STORIA
-primo caso di deficit selettivo per il recupero dei verbi: 1744
Neuropsicologia (Hecaèn) = studio dei disordini cognitivi ed emotivo-motivazionali associati a
lesioni o disfunzioni cerebrali; finalità euristica (indagine organizzazione neurofunzionale della
mente) e clinica (diagnosi e riabilitazione deficit.
-Metodo delle operazioni convergenti: un'ipotesi è maggiormente rafforzata da evidenza provenienti
da aree diverse, piuttosto che dalla stessa area di ricerca → studio dell'organizzazione neurale e
funzionale della mente, avvalendosi di diverse fonti empiriche, come la psicologia sperimentale e
cognitiva (studi in soggetti indenni), informatica, neurologia..
-Correlazione anatomo-clinica (presuppone adesione a paradigma localizzazionista)
La presenza di un'associazione tra un disordine comportamentale e la lesione di una parte del
cervello consente l'inferenza che la base neurale di quella funzione è localizzata in quell'area
cerebrale. Si compie osservazione del comportamento spontaneo (eloquio, azioni, reazioni emotive)
e le risposte ai test psicometrici\domande interviste strutturate variamente.
Per determinare la sede e l'estensione della lesione o della disfunzione cerebrale → esame autoptico
post mortem; immagini cervello in vivo: strutturali (TC, MRI, DTI) e funzionali (PET, fMRI);
TMS, tES (interferenza e facilitazione).
Periodi della neuropsicologia:
-classico (1861/1920): inizi e prime scoperte in singoli pazienti, correlazione anatomo-clinica come
metodo per indagine organizzazione funzionale processi mentali
-tra 1 e 2 gm (1920/1940): psicometria, casi singoli e inizio studi di gruppo
-dopo 2 gm (1945/1970): applicazione psicometria e statistica, casi singoli e studi di gruppo
-neuropsicologia cognitiva (1970/2015)
• Localizzazionismo (prima metà '800)
-Frenologia (Gall e Spurzheim) → qualità morali e facoltà intellettuali sono innate, il loro esercizio
e le loro manifestazioni dipendono dalla morfologia cerebrale; il cervello è l'organo di tutte le
facoltà, è composto da organi specifici e localizzabili che svolgono funzioni specifiche dell'uomo.
Lo sviluppo di una funzione cerebrale determina un aumento di volume della corrispondente area
cerebrale, visibile e palpabile sulla scatola cranica (“bernoccolo”), da cui si trae inferenza sulla
funzione.
Limiti: scarse evidenze sperimentali e aspetti errati.
-Bouillard (1825) → linguaggio localizzato bilateralmente nelle regioni frontali
-Broca (1861/1865) → linguaggio articolato localizzato nel piede della terza circonvoluzione
frontale emisfero sx
-Wernicke → centro per le immagini acustiche verbali, modello centri-connessioni del linguaggio
-Lichteim → il centro dei concetti non è localizzato, è il risultato di tutto il cervello (modello misto)
• Critiche al localizzazionismo
-Jackson → critica: localizzare la lesione che distrugge una funzione ≠ localizzare una funzione
-olismo → aree cerebrali sono funzionalmente equivalenti, la localizzazione cerebrale di una
funzione specifica è un nonsenso (tranne che per le aree sensomotorie)
-diaschisi → dato che le regioni cerebrali sono connesse tra loro, la lesione dell'area A potrebbe
causare un difetto specifico, in quanto disturba il funzionamento del circuito C di cui fa parte (Von
Monakov); le connessioni possono essere inibitorie o eccitatorie, quindi la regione può essere
disfunzionale in entrambi i modi. Due tipi: conessionale\del connettoma.
Lesione focale danneggia attività svolta dalla regione; lesione funzionale comporta una diminuzione
ipsilaterale e un aumento controlaterale (compensazione).
-livello di descrizione → la localizzazione di una funzione mentale non ne implica una descrizione
neurobiologica esauriente, l'inferenza dagli studi di correlazione anatomo-clinica indica che regioni
cerebrali specifiche di aree e loro connessioni sono associate a\sono la base neurale di singole
componenti dei processi mentali. L'inferenza non spiega il meccanismo neurofunzionale oltre il
diagramma centri-connessioni.
