Critica cinematografica
"Oltre il complesso della mummia", André Bazin muore nel 1958 e con lui la nuova critica del cinema. L'idea di critica cinematografica di Bazin stabilisce un modello relativamente al concetto di critico stesso.
Nouvelle Vague
La Nouvelle Vague si riferisce alla fine degli anni Cinquanta e Sessanta, una nuova onda di film e autori. È l'arte di giudicare, di entrare dentro al film.
Definizione di critica
- Giudizio negativo, specialmente di natura morale (biasimo, censura, rimprovero, stroncatura).
- Facoltà intellettuale che consente all'individuo di valutare e giudicare e distinguere il vero dal falso, di prendere posizione rispetto a un determinato soggetto (analisi, giudizi).
- Insieme delle attività di analisi volte a formulare un giudizio su campi particolari e circoscritti della creatività umana. Si distinguono la critica testuale, che fa riferimento ai testi, e la critica delle fonti, sulle quali si esercita il giudizio (critica acuta, benevola, giusta, pesante, spassionata).
- Insieme dei critici e delle loro produzioni (critica francese, critica italiana).
La critica serviva a orientare il gusto del pubblico, non solo il giudizio ma l'orientamento dello spettatore. Nel corso degli anni le modalità cambiano, la radice però persiste. L'operazione di giudicare è soggettiva, in base all'età, alla cultura e a tutta una serie di varianti che intervengono sul giudizio del film. La critica che influenza l'orientamento del gusto degli spettatori perdura nel tempo grazie proprio a André Bazin.
Il cinema della Nouvelle Vague
La Nouvelle Vague riguarda il cinema del dopoguerra, connotato rispetto al cinema degli anni Cinquanta, un'ondata di rinnovamento dopo anni di guerra. Evoluzioni tecniche ed espressive nel cinema sono molto rapide, si aggiorna di continuo. L'elemento storico non è una parentesi, bisogna partire dal presupposto che il presente si basa sul passato. Non tutti i periodi sono uguali, ci sono periodi che per una serie di concordanze storiche, politiche, culturali favoriscono determinati fenomeni: il cinema di oggi deve molto all'impostazione critica che diede origine a quel fenomeno della Nouvelle Vague. Senza le impostazioni della critica di Bazin, il cinema di oggi non sarebbe ciò che è.
Il cinema della Nouvelle Vague ha un occhio meno televisivo, poiché il cinema era la sola arte popolare di spettacolo. La nascita del cinema determina un fenomeno di possibilità di riprodurre il movimento (prima era solo per le arti dal vivo come il teatro e la danza), la possibilità di riprodurre, fissare e restituire il movimento. La pellicola restituisce il tempo e lo spazio nel loro sviluppo: rivoluzione estetica, riproducibilità dell'arte.
Innovazioni tecnologiche
Nel 1895, "Arrivo del treno", il primo film, segna il cinema dei pionieri. Sulla base di innovazioni tecnologiche e ulteriori scoperte (ovvero: sonoro, colore, digitale), il cinema si è modificato, modificando a propria volta il linguaggio stesso del cinema. Lo spettatore quando vede un film della propria epoca è maggiormente predisposto ad essere benevolo, perché riconosce la propria quotidianità, se vede un film di un'altra epoca è portato a pensare che siano cose finte o ricostruite. Alcune soluzioni pensate all’epoca sono state inglobate dal cinema successivo che le ha fatte proprie.
Negli anni Trenta e Quaranta, un'immagine fuori fuoco è tagliata e tolta, perché considerata come errore di ripresa, regola su cui si basa il cinema tutt'ora. Negli anni Settanta e Ottanta si comincia ad usare lo sfocato, l'errore è tale se non è intenzionale, in questo caso è trasgressione delle regole narrative, trasgressioni che diventano cardine del linguaggio.
Il linguaggio del cinema
Il cinema ha posto alla nascita dei problemi di natura economica e tecnica, diversamente dalle altre arti. La macchina che è la condizione per cui il cinema esiste determina un atteggiamento ideologico in riferimento alla tecnica: il capitale condiziona lo sviluppo più o meno rapido e di qualità del cinema.
