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“NEUROPSICOLOGIA DEI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO

APPUNTI”

2/3/15

Il cervello di un bambino non è il cervello di un adulto. Il cervello non raggiunge la maturità fino ai

12-13 anni. Il bambino raggiunge la memoria di lavoro a 7 anni. In età evolutiva si parla di

“traiettoria”. Questo anche perché i disturbi cambiano nel tempo. La neuroscienze è interessata al

cervello. La “neuropsicologia” studia i processi cognitivi (linguaggio, attenzione, affettività). La

neuropsicologia utilizza i pz per fare delle inferenze su quelli che sono i processi normali.

Neuropsicologia: studio dei deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali causati da lesioni e

disfunzioni del SNC. Ha uno ”scopo” conoscitivo-riabilitativo; “assunti di base”: modularità-

frazionamento e costanza; “metodi”: associazioni-dissociazioni-studi di gruppo e studi su caso

singolo.

Neurupsicologia dello sviluppo: usiamo lo stesso paradigma nell’infanzia ed adolescenza. Ma il

SNC e il sistema cognitivo sono in via di sviluppo.

Quando parliamo di un adulto questo ha avuto un problema in un cervello già maturo. Quando

parliamo di un bambino questo ha un cervello in via di sviluppo e maturazione.

La “neuropsicologia cognitiva” (NC) è un settore della psicologia cognitiva che ha lo scopo di

capire i normali processi cognitivi attraverso il modo in cui certi processi si interrompono o non

vengono acquisiti in modo normale. Inoltre, cerca di capire la natura dei sistemi di elaborazione

dell’informazione che noi usiamo normalmente per svolgere le nostre attività cognitive.

La neuroscienze cognitiva è un settore delle neuroscienze che cerca di capire quali sono ed il

funzionamento dei sistemi neurali del cervello sottostanti ai sistemi di elaborazione

dell’informazione che usiamo per svolgere le attività cognitive.

Le caratteristiche della neuropsicologia sono: studia i sintomi e non le sindromi; la ricerca,

generalmente, si fa sui casi singoli e non sui gruppi; enfasi sulla dissociazione anziché

l’associazione tra i sintomi e meglio ancora se dissociazione doppia. Capire come i sintomi sono

collegati tra di loro.

La “dislessia da neglet” è quel caso in cui non leggo da sinistra per una lesione all’emisfero destro.

5/3/15

“Interesse della neuropsicologia cognitiva non sono le sindromi ma i sintomi”.

Modello a due vie: sia per la scrittura che per la lettura viene utilizzato questo modello. Questo

modello è costituito dalle scatole e dalle frecce. Le frecce rappresentano il processo mentre le

scatole sono il livello di rappresentazione. Si cerca di utilizzare questo modello per testarlo sulla

dislessia.

La “dislessia acquisita” è un’incapacità di leggere in una persona adulta che sapeva leggere prima di

subire il trauma.

La psicologia cognitiva assume che l’architettura dei sistemi cognitivi non differisca

qualitativamente tra gli individui e fa suo questo principio. Il “modulo indipendente” significa che

può essere leso e che può avere una sede anatomica precisa. Il vantaggio dello studio sul gruppo è

che puoi fare un confronto tra il gruppo stesso e la popolazione generale (confronto tra gruppo

patologico e gruppo di controllo). Quindi l’esame neuropsicologico viene standardizzato. Le

critiche agli studi sul gruppo è che è eccessivamente empirico (fa si correlazioni anatomico-cliniche

anche rigorose ma non si occupa di studiare l’organizzazione dei processi cognitivi normali.

L’emisfero destro è più lateralizzato per i compiti di tipo visuo-spaziale. Noi fissiamo sempre

leggermente a sinistra. I metodi della neuropsicologia sono: dissociazioni semplici e doppie;

associative; inattivazione farmacologica di un emisfero; emisferectomia; tecniche di correlazione

anatomico-clinica strutturali e funzionali (TAC, spect, fMRI).

Il metodo della dissociazione ha permetto di capire quali sono le funzioni cognitive. KF era un pz

che aveva un problema nella memoria a breve termine (come nella memoria di lavoro, spam) ma

non nella memoria a lungo termine (questa è la “dissociazione semplice”, cioè che hanno un

problema in una funzione all’interno di un processo).

