NEUROLOGIA
La neurologia è una specializzazione della medicina che studia le patologie del sistema
nervoso centrale ( di cui fanno parte cervello, cervelletto, tronco encefalico e midollo
spinale) e del sistema nervoso periferico. Quest’ultimo è suddiviso in somatico (di cui
fanno parte radici e gangli spinali, plessi e tronchi nervosi) e autonomo (di cui fanno parte
gangli simpatici e parasimpatici, plessi extraviscerali e intraviscerali). Per sistema nervoso
si intende un'unità morfo-funzionale caratterizzata da un tessuto biologico altamente
specializzato nel ricevere, trasmettere ed elaborare gli stimoli interni ed esterni del corpo
per mezzo di segnali bioelettrici. Il sistema nervoso si suddivide perciò in due grosse
branche, queste sono il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema nervoso periferico
(SNP). Il tessuto nervoso è uno dei quattro tipi fondamentali di tessuto. Le cellule nervose
si associano tra loro morfologicamente e funzionalmente intercomunicando grazie a
caratteristiche loro proprie come l'eccitabilità e la conducibilità, dove eccitabilità sta a
significare che la cellula nervosa può reagire a degli stimoli esterni fisici e chimici di varia
natura che vengono convertiti in impulso nervoso e conducibilità indica che l'impulso
nervoso insorto su una cellula nervosa può essere trasmesso alle altre cellule sotto forma
di corrente elettrica e in corrispondenza di particolari giunzioni cellulari, che sono le
sinapsi, tramite segnali chimici.
NEUROPATIE DEL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO: Le neuropatie periferiche sono
patologie comuni ma non sono stati fatti dati precisi su quanto queste siano frequenti.
Esistono infatti diverse cause circa la nascita di queste malattie. Tra le cause più comuni
troviamo il diabete (che in fase moderata-avanzata porta delle complicanze ai nervi),
l’abuso di alcool, l’esposizione ad ambienti tossici (ad esempio con elevata presenza di
piombo) e dagli anni ’80 anche il virus dell’ Hiv. In aggiunta a queste cause ci sono anche
tutte quelle infiammatorie. Queste malattie hanno meccanismi diversi a seconda del fatto
che siano acquisite o ereditarie. La maggior parte dei danni a livello del SNP vengono
etichettati come idiopatici (cioè che non si riesce a trovarne la causa e questo succede
anche grazie all’invecchiamento fisiologico dell’individuo). Nella popolazione sopra ai 60
anni di età si ritiene che ci sia un buon 10% che possieda danni a livello dei nervi periferici.
Perciò in Italia questo è un problema comune e in crescita visto che siamo un popolo con
molti anziani. Quando parliamo di SNP intendiamo fondamentalmente i prolungamenti
delle strutture nervose che sono contenute nel midollo spinale e nei gangli accessori al
midollo spinale. In realtà anche i nervi cranici potrebbero essere inclusi nel SNP. Lo stesso
si può dire per qualsiasi organo del corpo che ha un’innervazione (innervazione viscerale
o innervazione del sistema nervoso autonomo, cioè l’innervazione dello stomaco,
dell’intestino, del cuore, delle ghiandole e così via). Il SNP è perciò molto esteso e per
questo motivo viene colpito da sindromi che sono molto diverse tra loro. C’è bisogno di
un’ulteriore classificazione. Ci sono nervi più grandi ricoperti dalla guaina mielinica (questa
guaina migliora la conduzione degli impulsi) e nervi più piccoli formati da assoni che non
sono mielinizzati o lo sono solo parzialmente. Detto questo si capisce che una prima
classificazione è legata alla grandezza del nervo. Più è grande il nervo e più è veloce la
conduzione. All’interno del nervo ci sono diversi fasci. Questi fasci sono formati dagli
assoni che possono essere ricoperti o meno dalla mielina. Gli assoni sono i prolungamenti
del neurone. Quest’ultimo è formato da un corpo cellulare, dagli assoni e dai dentriti.
Dall’insieme degli assoni dei neuroni si vanno a formare i fasci che compongono i nervi. A
seconda che la funzione sia di tipo motorio oppure sensitivo, il corpo cellulare si troverà in
zone diverse. Se si parla di assoni motori il corpo cellulare si troverà all’interno di una zona
di sostanza grigia del midollo spinale, questa zona prende il nome di corna anteriori.