La correlazione anatomo-clinica può essere fatta sulla base di diversi modelli dell'attività mentale:
-modello classico connessionista di Wernicke e Lichteim (modello campana: più componenti con
rappresentazioni connesse cooperano insieme per svolgere attività linguistiche)
-modelli moderni come information processing box and arrows (modelli scatole e frecce
dell'informazione nella neuropsicologia cognitiva, richiamano i diagrammi '800, senza fare
riferimento diretto al cervello)
• Modelli attività mentale
-basati sul cervello = centro-connessione localizzato in una struttura cerebrale specifica
-non basati sul cervello = no corrispondenza tra centri-connessioni e aree cerebrali, sono collegati
funzionalmente
-misti = alcune funzioni sono localizzate, altre no
• Reazioni\sviluppi più o meno divergenti rispetto al modello standard centro-connessioni
-Freud → identifica 3 tipi di afasie: agnosica (estese lesioni bilaterali), verbale, asimbolica
(alterazione associazioni tra concetti verbali e degli oggetti); è un modello non basato sul cervello
ma rimane importante in quanto ha coniato il termine agnosia.
-Dejerine → pro modello W-L
-Pierre Marie → contro modello W-L, concepisce solo un tipo di afasia che coincide con quella di
Wernicke = varietà di deterioramento intellettuale (no distinzione tra pensiero e linguaggio):
anartria = lesione corteccia insulare e nucleo lenticolare sostanza bianca sottocorticale. Afasia di
Broca = afasia di Wernicke+anartria
-Jackson → linguaggio è proposizionale (P, emisfero sx) e automatico (A, emisfero dx): P → A,
afasia = P
Un esempio di sindrome a supporto del localizzazionismo: alessia senza agrafia (sindrome da
disconnessione) = lesione orbitale sx + lesione corpo calloso, segnale visivo non raggiunge
l'orbitale dx e il giro angolare, coinvolto nella lettura.
• Dopo la 2 GM
-Luria → fattori biologici e culturali determinano comportamento, sistemi neurofunzionali
complessi (memoria, linguaggio, etc), esame neuropsicologico qualitativo che esamina i sistemi,
agnosie, sindrome frontale con comportamenti perseveratori, classificazione neurolinguistica afasia.
-Riviste (dopo la 2 gm) → ”Neuropsychologia” (Hècaen, 1963) “Cortex” (De Renzi, 1964)
• In Italia
-Gruppo di Milano → presso il Policlinico (De Renzi, Basso, Bisiach, Vignolo, Spinnler) comincia
una critica alla neuropsicologia classica.
• Critica alla neuropsicologia classica (1950-1980)
è caratterizzata da studi singoli (paziente Tan), si sostiene che l'osservazione clinica è: non
quantitativa, non analizzabile statisticamente, non standardizzata (test psicometrici), non replicabile
→ studi di gruppo: ricerche su vaste casistiche di pazienti, selezionate per il lato della lesione o altri
parametri; vengono somministrati testi quantitativi e standardizzati (psicometria), i dati sono poi
analizzati statisticamente.
Dalla fine anni '70 gli studi di gruppo vengono criticati: dati medi oscurano differenze tra i pazienti;
sistema cognitivo troppo complesso, meglio tornare ai casi singoli ma indagati in modo quantitativo
con test psicometrici standardizzati.
Anche per i soggetti indenni si pone il problema della formazione di gruppi, in quanto le differenze
individuali non sono note a priori; manca la replicabilità diretta tra pazienti.
• Ragionamento neuropsicologico
-Dissociazioni tra sintomi e segni = semplice e doppia
-Sindrome = anatomica, funzionale, mista
→ dissociazione semplice: dato empirico = il paziente\gruppo pazienti svolge bene il compito A,
male il B. Inferenza = se la prestazione in B rispecchia la funzione Fb e in A Fa, allora Fa è
indipendente da Fb.
È spiegabile anche in termini di difficoltà dei due compiti (diverse curve prestazioni\risorse) che
riflettono un'unica funzione.
→ dissociazione doppia: dato empirico = il paziente\gruppo pazienti P1 svolge bene il compito A
ma male il B, P2 viceversa. Inferenza = se la prestazione in B rispecchia la funzione Fb, e A Fa,
allora Fa è indipendente da Fb (partendo dal presupposto che i sistemi cognitivi sono identici).
L'interpretazione risorse\difficoltà del compito è illogica, dato che per P1 risulterebbe più difficile
B, e per P2 più difficile A. Può essere forte (prestazione indenne ≈ pazienti sani) o debole
(prestazione globalmente compromessa ≠ pazienti sani).
Si verifica sia tra pazienti che tra compiti\complementare (compatibile con un'interpretazione in
termini di curve prestazioni\risorse): nella dissociazione complementare la prestazione è
globalmente compromessa, ma uno dei pazienti fa' globalmente peggio.
