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Nefrologia e urologia – Dialisi Appunti scolastici Premium

Appunti di Nefrologia e urologia Dialisi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Cenni storici, Emodialisi (HD)Metodica di depurazione extracorporea realizzata mediante scambi di soluti e di acqua tra il sangue e una soluzione polisalina (liquido di dialisi) separati da una... Vedi di più

Esame di Nefrologia e urologia docente Prof. M. Barbaro

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EMOFILTRAZIONE

TECNICA MISTA (DIFFUSIVO CONVETTIVO)

EMODIAFILTRAZIONE (HDF)

Tecnica introdotta nel 1976 da Leber per sfruttare insieme i vantaggi

dell’emodialisi e dell’emofiltrazione. In questa tecnica il trasporto

diffusivo e convettivo sono accoppiati per rimuovere

contemporaneamente sia le piccole (diffusione) che le medie molecole

(convezione).

Con questa tecnica si è ottenuto un miglioramento dell’efficienza

dialitica ed una diminuzione del tempo di dialisi.

La tecnica consiste nel far passare il liquido di dialisi attraverso il

filtro (come si fa nell’HD) e contemporaneamente di infondere un

liquido di sostituzione (principio dell’HF), la reinfusione si attua in

post-diluizione.

La tecnica HDF si avvale di filtri ad alta permeabilità (polisulfone,

poliammide, poliacrilonitrile), il liquido di sostituzione è circa 9-10 litri

ed è tamponato con lattato o bicarbonato a concentrazione di 50 mE/L.

TECNICA MISTA (DIFFUSIVO CONVETTIVO)

BIOFILTRAZIONE SENZA ACETATO

(AFB)

L’AFB nasce nel 1984, su proposta di Benè, come alternativa tecnica

alla bicarbonato dialisi.

E’ una tecnica di HDF caratterizzata dall’uso di una soluzione

dializzante senza tampone acetato, il tampone utilizzato è il

bicarbonato di sodio anch’esso somministrato in post-diluizione.

Con questa tecnica si ha una buona correzione dell’acidosi metabolica

tipica dell’uremico ed una buona tolleranza cardiocircolatoria.

EMODIAFILTRAZIONE - AFB

EMOPERFUSIONE

Tecnica extracorporea di depurazione del sangue

attraverso filtri costituiti da carbonio attivo, da resine o da

entrambi. Questa tecnica è utile per rimuovere tossici

endogeni o esogeni.

La mancata rimozione dell’urea, dell’acqua e di alcuni ioni

ne preclude un reale trattamento nell’uremia, gli scarsi si

sommano, inoltre, ad alti costi.

Notevole è l’efficacia depurativa verso avvelenamenti da

barbiturici, digitale, salicilati ed altri analgesici, nonché da

tossine vegetali come quelle dell’Amanita Phalloides.

Corretta prescrizione della

terapia dialitica Correzione dell’equilibrio

Uso di membrane acido-base, del

biocompatibili metabolismo calcio-fosforo

e dell’equilibrio idrosalino

Miglioramento

dello stato generale

Controllo Correzione squilibri

del paziente

ultrafiltrazione nutrizionali

in dialisi

Uso di liquido di Controllo della

dialisi sterile pressione arteriosa

Correzione dell’anemia con

eritropoietina

ACCESSI VASCOLARI

L’idoneità di un trattamento dialitico dipende oltre che

dalla tecnica anche dalla quantità di sangue che viene

trattato, quindi sono necessari alti flussi ematici (250-350

ml/min) e quindi idonei accessi vascolari:

fistola artero venosa

Catetere Venoso Centrale

COMPLICANZE CLINICHE DURANTE

LA SEDUTA EMODIALITICA

Ipotensione arteriosa

Ipertensione arteriosa

Crampi muscolari

Iperpiressia durante e dopo la dialisi

Emorragia

Cefalea

Embolia gassosa

Emolisi

Sindrome da squilibrio osmotico

IPOTENSIONE ARTERIOSA

Provoca sensazione di angoscia, nausea, vomito (in particolare

alimentare), svenimento, offuscamento della vista, spossatezza,

sudorazione, tachicardia.