Questi assoni di cui stiamo parlando sono i motoneuroni e consentono il movimento. Il
motoneurone viene ricoperto dalla mielina formata da cellule di Schwann e portano il
segnale che serve a far muovere i muscoli. Il movimento di un muscolo avviene perché
l’impulso viaggia dal neurone, all’assone fino al muscolo. La giunzione neuromuscolare o
placca neuromuscolare è la struttura che collega il motoneurone con il muscolo. Passiamo
ora alla parte sensitiva. La maggior parte delle funzioni sensitive del SNP sono veicolate
da prolungamenti di neuroni fatti a T. Questo perché il corpo cellulare che sta in un ganglio
sensitivo vicino al midollo spinale ha due prolungamenti, un prolungamento va al midollo
spinale ed un prolungamento va alla periferia. Questi neuroni vengono chiamati pseudo-
unipolari e sono quei neuroni che in periferia vanno in contatto coi recettori (tattili, di
posizione e così via). I neuroni sensitivi come abbiamo già detto si trovano nei gangli.
Questi gangli sono dei complessi di corpi cellulari che stanno vicino al midollo spinale. I
gangli contengono i corpi dei neuroni pseudo-unipolari ed il prolungamento che arriva ai
recettori (è il prolungamento più lungo) va in contatto con delle strutture che possono
essere recettori della temperatura, recettori del dolore, recettori del senso di posizione,
della pressione e così via. Per fare un esempio quando si appoggia una mano su un
tavolo vengono attivati recettori tattili che ci dicono che il tavolo è liscio , recettori termici
che ci dicono che è freddo e altre informazioni che vengono trasmesse dal nervo periferico
ai centri di controllo. Questa trasmissione avviene lungo le fibre dei nervi periferici che
consentono al segnale di essere trasportato prima al midollo spinale e poi di salire verso i
centri della corteccia. Quello che ci interessa in questo momento è la parte periferica del
segnale perciò nel caso della sensibilità il segnale che va dal recettore al midollo e nel
caso di movimento il comando che dal midollo va al muscolo.
Il nervo periferico può essere danneggiato in diversi modi, di conseguenza le neuropatie
possono essere:
- da difetto del sistema immunitario;
- da difetto genetico;
- da difetto metabolico;
- di tipo batteriologico;
- di tipo tossico;
- di origine tumorale;
- provocate da trauma.
L’approccio clinico che il medico usa dopo aver riscontrato un sospetto di neuropatia
periferica (ad esempio se un paziente riferisce di non sentire più nulla dalla mano destra) è
una visita accurata. Innanzi tutto si deve capire bene quali sono i sintomi del paziente per
poter dire se il problema sono i nervi o se il problema sta nei centri superiori. Per fare
questo servono gli strumenti e ovviamente una buona preparazione in quella che è
l’anatomia umana. Riprendendo l’esempio della mano si può escludere un problema al
nervo se è tutta la mano a non sentire nulla, se fosse solo qualche dito allora la diagnosi
sarebbe diversa perché ci sarebbe davvero un problema al nervo. Bisogna quindi che ci
sia una correlazione tra il disturbo che il paziente racconta (verificato con la visita) e la
sede di controllo di quella funzione (se il paziente non riesce ad alzare un piede devo
sapere se è solo un piede o anche l’altro, se è solo il piede o anche la gamba e così via).
In base alla sede del problema ci si dovrà correlare ai centri di controllo presenti in quella
zona. Un altro dato molto interessante è capire se il problema è venuto all’improvviso o se
è un problema che il paziente si porta dietro da tanto tempo. Questo perché chiaramente
saranno due malattie completamente diverse, un conto è perdere la capacità di fare le
scale in un giorno e un conto è perdere questa capacità in tre anni. C’è una differenza
anche tra coinvolgimento motorio, sensitivo e vegetativo in una malattia di questo tipo, ciò
non toglie che una malattia li possa coinvolgere tutti quanti. Esistono neuropatie selettive
ed altre che sono sia sensitive che motorie ed altre ancora che invece come abbiamo
appena detto coinvolgono tutti e tre i rami.
I sintomi di una neuropatia motoria possono essere :
- riduzione della forza (ad esempio difficoltà a camminare o a prendere in mano un
oggetto) che alla lunga porta ad una ipotrofia muscolare e ad un muscolo più
piccolo;
- fascicolazioni (contrazioni sotto la pelle date da un motoneurone su qualche fibra
muscolare, questo non porta però ad una contrazione del segmento) che derivano
da una errata innervazione del muscolo;
- iperattivazione del nervo periferico o neuromyotonia è una sindrome molto rara in
cui il nervo si attiva in maniera anomala;
- contrazioni dolorose chiamate crampi, dovute normalmente ad un’eccessiva fatica
del muscolo ma se fatica non c’è stata allora sono dovute a sofferenza dei nervi
periferici;
- come i crampi ci sono anche gli spasmi.
