Motivazione, emozione e personalità
Personalità
Personalità deriva dalla parola latina “persona” = maschere attori.
Personalità:
- Si esprime, si manifesta soprattutto in interazioni con altri, centrale in percezione di noi stessi.
- Insieme di caratteristiche/dimensioni psicologiche che contribuiscono al nostro senso di unicità, identità e continuità nel tempo.
- Insieme di caratteristiche/dimensioni psico che ci differenziano dagli altri. Studio delle differenze individuali.
Personalità = Stabilità temporale e situazionale. Tramite esperienze relazionali si affinano relazioni caratteristiche che riguardano la relazione con altro ma si basano sulla disposizione temperamentale.
Caratteri = modi stabili di comportarsi, sentire e di rapportarsi con altri. Fanno riferimento alla dimensione morale.
Temperamento = difficile da gestire/cambiare. Funzioni biologiche, caratteristiche legate alla gestione delle emo legate a impulsi. Abbiamo un piccolo corredo comportamentale già alla nascita.
Teofrasto (370 a.C.) -> Fornisce una delle prime nozioni di carattere, quale tratto dominante in cui risaltano componenti morali negative (es. bugiardo, avaro, adulatore). Maschere sono caratteri.
Thomas e Chess: Bontà di adattamento = quanto le caratteristiche di un B interagiscono con ambiente. Può derivare un buono o un cattivo adattamento.
Alcuni autori sostengono che personalità ingloba sia temperamento che carattere.
Ippocrate -> 4 umori che determinano quattro temperamenti e varie predisposizioni alla malattia:
- Bile nera - milza - genera umidità e malinconia - Melanconico.
- Bile gialla - fegato - crea secchezza e collera - Collerico.
- Flemma - cervello - cagiona freddo e apatia - Flemmatico.
- Sangue - cuore - provoca caldo e emotività - Sanguigno.
Kant:
- Conoscere è elaborare, ordinare, costruire, dare forma secondo modalità proprie di ogni soggetto pensante - Costruttivismo.
- Distinzione tra temperamento (insieme di caratteristiche fisiologiche) e carattere morale (ciò che uomo è capace di fare di se stesso).
La psicologia delle facoltà
- Organologia di Gall (1758) = carattere è espressione della fisiologia cerebrale e il cervello è la sede da cui ha origine il temperamento e il comportamento dell’individuo.
- Frenologia di Spurzheim (1776) = opera localizzazione cerebrale di 23 facoltà o poteri affettivi.
Personalità: aspetti sociali della condotta (loquace, diligente, generoso).
Carattere: dimensioni morali della condotta (bugiardo, avaro, adulatore).
Temperamento: aspetti formali della condotta (energico, sensibile, calmo).
Elementi di dibattito
No accordo.
- Quali sono le dimensioni della personalità?
- Strutture e processi della personalità.
- Personalità e comportamento: descrizione - spiegazione - previsione.
- È stabile nel corso del tempo/nelle diverse situazioni e contesti di vita?
Modello interazionista: fattori individuali + situazionali. Critica che personalità sia non variabile.
Walter Michelle = testo critico rispetto alle teorie dell’epoca (psicodinamica e dei tratti). Persone non sono così tanto stabili.
Disegno di ricerca: se ho bisogno nel tempo (per studiare comportamento) uso esperimento longitudinale, ma è difficile. In alternativa ho esperimento trasversale = prendo persone di età diversa ma ci sono differenze individuali anche per eventi storici diversi per generazioni.
- Ha una base biologica? Eysenck lo suppone.
- È ereditabile? Similarità personologiche in familiari almeno per i tratti più a cavallo con il temperamento. Ci sono delle evidenze che siano legate alla genetica ma dire che sono legati ad un particolare gene è prematuro (genetica comportamentale vs genetica molecolare).
- Da cosa è fatta? Modi diversi di intendere la personalità, alcuni parlano di tratti altri di dimensioni cognitivo-affettive.
Descrittori = elementi condivisi che descrivono bene la personalità (es. Coscienziosità: precisione + puntualità + affidabilità + impegno). Descrivono bene quello che le persone fanno abitualmente e permettono di fare previsioni su come si comporteranno.
Status ontologico della personalità = tratti che ci caratterizzano.
Esiste estroversione o è solo un’etichetta? Esistono i tratti o esistono solo buffer comportamentali?
Principali approcci teorici
- Psicodinamico.
Psicoanalisi Freud: attenzione a processi inconsci, concezione strutturale dell’apparato psichico, dinamica psichica in termini di energia psichica a base biologica.
- Fenomenologico - Umanistico.