Il cinema è predisposto alla sperimentazione: esempio, la concezione del tempo nel cinema, anche lo spazio dipende dal tempo, il cinema offre la possibilità di fissare il tempo. Non ci sono leggi che impongono al cinema di raccontare la storia in ordine cronologico: il tempo cinematografico può essere manipolato a proprio piacimento. Linguaggio del cinema può manipolare il tempo in base all'idea di regia, di politica, di ideologia ecc. La frantumazione dell'ordine è già fatto in letteratura, cinema prende spunto da tecniche letterarie, essendone influenzato e influenzandola letteratura del Novecento.
Negli anni 40 si svolge un dibattito sull'autonomia del cinema di intervenire sulle modalità espressive. Nella realtà si subisce il tempo, non si può intervenire. Nel cinema e nella letteratura questo è possibile. Arrestare il tempo implica il passaggio dal presente al passato senza aver bisogno di segnalarlo allo spettatore; negli anni Trenta ciò era impensabile, perché lo spettatore non avrebbe capito, c'erano tecniche prestabilite. La disponibilità ad accettare il nuovo non è così scontata, per accertarlo bisogna sapere che è stato accettato da molti altri.
La critica e la Nouvelle Vague
Le avanguardie come la Nouvelle Vague si intendono come fenomeno che sperimenta tecniche e linguaggio nel cinema. Chi esce dallo schema può essere visto come pazzo o come innovatore. Se il realismo al cinema segna l'evoluzione al di là delle avanguardie storiche, quando arrivano le condizioni storiche che danno vita alla Nouvelle Vague, il modo di vedere il linguaggio precedente cambia e viene modificato.
Il realismo: il cinema è traditore, è carico di plausibilità nelle vicende da raccontare, lo spettatore crede vero ciò che vede e ne è partecipe. Verosimiglianza del cinema, il filmico è verosimile. Il cinema racconta la vita sotto una forma spettacolare, possibilità di inventarsi modi per trasgredire questo meccanismo: tenta di rompere gli schemi e spazientire gli spettatori.
Il sistema critico americano vede il cinema come un prodotto da vendere, sistema capitalistico di produzione. Ci sono paesi in cui il cinema è finanziato solo dallo stato, paesi in cui c'è anche l'imprenditoria privata e paesi in cui l'imprenditoria privata ha l'esclusiva sulle produzioni cinematografiche.
Il cinema della Germania Orientale era finanziato dallo stato. Il cinema della Germania Occidentale era finanziato dallo stato e dall'imprenditoria privata (a regime misto). Negli Stati Uniti, il cinema è commerciale, non statale. Lo stato determina anche la produzione o meno dei film. Il cinema francese della seconda metà degli anni Quaranta ha come sfondo politico la democrazia, offrendo maggiore possibilità di ricerca e determinando lo sviluppo di altre cinematografie di ricerca in altri paesi. Il cinema classico si intende il cinema americano degli anni Trenta.
Critica e influenza
Alexander Astruck nel 1948 si scaglia contro la critica per il potere di condizionare il gusto del pubblico. Le fonti per avere giudizi sui film erano poche (giornali, radio, qualche intervista), il cinema si vedeva solo al cinema. Astruck critica l’attività della critica dell’epoca che ignora le innovazioni che alcuni film stavano apportando. Esempio, i film di Renoir, Wells e Bresson.
Negli anni Quaranta, spesso i film sono tratti dai romanzi, si appoggiano a qualcosa di preesistente. La variazione nel tempo grazie anche alla Nouvelle Vague. Astruck vuole arrivare al fatto che vi siano autori che pensano che il cinema non debba essere un racconto illustrato: deve essere qualcosa di svincolato, meglio se prende spunto da fatti quotidiani, di cronaca. La concezione del cinema è ancora come divertimento popolare. La critica dell’epoca li ha ignorati perché non li ha capiti, raccontavano storie in maniera diversa, perché valutava in maniera idealistica il film, cioè considerandolo qualcosa da giudicare in base a quello che si vede. Nel secondo dopoguerra, però, non basta più, si deve tenere conto anche di ciò che c’è dietro, del profilmico.