I sintomi di una neuropatia sensitiva possono essere :
- perdita di sensibilità o ipoestesia (ad esempio quando una persona non sente
l’oggetto che ha in mano);
- disturbi soggettivi come i formicolii, detti anche parestesie, che vengono alle
estremità del nostro corpo (ad esempio il paziente riferisce formicolii alle dita dei
piedi o delle mani);
- sensibilità percepita diversamente da quella fisiologia da parte dell’individuo, questi
sintomi sono chiamati disestesie (ad esempio quando un paziente in piena estate
poggia il piede sull’asfalto bollente della strada e sente freddo).
I sintomi di una neuropatia viscerale o autonomica (dato che anche gli organi sono
innervati) riguardano gli organi e anche la cute, questi sintomi possono essere:
- dolore ed ipofunzione degli organi (come ad esempio un rallentamento
dell’eliminazione intestinale che può portare anche all’occlusione dell’intestino);
- riflessi osteo-tendinei errati, questi si valutano con il famoso martelletto di gomma
(la gomma stira il tendine ed attiva i recettori del senso di posizione, questa
attivazione manda degli impulsi al midollo spinale e da lì viene attivato il
motoneurone che porta la contrazione). Questi riflessi osteo-tendinei servono a
vedere se lo stiramento che induciamo con il martelletto determina la trasmissione
di un segnale in entrata e una contrazione in uscita. Quando il riflesso non c’è
significa che il segnale o non arriva al midollo o arriva al midollo ma non scende. Il
riflesso osteo-tendineo è utile quando viene messo insieme ad altri dati clinici, da
solo non ci dice molto sulla situazione del paziente.
La neuropatia è acuta se si presenta entro il mese, sub-acuta se si presenta entro due
mesi e cronica se si presenta per più di due mesi. Esistono poi delle forme infiammatorie
e autoimmuni che sono caratterizzate da un andamento a ricadute-remissioni (cioè
quando il sistema immunitario si attiva erroneamente si avranno le ricadute e quando il
sistema immunitario si disattiva il paziente va in remissione). Un aspetto molto importante
è la distribuzione del danno. Questo significa che se ho un danno al SNP e questo danno
colpisce solo un nervo io avrò una mononeuropatia (l’esempio più comune è la sindrome
del tunnel carpale, in cui il nervo è schiacciato da un tendine). Possono essere colpiti più
nervi dopo un danno al SNP e perciò bisognerà chiamare questa patologia multineuropatia
o mononeuropatia multipla. Importante sottolineare che se vengono danneggiati più nervi,
ma in sedi diverse, questa sarà lo stesso una multineuropatia. Un esempio di
multineuropatia sono le vasculiti, ovvero infiammazioni di vasi sanguigni, che possono
essere primitive o secondarie. Infine il quadro più frequente in assoluto sono le
polineuropatie. Queste sono delle sindromi da sofferenza dei nervi periferici che però sono
simmetriche e al loro inizio colpiscono prevalentemente i nervi più lunghi (perciò dalla
periferia verso il centro, proprio perché i prolungamenti che vanno fino in periferia sono
quelli più lunghi). La polineuropatia può essere sensitiva, motoria o entrambe le cose. Il
soggetto colpito avrà un deficit che parte dalla periferia del suo corpo per aggravarsi
sempre di più verso il centro in modo disto-prossimale. Quando si visita un paziente con
una polineuropatia bisogna innanzi tutto misurare la forze che ha nei piedi e nelle mani. Le
neuropatie dei nervi colpiscono soprattutto le estremità distali mentre le malattie muscolari
colpiscono soprattutto le parti prossimali degli arti come i cingoli.
Come si inquadrano le neuropatie:
- capire se l’interessamento è prossimale o distale (solitamente è distale);
- capire se è una neuropatia motoria, sensitiva, entrambe queste due o di
interessamento autonomico;
- capire se viene colpita solo la guaina di rivestimento (neuropatia demienilizzante) o
se viene colpita solo la parte interna (cioè l’assone, neuropatia
assonale);elettroneurografia
- capire se c’è un coinvolgimento anche dei nervi cranici o solo dei nervi periferici;
- capire com’è il decorso (neuropatia acuta, sub-acuta o cronica).
