Introduzione al sistema nervoso
Funzione in un organismo complesso: permettergli di interagire con l’ambiente (esterno ma
anche interno, inteso come parametri fisiologici che devono essere controllati) in maniera il
più possibile efficace, elaborando le informazioni ricevute al fine di generare una risposta
effettrice (esterna o interna) adatta.
A questo scopo è coadiuvato dal sistema endocrino che però agisce con meccanismi differenti:
le differenze riguardano il tipo di segnale (elettrochimico vs ormone), la specificità (cellula-
cellula vs organismo-recettore del bersaglio), la velocità di connessione (rapida ma breve vs
lenta ma prolungata), codifica dell’intensità del segnale (frequenza di scarica vs quantità di
ormone).
Organizzazione strutturale
SNC: encefalo (prosencefalo: diencefalo e emisferi telencefalici / tronco encefalico: bulbo,
ponte, mesencefalo/ cervelletto - embriogenesi) e midollo spinale (mielomeri - lunghezza
nervi – sostanza bianca e grigia – rigonfiamenti cervicale e lombare).
Ventricoli: all’interno decorre il fluido cerebrospinale generato dal plesso corioideo all’interno
della superficie del ventricolo. Ventricoli laterali (corno temporale, occipitale, frontale) – foro
– terzo ventricolo (medialmente a talamo) – acquedotto cerebrale – quarto ventricolo (tra
cervelletto e tronco encefalico).
Corteccia: scissura laterale di Silvio (divide il temporale dal frontale e dal parietale); solco
centrale di Rolando (frontale-parietale); solco parieto-occipitale.
SNP: nervi cranici e spinali (8 paia cervicali, 1 coccigeo), gangli del SN somatico e autonomo
(comunicazione SNC -periferia). Componenti motoria – sensitiva / somatica- viscerale
(innervazione effettrice somatica: muscoli scheletrici – viscerale: muscolatura liscia, cuore,
ghiandole).
Componente cellulare e organizzazione dei circuiti nervosi
Neuroni: nell’ordine di miliardi, grande varietà morfologica (unipolare, pseudounipolare,
bipolare, multipolare) e funzionale (neuroni sensoriali, motoneuroni, interneuroni locali o i
proiezione) con funzione di elaborazione dell’informazione ricevuta e trasmissione.
polarizzazione dinamica:
Proprietà: trasmissione delle info in un’unica direzione/
specificità della connessione: bersagli specifici
Metà 800 “teoria reticolare” Golgi: neuroni in contatto citoplasmatico
Cajal: neurone unità isolata dal punto di vista citoplasmatico: unità sia metabolica (sezione di
un assone porta a degenerare solo il neurone da cui origina) che funzionale (capacità di
generare segnali in una sola direzione, polarizzazione dinamica).
Corpo – dendriti (quantificabili in base al grado di convergenza che è vario; in molti neuroni
coinvolti in sinapsi eccitatorie si ha un’ulteriore specializzazione dell’arborizzazione
dendritica: spine dendritiche, protrusioni dinamiche su cui avvengono numerose sinapsi il cui
sviluppo o la cui rimozione è il fenomeno alla base della plasticità sinaptica, fondamento dei
processi di apprendimento, e che possono altresì servire, come unità submetabolica, da
riserva di proteine coinvolte nelle sinapsi) – assone (specializzato nella trasmissione di
segnali; lunghezza diversa a seconda del tipo di neurone [molto lungo in quelli di proiezione].
L’eventuale innesco del PdA avviene nel suo segmento iniziale dove c’è più probabilità che le
correnti post-sinaptiche raggiungano il valore soglia data l’alta densità di canali ionici
voltaggio-dipendenti. Può essere o meno rivestito da mielina, interrotta a livello dei nodi di
Ranvier per consentire la più veloce conduzione saltatoria dell’impulso).
Citoscheletro: microtubuli (di cui si avvale come corsie il trasporto assonico rapido
anterogrado mediato da chinesine, retrogrado mediato da dineine che riguarda vescicole
sinaptiche e organelli; il trasporto lento invece è sempre anterogrado, non si avvale di
microtubuli e riguarda enzimi e altre proteine); neurofilamenti, microfilamenti (nei terminali
assonici).
Trasporto: i neurotrasmettitori non peptidici sono sintetizzati direttamente nel terminale
assonico, ma gli enzimi necessari alla sintesi sono lì trasportati via trasporto assonico lento; i
neurotrasmettitori peptidici sono invece sintetizzati nel corpo e poi trasportati via traporto
assonico rapido.