Ha forma di interazione cross over nell'analisi della varianza. Si assume quindi l'architettura
mentale come componenziale.
→ Sindrome = gruppo di sintomi e segni di funzione alterata, collegati da fattori anatomici,
fisiologici, biochimici e genetici; vasta applicazione nella medicina clinica e grande utilità
diagnostica. Le associazioni tra sintomi hanno avuto importanza nel definire la tassonomia dei
principali disordini neuropsicologici.
Es: sindrome di Gerstmann\giro angolare sinistro = 4 segni (agrafia, acalculia, disorientamento
dx\sx, agnosia digitale); sindrome di Balint = 3 segni (atassia ottica, aprassia sguardo,
simultagnosia).
-anatomica debole (basata sul cervello): aperta a dissociazioni, l'associazione tra i sintomi è
probabilistica; una lesione piccola e localizzata può danneggiare selettivamente una delle funzioni
la cui alterazione è associata a quella di altre anatomicamente vicine
-funzionale forte (non basata sul cervello): non aperta a dissociazioni, l'associazione tra sintomi è
determinata dal fatto che essi riflettono il danno di una singola funzione; un'eventuale dissociazione
implica il frazionamento di una funzione (non unitaria)
-anatomo-funzionale forte (basata sul cervello): una certa funzione è localizzata in un'area
cerebrale, se è lesa la funzione si verificano tutti i sintomi legati
• Neuropsicologia cognitiva (1984)
C'è un ritorno ai casi singoli, utilizzano modelli mente\funzione-cervello, individuati 3 presupposti
da rispettare per compiere inferenza dal quadro patologico all'architettura del sistema normale:
-modularità: architettura processi mentali è costituita da componenti distinte (moduli), quindi lo
sviluppo e la riparazione non implicano modifiche dell'intero sistema. I moduli sono meccanismi
computazionali geneticamente determinati, operano su rappresentazioni specifiche e sono associati
a strutture neurali localizzate; veloci e automatici, poco influenzati da altre componenti, contenuto
scarsamente accessibile ai processi coscienti (es. illusioni percettive) Le neuroscienze cognitive
suggeriscono che tutti i processi mentali sono modulari\multicomponenziali.
-corrispondenza: tra organizzazione funzionale mente e organizzazione neurologica cervello, a
livello più basso la corrispondenza è ipotetica.
-costanza: prestazione di un paziente cerebroleso rispecchia l'attività dell'insieme delle componenti
del suo sistema cognitivo, meno quella\e danneggiata\e dalla lesione. Sistema leso = sistema sano –
componenti danneggiate.
Vi è un recupero funzionale spontaneo o indotto dalla riabilitazione, modificando l'architettura e
rendendola diversa da quella pre-lesionale; possono anche essere messe in atto delle strategie
compensatorie (nuove, post-lesionali, appartenenti al repertorio)
• Modelli multicomponenziali mente-cervello
-gerarchici: componente funzionale super-ordinata implica\presuppone componente sotto-ordinata
-seriali: una lesione può causare dissociazione semplice
-paralleli: una lesione può causare dissociazione semplice e doppia
-misti
• Neuropsicologia 2016
L'approccio solo casi singoli senza sindromi non si è affermato → ricerca basata su modelli di
analisi dell'informazione a scatola-frecce e metodi standardizzati, ha esaminato casi singoli e serie
di pazienti. Integrazione psicologia cognitiva e approccio precedente.
ESAME NEUROPSICOLOGICO
Obiettivi: indagine deficit cognitivi con intenti diagnostici, riabilitativi e conoscitivi
(organizzazione neuroanatomica processi cognitivi superiori e organizzazione funzionale di tali
processi).
-contribuisce alla diagnosi di patologie neurologiche fornendo un quadro neuropsicologico
completo delle condizioni del paziente e anticipando i dati neuroradiologici ed elettrofisiologici,
orientando alla diagnosi
-indirizza e pianifica un progetto di riabilitazione cognitiva focalizzato su funzioni deficitarie
(training, stimolazioni transcraniche)
-verifica nel follow up il permanere di deficit cognitivi che compromettano il lavoro e la scuola
-certifica in sede peritale la presenza di deficit neuropsicologici
-ricerca (neuropsicologia sperimentale)
→ diagnosi
-fornire quadro completo
-discriminazione tra diversi deficit
-fornire informazioni diagnostiche in pazienti con dati neuroradiologici ed elettrofisiologici negativi
o poco informativi
→ prognosi
-fornire indicazioni su decorso\esito, recupero
→ assistenza e supporto al paziente e familiari
-informare il pz del suo stato cognitivo per comprendere le alterazioni
-informare i familiari per comprendere la nuova situazione e favorire adattamento proattivo
-valutare effetti terapie mediche su efficienza cognitiva e il grado di autonomia quotidiana
→ programmazione ed esecuzione progetto riabilitativo
-fattibilità date le condizioni del pz, le caratteristiche del deficit e la collaborazione pz+famiglia
→ valutazione a distanza efficacia trattamento
-valutazione di base, es ripetuta
-valutazione a metà del trattamento o post
→ scopo peritale\consulenza tecnica
-opinione diagnostica
-conseguenze del deficit (capacità intendere e volere, impedimento del lavoro)
• Test psicometrici
Uno tra gli strumenti usati per formulare inferenze sulla funzionalità cognitiva del paziente.
