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so della negazione come rifiuto non è anteriore all'uso della negazione come giudizio.

Capitolo 3: “La negazione nel testo: la dinamica dello scope”

Definizione di scope, lo scope della negazione è il suo ambito di azione. Un'anticipazione di scope si ha in Aristo-

tele, ma tale nozione giunge a un momento di consapevolezza nella riflessione degli Stoici. Tra gli studiosi della

scuola di Port Royal si viene a profilare l'ipotesi che una proposizione possa essere contraddetta in più modi.

La nozione di scope viene desunta dalla matematica, è una definizione insoddisfacente, ma lo scope è definito co-

me ciò che è a destra. Noi linguisti ci sentiamo stretti in questa definizione. Lo scope non può essere definito come

ciò che è a destra, ma osservando i fatti El Luis el me pias no → in dialetto milanese, l'operatore di negazione può

essere messo in fondo alla frase.

“Non devi andare via” può essere assenza di obbligo, seleziona l'elemento sulla destra e dice “assenza di obbligo”,

ma c'è un'altra lettura “devi non andare via” → si verifica che addirittura la negazione viene agganciata dal modale.

Definizione: lo scope è un operatore che si applica ad un operando. Non ci riferiamo a destra o a sinistra, lo scope

di un operatore è il suo operando, è il suo partner dislocato in vari punti del testo e dell'enunciato.

La nozione di scope svolge senza dubbio un ruolo fondamentale nell'ambito della modificazione avverbiale. Es: in-

telligentemente.

Confrontiamo Intelligentemente Mario ha parlato e Mario ha parlato intelligentemente.

Nel primo è il fatto che Mario abbia parlato che è intelligente, nel due dislocando l'avverbio, l'avverbio cambia il

suo scope, l'avverbio seleziona con il suo scope il predicato “ha parlato” e caratterizza una qualità del parlare.

Quando l'avverbio e il suo scope selezionano tutto l'enunciato → AVVERBIO ENUNCIATIVO.

Non sempre il variare della posizione dell'avverbio determina uno spostamento dello scope. A volte ciò non influi-

sce sulla delimitazione del suo ambito di azione, come ad esempio:

1. Velocemente Carlo chiuse il portone.

2. Carlo velocemente chiuse il portone.

3. Carlo chiuse velocemente il portone.

4. Carlo chiuse il portone velocemente.

A livello semantico, lo scope dell'avverbio è “chiudere”. Gli avverbi lavorano per giustapposizione, vengono collo-

cati in un punto dell'enunciato e dobbiamo stabilire su base semantica qual è l'elemento coordinato e selezionato

dall'avverbio. Non abbiamo nessuna marca morfologica esplicita che ci dica qual è l'ambito di applicazione dell'av-

verbio velocemente. L'avverbio velocemente qui seleziona con il suo scope il predicato “chiudere” e dice che la mo-

dalità dell'azione è stata veloce.

L'avverbio cambia il suo punto di applicazione? Non muta il suo scope, non muta il suo campo di azione, seleziona

sempre il predicato “chiudere”. Il diverso ordine delle parole non cambia il punto di applicazione del modificatore

avverbiale velocemente, che rimane in tutti i casi il sintagma verbale.

In altri casi l'avverbio, variando posizione, e cl variare delle strategie intonazionali, provoca uno spostamento dello

scope:

1. Forse Maria domani parte per Roma.

2. Maria, forse, domani parte per Roma.

3. Maria forse domani parte per Roma.

4. Maria domani forse parte per Roma.

5. Maria domani parte forse per Roma.

6. Maria domani parte per Roma forse.

In (1) forse può avere come scope, a seconda dell'intonazione, l'evento nella sua totalità o il solo sintagma nomina-

le Maria. In (2) e (6) è in posizione di inciso e aggiunta, e lo scope è la totalità dell'evento. In (3), (4), (5), esso spo-

sta l'ambito d'azione sul segmento di testo a cui è di volta in volta anteposto (domani, parte, per Roma).

Tuttavia, non si può definire lo scope semplicemente come quel “segmento di catena” direttamente coinvolto nella

predicazione. Es: i predicati aggettivali monoargomentali alto, onesto, bello e intelligente.

Giovanni è alto.

Giovanni è onesto.

Giovanni è bello e intelligente.