E’ dovuta ad una eccessiva perdita del volume ematico in rapporto

alle capacità di adattamento del letto vascolare, va quindi

modulata con attenzione l’ultrafiltrazione, specie nei diabetici

dove la neuropatia ha danneggiato il sistema nervoso autonomo.

Nell’immediato va trattata ponendo il paziente in posizione

orizzontale, vanno sollevati gli arti inferiori e

contemporaneamente va somministrata soluzione fisiologica o

plasma expanders (Emagel).

STRATEGIE DIALITICHE PER

PREVENIRE L’IPOTENSIONE

In caso di ipotensione va valutato:

- Il peso secco del paziente.

- La temperatura del circolo ematico nel monitor che può essere

portata fino a 35,5 °C per provocare vasocostrizione.

- L’osmolarità del liquido di dialisi che può essere innalzata, per

provocare un incremento della pressione arteriosa.

- L’utilizzo di una eventuale diversa tecnica dialitica più idonea

ad ottenere una migliore stabilità cardiovascolare.

- La eventuale terapia antipertensiva che il paziente assume

IPERTENSIONE ARTERIOSA

L’aumento della pressione arteriosa durante la seduta emodialitica

è un dato molto importante che deve far pensare:

- Ad un eccessivo contenuto di sodio nella soluzione dializzante

- Ad una eccessiva disidratazione che può innescare l’asse renina-

angiotensina-aldosterone

- può associarsi ad angina pectoris, insufficienza cardiaca ed ictus

cerebri

- L’ipertensione fa anche parte della “sindrome dell’acqua dura”

La terapia è correlata alla causa di ipertensione arteriosa, il

tratamento farmacologico non si discosta da quello che si attua in

ogni episodio di ipertensione arteriosa acuta.

CRAMPI MUSCOLARI

Sono relativamente frequenti durante la seduta HD, insorgono

quando si effettua una ultrafiltrazione eccessiva o troppo

rapida.

L’impiego di soluzioni dializzanti ad alto tasso di Na (>140

mEq/L) né riduce la frequenza, nel’immediato va

somministrata soluzione fisiologica.

E’ necessario rivedere l’ultrafiltrazione del paziente (tempo ed

entità) ed inoltre va valutato il peso secco del paziente.

IPERPIRESSIA DURANTE E

DOPO LA DIALISI

E’ un indice di contaminazione batterica:

-del circuito extracorporeo

-del settore ematico

-della soluzione dializzante

Questa complicanza impone innanzitutto una terapia

sintomatica: antistaminici, cortisonici ed eventualmente

antibiotici a largo spettro.

Il trattamento HD, può essere effettuato anche attraverso un

catetere venoso centrale che può, in seguito ad errate manovre di

sterilità o dopo lunghi periodi di utilizzo, contaminarsi e divenire

ricettacolo batterico. Se l’infezione non viene eradicata dal

trattamento farmacologico si sostituisce il catetere.

EMORRAGIA

L’attuazione della seduta HD è vincolata all’utilizzo di eparina che

impedisce la coagulazione del sangue nel circolo extracorporeo,

tuttavia l’utilizzo eccessivo o a boli può provocare fenomeni

emorragici: epistassi, sanguinamenti gastrointestinali, ematoma

subdurale, ecc.

Per evitare tale complicanza l’eparina va attentamente dosata in

maniera lenta e continua.

In caso di emorragie da eparina va prontamente somministrata

della protamina che ne antagonizza gli effetti.

I fenomeni emorragici possono manifestarsi anche con crisi

ipotensive. CEFALEA

Può essere espressione di varie cause:

Crisi ipertensive

Sindrome da squilibrio osmotico

Ematoma sub-durale

Etc.

La presenza di questo sintomo, apparentemente banale, impone

un esame attento del paziente.


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Nefrologia e urologia Dialisi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Cenni storici, Emodialisi (HD)Metodica di depurazione extracorporea realizzata mediante scambi di soluti e di acqua tra il sangue e una soluzione polisalina (liquido di dialisi) separati da una membrana porosa semipermeabile (membrana dializzante), ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Nefrologia e urologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Barbaro Mario.

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