Mycobacterium leprae
Mycobacterium leprae, conosciuta anche come bacillo di Hansen, è l’agente causale della lebbra. Tale specie fu scoperta dal ricercatore Hansen in Norvegia nel 1873.
Morfologia e coltura
È morfologicamente simile ai micobatteri tubercolari e si riscontra nella lesione lebbrosa tipica acido-resistenza; (leproma) isolato, in ammassi globosi o in fasci paralleli; in genere è localizzato nel citoplasma dei macrofagi.
Ancora oggi, dopo più di 100 anni dalla sua scoperta, M. leprae non risulta coltivabile con successo su terreni artificiali o su tessuti in vitro; in vivo il bacillo è in grado di moltiplicarsi nelle zampe di topolino e nell’armadillo.
Il microrganismo è però identificabile al microscopio dal materiale patologico ottenuto per raschiamento delle lesioni cutanee e mucose della lebbra lepromatosa, ove i germi appaiono disposti in fasci paralleli, in ammassi, oppure isolati all’interno di grossi macrofagi (denominati cellule lebbrose o di Virchow).
Accertamenti microbiologici e terapia
La ricerca di laboratorio si avvale dell’esame microscopico diretto del materiale patologico colorato con il metodo di Ziehl-Neelsen. L’infezione lebbrosa è in grado di determinare nel paziente sia uno stato di immunità che di ipersensibilità, evidenziabili con la reazione di Fernandez, che consiste in un’iniezione cutanea del bacillo della lebbra in un individuo sensibilizzato; la positivizzazione raggiunge l’acme dopo 48-72 ore dall’iniezione (reazione eritemato-pomfoide), mentre a distanza di 15 giorni appare una reazione nodulare.
Il trattamento terapeutico deve essere prolungato e si avvale dei derivati dei sulfamidici (dapsone o diaminodifenilsulfone), della rifampicina e della clofazimina; per la profilassi non è ancora disponibile un vaccino efficace.
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Micobatteri, Microbiologia
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Microbiologia: batteri
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Microbiologia molecolare
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