Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Nel diario si parla della paura dei pirati, di vortici d’acqua (famoso è la ukiyo-e di

Utagawa Hiroshige (1797 – 1858) che li rappresenta secoli dopo). L’intero viaggio è

attraversato da un senso di malinconia causato dalla morte della figlia di uno dei

personaggi (ovvero di Tsurayuki). Il ricordo della bambina, figlia dello stesso autore,

attraversa tutta l’opera e per l’occasione il padre compone alcune poesie: 1. il pensiero

che la bambina, morta a Tosa, non farà ritorno nella sua città natale, la capitale;: 2 e 3.

(poesie finali) vorrebbe che la bambina fosse come il pino, simbolo di vita eterna e di

religione shintoista.

Nel Tosa nikki vi sono 56 poesie (la parte in prosa anticipa tensione emotiva) e si parla

dell’importanza che esse assumono: la poesia diventa uno strumento privilegiato per

esprimere i propri sentimenti. Con pochi tratti è possibile rivelare all’interlocutore il

proprio livello culturale o sociale. Era il principale strumento con i quali sia le donne che

gli uomini comunicavano. Nel diario inoltre è riportato che la poesia è una forma

privilegiata di espressione all’interno della Corte Heian. Per Tsurayuki è molto importante

la scrittura, infatti la poesia perfetta deve contenere 31 sillabe e seguire un preciso

schema (5-7-7-5-7).

Nel diario vi è la figura del capitano, criticato su 2 fronti:

• Sembra soffrire di inadeguatezza linguistica che fa si che non sappia “leggere il mondo”:

in alcune scene non riesce a leggere le previsioni del meteo ed è la bambina che, dopo le

preghiere del capitano, recita una poesia e placa la tempesta.

• Col gesto di barattare, per placare la tempesta, con il Dio del mare uno specchio d'oro

si mette in contrasto con il gesto della bambina risultando volgare; sembra essere uno di

quegli aristocratici volgari squattrinati che chiedono e barattano, diversi dagli

aristocratici veri e propri che si esprimono con i sentimenti.

Un altro fallimento poetico è dovuto alla compilazione di una poesia di 37 sillabe di un

anonimo.

Kagerō Nikki

Il (lett. “Diario di un'effimera”) è un altro diario femminile scritto attorno il

974 dalla madre di Fujiwara no Michitsuna (935-95).

La maggior parte delle donne erano identificate o con il nome della carica amministrativa

del padre, fratello o del marito, o con il cognome di uno degli amanti.

Racconta i 20 anni del matrimonio con Fujiwara no Kaneie (954-74). Tale diario è

un’accusa contro il sistema matrimoniale dell’epoca: gli uomini accanto alla “kita no

kata” (moglie principale), potevano avere relazioni anche con le concubine. All’epoca

vigeva il matrimonio poligamico; il marito poteva avere più di una donna.

Tutta l'opera può essere considerata come un atto d'accusa nei confronti del sistema

matrimoniale.

Il titolo è spiegato alla fine del primo libro: Kagerō puo significare sia “aria tremolante

estiva” che “effimera (insetto)”.

L’opera è formata da 3 libri:

• Si narrano i 15 anni di matrimonio. I fatti narrati risalgono a molto tempo prima della

scritta del diario.

• Circa 3 anni. Il testo inizia ad essere più preciso (date e dettagli).

• Circa 3 anni. La scrittura si avvicina a quella di un vero diario. Particolare attenzione al

974, anno della rottura del matrimonio. In seguito la protagonista decide di andare a

vivere in un luogo più tranquillo e sobrio.

Nell’ottica dell’epoca, la donna fu fortunata a sposarsi un uomo di tale rango, ricco e

potente. L’autrice invece non riconosce tale fortuna a causa del carattere del marito.

Alcune donne si costruivano un proprio personaggio per potere piacere agli uomini di

alto rango.

