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NEUROSHOPPING

2019/2020

(Modulo con Consumer Behavior Analysis)

Prof.ssa. Cristina Zerbini

Trade e consumer marketing – UNIPR

Appunti di Michela Dalla Casa

PERCHE’ STUDIARE IL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE: QUALI CONTRIBUTI PER IL MARKETING

Quando nasce il marketing?

Il marketing come funzione aziendale nasce negli USA prima della II GM e ha avuto il suo massimo sviluppo negli anni 50’-60’.

In Italia arriva negli anni 70’.

Nasce all’interno delle aziende come “marketing management” e poi si sviluppano i concetti delle 4P ma la figura di centralità

del cliente nelle attività aziendali inizia a partire dagli anni 80’.

Si parte quindi un orientamento al PRODOTTO, poi alle VENDITE, e infine al CLIENTE.

Oggi questo orientamento al cliente non è più sufficiente perché bisogna considerare anche l’ambiente sociale, ambientale ecc..

Il concetto che accomuna tutte le definizioni di marketing è

SODDISFARE I BISOGNI DEI CONSUMATORI, AUMENTARE LE

VENDITE E CREARE VALORE.

Il consumatore è un soggetto molto complesso, è compito

dell’azienda capire cosa non è soddisfatto e quali possono essere

i suoi bisogni latenti.

Ciò che è cambiato nel corso del tempo è l’ATTENZIONE DEL

CONSUMATORE.

All’inizio nel marketing l’orientamento era al prodotto, alle

vendite e non al consumatore .

Alla fine degli anni 60’ nasce lo studio del comportamento del consumatore ma non è subito un’attività centrale per il marketing.

Oggi le due discipline sono fortemente correlate.

COS’E’IL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE?

Il consumatore è complesso, difficile da capire e i suoi comportamenti derivano da interazioni di diversi elementi interni al

soggetto (sia natura cognitiva che emotiva) e esterni (Stimoli ambientali e macroeconomici che intervengono sulla presa delle

decisioni_ possono essere stimoli esterni sia gli stimoli aziendali come le 4P, comunicazione, pack, prezzo.. oppure anche

variabili economiche cui l’azienda non è in grado di influenzare.).

È qui la sfida della ricerca di marketing: è necessario capire che variabili tenere in considerazione.

Per fare questo ci sono alcune teorie che possono venire in aiuto e vanno a identificare a seconda dei contesti e dei

comportamenti le variabili ambientali (economiche, sociali, demografiche..), variabili aziendali che impattano sul

comportamento.

Nella ricerca di marketing quando si applica una determinata teoria si misureranno quelle variabili che impatteranno sul

comportamento di acquisto.

Quando parliamo di comportamento del consumatore bisogna distinguere DUE MOMENTI e per

ognuno dei quali sono stati sviluppati delle teorie diverse perché sono diverse le variabili che

impattano su questi comportamenti:

MOMENTO DI ACQUISTO: momento della scelta del prodotto/Servizio.

o MOMENTO DI CONSUMO: momento di attuazione dell’azione vera e propria

o

Sono 2 momenti differenti perché la persona che acquista potrebbe non essere la stessa che

consuma (es. prodotti per bambini, per animali etc..)

Se devo quindi fare una ricerca di marketing è opportuno capire quale sia il target a cui mi devo rivolgere: se quello che consuma

o quello che acquista.

Non è giusto comunicare all’intervistato il motivo del perché viene fatto quella ricerca (es. questionario)?

NO. Perché sapere il motivo potrebbe influenzare le risposte.

Se devo fare una ricerca su quanto un soggetto è sostenibile : spesso il soggetto se sa la tematica e il motivo di analisi, potrebbe essere

automaticamente portato a compiacere l’obiettivo della ricerca.

Se all’inizio di un questionario chiedo quanti km percorri : 5 km, e ti chiedo come ci vai? In auto deduco che magari il tuo comportamento

non è molto simile..

Se sto lanciando un nuovo prodotto e voglio capire se al mio consumatore piace il mio prodotto senza che sia influenzato

N.B:

dal potere del brand: devo fare un blind test.

Quindi il successo di un’impresa dipende dalla sua capacità di ideare, realizzare e distribuire prodotti in grado di soddisfare i

bisogni dei consumatori—ma la creatività e l’innovazione, non sono sufficienti.

Questo perché il vero obiettivo dell’azienda non è quello di realizzare l’innovazione maggiore ma è quello di soddisfare il bisogno

del consumatore.

