e non permettono la contrazione muscolare.
I filamenti intermedi fanno parte del rivestimento cellulare come glicocalice,
rivestimento ricco in polisaccaridi e proteine.
Ha una funzione di ancoraggio della cellula e genera i contatti tra cellule.
Matrice extracellulare: è formata da collagene, elastina, fibronectina con funzione di
collegamento e ancoraggio.
SEGNALAZIONE CELLULARE
Un meccanismo tramite cui le cellule comunicano tra loro. Tra le cellule vicine può
esserci un collegamento diretto tramite una molecola e un recettore specifico, ma la
maggiorparte delle cellule utilizzano i segnali chimici, ad esempiogli ormoni o i
neurotrasmettitori sono capaci di trasmettere un’informazione sia chimica che
elettrica. (ad es. il pancreas secerne insulina, un ormone che a livello di cellule
bersaglio attiva dei processi metabolici).
Alcune molecole segnale attivano o inibiscono i geni nel nucleo, questo causa effetti
sull’accrescimento, divisione e differenziazione cellulare. (questo è sfruttato nelle
cure dei tumori).
Si conoscono numerosi fattori di crescita che permettono un normale sviluppo di
cellule stimolando la loro divisione.
CROMOSOMI E DIVISIONE CELLULARE
Ogni cellula si origina dalla divisione di cellule preesistenti, questo ha importanza per
la crescita, riparazione e riproduzione.
Le cellule hanno informazioni codificate nel DNA: GENOMA dell’organismo.
Il genoma è organizzato in unità d’informazione chiamate GENI che controllano
l’attività delle cellule e vengono trasmessi alle progenie.
La divisione cellulare avviene per replicazione del DNA che così viene trasmesso alle
cellule figlie.
Il DNA nella cellula è avvolto intorno alle proteine a formare la CROMATINA,
ripiegata e impacchettata a formare i singoli CROMOSOMI.
La cellula non in divisione presenta una cromatina formata da lunghi e sottili
filamenti parzialmente srotolati e aggregati a dare un aspetto granulare e filamentoso.
La cellula in divisione presenta la cromatina condensata e i cromosomi visibili come
strutture distinte. (XXXX)
Il genoma umano possiede circa 25000 geni che codificano per le proteine.
Nelle cellule eucariotiche il processo di compattazione del DNA nei cromosomi
avviene tramite proteine dette ISTONI (H). Questi presentano una carica positiva
mentre il DNA la carica negativa. Gli istoni si associano con DNA per formare i
NUCLEOSOMI. Ogni nucleosoma ha un diametro di 10 nm ed è formato da 8
proteine istoniche avvolte da un filamento di DNA lungo 146 coppie di basi. 4 coppie
di istoni in doppie coppie. C’è poi una zona intermedia detta LINKER con 60 coppie
di basi legata all’istone H1 che è un istone di giunzione.
Alla fine il DNA si raggomitola su sé stesso per formare i cromosomi, con un
diametro di 30 nm
N= CARIOTIPO (=tipo di nucleo) : è il numero, la forma e la dimensione dei
cromosomi di una cellula. Nell’uomo corrisponde a 46 cromosomi.
Alcune cellule una volta mature non si dividono più (ad es. cellule nervose,
muscolari, globuli rossi). Altre cellule si dividono per le attività richieste alla loro
crescita.
La cellula presenta un ciclo cellulare che è la successione degli eventi che
caratterizzano il passaggio di una cellula da una divisione cellulare a quella
successiva.
La durata del ciclo cellulare può variare da 8 a 20 ore, in base al tipo di cellula e alle
condizioni ambientali.
Il ciclo cellulare presenta 2 fasi principali:
1- INTERFASE (lunga)
2- MITOSI (breve)
INTERFASE: Si divide in 3 fasi:
1- FASE G1 (gap1): è l’intervallo tra la fine della mitosi e l’inizio della sintesi. Molte
cellule che non si dividono e non passano alla sintesi si dice che sono nella fase G0
(zero), fi
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