Centralità della soggettività dell’esperienza. Attenzione dell’individuo nella sua unicità e complessità. Crescita ed autorealizzazione quali bisogni primari dell’essere umano.
- Dei tratti - Disposizionale.
- Social-cognitivo.
-> Psicodinamico e fenomenologico (setting clinico) mancano di verificabilità.
Criteri di valutazione delle teorie:
- Chiarezza.
- Semplicità.
- Parsimonia (Rasoio di Ockam).
- Generalizzabilità.
- Comprensività.
- Verificabilità.
- Rilevanza conoscitiva.
- Rilevanza pratica.
Karl Popper = Criterio di falsificabilità: stabilisce demarcazione tra teorie empiriche e non. Una teoria empirica deve poter essere confutata o falsificata. La teoria migliore è quella che è stata sottoposta ad un numero maggiore di controlli, attraverso osservazioni ed esperimenti.
Thomas Khun (1922) = il Progresso Scientifico è sempre di tipo rivoluzionario: il mutamento del paradigma deriva dalla crisi della scienza normale (consolidata) in connessione ad una serie di anomalie e all’affermazione di un nuovo paradigma che presenta > pervasività e validità empirica.
Metodi di ricerca della psicologia della personalità
- Metodo correlazionale = verifico tramite test e poi correlo con altro fattore, vedo quanto i risultati correlano. Obiettivi: individuare profili di personalità + individuare tipologie di personalità + indagare relazioni e pattern di influenza tra aspetti della personalità e comportamento.
Approccio nomotetico = Focus sulla popolazione. Si prende un campione che dovrebbe essere rappresentativo per la popolazione.
- Metodo sperimentale = obiettivo individuare nessi di causa - effetto tra caratteristiche di personalità, comportamento, performance manipolando le variabili. Spesso non si può manipolare le variabili (es. estroversione) -> quasi esperimenti = confronto estroversi con introversi. Lunga perché richiede un setting. Adesso si usano social o piattaforme informatiche che sono più comode. Ambito personalità si fanno quasi esperimenti. Approccio nomotetico.
- Metodo clinico = Obiettivo: cogliere dimensioni uniche della personalità individuale e il suo sviluppo nel tempo. Focus sul singolo individuo -> approccio idiografico.
Differenze individuali nella sfera della personalità
Approccio disposizionale, le teorie dei tratti:
- I tratti, o disposizioni, sono alla base delle differenze individuali.
- I tratti sono insiemi di tendenze a pensare, sentire, agire in modi relativamente stabili nel tempo e nelle circostanze, situazioni, contesti di vita.
Modelli di organizzazione dei tratti
Organizzazione gerarchica (più numerosi). Tratti non sono tutti uguali, tratti di base si poi sfaccettature dei tratti poi in diverse abitudini comportamentali che influenzano azioni specifiche.
Estroversione.
Socievolezza, eccitabilità, attività, vivacità.
Andare alle feste/chiacchierare molto.
Andare alla festa di Anna/telefonare a Marco.
Gerarchia: quello che è sopra influenza quello che è sotto.
Modelli circomplessi: fattori -> attivazione e valenza (positiva o negativa)] ci sono x tutte emo. Quelle vicine condividono valenza/attivazione e sono simili tra loro.
Gioia e entusiasmo possono essere vicine nel circomplesso ma non nel categoriale perché la gioia è emozione di base. Entusiasmo è nella famiglia della gioia.
Modello Wiggins: sicuro, dominante, arrogante, gregario, calcolatore, estroverso, freddo, caloroso, insensibile, gradevole, solitario, senza pretese, introverso, ingenuo, insicuro, sottomesso.
Heymans (1906) e Wiersma (1909) = individuarono una struttura di personalità costituita da un ampio numero di tratti, successivamente ridotti a tre dimensioni temperamentali:
- Attività (capacità di agire con facilità).
- Emotività (intensità).
- Risonanza (responsività agli eventi interni: primaria o immediata, secondaria o dilazionata).
Da cui derivano 8 tipi psicologici:
Nervoso P. Collerico P.
Sentimentale S. Passionale S. Attività.
Amorfo P. Sanguigno P.
Apatico S. Flemmatico S.
Allport = Primo a proporre teoria sistematica sui tratti di personalità.
- La personalità è un’organizzazione dinamica interna alla persona, di sistemi psicofisici che determinano i suoi modi caratteristici di comportarsi, pensare e sentire.
- I tratti di personalità sono strutture neuropsichiche con la capacità di iniziare e guidare forme coerenti di comportamento adattivo ed espressivo.
- Il tratto è una disposizione o un insieme di disposizioni che rendono conto dell’unicità dell’individuo.