“L’emisferectomia” è un’asportazione chirurgica di una parte di emisfero. “L’inattivazione

farmacologica” di un emisfero causa, principalmente, la paralisi degli arti controlaterali, emianopsia

(cecità) ed emianestesia controlaterali; per poco tempo. Se inattivo l’emisfero sinistro causerò nel

soggetto afasia. Questa tecnica viene usata a scopo diagnostico e in soggetti con epilessia

temporale. La “sindrome da disconnessione” è quel caso in cui c’è una disconnessione tra i due

emisferi cerebrali.

“L’ultrasonografia” è l’emissione di frequenze sonore e calcola quelle che vengono respinte dal

cervello. Viene utilizzata nei bambini che sono nati pretermine (prima della 30° settimana) e nei

casi sospetti al 1° mese e dopo 6 mesi (come le PCI). Mostra come vantaggi: non richiede

sedazione, i risultati sono molto veloci ed e poco costosa. Per quanto riguarda gli svantaggi:

immagini non in alta definizione, le aree vicine allo scalpo sono poco visibili e dopo la chiusura

delle fontanelle non si può più fare.

“Molte patologie sono collegate alla nascita pretermine”.

La “tomografia computerizzata” (TC) utilizza la tecnica dei raggi X e permette la ricostruzione del

cervello. Le strutture bianche sono le lesioni. È un esame rapido senza anestesia e sedazione ed è

poco costoso. Come svantaggi sei esposto ai raggi X, le immagini non sono in alta definizione.

Viene utilizzata per studiare le emorragie acute; per lo studio delle ossa e delle calcificazioni;

trauma cerebrale; sospetti tumori; encefalopatie; anomalie osse.

Il piano saggittale è quel piano destra-sinistra e taglia dall’alto verso il basso; il “piano coronale” ci

divide in una parte frontale ed una dorsale; il “piano orizzontale” divide il cervello in una parte

superiore ed in una inferiore. Viene scelto il piano in base all’area del cervello che ci interessa.

La “risonanza magnetica funzionale” (RMN) dà un’immagine 3D e queste immagini si basano su:

emissione di impulsi a radiofrequenze; presenza di un forte campo magnetico; tessuti differenti del

nostro cervello.

Il cervello di un bambino è 25% in meno di quello di un adulto. I solchi neurali sono molto densi di

neuroni.

9/03/15

La voxel-based morphometry è una tecnica RMN che può essere utile ai fini della diagnosi. Tra le

tecniche RMN troviamo anche delle tecniche di diffusione. In entrambi i sessi la “sostanza bianca”

si sviluppa fino all’età adulta (tarda adolescenza, 20 anni). Le aree associative si sviluppano dopo le

aree somatosensoriali. I bambini molto piccoli esperiscono tutto attraverso le aree sensoriali (vista,

udito, ecc.). nell’area visiva primaria (V1) non abbiamo la rappresentazione dell’oggetto ma

abbiamo dei neuroni che si attivano a seconda delle caratteristiche dell’oggetto in questione e sono

le aree associative che permettono la rappresentazione visiva dell’oggetto. Attraverso la RMN nei

bambini si è scoperto che nei destrimani la corteccia prefrontale e parietale di sinistra matura prima

delle aree corrispondenti di destra. Inoltre, la maturazione della corteccia avviene in parallelo con lo

sviluppo cognitivo e funzionale del bambino. Tra le tecniche funzionali troviamo: EEG ed ERPS,

TMS, PET, RMNf.

Le tecniche strutturali ci permettono di vedere la struttura del cervello mentre le tecniche funzionali

ci permettono di vedere come il cervello funziona.

EEG: registra l’attività elettrica cerebrale spontanea ed è una tecnica non invasiva. Permette di fare

diagnosi di enecelofatie tossiche, di epilessia. Oltre a fare diagnosi di epilessia permette di valutare

che tipo di epilessia è.

Ciò che cambia tra lo stato di veglia e lo stato di sonno è il tipo di onda. Nell’adulto c’è

un’alternanza tra lo stadio 4 del sonno (sonno profondo, sonno non REM) ed il sonno REM. Il

neonato nello stato di sonno ha una prevalenza di onde BF (delta e teta) mentre nel 1° anno di vita

queste onde diminuiscono ed aumentano le onde AF (alfa e beta) fino all’età adulta.

Le “tecniche elettrofisiologiche” ci permettono, anche, di visualizzare i cambiamenti che si hanno a

livello elettrofisiologico durante l’esecuzione di un compito. Si va a vedere se c’è una coerenza tra

l’esecuzione del determinato compito e l’attivazione delle determinate aree cerebrali.