Tutti hanno come argomento Giovanni, ossia lo stesso segmento della catena, ma non si può dire che lo scope sia

costituito dall'elemento argomentale nella sua totalità. Esso assume ogni volta come punto di applicazione un tratto

specifico dell'argomento.

Esistono, però, aspetti linguistici la cui riconducibilità a una questione di scope è meno trasparente, anche se molto

probabile. Ad esempio, le differenze d'interpretazione tra i diversi tipi di opposizione de re e de dicto:

Stefano ha sempre amato sua moglie.

Duplice interpretazione: moglie attuale (de re) o colei che è stata sua moglie di volta in volta (de dicto). Nell'inter-

pretazione de re il tratto individuante di essere moglie coincide con il momento dell'enunciazione nell'interpreta-

zione de dicto no, e il momento d'instaurazione della referenza individua distributivamente una moglie diversa per

tempi diversi.

La diversa posizione dell'elemento negativo si riflette nella distinzione fra negazione frasale e negazione di costi-

tuente: nella prima la particella negativa è associata al nesso predicativo, nella seconda la negazione tende ad asso-

ciarsi al costituente negato. Spesso gli enunciati con negazione frasale vengono fatti coincidere con negazioni tota-

li, mentre gli altri con negazioni parziali.

Es: non lavoro per divertirmi

duplice interpretazione. Solo nell'interpretazione “La ragione per cui lavoro non è quella di divertirmi” l'espressio-

ne è veramente negativa. Nell'interpretazione “La ragione per cui non lavoro è quella di divertirmi” la negazione

non interviene sul vertice sintattico ma fa parte del presupposto, quindi l'enunciato è affermativo.

 negazione frasale e di costituente → no corrispondenza biunivoca con negazione totale e parziale.

La negazione frasale è semanticamente totale quando il vertice sintattico coincide con quello semantico:

non è partito, come aveva annunciato.

In assenza di coincidenza tra vertice sintattico e semantico la negazione frasale è semanticamente una negativa par-

ziale, come nella seconda interpretazione di Non lavoro per divertirmi.

Per quanto concerne la negazione di costituente, non sempre essa coincide con una negativa parziale, come in

La camicia non stirata di Mario è di lino.

Quando la negazione di costituente interviene sul vertice semantico → negativa totale: non molti hanno superato la

prova di ammissione.

Recensiamo gli effetti di senso della negazione nel senso:

1. Non esiste una terza via.

2. Non hanno commesso il fatto.

Negazione usata nella sua asserzione più comune, capovolge il valore di verità del giudizio precedente.

Asseriamo la falsità di P. Negazione con funzione non marcata. È la negazione vero-condizionale. Se sostituisco il

non con “è falso che” allora è vero-condizionale.

La negazione con il suo scope qui seleziona un contenuto proposizionale, il contenuto di una proposizione.

Ma la funzione della negazione non è solo quella di capovolgere il valore di verità di un contenuto proposizionale.

In: 1. Non ti prometto di venire

2. Non ti domando di venire

3. Non chiudete la finestra

la negazione non capovolge alcun valore di verità, ma opera sulla forza illocutoria. Abbiamo a che fare con nega-

zioni performative.

1) la promessa è un atto linguistico COMMISSIVO, con un commitment, l'assunzione di un impegno.

2) Mi rifiuto di fare una richiesta, la negazione esprime il rifiuto di compiere un'azione.

3) Quando ho un ordine e lo nego, la negazione in questo caso fa passare da un comando a un divieto.

[A un primo livello il discorso è un atto locutivo, l’atto stesso di parlare, a cui si sovrappone un livello illocutivo,

quello dell’azione che il parlante intende compiere attraverso il proprio atto locutivo. Infine l’atto linguistico è un

atto perlocutivo, cioè un’azione che provoca un certo effetto sul destinatario.]

In (1) la negazione non interviene sul contenuto proposizionale (p) ma sull'illocuzione (F) di promessa (Pr).

¬ F (p)

¬ Pr (p)

Diverso sarà lo scope in:

Prometto di non venire

che assume nel suo ambito di azione il contenuto proposizionale (p), senza toccare la forza illocutoria (F).

F (¬ p)

Pr (¬ p)

Quando si nega una promessa lo scope della negazione seleziona come sua zona di attivazione tra le condizioni di

soddisfazione dell'atto illocutivo in particolare la messa in gioco da parte del mittente del proprio impegno a realiz-


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
SSD:

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