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Nefrologia e urologia – Tumori del rene Appunti scolastici Premium

Appunti di Nefrologia e urologia Tumori del rene. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Costituiscono il 4.5% di tutte le neoplasie, sono frequenti tra la V-VII decade di vita, anche se negli ultimi anni si assiste ad un incremento dei casi in pazienti giovani...ecc.

Esame di Nefrologia e urologia docente Prof. M. Barbaro

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TUMORI DEL RENE

Costituiscono il 4.5% di tutte le neoplasie, sono frequenti tra la V-VII decade di vita, anche

se negli ultimi anni si assiste ad un incremento dei casi in pazienti giovani.

TUMORI BENIGNI

L’adenoma é un tumore di frequente riscontro e predilige i pazienti tra IV e VII decade di

vita. Macroscopicamente l’adenoma é provvisto di una pseudocapsula che lo separa dal

tessuto parenchimale sano, a forma di noduli giallastri o bianco-lardaceo che protrudono

sulla superficie corticale. L’adenoma é un tumore scarsamente vascolarizzato.

Istologicamente si osservano cellule piccole ed uniformi con vacuoli contenenti granuli

citoplasmatici e materiale nucleare atipico.

L’oncocitoma si presenta come una massa unica o piú raramente multipla, circoscritta dal

restante parenchima renale sano, di colorito brunastro. L’oncocitoma, come tutti i tumori

benigni, quando si rendono manifesti, offrono a considerare una sintomatologia quasi

sovrapponibile a quella delle forme maligne.

TUMORI MALIGNI

L’adenocarcinoma origina dal tubulo contorto prossimale, l’etiologia é sconosciuta.

Condizioni predisponenti sembrano essere l’esposizione a sali di cadmio, il tabacco,

l’inquinamento urbano, fattori endogeni e genetici. Macroscopicamente si presenta come

una massa rotondeggiante con all’interno aree di necrosi di colorito giallastro, oppure una

forma infiltrante nella quale si possono trovare travate biancastre che circondano noduli

neoplastici, o ancora una forma pseudocistica e nodulare, nella quale si osserva una parete

cistica spessa ed un contenuto ematico, dove possono essere rinvenute calcificazioni.

Istologicamente si osservano cellule organizzate a cordoni e con citoplasma chiaro per la

presenza di vacuoli ricchi di acqua, lipidi e glicogeno. Per tale motivo l’adenocarcinoma

viene anche chiamato carcinoma a cellule chiare, per differenziarlo dal carcinoma a cellule

scure, in cui prevale un colore citoplasmatico scuro per la presenza di granuli

ematossilinofili.

Diffusione: il carcinoma renale diffonde per continuitá e per contiguitá, per via ematica e

linfatica. La diffusione prevalente é quella per via ematica con propagazione alla vena

renale e con interessamento della vena cava inferiore; é possibile infatti l’estensione di un

trombo neoplastico fino all’atrio dx. L’invasione della vena renale viene considerato un

indice prognostico sfavorevole. A causa della scarsa sintomatologia delle fasi iniziali della

malattia, in circa un terzo dei pazienti la diagnosi viene posta quando la neoplasia é giá in

fase metastatica. Le sedi piú frequenti di localizzazione sono i polmoni, con tipiche

ripetizioni multiple rotondeggianti, lo scheletro, il fegato, il surrene, il rene controlaterale e

l’encefalo. Le vertebre possono essere interessate dal processo metastatico per via

retrograda, attraverso i plessi venosi paravertebrali di Batson.

Sintomatologia: il segno che costituisce il vero campanello d’allarme é dato dall’ematuria

macroscopica abbondante, capricciosa, intermittente, accompagnata o meno da dolori

lombari, disuria, o altri reperti urinari patologici. La formazione di coaguli nella via

escretrice danno luogo ad una vera e propria colica renale. In tal caso l’ematuria precede il

dolore e tale successione é importante per poter effettuare diagnosi differenziale con la

colica da calcolosi urinaria, dove di norma il dolore precede l’ematuria. La neoplasia puó

divenire di volume apprezzabile specialmente se é localizzata al polo inferiore del rene ed in

individui magri, ed é ballottabile, tranne che nelle fasi piú avanzate. La febbre, non elevata,

precoce, atipica, serotina, é considerata un segno prognostico sfavorevole. Essa é

secondaria a sensibilizzazione ritardata ad antigeni neoplastici o a produzione di pirogeni

derivanti dalla necrosi intratumorale. La persistenza di febbre dopo la nefrectomia é per lo

piú dovuta alla presenza di micrometastasi.

Diagnosi: l’esame urografico é fondamentale, con particolare riferimento alla fase

nefrografica, in quanto puó presentare quadri diversi a seconda della vascolarizzazione

della massa tumorale. Si potranno osservare segni di compressione, deviazione e/o

amputazione dei calici, aumento di volume del rene, compressione del giunto pieloureterale


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Nefrologia e urologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Barbaro Mario.

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