Glia: sostegno meccanico, al metabolismo, alla trasmissione di segnali, alla riparazione, allo
sviluppo. Derivano dagli stessi precursori embrionali dei neuroni, di cui sono numericamente
fino a 10 volte maggiori.
Funzioni accertate:
- mantenimento della composizione dell’ambiente ionico delle cellule nervose
- riassorbimento soprattutto di Glu e GABA dal vallo sinaptico (importante perché il
tempo di permanenza del neurotrasmettitore nel vallo influenza l’intensità del segnale
trasmesso)
- Guida nella migrazione neuronale durante lo sviluppo
- Attività macrofagica in seguito a danni
Nell’SNC:
Macroglia
-ependimociti,
- astrociti: protoplasmatici nella sostanza grigia, fibrosi nella sostanza bianca, con propaggini
che avvolgono rispettivamente il corpo cellulare e le sinapsi o i nodi di Ranvier e circondano i
capillari delle arteriole cerebrali costituendo così la barriera ematoencefalica che controlla gli
scambi e la composizione del liquido extracellulare, isola le sinapsi e provvede all’apporto
energetico dei neuroni.
Rivestono infatti un ruolo importante nella regolazione della concentrazione del potassio che
aumenta proporzionalmente all’attività neuronale e che provvedono a rimuovere in virtù
della loro maggiore densità di canali del potassio (potenziale di membrana più basso rispetto
ai neuroni), di pompe sodio potassio e cotrasportatori cloro-potassio e del tamponamento
spaziale di un suo accumulo per mezzo della sua diffusione, attraverso giunzioni comunicanti,
negli altri astrociti.
All’isolamento delle sinapsi provvedono invece disponendosi attorno ai valli e impendendo
che i neurotrasmettitori possano influenzare sinapsi vicine, contribuendo in tal modo a
mantenerne la specificità; modulano inoltre l’intensità del potenziale postsinaptico indotto da
Glu e GABA che provvedono a riassorbire dal vallo attraverso trasportatori di membrana
specifici (rispettivamente trasportatore degli aa eccitatori e GAT). Dall’altro lato forniscono ai
neuroni gli stessi precursori di questi neurotrasmettitori: il glutammato internalizzato viene
convertito in glutammina liberata e captata dai neuroni che ne ricaveranno, grazie alla
presenza nel terminale assonico della glutaminasi, di nuovo glutammato (ciclo glutammina-
glutammato). Dal glutammato si potrà inoltre ottenere il GABA attraverso la decarbossilasi.
E’ stato inoltre dimostrato (contro l’idea che vede il neurone come unità metabolica), il ruolo
degli astrociti nell’apporto energico al neurone, adeguato e proporzionale alla sua attività: dal
sangue gli astrociti ricavano glucosio e attraverso il ciclo di Krebs ottengono substrati utili,
come il lattato, all’attività metabolica del neurone; una maggiore captazione di
neurotrasmettitori come il glutammato dal vallo da parte degli astrociti, indice di una
maggiore attività neuronale, incrementa il rifornimento da parte degli stessi di substrati
energetici di supporto all’attività.
- oligodendrociti: hanno un corpo sferico da cui si dipartono pochi processi primari da cui
originano più processi secondari paralleli; sono anch’essi connessi da giunzioni comunicanti;
ciascuno provvede alla mielinizzazione di diversi segmenti assonali tramite degli avvolgimenti
attorno agli stessi proporzionali al diametro dell’assone, aumentandone l’isolamento e
riducendone la capacità. Alla fine del processo non è più presente del citoplasma ma una
membrana specializzata di lipidi e proteine.
Microglia (macrofagi)
Nel SNP:
- Cellule di Schwann: avvolgimento incapsulante (di sostegno strutturale e non di
miglioramento della conduzione) negli assoni più piccoli, mielinizzazione di un unico
segmento di assone (conduzione saltatoria del PdA)
- cellule satelliti
Le caratteristiche funzionali del sistema nervoso sono determinate non tanto dai neuroni in sé
connessioni circuiti.
quanto piuttosto dalle loro che portano alla formazione di veri e propri
Es. di circuito di base: riflesso miotatico
1. La percussione con il martelletto provoca lo stiramento del tendine che, a sua volta, stira il
recettore sensoriale (fuso neuromuscolare) del muscolo estensore della gamba.
2a. Il neurone sensoriale eccita il motoneurone del midollo spinale
2b. Il neurone sensoriale eccita anche l’interneurone spinale.
2c. L’interneurone inibisce il motoneurone del muscolo flessore
3a. Il motoneurone conduce il potenziale d’azione alle sinapsi delle fibre del muscolo
estensore, causando la contrazione
3b. Il muscolo flessore si rilassa perché l’attività dei suoi motoneuroni è stata inibita.