La risposta che ci serve per capire se siamo di fronte ad una neuropatia che colpisce la
mielina o l’assone ci viene fornita da un esame che si chiama elettroneurografia. Questo
esame serve a registrare la velocità di conduzione dei nervi e le caratteristiche dei
potenziali d’azione (sia per quelli motori sia per quelli sensitivi). Se i valori registrati circa la
velocità di conduzione sono minori rispetto ai range, ci sarà un rallentamento della
conduzione e questo rallentamento è di solito dovuto ad un danno della mielina mentre
quando sono i potenziali d’azione ad avere valori più bassi rispetto ai range, vuol dire che
c’è un danno dell’assone(< velocita danno alla mielina < potenziale danno all’assone).
Questo ragionamento è valido sia se si parla di fibre motorie sia se si parla di fibre
sensitive. Esiste poi un altro esame, che si fa insieme alla elettroneurografia, chiamato
elettromiografia. In questo esame invece di andare a registrare la risposta elettrica del
nervo (stimolare il nervo e poi registrare) si va a mettere un ago nel muscolo. Questo
esame serve per capire se ci sono malattie del muscolo ma può anche darci informazioni
sulla malattia del nervo quando questa coinvolge dei nervi motori (perché quando il nervo
va in sofferenza produce delle fascicolazioni). Le fascicolazioni si possono registrare con
l’ago elettrico che si mette nel muscolo come se fossero potenziali di fibrillazione (guizzi
sul tracciato elettromiografico). Un muscolo denervato, che non riceve più un impulso dal
nervo, avrà delle caratteristiche elettrofisiologiche peculiari che sono appunto queste
fibrillazioni.
MIASTENIA: Per collegare la fine del nervo con il muscolo esiste una struttura chiamata
placca neuromuscolare o giunzione neuromuscolare. Questa è una struttura deputata al
trasferimento dell’informazione elettrica che arriva dal nervo (la sinapsi) e attraverso la
liberazione di una sostanza, l’acetilcolina, va ad attivare la contrazione del muscolo. In
alcuni casi per problematiche immunologiche questo collegamento tra il nervo e il muscolo
può essere interrotto. Ciò perché esistono delle produzioni di determinate forme di
anticorpi che vanno a danneggiare i recettori dell’acetilcolina. Il nervo funziona e produce
l’acetilcolina come dovrebbe ma quest’ultima si ritrova con pochissimi punti d’azione una
volta che è alla ricerca dei suoi recettori attivi. Il soggetto che ha una malattia del genere si
affatica più facilmente. Questo affaticamento si sviluppa prima nella muscolatura degli
occhi, ciò perché gli occhi hanno una muscolatura molto fitta e molto fine e la si usa tutto il
giorno. Nella giunzione ci sono una serie di canali che rilasciano ioni deputati alla
trasmissione neuromuscolare. Se non avviene questo rilascio si può avere la miastenia.
Detto questo è importante sapere che se viene danneggiata la parte presinaptica si ha
un'altra sindrome. Quest’altra sindrome è dovuta ad un altro tipo di anticorpi che
colpiscono per l’appunto la parte presinaptica. La patologia in questione viene chiamata
miastenia paraneoplastica e si presenta in caso di particolari tumori. Questi tumori
producono anticorpi che come si è già detto andranno a colpire la parte presinaptica.
Questa appena descritta è una sindrome rarissima chiamata sindrome di Lambert-
Eaton(mangiano acetilcolina). Il fenotipo più comune della miastenia è la miastenia gravis
(patologia piuttosto comune che è sempre più in crescita come epidemiologia). La
malattia in questione è una patologia autoimmune che ha un’incidenza maggiore nelle
donne e nel 60% dei casi inizia prima dei 40 anni. Nella metà dei casi inizia a livello degli
occhi con un abbassamento della rima palpebrale (detta anche ptosi palpebrale) e con
una visione doppia. Il soggetto sta benissimo alla mattina ma mano a mano che la
giornata va avanti è sempre più stanco perché si esaurisce la capacità di trasmettere della
giunzione neuromuscolare. Purtroppo questa malattia evolve nel tempo. Se la miastenia
inizia con un abbassamento della vista e del movimento delle palpebre, solo nel 25% dei
casi il problema rimane confinato agli occhi. Nel restante 75% dei casi la malattia diventa
generalizzata. I primi anni di vita dall’insorgenza della miastenia sono quelli pi&ugr
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