Storia contemporanea 18/19/20 marzo
Il decennio napoleonico e il patrimonio artistico
Il decennio napoleonico è stato di ruberie e distruzione per quanto riguarda il nostro patrimonio artistico. Le opere d'arte conservate nelle chiese ma anche nei privati vengono censite, grazie alla volontà di Napoleone, questo censo prende il nome di pars construem. L'opera d'arte diventa patrimonio collettivo: a Venezia l'accademia, a Milano la pinacoteca. L'arte acquisisce un vantaggio da questa operazione.
Lingua e comunicazione nell'età napoleonica
L'età napoleonica incide anche sulla lingua, in particolare la comunicazione attraverso la stampa. Le gazzette avevano solo un connotato comunicativo ma non politico. Gli anni della rivoluzione aggiungeranno un significato politico ai giornali e alla comunicazione. A fine 700, attraverso la comunicazione cartacea si crea l'opinione pubblica. Le rivoluzioni apportano cambiamenti anche alla lingua dal momento che questa assume un'impronta popolare con sentimenti nazionali.
La poesia si arricchisce di un sentimento di appartenenza ad un'unica comunità. Nello stile c'è un nuovo spirito civile. Nasce quindi una nuova lingua che abbandona il latino. La struttura che si occupò di diffondere la lingua italiana fu la scuola attraverso anche due leggi: Coppino e Casati. La scuola diventa un agente di collettivizzazione di massa. Queste due leggi pongono un importante obiettivo: saper leggere, scrivere e fare i conti.
Le prime scuole erano spesso clericalizzate dal momento che Stato e Comune non potevano garantire delle risorse tali per sostentare i costi della Scuola. I licei avevano il compito di formare la futura classe dirigente, questi si trovano solo nelle zone urbane. Le università, così come oggi, vengono introdotte da un decreto napoleonico nel 1806 che introduce le facoltà. L'accesso alle università era molto selettivo. La scuola diventa: pubblica, laica e borghese.
Riforme del calendario
Viene introdotto un nuovo calendario nell'agosto del 1793, la settimana si trasforma in decade, "per superare la fonte di tutti i mali", per introdurre la scienza moderna, per introdurre valori laici. Questo fu introdotto dallo spirito repubblicano. Il mese assume un significato connesso alla natura (ventoso, germinale, pratile).
Dall'idea di nazionalità al nazionalismo
Il termine nazionalismo si impone nella pubblicistica all'indomani del 1870. È una data discriminante della storia europea che rappresenta una sconfitta prussiana e vincita francese. Dopo il congresso di Vienna si potrà parlare di nazione, ma non del sentimento degenerante di nazionalismo. Questo implode in forma violenta con fenomeni nazionalistici. La prima guerra mondiale è lo scoppio del nazionalismo che diventa sempre più...
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