Ci sono stati dei casi di flop di mercato non perché il prodotto non fosse buono, ma perché il consumatore non ne sentiva il

bisogno in quel momento. L’innovazione se troppo dirompente potrebbe non essere capita dal consumatore.

ESEMPI di prodotti che hanno impiegato molti anni per affermarsi o che magari nel momento del lancio sono falliti?

Es. tik tok all’inizio era stato lanciato in un periodo in cui il mercato non era pronto a questo tipo di prodotto. oggi il

comportamento del target è cambiato e da qui il successo della piattaforma.

Es. coca cola al primo anno di lancio ha venduto 4 bottiglie

Es. netflix: partì come una piattaforma molto all’avanguardia ma all’inizio non fu capita dal consumatore

Es. auto a gas: il consumatore iniziale delle auto a gas . la motivazione principale dell’acquisto al’inizio era il risparmio ovvero chi

faceva tanti km per andare a lavorare comprava un auto a gas. L’acquirente delle auto a gas degli anni 90’ non è lo stesso di

adesso, è cambiata l’immagine che sta attorno al prodotto non è più comprata da uno che vuole risparmiare, ma viene

comprata da uno che è attento all’ambiente.

Ciò che è cambiato è come vede il consumatore quell’auto. La Wolswagen non avrebbe negli anni 90’ prodotto mai una

macchina a gas. Ora che il suo consumatore ha cambiato prospettiva e ha cambiato i suoi bisogni , ha creato auto a gas

rivolgendosi a chi è attento all’ambiente.

La ricerca più importante è quella iniziale, quella che analizza cosa vuole il consumatore.

Es. tesla che nel 2018 ha licenziato 7000 dipendenti e stava per andare in bancarotta. Oggi invece ha trovato il suo successo.

Es. airpods: all’inizio il consumatore non capiva le potenzialità di questo prodotto-> a riguardo dobbiamo considerare però le diverse

propensioni dei consumatori (c’è quello che lo prova subito, quello che è più titubante e aspetta…)

Ci sono molti prodotti che rimangono tanto sul mercato nella speranza che il consumatore lo capisca. Un esempio era il Grand

Soleir di Ferrero .

L’azienda l’ha tenuto sul mercato per diverso tempo con forti pressioni promozionali (Era sempre in avancassa). La pubblicità del

prodotto era molto lunga e spiegava come mangiarlo (lo devi comprare, mettere in freezer e poi mangiarlo).

L’azienda le ha tentate tutte ma questo prodotto non ha mai suscitato l’interesse del consumatore.. perché? Da che ricerca è

uscito il bisogno di questo prodotto?

È CHIARO QUINDI CHE LA RICERCA DI MARKETING DEVE ESSERE FATTA PRIMA del LANCIO DEL PRODOTTO SUL MERCATO.

QUINDI IL SUCCESSO NON Può PRESCINDERE DALLA CONOSCENZA DELLE CARATTERISTICHE DEL

CONSUMATORE TARGET E DELLE “REGOLE” CHE GUIDANO IL LORO COMPORTAMENTO.

La ricerca di marketing deve essere fatta sul target specifico dell’azienda e prendere

in considerazione un campione simile a quello reale.

I FLOP DEL MARCATO

Video pubblicità AQUARIUS (di coca cola) https://www.youtube.com/watch?v=idbcoVYL5s8

una pubblicità comunicata molto male perché in se il prodotto doveva essere un alternativa al gatorade ovvero un’acqua

è

con dei Sali minerali. I target è un po indefinito perché nella pubblicità c’è un uomo post ufficio che è al parco, butta una specie

di caramella in acquia e parte tipo un concerto dall’acqua. I partecipanti del concerto sono persone indefinite o comunque non

in linea con il target/obiettivo del prodotto.

Sicuro li per li ti attira l’attenzione ma poi ciò non è sufficiente per far avere successo al prodotto.

Un altro esempio di flop fu ALIXIR DI BARILLA : prodotto funzionale (tipo danacol) che veniva venduto sia nel

grocery che in farmacia.

Oggi i prodotti funzionali hanno un successo clamoroso, magari se quel prodotto fosse lanciato adesso

avrebbe avuto sicuro più successo.

Al contempo però il colore nero per un prodotto funzionale alimentare non era in linea con il posizionamento

del prodotto.

Es. BUONDI MOTTA https://www.youtube.com/watch?v=8lD2OANXqco : il buondi era già un prodotto posizionato sul mercato

e con una base clienti solida. Il target clienti non è il target della famiglia “mulino bianco”.

Questa pubblicità ha stravolto il concetto della famiglia perfetta e venne apprezzata da una parte di consumatori.