-punteggio grezzo = n° risposte corrette\errori
-punteggio corretto = cut off, valore al quale o al di sotto\sopra del quale la probabilità che un
individuo sia normale è p<0.05
-punteggio equivalente = scala a 5 intervalli (0 patologico-4 eccellente), permettono di costruire un
profilo del pz e di confrontare le prestazioni a test diversi, al netto dell'influenza delle variabili
socio-demografiche
• Prima visita
Incontro con il paziente + raccolta informazioni (anamnesi pz e famiglia) + screening
neuropsicologico (test) + colloquio conclusivo.
Può essere articolata in più sessioni quando il paziente è affaticabile data la condizione medica, ma
in generale la prima seduta coincide con lo screening, le successive sono approfondimenti.
Obiettivi: ottenere un profilo neuropsicologico e formulare un'ipotesi interpretativa sugli aspetti da
indagare in modo approfondito; valutare comportamento generale del pz, in particolare l'attenzione,
l'interazione e la comunicazione e tutti gli aspetti quantitativi\qualitativi.
-anamnesi: ottenere info sul mandante e il motivo dell'invio; conoscere modalità esordio malattia e
tipo di vita condotta prima (personalità pre morbosa*); conoscere stato salute familiari stretti;
conoscere esiti esame funzioni neurologiche (eseguito dal neurologo) ed esiti indagini strumentali o
altri esami medici; chiedersi l'impatto del disturbo su attività quotidiana e limiti imposti.
-colloquio pz: spiegare scopo esame; analisi risposte (attenzione, semantica, fluenza verbale, tono
umore, coscienza deficit\malattia).
Alcuni fattori che contribuiscono a determinare il comportamento del pz → deficit
neuropsicologico, terapie mediche associate, eziologica deficit, eventuali componenti disesecutive,
personalità premorbosa ed eventuali malattie psichiatriche pregresse, fattori socio-
culturali\ambientali\economici.
-colloquio familiari: conoscere ambiente pz; rendere i familiari consapevoli della situazione e della
possibile evoluzione; fornire un'interpretazione comprensibile dei comportamenti del pz.
-test: misurazione obiettiva e standardizzata di un campione di comportamento che si suppone
rappresentativo della totalità; utile per decidere la normalità di un pz confrontato con una
popolazione simile (dati normativi); buon test = obiettivo (predittivo della funzione in esame),
standardizzato (regole dettagliate e valori normativi), rappresentativo (buona correlazione tra
domande test e comportamento vita reale).
*combinazione: capacità premorbose (indicatori demografici, scolarità, achievement tests, test di
lettura) – prestazione attuale → se sono diverse c'è deficit (funzionale\organico)
• Seconda visita
Valutazione ulteriore e più dettagliata delle funzioni cognitive + approfondimento di specifiche
funzioni non esaminate + restituzione a pz e familiari + pianificazione di follow up e riabilitazione
• Esame neurologico
Spetta al neurologo, ma il neuropsicologo può somministrare esami quantitativi standard per
valutare deficit motori, di sensibilità somatosensoriale e del campo visivo; inoltre tramite la
descrizione di una scena viene messa in evidenza la presenza di neglect o di deficit linguistici.
NEUROPSICOLOGIA FORENSE
• Procedimento penale
Lo scopo è svolgere indagini e acquisizione di dati e valutazioni richiedenti specifiche competenze;
è vietata quando intende stabilire il carattere e la personalità dell'imputato, non è il caso della
perizia neuropsicologica.
→ Perito
-offrire al giudice e alle parti un sapere comune e razionalizzare il convincimento giudiziale,
evitando il formarsi di decisioni fondate su supposte e vaghe regole scientifiche
-consentire con la sua presenza l'instaurazione del contraddittorio in argomento
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