Influenza della critica
"Notte e Nebbia" di Alain Resnais del 1954 apre alla lezione dei giovani critici del cinema francese che esordiranno più avanti. La Nouvelle Vague è influenzata moltissimo da "Viaggio in Italia" di Rossellini (1954), che intuisce quale deve essere il nuovo linguaggio. Come ogni periodo che si porta dietro tracce dei precedenti, anche la Nouvelle Vague non sarebbe la stessa se non si tenesse conto dei periodi prima.
Le tendenze però accentuate in questo fenomeno aleggiavano in tutto il decennio. Il neorealismo italiano è a cavallo tra il ’44 e il ’46, ha una forte influenza sul cinema del dopoguerra. Alla fine degli anni Cinquanta ci sono fenomeni di innovazione in tutto il cinema europeo. Roman Polanski esordisce in quegli anni in Polonia. Pure in Giappone e in Brasile c’è il risveglio del cinema. Era l’aria del tempo che richiedeva un’ondata di cinema nuovo, erano mature determinate condizioni.
Il cinema italiano vive queste condizioni prima con il Neorealismo, dieci anni prima della Nouvelle Vague, è anticipatore. Rossellini in particolare è l’anello tra il Neorealismo e la Nouvelle Vague. La critica ha bisogno di etichettare e dare riconoscibilità ad alcuni nomi, movimento eterogeneo di stili e autori viene inglobato sotto un unico nome. C’è necessità di ritrovarli ed etichettarli.
Andreotti: "I panni sporchi si lavano in casa", il Neorealismo faceva vedere il post-guerra italiano, non doveva essere visto all’estero. Non si usavano attori famosi, ma presi dalla strada, si girava il cinema nelle strade, fuori dagli studi. L’idea di andare per la strada è stata in gran parte sopravvalutata come innovazione estetica assoluta, in realtà si presentava come necessità perché gli studi erano stadi distrutti dalla guerra. Influenza con il cinema americano on the road.
L’anticipazione del neorealismo sta nel modo di fare cinema e nei temi proposti, non c’è però omogeneità. Accade lo stesso in Francia, dove autori e stili diversi tra loro rientrano tutti nella stessa tendenza chiamata Nouvelle Vague.
Astruc e la critica
Astruc si riferisce agli aspiranti registi che intendevano mettere in crisi la visione del cinema concreto che i critici non avevano considerato. Gente che voleva contestare il cinema tradizionale fatto di storie e romanzi. Il neorealismo non ha successo all’epoca perché creava uno scarto nello spettatore che si aspettava altro al cinema. Inoltre, il cinema era di tendenza di sinistra, in un paese in cui al governo c’era la Democrazia Cristiana. Nel 1954 arriva la televisione in Italia.
L'effetto di adesione del pubblico al nuovo era forzato: ci vuole il giusto tempo di assimilazione anche per le novità artistiche. Truffaut: attacco diretto alla critica tradizionale e alla visione del cinema come messa in immagine di storia e letteratura, stile risente della letteratura. Il cinema letterario non è vero cinema, che si rifiuta di fare da illustratore, vuole raccontare storie proprie con un proprio linguaggio.
Idea di Astruc: usare la macchina da presa come mezzo per scrivere il cinema (1948). Il cinema alle origini era strumento da fiera, cinema leggero. Il cinema come linguaggio significa scrivere il cinema con il cinema stesso. Astruc intuisce che il linguaggio cinematografico ha enormi possibilità, all’epoca era ridotto ad illustratore. Il cinema secondo Astruc doveva essere sganciato dal teatro e dalla letteratura. Si teorizza già negli anni Venti la possibilità del cinema di far vedere il pensiero.
Astruc sostiene che alcune cose sono di competenza solo del cinema (Cartesio per spiegare la sua filosofia metafisica userebbe il cinema). La pellicola prima in 8mm, poi 16mm, 35mm, infine 70mm. Astruc teorizza la possibilità di una visione privata del film, intuisce che non ci sarà più solo una proiezione del film al cinema. Non più solo un cinema, ma più cinema, comporta quindi vari tipi di film.
Nascendo come spettacolo, inizialmente sia film con ambizioni artistiche che film comici facevano parte dello stesso cinema, il livellamento abbassa la considerazione per questa forma d’arte. È la stessa considerazione che si fa oggi della televisione, non è cultura, quindi è svago per il popolo. La lezione che il cinema trasmette non è stata da subito.
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