L’azienda ne ha avuto un risvolto positivo in termini di comunicazione, i consumatori stanchi della solita comunicazione

tradizionale la commentavano positivamente.

Es. BIC FOR HER: lanciata in America nel 2012

Il mercato non richiedeva probabilmente questo prodotto che è risultato agli occhi del consumatore come molto

sessista. Il prezzo era tra l’altro doppio rispetto alle normali Bic ma… effettivamente cosa dava in più? Bo.

Ci hanno ironizzato molto in America su questo prodotto e l’azienda non ha avuto un riscontro positivo in termini di

marketing. Dietro al prodotto c’era scritto: “creato per la mano femminile”.

RICERCA Fmri

La ricerca di neuromarketing rispetto alla ricerca tradizionale di marketing usa strumenti diversi per misurare cose diverse.

Soprattutto negli anni in cui queste tecniche si erano sviluppate, le aziende tendevano a testarle una volta che il prodotto era già

stato sviluppato.

Es. l’azienda aveva chiesto all’università di testare attraverso la risonanza magnetica funzionale un nuovo

prodotto. in particolare bisognava testare la forma, il colore e la campagna pubblicitaria.

L’azienda riguardo alla confezione aveva già scelto il colore verde. Le alternative che aveva a disposizione

riguardavano anche il blu e l’arancione.

Una volta fatta la ricerca con la tecnica della risonanza , risultò che il colore che vinceva era il blu, poi il rosso e

infine il rosso.

Come mai è successo questo?

Le risposte possono essere diverse e possono riguardare la modalità di svolgimento della ricerca, la tecnica di ricerca

implementata, il campione selezionato, le tempistiche..

Le ricerche di marketing con strumenti neuro scientifici (che servono a misurare il percepito e non dichiarato dal

consumatore) in molti casi sono molto utili al fine della presa delle decisioni.

Con questi strumenti si capisce il connotato emotivo (reazione istintiva non ragionata, istintiva) rispetto al prodotto.

Molto spesso le tecniche neuro scientifiche possono essere utilizzare per:

integrare le ricerche tradizionali perché in molti casi questi strumenti riescono a rispondere a domande non risposte

o dalla ricerca tradizionale

Indagare le motivazioni che spingono / non spingono un consumatore all’acquisto.

o

Nel caso del nuovo pack, la ricerca neuro scientifica è stata fatta nella fase di lancio del prodotto quindi i suggerimenti della ricerca di

marketing non sono stati applicati al prodotto.

Il prodotto aveva diversi punti di debolezza e dopo 1 anno è stato ritirato dal mercato.

La ricerca tradizionale e la ricerca neuro scientifica erano state fatte in ritardo, andavano infatti elaborate a monte.

Quindi a termine di questo discorso è opportuno dire che il consumatore è un SOGGETTO COMPLESSO, con BISOGNI DI

NATURA SOCIALE E PSICOLOGICA che vanno oltre la “semplice” sopravvivenza.

Le variabili che impattano sul suo comportamento sono innumerevoli e cambiano a seconda dei contesti.

Il consumer behaviur è un’attività complessa e tutt’altro che banale e scontata.

Vedi file “Rapporto nielsen”vengono descritte e individuate le caratteristiche dei prodotti di maggior successo nell’anno 2019.

La caratteristica che li connotava era che la campagna promozionale era fortemente collegata alle emozioni.

Lezione CRISTINA ZERBINI_ NEUROSHOPPING

CHI è IL CONSUMATORE?

Un soggetto complicato definito come: “individuo caratterizzato da una moltitudine di caratteristiche fisiche, psichiche e

mentali che lo rendono unico e dotato di una personalità oltre che si un sistema valoriale e decisionale.

Ognuno di noi avrà una reazione unica e soggettiva rispetto agli stimoli esterni.”

Ogni azienda ha un proprio target di clienti (=ovvero specifici gruppi di clienti con sfaccettature comuni) .

Quando l’azienda lancia uno stimolo per il consumatore, non sempre questo stimolo viene percepito nel modo in cui essa

vorrebbe. Il suo obiettivo allora è far si che il suo target di clienti percepisca ciò che gli vuol comunicare attraverso campagne

mirate. Lo studio del comportamento del consumatore rappresenta il nucleo centrale del marketing,

la base di partenza per lo sviluppo delle 4P.

Importante è capire chi è il soggetto che acquista e quali sono le motivazioni e i bisogni che spingono il

consumatore a ricercare, acquistare, consumare il mio prodotto.

Perché è importante conoscere il consumatore?