P significa onda positiva. S significa onda negativa. Il tempo rappresenta il tempo di elaborazione

dello stimolo. La ERPs (potenziali evento correlati) è poco invasiva ed è abbastanza veloce come

tecnica; come svantaggio presenta un costo molto elevato ed una risoluzione spaziale scarsa.

La stimolazione magnetica trasncranica ci permette di capire dove sono collocate le funzioni

cognitive a livello cerebrale e viene utilizzata, soprattutto, a livello di ricerca. Ultimamente viene

utilizzata anche in ambito clinico, per disturbi come depressione ed epilessia mentre in età evolutiva

ha ancora poco spazio.

PET: viene iniettano un liquido nel corpo con una certa quantità di liquido marcato con isotopi

radioattivi che aiuta a misurare l’attività metabolica nel cervello. Nel bambino questa tecnica aiuta a

diagnosticare l’epilessia e la rilevazione di processi neoplastici cerebrali (tumori).

fMRI: dà un’immagine tridimensionale del cervello che permette di far vedere l’attività cerebrale.

RMNf: è un’attività che è molto sensibile al movimento ma non si può segare il soggetto per non

alterare pattern neurofisiologici. Un problema se si utilizza questa tecnica con bambini è che i dati

normativi si hanno solamente sulla popolazione adulta. È molto utile nell’indagare l’organizzazione

funzionale del cervello prima e dopo gli interventi chirurgici.

MEG: EEG+RMNf. Questa tecnica ha un’alta risoluzione sia spaziale che temporale.

Nel giro fusiforme sinistro abbiamo un’area che risponde “selettivamente” alle parole della lingua.

Inoltre, quest’area risponde maggiormente: a stringhe di lettere ed a parole rispetto a stringhe di

consonanti.

Anche l’anagramma potrebbe attivare le aree cerebrali della parola. Dagli studi si è visto che

quando viene udita una parola si attiva molto velocemente l’area cerebrale relativa alla parola. “Le

funzioni cognitive sono modulari, sono organizzate in moduli e questi moduli sono separati”. Una

lesione al cervello negli adulti comporta una compromissione nella capacità che in precedenza era

posseduta. Nei bambini, invece, una lesione al cervello comporta uno sviluppo inadeguato di quella

determinata capacità (e potrebbe sviluppare delle strategie compensatorie).

Neuropsicologia classica: afferma che il cervello è organizzato in moduli che possono essere

selettivamente danneggiati a seguito di un danno acquisito a carico di una specifica area cerebrale.

il cervello dell’infante non è modulare come quello dell’adulto ma è “altamente interconnesso” (si

attivano molte più aree per quella determinata funzione cognitiva) ed è poco specializzato. Il

sistema modulare emerge a seguito di un processo maturativo. Nel bambino fino ai 4 anni c’è

l’amnesia (amnesia infantile). Nel bambino, una piccola lesione può permeare una grande parte del

cervello. I pz con dislessia neglet (e non ha neglet) ti legge bene la parte destra ma ha problemi con

la parte sinistra.

“Nel campo di ricerca è molto importante la replicabilità dei risultati”.

Perché un bambino che non ha lesioni al cervello dovrebbe avere neglet? È sbagliato applicare la

sintomatologia dell’adulto al bambino.

23/03/15

La “gastrulazione” è il passaggio da blastula a gastrula tra il 15° ed il 18° giorno; qui si distinguono

i 3 foglietti embrionali (endoderma, mesoderma ed ectoterma). Comprende 3 tipi cellulari che

danno origine all’ectoterma (responsabile dello sviluppo del SNC), mesoderma (è il sistema di

mezzo tra i due foglietti ed è responsabile della maturazione del sistema scheletrico), l’endoderma è

resposabile dello sviluppo della “placca neurale” (che poi darà origine allo sviluppo del “tubo

neurale”). Tra i maggiori difetti del tubo neurale troviamo:

- Anenefalia: è la mancata fusione della parte anteriore (50%). Degenerazione del

proencefalo;

- spina bifida (occulta): mancata fusione della parte posteriore. Mesencefalo, danno spinale

(40%);

- carenza di acido folico;

- prevalenza di DTN 1/1000: 2,5% negli stadi embrionali di cui molti esitano in aborti

spontanei).