4. La gamba si estende.
Sistemi neuronali
Più circuiti possono essere funzionalmente raccolti in interi sistemi neuronali: sistemi di
sensibilità, sistemi motori e sistemi associativi (interazione tra memoria, pianificazione, livelli
emozionali).
Le loro componenti non devono essere necessariamente localizzate in una specifica zona del
corpo; molto spesso dispongono di un’organizzazione delle informazioni ordinata in mappe
(topografiche, tonotopiche etc); possono avere dei sottosistemi che si mantengono segregati
in tutto il sistema.
Metodi di analisi del sistema nervoso
1. Correlazione tra lesioni e deficit funzionali: post portem / tramite Tac o risonanze
magnetiche / lesioni indotte (es. tramite inattivazioni farmacologiche) in modelli animali
2. Uso di traccianti per identificare le connessioni neurali: (anterogradi: stessa direzione del
potenziale d’azione o retrogradi), recentemente si utilizzano anche marcatori o molecole
reporter,
fluorescenti fatte sintetizzare in animali transgenici da un gene permettendo di
individuare il precursore e seguire lo sviluppo e i processi che coinvolgono i neuroni
identificati.
3. Registrazione elettrofisiologica in seguito a stimolazione elettrica o chimica: attraverso
microelettrodi permette di visualizzare l’attività neuronale in termini di potenziali d’azione in
funzione del tempo/ visualizzazione funzionale in attività (nell’uomo, non invasivo, attraverso
le moderne tecniche di imaging funzionale: Risonanza Magnetica Funzionale): basate sulla
relazione tra l’attivazione neuronale ed attività metaboliche (consumo di ossigeno e glucosio
marcati con traccianti radioattivi).
Potenziale di membrana a riposo
Differenza di carica tra interno ed esterno della cellula mantenuta da pompe ioniche, in
particolare la pompa sodio-potassio, che mantengono una diversa concentrazione di specie
ioniche ai lati della membrana (potassio maggiormente concentrato all’esterno e sodio
all’interno), e dalla presenza di canali selettivi per potassio che ne provocano una corrente
verso l’esterno che si interrompe quando, all’equilibrio, gli si oppone il gradiente elettrico,
cosicché in quella condizione la differenza di potenziale è mantenuta (-40/- 90 mV
dall’interno verso l’esterno) ma non vi è corrente. Il potenziale d’equilibrio di un’unica specie
ionica è dato dall’equazione di Nernst; per più specie ioniche invece, come nel caso del
potenziale di membrana a riposo, sarà dato dal rapporto delle concentrazioni pesate per la
permeabilità ai diversi ioni (equazione di Goldman).
Potenziale d’azione
Il PdA è una rapida variazione del potenziale di membrana che, se innescata in seguito al
superamento di un valore soglia, assume la stessa forma stereotipata (legge del tutto o nulla)
data da una rapida depolarizzazione (ingresso di cationi) seguita da una ripolarizzazione
(uscita di cationi), che si propaga lungo la fibra.
Ad una prima depolarizzazione locale (in seguito ad uno stimolo come un potenziale
postsinaptico, un potenziale di recettore, un impulso di corrente) che avvicina il potenziale al
valore soglia, infatti, fa seguito l’innesco del potenziale d’azione determinato dall’apertura dei
canali per il sodio voltaggio-dipendenti che portano ad un aumento della conduttanza per il
sodio e quindi al suo rapido ingresso che comporta un rapido incremento della
depolarizzazione.
A questo evento fa seguito un processo autonomo di inattivazione dei canali voltaggio
dipendenti che danno inizio alla successiva fase di ripolarizzazione, che prosegue in seguito
ad un aumento ritardato della conduttanza per il potassio (dovuta stocasticamente ad una
maggiore apertura dei canali per il potassio) che comporta un’ulteriore iperpolarizzazione.
Avvengono quindi essenzialmente due meccanismi di controllo a retroazione: una prima
positiva che porta, in seguito alla depolarizzazione, ad eventi (apertura dei canali voltaggio
dipendenti) volti ad incrementare la stessa. Una seconda, negativa, che porta invece, in
seguito alla depolarizzazione, ad eventi (maggiore apertura dei canali per il potassio) che si o
alla stessa.
