il dittongamento spontaneo è limitato, to, elle sillabe aperte
pedem > pied (fr. ant e mod.) mousum > mouf (fr. ant e mod. con
la stessa grafia ma diverse pron.)
telam > tele > toile
florem > flour > fleur
guleam > gole > gueule
pîlum > peil > poil
in francese dittongano sia le vocali aperte (brevi) sia le chiuse (lunghe) sempre in sillaba aperta (in alcuni dia- letti anche in sillaba chiusa)
in francese ci sono anche due pale- talizzazioni :
- ai ho dato luogo ad una i epente e mene > mener
- ei ho dato luogo ad una ii palatiz sete ; dierum > dier [oz]
ume dalla conseguenze del mutamento vocalico è il mutamento morfologico
in latino era sufficiente la desinenza o la quantità per indicare il caso di una, fur un arcaica, i casi complemento erano indicati dalle sole desinenze, in una fase successiva ve- gasi introdotte le preposizioni perché le desinenze non bastano piu a definire i casi. Nella lingue romanze chi senso le preposizioni delimitavi la parole sarebbe indifferenziato
- Abito Romae -> abito in urbe - Eo Roman -> Eo ad urbem
Venio Roma
Si passa del sostititivo, forma organi cade del solo indicativo la funzione profico, vediante diterizioni, a forme che rappresentano il funzione sintattico con l'ausilio di proposizioni è una sicolo un intermedio che pot
il dittongamento spontaneo è limitato alle sillabe aperte
- pēdem > pied (fr ant e mod)
- mōvem > muef (fr ant e mod con la stessa grafia, ma diversa pron)
- tēlerem > tele > toile
- flōrem > fleur > fluer
- gŭlam > gole > gueule
- pīlum > peil > poil
in francese dittongano sia le vocali aperte (brevi) sia le chiuse (lunghe) sempre in sillaba aperta (in alcuni dialetti anche in sillaba chiusa).
In francese ci sono anche due palatalizzazioni :
- ei ha dato luogo ad [oe] & aperture
- manu > men -ö [y]
è ha dato luogo ad una ti palataliz
- sede > seidem > sieur
Una delle conseguenze del mutamentum vocalico è il movimento morfologico...
MUTAMENTO MORFOLOGICO
In latino era sufficiente la desinenza o la quantità per indicare il caso. In una fase arcaica i casi complementi erano indicati dalla sola desinenza; in una fase successiva, vengono introdotte le preposizioni perché le desinenze non basta più a definire i casi. Nelle lingue romanze il senso le preposizioni determinati le parole sembra indifferenziata.
- Abito Romae -> abito in urbe
- Eo Romam -> Eo ad urbem
- Venio Romā -> venio ex urbe
Si passa del sostantivo come organi cariche del solo indicativo la funzione specifica redunte desinenze, a forme che rappresentano le funzioni sintattiche con l’ausilio di preposizioni. E una vicina o intermezzo che potere...
gradualmente e completo abbandono delle declinazioni e le preposizioni da sole renderanno le funzioni. Se guarda lentamente strutture a due lingue sintettiche e cinque analitiche.
In una fase pre-romanza in cui le lingue romanze non si erano ancora differenziate, nella zona orientale in Dacia (poi Romania) c'era una declinazione di tre casi: 1) nominativo + accusativo, 2) genitivo + dativo, 3) vocativo. È la situazione che troviamo in Romania ancora oggi nelle zone agricole, in francese, provenzale (e avvicinata anche in retoromanzo). C'era una declinazione basilare con un nominativo caso uno e un accusativo caso obrigatorio.
Penisoia Iberica non troviamo tracce di declinazione.
Lat. pl. > BONI > it. buoni
Lat. pl. > BONOS > sp. buenos, fr. bons (attuale franc. bons)
Lat. sing. BONUS/BONU? > it. buono
Lat. sing BONUM > sp. bueno - perché in area iberica e > finale si conserva
Anche il catalano "buono" dunque deriva dell'acc. sing. lat. BONUM.
La continuazione della declinazione latina nelle lingue romanze si risolve in questo caso diretivo in cui talvolta si identifiachesso vocativo e si accuantito, ma per lo qui si risale dal accusativo.
NON lat. i casi di conservazione nei nomi di personale, in quanto di impiego frequente come sobpr.
Lat HONO è it uomo; sandro ONNO
Lat MULIER è it moglie; it vet MOGLIERA (MULIEREM "l" participes in "gl")
Lat PRESBITER > it prete
Lat REX > it re, it ant. rege
GEN. residui di gen. lati in alcuni pgi
- LAT. ILLORUM > it loro, fr.-leur, rum. lor.
- nom. dei giorni della settimana:
- LUNAE DIEM > Luned́
- TERRAE MOTUM > terremoto
- AQUAE DUCTUM > acquedotto
- Lexicaliz., modi di dire, famule fossilizzate:
- EST MINISTERII > è mestieri (it. ant.)
- Chanson de Roland: geste Francor > FRANCORUM
- allocuzione dei dodici: paradis dell'iacaro > DELITIARUM
- Madonna Candelora < Candelorum/Candelarum
- Toponimi: im -ORO < -ORUM VICUM
- PAGANORO < PAGANORUM VICUM
- cognomi:
- x es: Paoli < filius Pauli
- Se qui, mise di esseri vitale sin dei m seci: i cui è documentato da co- >struzione con le proposizione de- (v. fr. ant); de + caso obliquo.
- "La fille de l' empereur" < IMPERATORUM
- CASO terzo: empereie < IMPERATOR
- a + caso obliquo, dal lat. "ex me" mini est
- "la fille a l' emperour"
- mancanza di preposizione (sequacaso)
- "En fille e l' emperour" Costruzioni che con vivono in fr. ant.
- DAT. in tutte le lingue romane è consentito nella declinazione dei pronomi
- it. cui (el quale) < lat. cui
- it. gli (e lui) < lat. illi
- it. mi ti < lat. mihi tibi
- dialetto centro meridionali merid. muove, tenne
- it. lui < lat. ille cui, nel pass io fusionere delle tinelle
- se dei: vive e esser sostituito ddelo costreuche dal + acusativo, purve nel sing.Le forma di dat. si è con/uade con purre
- VOC. son, in l' voleseon viansere
- il vorse, residiali nelle detrie lingue romante», sono soprattutto iir wioni di perso suta
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Morfologia
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Morfologia
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Morfologia del francese antico - Verbi
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Morfologia del francese antico - Sostantivi