Fino al 2° mese si ha la “neurolazione”, dopodiché si ha la “differenziazione”. Tutto il nostro

cervello deriva dalla parte finale del tubo neurale. Le “vescicole ottiche” daranno origine alla retina

e collegheranno la retina fino alle aree visive.

La “neurogenesi” (proliferazione cellulare) è prenatale e postnatale: è un processo che continua per

molto tempo in modi anche differenti. Si realizza per: 1) divisione cellulare simmetrica a partire

dalle cellule della glia, 2) divisione asimmetrica che determina la formazione di neuroni

(neuroblasti). Durante lo sviluppo vengono creati 25.000 neuroni al minuto. Durante lo sviluppo

avviene il “processo di pulizia” perché vengono prodotte molte più cellule di quante ne abbiamo

effettivamente bisogno e, quando lo sviluppo è completato queste cellule in eccesso vengono

eliminate. I “neuroblasti” (si iniziano a formare intorno al 2°-4° mese della vita intrauterina) sono

quelli che poi verranno trasformati in neuroni mentre la “glia” (si iniziano a formare intorno al 4°

mese della vita intrauterina) è importante perché serve alla migrazione cellulare. La “sinaptogenesi”

è quel processo che permette la connessione dei neuroni con altri neuroni.

“L’ippocampo” è una struttura importantissimo per consolidare la traccia amnestica della memoria a

lungo termine e della memoria episodica. La memoria episodica fa parte della memoria a lungo

termine ed è un tipo di memoria dichiarativa. La memoria episodica è “spazio-temporale” mentre la

memoria semantica no.

È quasi impossibile che noi abbiamo dei ricordi prima dei 4 anni (amnesia infantile) perché,

appunto, l’ippocampo si sta ancora formando. La corteccia cerebrale è già organizzata a livello

macroscopico come quella dell’adulto.

La “migrazione cellulare” inizia tra la 6°-7° settimana e continua fino al 6° mese. La corteccia

cerebrale si assembla dall’interno all’esterno; quindi i neuroni si staccano dalle cellule ed alcuni di

questi migrano all’esterno. Tra i fattori da difetti di migrazione troviamo:

- fattori tossici: sindrome fetale da acol (SFA). Questa causa dismorfismi cranio-facciali,

ritardi della crescita intrauterina, post-natale e ritardo dello sviluppo psicomotorio, Q.I.

medio di 68 (al di sotto della media);

- fattori genetici: schizoencefalia (si sviluppa solo metà dell’encefalo), lissencefalia

(encefalo liscio), eterotopia (neuroni maturi in sede atipica), agenesia del corpo calloso.

Per poter creare delle connessioni con altre strutture si deve creare nel neurone l’assone, questo

processo è chiamato “differenziazione cellulare”. La crescita/grandezza dei neuroni e degli assoni

varia a seconda della zona ed è geneticamente predisposto.

Dalle “creste neurali” (che hanno una posizione esterna) si sviluppa il “sistema nervoso periferico,

SNP”. Il penultimo stadio importante nello sviluppo cerebrale è la “sinaptogenesi”, cioè lo sviluppo

delle connessioni sinaptiche. La formazione delle sinapsi è regolata da segnali molecolari che

vengono scambiati tra neurone pre e post-sinaptico. La sinapsi, inoltre, è “plastica”: cioè la struttura

e le attività variano attraverso l’uso. Il decorso della sinaptogenesi non è uniforme nelle diverse aree

cerebrali.

“Forse alcuni comportamenti in una persona non sono ancora stati raggiunti perché probabilmente il

cervello non è ancora maturo”.

Il numero delle “spine dendritiche” è ridotto nei casi di ritardo mentale. L’ultimo stadio dello

sviluppo cerebrale è la “mielinizzazione” che si sviluppa e dura in tempi e modi diversi a seconda

della zona. La morte cellulare programmata si chiama “apostosi”. La “specializzazione funzionale”

è un processo che rappresenta la fine della maturazione neuronale ed è caratterizzata, appunto, dalla

specializzazione funzionale del neurone a seconda del sito di dove è finito.

26/03/15

Lo sviluppo cerebrale continua fino all’adolescenza. Questo sviluppo non è ne lineare ne

unidimensionale. Non tutte le competenze raggiungono la maturità allo stesso momento. La

maggior parte delle lesioni cerebrali infantili sono causate da trombosi.