Conduzione del PdA lungo l’assone
Affinché si verifichi è richiesto:
- Un flusso passivo (secondo gradiente elettrico)
- Un flusso attivo (legato all’attivazione dei canali voltaggio dipendenti)
La differenza di potenziale che si genera tra il punto in cui hanno fatto ingresso gli ioni sodio
in seguito all’apertura dei canali voltaggio-dipendenti e le regioni adiacenti determina una
corrente ionica che porta la depolarizzazione a spostarsi.
Il limite della sua propagazione spaziale sarà dato dalla normale conduttanza della membrana
al potassio che fa sì che l’onda di depolarizzazione (dovuta alla presenza di cariche positive
all’interno della cellula) si esaurisca.
Il parametro temporale invece sarà dato dal rapporto tra resistenza (di membrana o
dell’assone che si oppone alla corrente) e capacità di membrana (di accumulare carica: più
grande è la capacità, maggiore è il tempo necessario per caricarla). velocità di
Il rapporto tra parametro spaziale e quello temporale è responsabile delle
conduzione.
direzione di propagazione
La del PdA non sarebbe unica se l’assone fosse stimolato con un
elettrodo in un punto qualsiasi della sua lunghezza; in realtà lo è fisiologicamente per via della
localizzazione del suo innesco a livello del cono d’emergenza che gli impedisce di propagarsi
verso il corpo data l’assenza di canali sodio voltaggio-dipendenti la cui apertura sarebbe
necessaria al suo mantenimento (flusso attivo). Inoltre, anche dopo essersi allontanato in
direzione anterograda dal cono d’emergenza, il PdA non ha la possibilità di propagarsi
all’indietro per via della refrattarietà che incontra da parte dei canali del tratto che è stato
appena percorso che gli impedisce di essere riaperti immediatamente.
assoni mielinizzati
Negli la velocità di propagazione è aumentata perché, aumentata la
resistenza e ridotta la capacità dei tratti mielinizzati, la corrente non può che fluire attraverso
i nodi di Ranvier (caratterizzati tra l’altro da un’elevata densità di canali del sodio) riducendo
drasticamente i tempi di conduzione che viene detta saltatoria. Confrontando un punto di un
assone mielinizzato alla stessa distanza dal cono d’emergenza di quella di un punto di un
assone non mielinizzato a parità tempo, l’uno si troverà depolarizzato, l’altro no.
Plasticità sinaptica
Le sinapsi sono soggette a plasticità sia a breve termine (legata all’attivazione dei meccanismi
di potenziamento) sia a lungo termine (che agisce sulla regolazione dell’espressione genica).
Ad esempio si è osservato nell’ippocampo che un treno di impulsi ad alta frequenza (in cui gli
stimoli siano abbastanza vicini da far sì che si verifichi una loro sommazione temporale) negli
assoni dei neuroni piramidali CA3 induce un potenziamento a lungo termine nelle sinapsi che
fanno con i neuroni CA1.
Sinapsi
Nelle sinapsi elettriche i potenziali d’azione si propagano tramite un flusso passivo perché le
giunzioni comunicanti permettono il passaggio di determinati ioni.
Le sinapsi chimiche invece si basano sul rilascio di neurotrasmettitori.
Neurotrasmettitori
Il loro effetto può essere diverso a seconda del recettore a cui si legano (si indicherà il loro
effetto statisticamente prevalente). Sono immagazzinati nelle vescicole per mezzo di specifici
trasportatori vescicolari (che sfruttano il gradiente protonico) e sono rimossi dal vallo
sinaptico mediante specifici trasportatori di membrana e/o enzimi di degradazione.
In base al peso molecolare si dividono in:
- A basso peso molecolare, sintetizzati nel terminale presinaptico:
Acetilcolina (Ach), eccitatorio. Nel SNP nella giunzione neuromuscolare e nei
o gangli del sistema nervoso autonomo; nel SNC nei nuclei della base e nella
formazione reticolare.
Sintetizzata a partire da acetil-CoA e colina, quest’ultima introdotta nel
terminale presinaptico tramite trasportatori di membrana della famiglia SLC5
(SLC1 sono invece trasportatori sodio-potassio dipendenti; SLC6 cloro-sodio
dipendenti) per mezzo della colina-acetiltrasferasi (CAT). Immagazzinata nelle
vescicole tramite trasportatore VAChT (circa 10000 molecole per vescicola).
Sarin)
Degradata tramite AchE (esterasi inibita dal gas nervino nella fessura
sinaptica in acetato e colina.
Recettori:
Nicotinici (ionotropi di cui la nicotina è agonista; molti veleni
antagonisti), canali cationici non selettivi per Na+ e K+ costituiti da 5
subunità (, che lega l’Ach, β..) di diversi sottotipi variamente combinate a
conferire una certa flessibilità
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