1- Le reazioni del cliente alla strategia di marketing di un’azienda hanno un grande impatto sul suo successo

2- Un’azienda dovrebbe creare un marketing mix che soddisfi i clienti: per farlo i marketers devono esaminare le principali

determinanti rispetto a cosa, quanto, quando e come acquistano i consumatori;

3- I marketers sono in una posizione privilegiata che permette loro di prevedere come i consumatori risponderanno alle

strategie di marketing implementate

Cosa vado a misurare con la ricerca di marketing?

L’analisi del comportamento del consumatore deve essere effettuata in tutta le possibili angolazioni. Si tratta di una materia di

studio complessa e di natura interdisciplinare.

Es. nel caso del lancio di un nuovo prodotto (che non è ancora stato sviluppato), nella fase preliminare l’azienda dovrà

verificare quali sono i bisogni del mio target (tecnica del focus group in cui si fanno emergere i bisogni), se sono propensi a

innovazioni o modifiche di prodotti già esistenti, indagare sugli attributi che i consumatori prediligono (forma. Dimensione..).

Una volta che ho un’idea di prodotto, l’azienda deve capire su cosa fare leva per generare quote di vendita: deve puntare più

sulla comunicazione? Sulla prova del prodotto? devono comunicare la qualità degli ingredienti? La sicurezza del prodotto?

Questo secondo tipo di indagine è molto importante rispetto all’indagine esplorativa iniziale. In questo caso per capire quali

sono le var. che impattano sul mio nuovo prodotto, di solito si fa un questionario dove si misurano le variabili che secondo

l’azienda impattano sulle intenzioni d’acquisto. Bisogna quindi capire quali variabili incido

no di più sull’intenzione d’acquisto, in base all’output concentrerò la campagna di comunicazione

La disciplina dello studio del comportamento del consumatore ha da sempre fatto riferimento alle SCIENZE SOCIALI.

Cosa sono le scienze sociali?

Sono quelle discipline che studiano il comportamento degli INDIVIDUI.

Si compongono di diverse discipline che studiano sempre l’individuo ma sotto prospettive diverse: usano infatti modalità di

studio differenti, per oggetto di studio e per strumenti usati, MA tutte sono accomunate dal fatto che studiano il

COMPORTAMENTO!!

La scienza sociale di riferimento per lo studio e il comportamento del consumatore è la PSICOLOGIA che è la disciplina dalla

quale il marketing ha preso la maggior parte delle conoscenze sia in termini teorici (variabili del comportamento umano che

impattano sugli acquisti) e sia in termini di strumenti di rilevazione nella ricerca di marketing.

Le scienze sociali si dividono in:

ECONOMIA (microeconomia)

 l’economia studia le fasi di produzione, distribuzione, consumo delle risorse e il

comportamento dell’individuo e le variabili macroeconomiche che impattano su di esso.

Secondo la teoria microeconomica il consumatore decide:-il prodotto da acquistare e -la quantità da acquistano.

All’origine della disciplina il consumatore veniva considerato come un soggetto PERFETTAMENTE RAZIONALE con un

comportamento meccanico e prevedibile e con l’ OBIETTIVO DI MASSIMIZZARE LA SUA FUNZIONE DI UTILITÀ.

Oggi si sa che l’individuo non è razionale.

Nell’ambito di questa scienza non vengono considerate altre variabili del mercato.

Per la visione del marketing, questa visione del processo d’acquisto è fortemente semplificata.

È opportuno infatti considerare anche altre variabili del mercato come l’influenza della società, atteggiamento verso i brand,

rischio percepito legato agli acquisti..

L’economia entra quindi nella disciplina di analisi del consumatore ma viene adattata al contesto.

SOCIOLOGIA:

 è una disciplina che studia la società e i rapporti che si sviluppano tra gli individui.

Secondo questa disciplina il comportamento umano è influenzato prevalentemenre dal gruppo di appartenenza (soietà,

nucleo famigliare..)

Far parte di un gruppo è fondamentale per l’individuo, per il benessere psicologico delle persone.

Importante è quindi l’interazione tra pari cioè l’influenza che il soggetto ha con gli altri attorno a lui.

Es. c’è un influenza sociale quando per esempio si considera l’abbigliamento: cerco di compiacere gli altri, trovare la loro approvazione in

ciò che indosso.

L’influenza sociale si ha anche quando compriamo determinato oggetti per dare un’immagine di noi (es. manager con audi,

dottore in cravatta)

ANTROPOLOGIA:

 è una disciplina molto vicina alla sociologia ma che si focalizza anche sulle determinanti culturali del

comportamento c

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Consumer Behaviour e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Zerbini Cristina.
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