PL: sono le lesioni pre-perinatali. Ha un’incidenza di 1/4000 neonati a termine. Sono causate da un

ictus ischemico (spesso a sinistra). Il declino generale nel QI emerge tardivamente, dopo i 7 anni.

Dagli studi scientifici risulta che i bambini con lesioni cerebrali hanno una prestazione migliore del

linguaggio rispetto agli adulti con una lesione nella stessa area. Inoltre, gli studi hanno messo in

evidenza che i bambini con PL presentano un ritardo nell’inizio del linguaggio (sia che la lesione

sia destra sia che sia a sinistra). I bambini con lesioni frontali vanno peggio nelle prove rispetto a

coloro che hanno delle lesioni nella parte posteriore del cervello. I bambini con una lesione

all’emisfero sinistro mostrano un ritardo nello sviluppo lessicale. A 8-9 anni i bambiniSX/DX non si

differenziano e rientrano per tutti gli indici nella norma. Le lesioni frontali sinistre e destre e le

lesioni temporali destre ritardano la precoce progressione delle capacità espressive; queste

differenze si riducono nel periodo scolare ed il decorso qualitativo e quantitativo

dell’apprendimento LG è analogo ai bambini con ST.

Embolo: interruzione del flusso sanguigno che causa una lesione.

La lunghezza media nelle frasi di un bambino è una misura molto importante.

La “morfologia derivazionale” è quella che permette di creare nuove parole nella lingua; è la

formazione di parole nuove a partire dalle radici linguistiche.

Il “BIAS” non è un errore, ma è “una tendenza verso”. Le aree bilaterali occipito-temporali (OT)

mediano l’elaborazione ed il riconoscimento visuo-spaziale. L’emisfero sinistro domina nell’analisi

delle caratteristiche/dettagli mentre l’emisfero destro domina nell’elaborazione della

configurazione.

La via visiva del “what” va dalle aree occipitali alle aree temporali e ci permette di riconoscere la

forma degli oggetti (più i colori, i movimenti). Le aree associative, che sono nel lobo temporale,

mettono insieme tutte le informazioni che provengono dai nostri neuroni e ci danno l’informazione

completa. La via del “where” parte sempre dalle aree occipitali ma arriva alle aree temporali e

parietali e ci permette di localizzare l’oggetto.

I due emisferi cerebrali differiscono anche nel modo in cui elaborano le informazioni. L’emisfero

sinistro è specializzato nel cogliere i dettagli, l’emisfero destro è specializzato nel riconoscimento

dei volti. I due emisferi lavorano insieme, in parallelo, ma accade che uno dei due emisferi è più

attivo dell’altro a seconda dell’informazione. “È come se il globale è più forte del particolare”.

I bambini con lesioni a sinistra hanno una presenza precoce e costante del contorno e di elementi

costituenti; quelli con lesione a destra presentano un iniziale deficit di organizzazione ed

integrazione degli elementi.

30/03/15

I bambini con lesioni all’emisfero destro quando devono riprodurre una casa impossibile utilizzano

altre strategie rispetto ai bambini con lesioni all’emisfero sinistro. I bambini con lesioni precoci a

destra migliorano nel disegno libero ma presentano difficoltà quando ci sono compiti più complessi,

infatti hanno dei problemi con l’integrazione visuo-spaziale. La “figura di rey osterrieth (ROFC)” è

un test che si utilizza nei pazienti per valutare le abilità visuo-spaziali; si richiede al soggetto di

osservare l’immagine e di copiarla e dopo 10 minuti si richiede allo stesso soggetto di ricopiare la

stessa immagine utilizzando la memoria; il punteggio viene dato dalla presenza o meno degli

elementi, dagli elementi riportati e dagli elementi riportati nella giusta posizione visuo-spaziale.

I bambini con lesioni a destra sono più accurati nei particolari del disegno rispetto a quelli con

lesioni a sinistra. Nella copia non ci sono differenze tra lesioni a destra o a sinistra. Lesioni a destra

mantengono la memoria mentre a sinistra domina la configurazione globale ma povera di dettagli.

Le lesioni precoci, sia a sinistra che a destra, causano problemi nell’acquisizione delle capacità

visuo-spaziali. Dalle ricerche si è evidenziato che ci sta una precoce “lateralizzazione” degli


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Edo1511

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Psicologia clinica e del ciclo di vita
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Edo1511 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia dei disturbi dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Maria SS. Assunta - Lumsa o del prof Arduino Lisa.

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