Neuropsicologia dei disturbi dell'apprendimento
Introduzione
Il cervello di un bambino non è il cervello di un adulto. Il cervello non raggiunge la maturità fino ai 12-13 anni. Il bambino raggiunge la memoria di lavoro a 7 anni. In età evolutiva si parla di "traiettoria". Questo anche perché i disturbi cambiano nel tempo. Le neuroscienze sono interessate al cervello. La "neuropsicologia" studia i processi cognitivi (linguaggio, attenzione, affettività). La neuropsicologia utilizza i pazienti per fare delle inferenze su quelli che sono i processi normali.
Neuropsicologia: Scopi e metodi
Neuropsicologia: studio dei deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali causati da lesioni e disfunzioni del SNC. Ha uno "scopo" conoscitivo-riabilitativo; "assunti di base": modularità-frazionamento e costanza; "metodi": associazioni-dissociazioni-studi di gruppo e studi su caso singolo. La neuropsicologia dello sviluppo utilizza lo stesso paradigma nell’infanzia e adolescenza. Ma il SNC e il sistema cognitivo sono in via di sviluppo.
Quando parliamo di un adulto, questo ha avuto un problema in un cervello già maturo. Quando parliamo di un bambino, questo ha un cervello in via di sviluppo e maturazione.
Neuropsicologia cognitiva
La "neuropsicologia cognitiva" (NC) è un settore della psicologia cognitiva che ha lo scopo di capire i normali processi cognitivi attraverso il modo in cui certi processi si interrompono o non vengono acquisiti in modo normale. Inoltre, cerca di capire la natura dei sistemi di elaborazione dell’informazione che noi usiamo normalmente per svolgere le nostre attività cognitive.
Neuroscienze cognitive
La neuroscienze cognitiva è un settore delle neuroscienze che cerca di capire quali sono ed il funzionamento dei sistemi neurali del cervello sottostanti ai sistemi di elaborazione dell’informazione che usiamo per svolgere le attività cognitive.
Caratteristiche della neuropsicologia
Le caratteristiche della neuropsicologia sono: studia i sintomi e non le sindromi; la ricerca, generalmente, si fa sui casi singoli e non sui gruppi; enfasi sulla dissociazione anziché l’associazione tra i sintomi e meglio ancora se dissociazione doppia. Capire come i sintomi sono collegati tra di loro.
Dislessia da neglet
La "dislessia da neglet" è quel caso in cui non leggo da sinistra per una lesione all’emisfero destro.
Modello a due vie
Il modello a due vie: sia per la scrittura che per la lettura viene utilizzato questo modello. Questo modello è costituito dalle scatole e dalle frecce. Le frecce rappresentano il processo mentre le scatole sono il livello di rappresentazione. Si cerca di utilizzare questo modello per testarlo sulla dislessia.
Dislessia acquisita
La "dislessia acquisita" è un’incapacità di leggere in una persona adulta che sapeva leggere prima di subire il trauma.
Psicologia cognitiva
La psicologia cognitiva assume che l’architettura dei sistemi cognitivi non differisca qualitativamente tra gli individui e fa suo questo principio. Il "modulo indipendente" significa che può essere leso e che può avere una sede anatomica precisa. Il vantaggio dello studio sul gruppo è che puoi fare un confronto tra il gruppo stesso e la popolazione generale (confronto tra gruppo patologico e gruppo di controllo). Quindi l’esame neuropsicologico viene standardizzato. Le critiche agli studi sul gruppo è che è eccessivamente empirico (fa sì correlazioni anatomico-cliniche anche rigorose ma non si occupa di studiare l’organizzazione dei processi cognitivi normali.
Metodi della neuropsicologia
L’emisfero destro è più lateralizzato per i compiti di tipo visuo-spaziale. Noi fissiamo sempre leggermente a sinistra. I metodi della neuropsicologia sono: dissociazioni semplici e doppie; associative; inattivazione farmacologica di un emisfero; emisferectomia; tecniche di correlazione anatomico-clinica strutturali e funzionali (TAC, spect, fMRI).
