Musica e dislessia
Musica e plasticità cerebrale
Studi che hanno confrontato musicisti esperti da non esperti, hanno confermato una chiara influenza delle attività musicali sulle funzioni cognitive e le strutture neurali sottostanti. La plasticità musicale comincia presto, in un momento in cui il cervello ha un grande potenziale di adattamento. Esistono evidenze di plasticità morfologica della corteccia sensori motoria: aumenta il numero di sinapsi in una zona chiamata “area della mano” e questo aumento di connessioni si traduce in aumento del volume corticale. La plasticità interessa anche il sistema uditivo in cui si osserva un’attivazione neurale più specifica, anche in termini di maggior capacità di focalizzare l’attenzione uditiva su un particolare suono e ignorare altri stimoli o il rumore di fondo sottostante.
Training musicale e abilità linguistiche
Alcuni studi sostengono che vi sia una connessione tra le aree deputate all’elaborazione del linguaggio e quelle deputate alla musica, quindi agendo su una di queste aree, si potrebbe implementare l’attivazione dell’altra area. Moreno et al. (2003) ha condotto uno studio su un gruppo di bambini sottoposti ad attività musicali e un altro gruppo di bambini sottoposti ad attività di lettura. Gli autori identificano un maggior vantaggio dell’attività musicale sulla consapevolezza fonologica e sulla discriminazione di suoni.
La musica, così come il linguaggio, può essere considerato come una sequenza di eventi sonori e motori che richiede un’elaborazione temporale dei singoli elementi di una sequenza di eventi sonori, visivi o motori = ritmo. Il ritmo richiede sincronizzazione e integrazione senso-motoria; questa abilità si sviluppa a partire dal terzo anno di vita, quando il bambino diventa in grado di battere le mani seguendo uno stimolo uditivo, competenza che richiede un’ottima abilità di anticipazione e di coordinazione del movimento, oltre che di analisi del suono. Anche la capacità di raggruppare eventi in unità sulla base di criteri di somiglianza e diversità è presente molto precocemente nel bambino ed è fondamentale per lo sviluppo delle abilità linguistiche e musicali: ad esempio bambini di 6 mesi sono in grado di segmentare il linguaggio udito in unità linguistiche e alla nascita sono in grado di cogliere regolarità in una sequenza uditiva non linguistica (Statistical Learning).
Sviluppo fonologico & musicale
- 0-1 Mese
- Distingue lingue diverse in base alla prosodia “p” ≠ “b”, “pa” ≠ “ta”
- Produce suoni vegetativi, pianti, gorgheggi
- Distingue musiche famigliari in base alla linea melodica
- Preferisce la madre quando canta
- 2-5 Mesi
- Distingue cambi di intonazione
- Riconosce una sillaba all’interno di altre
- Vocalizzazioni, proto conversazioni
- Il bambino si inserisce tra i turni verbali del genitore (proto-conversazioni)
- Inizia discriminazione schemi ritmici
- 6-9 Mesi
- Localizzazione fonte sonora
- "bada" ≠ "baga"
- Lallazione canonica (ma-mama)
- Sequenze CV ripetute (ma-ba, ma-ba)
- Primo ritmo linguistico
- Prosodia
Specializzazione fonetica in base alla lingua madre
- Percepisce e riconosce altezze, durate, timbri
- Lallazioni cantate
- Discrimina ritmi e contorni melodici
- Riconosce melodie trasposte
- Preferisce la consonanza
Specializzazione musicale in base alla cultura
- 10-13 Mesi
- Affina le capacità percettivo-fonetiche
- Lallazione variata (bada, bata)
- Prime parole
- Interazione sviluppo fonologico con sviluppo grammaticale e lessicale
- Distingue la musica della propria cultura e ancora sensibile all’esposizione di culture diverse
- 14-17 Mesi
- Uso referenziale delle parole
- Aumento del vocabolario
- Esplora le sonorità degli oggetti
- Combina i suoni secondo le regole di ripetizione e alternanza
- Introduce parole nei canti spontanei
- 4-5 Anni
- Scompaiono le dislalie
- Sviluppo consapevolezza fonologica globale (sillabe, rime, suono iniziale)
- Migliori abilità di sincronizzazione movimento - musica
- Tempi di ascolto più lunghi
- Migliora l’intonazione, ricerca la consonanza
- 6-8 Anni
- Scolarizzazione e sviluppo della consapevolezza fonologica analitica (fonemi, spoonerismo)
- Percepisce la polifonia, acquisisce il senso tonale e l’armonia
- Sviluppo della consapevolezza musicale
Quali difficoltà musicali nei bambini con dislessia?
Nei bambini con sviluppo tipico, le capacità percettive in ambito musicale correlano con:
- La consapevolezza fonologica
- Le abilità di lettura
- L’apprendimento di una seconda lingua
In età prescolare sono predittive delle abilità di lettura.
Kraus e Chandrasekaran (2010) I musicisti presentano una condizione di vantaggio durante i compiti di Hearing in noise. In un compito linguistico di discriminazione di fonemi /da/, presentano una risposta neurale più rapida e precisa rispetto ai non musicisti. Miglior discriminazione e risposta neurale durante l’ascolto dei toni lessicali in Cinese Mandarino.
Gli autori suggeriscono che la plasticità nei circuiti sottocorticali possa essere stimolata e guidata dalle numerose proiezioni corticofugali che dalla corteccia discendono a questi circuiti sottocorticali.
Cosa succede nei bambini con dislessia?
Le abilità fonologiche e musicali sono entrambe critiche? Sì
Tra i bambini con disturbo specifico dell’apprendimento e i bambini con sviluppo tipico si riscontrano diverse attivazioni neurali che riflettono un diverso funzionamento cognitivo. I bambini dislessici sembrano essere deficitari anche nella discriminazione dell’altezza tonale, sia nel linguaggio che nella musica (Foxton et al, 2003).
I bambini con disturbo della coordinazione motoria presentano difficoltà specifiche per i pattern ritmici di maggior durata e con un tempo interstimolo lungo. I bambini con dislessia, ADHD e disturbo di coordinazione motoria risultano deficitari nell’analisi delle strutture temporali e nel timing (sincronizzazione, Toplak et al. 2003).
Toplak et al. 2003
Time perception deficit in attention-deficit /hyperactivity disorder and comorbid reading difficulties in child and adolescent samples
- ADHD: deficit nella discriminazione della durata e nella riproduzione della durata di un intervallo. Discriminazione delle frequenze nella norma.
- ADHD+RD: stesso deficit ma in misura maggiore
50 bambini (6.4 - 11 anni)
59 adolescenti (13-16 anni)
Smith 2000
Differenza di soglia nella discriminazione della durata di un tono:
- ADHD: la variazione nella durata di una nota deve essere 50 ms più lunga di quella percepita dai soggetti con sviluppo tipico.
Quali abilità musicali critiche nei bambini con dislessia?
- Discriminazione e riproduzione durata
- Discriminazione ritmo - Riproduzione ritmo