Pluralismo metodologico: combinazione di metodi idiografici e nomotetici. Una teoria dei tratti deve valere sia per la popolazione sia per l’individuo.
Tratti di personalità si distinguono in:
- Universali (o comuni) VS Individuali (presenti solo in alcuni individui).
- Cardinali (influenzano quasi tutte le azioni della persona) [estroversione/introversione].
- Centrali (contraddistinguono la persona).
- Secondari (caratterizzati da un focus più ristretto o meno distintivi dell’individuo).
Due tradizioni di ricerca dei tratti
- Psicolessicale.
Cattel: Hp della sedimentazione linguistica = I descrittori che servono maggiormente a riconoscersi e distinguersi si possono rintracciare nella lingua che le persone parlano, perché costitutivi del loro modo di pensare a sé e agli altri e di interagire con loro. (Termini per descrivere personalità sono sedimentati nel linguaggio perché fanno parte del normale linguaggio).
Principali autori:
- Galton 1884 = ho provato a farmi un’idea del numero degli aspetti più cospicui del carattere contando in un dizionario appropriato le parole usate per esprimerli.
- Allport e Odbert 1936 = 17953 termini dal Webster’s New International Dictionary raggruppati in 4 categorie, di cui una conteneva termini riferiti a tratti di personalità.
- Cattel 1943/1947 = Hp della sedimentazione linguistica.
- Fiske 1949.
- Tupes e Cristal 1961 hanno rilevato la struttura a 5 fattori.
- Norman 1963 struttura a 5 fattori.
- Goldberg e Peabody ’80.
Studio lessicale in Italia (Caprara e Perugini).
- Fase 1 = trovati 8532 aggettivi.
- Fase 2 = 4 giudici hanno valutato tutti gli aggettivi in termini di utilità e chiarezza -> 1337 aggettivi.
- Fase 3 = sempre con giudici scartano termini altamente desiderabili (che è importante quando le persone valutano se stesse. Dicono quello che vogliono dire) + frequenza. -> 492 aggettivi.
Alcune scale tentano di togliere la tendenza delle persone a mentire.
Degli aggettivi selezionati alcuni sono confluiti in alcuni strumenti che valutano la personalità.
Marker: aggettivi tipici di ciascun tratto.
- Fattorialistica.
Analisi fattoriale = serve ad individuare fattori latenti, sottostanti a differenze individuali. Raggruppare oggetti (solitamente variabili osservate/misurate, risp date nei questionari). Capire se tutte le variabili osservate sono tutte cose diverse o se in certa misura sono associate ad essi sfaccettature di personalità vicine.
Fattori/Variabili latenti/tratti: non li vediamo direttamente, vediamo le manifestazioni fenomenologiche, al limite vediamo espressioni facciali ma si possono manipolare. Sono le variabili latenti che riusciamo a vedere tramite variabili osservabili es. test, interviste ecc. Devono essere buoni indicatori.
Cosa accomuna diversi approcci fattoriali?
- Uso di analisi fattoriale x identificare dimensioni di personalità sottostanti a differenze individuali.
- Impiego del questionario come metodo principale di indagine su personalità.
- Organizzazione gerarchica delle dimensioni di personalità.
Es. di asserzioni per misurare estroversione:
Autovalutazione -> “tendo a decidere con rapidità” / “affronto ogni esperienza con entusiasmo”.
Eterovalutazione -> “tende a decidere con rapidità” / “affronta ogni esperienza..”.
Distinzioni dei diversi approcci fattoriali:
- N di fattori -> Ampio VS Ristretto.
- Relazioni tra fattori -> Correlati VS Indipendenti.
- Uso di analisi fattoriale -> Verifica VS Scoperta.
Analisi fattoriale di primo ordine. Analisi fattoriale di secondo ordine.
F1 F2 F3 F5 fattori latenti F6.
V1 V2 V3 V4 V5 V6 V7 V8 V9 V10 F1 F2 F3 F4.
V1 V2 V3 V4 V5 V6 V7 V8 V9 V10 V11 V12.
Es. secondo ordine:
Estroversione. Nevroticismo.
Dinamismo. Dominanza. Difficoltà controllo impulsi. Difficoltà controllo emozioni.
Variabili osservate. Variabili osservate.
Distinzione nell’uso dell’analisi fattoriale:
- Esplorativa: cerca eventuali fattori (quando non so).
- Confermativa: vedere se strumento vecchio è ancora valido. Vedere se modello si conferma.
In Italia si usano spesso strumenti di altri paesi traducendoli ma prima è bene vedere se si adatta al nuovo contesto culturale.