Metodo della dissociazione
Il metodo della dissociazione ha permesso di capire quali sono le funzioni cognitive. KF era un paziente che aveva un problema nella memoria a breve termine (come nella memoria di lavoro, spam) ma non nella memoria a lungo termine (questa è la "dissociazione semplice", cioè che hanno un problema in una funzione all’interno di un processo).
Emisferectomia e inattivazione farmacologica
"L’emisferectomia" è un’asportazione chirurgica di una parte di emisfero. "L’inattivazione farmacologica" di un emisfero causa, principalmente, la paralisi degli arti controlaterali, emianopsia (cecità) ed emianestesia controlaterali; per poco tempo. Se inattivo l’emisfero sinistro causerò nel soggetto afasia. Questa tecnica viene usata a scopo diagnostico e in soggetti con epilessia temporale.
Sindrome da disconnessione e tecniche di imaging
La "sindrome da disconnessione" è quel caso in cui c’è una disconnessione tra i due emisferi cerebrali. "L’ultrasonografia" è l’emissione di frequenze sonore e calcola quelle che vengono respinte dal cervello. Viene utilizzata nei bambini che sono nati pretermine (prima della 30esima settimana) e nei casi sospetti al 1o mese e dopo 6 mesi (come le PCI).
Mostra come vantaggi: non richiede sedazione, i risultati sono molto veloci ed è poco costosa. Per quanto riguarda gli svantaggi: immagini non in alta definizione, le aree vicine allo scalpo sono poco visibili e dopo la chiusura delle fontanelle non si può più fare. "Molte patologie sono collegate alla nascita pretermine".
La "tomografia computerizzata" (TC) utilizza la tecnica dei raggi X e permette la ricostruzione del cervello. Le strutture bianche sono le lesioni. È un esame rapido senza anestesia e sedazione ed è poco costoso. Come svantaggi sei esposto ai raggi X, le immagini non sono in alta definizione. Viene utilizzata per studiare le emorragie acute; per lo studio delle ossa e delle calcificazioni; trauma cerebrale; sospetti tumori; encefalopatie; anomalie ossee.
Piani del cervello e risonanza magnetica
Il piano saggittale è quel piano destra-sinistra e taglia dall’alto verso il basso; il "piano coronale" ci divide in una parte frontale ed una dorsale; il "piano orizzontale" divide il cervello in una parte superiore ed in una inferiore. Viene scelto il piano in base all’area del cervello che ci interessa.
La "risonanza magnetica funzionale" (RMN) dà un’immagine 3D e queste immagini si basano su: emissione di impulsi a radiofrequenze; presenza di un forte campo magnetico; tessuti differenti del nostro cervello. Il cervello di un bambino è 25% in meno di quello di un adulto. I solchi neurali sono molto densi di neuroni.
Voxel-based morphometry e tecniche RMN
La voxel-based morphometry è una tecnica RMN che può essere utile ai fini della diagnosi. Tra le tecniche RMN troviamo anche delle tecniche di diffusione. In entrambi i sessi la "sostanza bianca" si sviluppa fino all’età adulta (tarda adolescenza, 20 anni). Le aree associative si sviluppano dopo le aree somatosensoriali. I bambini molto piccoli esperiscono tutto attraverso le aree sensoriali (vista, udito, ecc.).
Nell’area visiva primaria (V1) non abbiamo la rappresentazione dell’oggetto ma abbiamo dei neuroni che si attivano a seconda delle caratteristiche dell’oggetto in questione e sono le aree associative che permettono la rappresentazione visiva dell’oggetto. Attraverso la RMN nei bambini si è scoperto che nei destrimani la corteccia prefrontale e parietale di sinistra matura prima delle aree corrispondenti di destra. Inoltre, la maturazione della corteccia avviene in parallelo con lo sviluppo cognitivo e funzionale del bambino.
Tecniche funzionali e EEG
Tra le tecniche funzionali troviamo: EEG ed ERPS, TMS, PET, RMNf. Le tecniche strutturali ci permettono di vedere la struttura del cervello mentre le tecniche funzionali ci permettono di vedere come il cervello funziona.
