Appunti di museologia: lo studiolo
Nascita e sviluppo dello studiolo
La nascita dello studiolo come luogo di introspezione e meditazione risale alla seconda metà del Trecento circa, quando Petrarca riceve in dono dal Signore di Padova nel 1369 quella che diventerà la sua dimora ad Arquà. La casa subisce alcune modifiche volute dal poeta stesso, tra cui la costruzione di uno studiolo di cui oggi si può ammirare la ricostruzione (con sedia e libreria originali).
Lo studiolo viene concepito come un luogo deputato alla riflessione e alla meditazione, riprendendo in sintesi le funzioni dello scriptorium e dell’archivio di età classica, della medievale “camera dei tesori” e della cella conventuale. Nel corso del ‘400 e del ‘500 questo luogo appartato viene utilizzato per raccogliere piccoli oggetti d’arte antica, soprattutto monete e bronzetti, e strumenti di studio, per diventare infine una sorta di museo privato o di gabinetto antiquario o naturalistico, nel quale gli oggetti raccolti e collezionati creano un rapporto diretto tra passato e presente, fondamentale per l’intellettuale del Rinascimento per evocare il passato, dialogare con esso e farne un modello di vita.
Relazioni e influenze
Si creano così all’interno dello studiolo dei profondi legami tra collezionista, fruitore e committente, tra collezionista e collezione, tra contenente e contenuto, tanto che molto spesso il programma iconografico che fa da sfondo alle collezioni contenute nello studiolo non spesso sono comprensibili, perché dipendevano direttamente dal gusto dell’intellettuale, oltre che dal gusto del mercato allora in voga.
Con l’influenza delle Wunderkammern, che si sviluppano oltralpe, si inizia piano piano ad aprirsi ad altri contenuti, soprattutto naturalistici e spesso esotici, che suscitano meraviglia, come pezzi di flora e fauna, interesse che nasce dallo sviluppo di nuove discipline come la zoologia, la botanica e la mineralogia. L’obiettivo delle Wunderkammern era quello di raccogliere oggetti che ricostruissero, mediante significativi reperti naturali e artificiali (NATURALIA, ARTIFICIALIA), un’immagine ideale e riassuntiva dell’universo per fornire una cultura enciclopedica.
Transizione allo spazio della galleria
Verso la fine del ‘500 si cerca di collocare le proprie collezioni in uno spazio più ampio e di maggiore respiro e risonanza, per questo motivo lo studiolo viene gradualmente sostituito da una struttura di più vasta dimensione e di più scenografico assetto: la galleria.
Esempi significativi di studioli
- Studiolo del Petrarca ad Arquà
- Studiolo di Isabella d’Este a Mantova
- Studiolo del duca di Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino e quello di Gubbio, smantellato e ricostruito