La scrittura è moderna ed è usata come strumento di sfogo psicologico da parte

dell’autrice. L’autrice vuole fornire elementi reali della vita sociale del tempo.

Dopo la rottura del matrimonio, l’autrice ebbe modo di rivedere i vecchi componimenti e

li ritrovò un ammasso di menzogne. Disse forse che la sua storia raccontata in forma di

diario sarebbe potuta risultare interessante. Fu sopraffatta dal pensiero della vita

vissuta, se tale vita fosse stata adatta a lei, una donna di buona famiglia.

Nel diario vi sono anche rivelazioni agghiaccianti, come il dolore di un’amica che è stata

lasciata dal marito. L’autrice si sente soddisfatta per aver pregato che ciò succedesse.

Izumi Shikibu nikki

Altra opera diaristica è l’ (lett. “Il diario di Izumi Shikibu”).

Izumi Shikibu (976-1003) era la figlia di Ōe no Masamune, governatore di Echizen, e

moglie di Tachibana no Michisada. Il nome deriva da Izumi, antica provincia della quale

era stato governatore suo marito, e Shikibu maestro cerimoniere (carica del padre).

Più di un diario sembra un uta-monogatari perchè vi sono circa 150 poesie in ordine non

cronologico insieme a spezzoni di prosa. Sembra che l’opera fu scritta da qualcuno che

conosceva la sua storia d’amore e che possedeva le sue poesie. Gli eventi non sono divisi

per giorni e mesi e l’autore entra spesso nei pensieri dei personaggi.

Divorziò dal marito perchè questi scoprì che aveva una relazione con il Principe

Tametaka (977–1002), figlio dell’Imperatore Reizei (950-1011). Nel 1003, fu corteggiata

dal Principe Atsumichi (981–1007), fratellastro di Tametaka. I 2 amanti appartenevano a

2 clan differenti che combattevano tra loro; nella corte Heian tutta la società era

organizzata in Clan rivali.

In una poesia l’autore racconta che la donna passa tutti i giorni delle giornate monotone,

e ad un certo punto Atsumichi le manda un mandarino selvatico dicendole che vuole

condividere con lei il dolore per la scomparsa di Tametaka. Il mandarino selvatico nasce

in primavera, stagione nella quale il cuculo (Cuculo = contatto con l’aldila +

reincarnazione di una persona cara) si manifesta dopo esser andato in letargo. La donna

acconsente al rapporto. All’epoca nelle poesie si alludeva difficilmente all’atto sessuale

perchè era considerato scandalo. Di solito queste poesie venivano accompagnate da una

carta colorata o profumata.

Un’altra poesia è scritta da Atsumichi e riguarda l’uccisione di un gallo da parte sua.

Accanto alla poesia che porge alla donna, l’uomo le dona anche le piume del gallo.

In un momento di noia la donna scrive una serie di poesie per Atsumichi usando la

tecnica del tenarai (esercizio di scrittura). Nelle poesie vi sono alcune immagini

stereotipate quali:

• Manica: simbolo delle lacrime. La poesia giapponese è quella che più si adatta al

“pianto”.

• Oca selvatica: simbolo di tristezza.

• Rugiada: evanescenza della vita; immaginario buddhista.

• Alba: momento del wakare (separazione). I rapporti all’epoca dovevano avvenire

clandestinamente; l’amato doveva lasciare l’abitazione prima dell’alba.

• Crisantemo: fiore che sboccia nel nono mese, simbolo di longevità.


ACQUISTATO

6 volte

PAGINE

5

PESO

96.51 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, lettere e culture comparate
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kumaneko93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura giapponese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Giordano Giuseppe.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura giapponese i

Letteratura giapponese I - Teatro Nō: Zeami Motokiyo
Appunto
Gunki Monogatari,  La letteratura bellica nipponica medievale
Appunto
Letteratura giapponese I - Uta Monogataari
Appunto
Letteratura giapponese I - Man‘yōshū: Raccolta di diecimila foglie
Appunto