EEG: registra l’attività elettrica cerebrale spontanea ed è una tecnica non invasiva. Permette di fare diagnosi di encefalopatie tossiche, di epilessia. Oltre a fare diagnosi di epilessia permette di valutare che tipo di epilessia è.
Ciò che cambia tra lo stato di veglia e lo stato di sonno è il tipo di onda. Nell’adulto c’è un’alternanza tra lo stadio 4 del sonno (sonno profondo, sonno non REM) ed il sonno REM. Il neonato nello stato di sonno ha una prevalenza di onde BF (delta e teta) mentre nel 1o anno di vita queste onde diminuiscono ed aumentano le onde AF (alfa e beta) fino all’età adulta.
Tecniche elettrofisiologiche e stimolazione magnetica transcranica
Le "tecniche elettrofisiologiche" ci permettono, anche, di visualizzare i cambiamenti che si hanno a livello elettrofisiologico durante l’esecuzione di un compito. Si va a vedere se c’è una coerenza tra l’esecuzione del determinato compito e l’attivazione delle determinate aree cerebrali.
P significa onda positiva. S significa onda negativa. Il tempo rappresenta il tempo di elaborazione dello stimolo. La ERPs (potenziali evento correlati) è poco invasiva ed è abbastanza veloce come tecnica; come svantaggio presenta un costo molto elevato ed una risoluzione spaziale scarsa.
La stimolazione magnetica transcranica ci permette di capire dove sono collocate le funzioni cognitive a livello cerebrale e viene utilizzata, soprattutto, a livello di ricerca. Ultimamente viene utilizzata anche in ambito clinico, per disturbi come depressione ed epilessia mentre in età evolutiva ha ancora poco spazio.
PET e fMRI
PET: viene iniettato un liquido nel corpo con una certa quantità di liquido marcato con isotopi radioattivi che aiuta a misurare l’attività metabolica nel cervello. Nel bambino questa tecnica aiuta a diagnosticare l’epilessia e la rilevazione di processi neoplastici cerebrali (tumori).
fMRI: dà un’immagine tridimensionale del cervello che permette di far vedere l’attività cerebrale. RMNf: è un’attività che è molto sensibile al movimento ma non si può sedare il soggetto per non alterare pattern neurofisiologici. Un problema se si utilizza questa tecnica con bambini è che i dati normativi si hanno solamente sulla popolazione adulta. È molto utile nell’indagare l’organizzazione funzionale del cervello prima e dopo gli interventi chirurgici.
MEG e giro fusiforme
MEG: EEG+RMNf. Questa tecnica ha un’alta risoluzione sia spaziale che temporale. Nel giro fusiforme sinistro abbiamo un’area che risponde "selettivamente" alle parole della lingua. Inoltre, quest’area risponde maggiormente: a stringhe di lettere ed a parole rispetto a stringhe di consonanti.
Anche l’anagramma potrebbe attivare le aree cerebrali della parola. Dagli studi si è visto che quando viene udita una parola si attiva molto velocemente l’area cerebrale relativa alla parola. "Le funzioni cognitive sono modulari, sono organizzate in moduli e questi moduli sono separati". Una lesione al cervello negli adulti comporta una compromissione nella capacità che in precedenza era posseduta. Nei bambini, invece, una lesione al cervello comporta uno sviluppo inadeguato di quella determinata capacità (e potrebbe sviluppare delle strategie compensatorie).
Neuropsicologia classica
Neuropsicologia classica: afferma che il cervello è organizzato in moduli che possono essere selettivamente danneggiati a seguito di un danno acquisito a carico di una specifica area cerebrale. Il cervello dell’infante non è modulare come quello dell’adulto ma è "altamente interconnesso" (si attivano molte più aree per quella determinata funzione cognitiva) ed è poco specializzato. Il sistema modulare emerge a seguito di un processo maturativo.
Nel bambino fino ai 4 anni c’è l’amnesia (amnesia infantile). Nel bambino, una piccola lesione può permeare una grande parte del cervello. I pazienti con dislessia neglet (e non ha neglet) ti legge bene la parte destra ma ha problemi con la parte sinistra.
Importanza della replicabilità
"Nel campo di ricerca è molto importante la replicabilità dei risultati".