Cattell = I tratti sono strutture mentali che descrivono la personalità; sono inferiti dal comportamento e consentono di prevederlo. Alcuni tratti sono comuni a tutti altri sono unici, alcuni influenzano tutte le cose che si fanno altri meno pervasivi. Si distinguono in:
- Comuni VS Unici.
- Originari VS Superficiali.
- Temperamentali (relativi agli aspetti formali del comportamento. Aspetto biologico).
- Dinamici (relativi alle componenti motivazionali).
- Di abilità (connessi all'efficienza del comportamento).
[Teoria McClelland (Potere Successo Affiliazione) concepisce fattori motivazionali come tratti].
Tratti possono essere misurati in diversi modi:
- Dati L (life) -> Valutazioni della vita reale (eventi vita reale autovalutative/osservazione di esperti o compagni eterovalutative).
- Dati Q -> autovalutazioni (Biografie/questionari).
- Dati T -> Test obiettivi (costruzioni situazioni di vita in contesti sperimentali miniaturizzate per fare emergere tratti, non è facile).
16 TRATTI primari di Cattell: tutti tratti primari con qualche grado di sovrapposizione.
- Espansività.
- Diffidenza.
- Intelligenza.
- Immaginazione.
- Stabilità emotiva.
- Astuzia.
- Dominanza.
- Apprensione.
- Audacia.
- Sperimentazione.
- Coscienziosità.
- Indipendenza.
- Sorgenza.
- Impulsività.
- Sensibilità.
- Tensione.
(Vivacità, sfaccettatura estroversione).
16PF = strumento usato per trovarli.
Eysenck: Supertratti -> Tratti -> Abitudini comportamentali -> Azioni specifiche.
Tendenze relativamente stabili che risultano dall’aggregazione di 3 Supertratti:
- Estroversione.
- Nevroticismo.
- Psicoticismo.
Cattell elimina psicoticismo perché non è universale. Legami tra tratti e strutture cerebrali.
Nevroticismo: eccitazione autonomica dovuta all’attività del sistema limbico.
Estroversione: eccitabilità corticale x attività del Sistema di Attivazione Reticolare Ascendente.
Guilford 10 tratti primari:
- La personalità di un individuo è un insieme unico di tratti.
- I tratti sono dimensioni che nella sfera del funzionamento fisico, mentale e comportamentale distinguono in modo relativamente durevole una persona dall’altra.
- Attività generale.
- Oggettività.
- Tendenza a dominarsi.
- Amicalità.
- Stabilità emotiva.
- Ascendenza.
- Mascolinità.
- Tendenza a riflessione.
- Socievolezza.
- Buone relazioni personali.
Comrey (allievo di Guilford) 8 tratti:
- Approfondimento dell'analisi fattoriale.
- I tratti sottordinati definiscono delle “dimensioni di item omogenei fattorializzati”.
- Fiducia.
- Ordine.
- Conformismo sociale.
- Attività.
- Stabilità emotiva.
- Estroversione.
- Mascolinità (durezza mentale).
- Empatia.
Teoria dei Big Five
Tutti sono stati superati dalla teoria dei Big Five [Goldberg 1993; John 1993; McCrae, Costa 1996]. Ci sono arrivati sia dall’approccio psicolessicale sia da quello fattorialista.
I vari tratti sono raggruppabili in 5 grossi supertratti:
- Estroversione / Sorgenza / Energia (toglie vivacità, solarità ecc..).
- Gradevolezza o Amicalità (relazione interpersonale).
- Coscienziosità.
- Nevroticismo (negativo) / Stabilità emotiva (positivo).
- Intelletto / Apertura all’esperienza / Cultura / Apertura mentale (+ usata al momento).
Rappresenta una cornice di riferimento condivisa per descrizione della personalità, tramite la quale interpretare e catalogare le differenze. Caratterizzato da elevata comprensività, economicità e accessibilità. Consente di esaminare e valutare la personalità con i termini che le persone usano abitualmente per comunicare, descrivere e giudicare se stesse e gli altri. Consente di esaminare e di fare previsioni rispetto ad importanti “criteri esterni” connessi all'adattamento psicosociale, come il successo scolastico e lavorativo e il benessere psicologico.
Ambiti applicativi del modello dei 5 fattori:
- Psico delle organizzazioni.
- Psico clinica e della salute.
- Psico della politica.
- Psico dell’educazione.
- Psico economica.
Limiti: abitualmente le persone usano un numero più limitato di fattori per descrivere se stesse e gli altri + I 5 fattori non esauriscono la varietà delle caratteristiche che descrivono la personalità, né permettono una descrizione accurata delle singole individualità. Assumono una d
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