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26.10.202o

LA MOR FOL O G IA

È lo studio della struttura interna delle parole, le quali vengono analizzate come sequenze di morfemi.

Il morfema è la più piccola unità linguistica dotata di significato.

Un morfema può essere costituito da un solo segmento, ma nella maggior parte dei casi è formato da più

segmenti. libr+i

Nei casi limite, esistono parole formate da un solo morfema e vengono chiamate parole monomorfemiche e

non sono scomponibili bar ieri che sempre

Più spesso, una parola può essere analizzata come il risultato di due o più morfemi.

Abbiamo quindi parole bimorfemiche: libr+i veloce+mente gatt+o

parole trimorfemiche gatt+in+o

parole con 4 morfemi in+supera+bil+e

allomorfi

In morfologia abbiamo una corrispondenza tra un’entità mentale, il morfema, e le sue manifestazioni

concrete chiamate allomorfi (analoga situazione con la fonologia). Si diranno MORFI le varianti dello stesso

morfema, le sue realizzazioni concrete. I morfi dello stesso morfema si dicono allomorfi (ALLOMORFIA)

La distribuzione degli allomorfi è predicibile dal contesto. Due allomorfi hanno lo stesso contributo

semantico alla parola che viene formata.

:

esempio

1. a+critico an+abbagliante

a+partitico an+alcolico

a+simettrico an+allergico

a+politico an+elastico

Questi aggettivi hanno in comune il fatto che esprimono il negativo dell’aggettivo di base. Il contributo

semantico del morfema iniziale è lo stesso nei due casi. Ciò che cambia è la forma del morfema iniziale.

Ma la forma non è causale (inizio parola di base con vocale\consonate).

A\AN sono due allomorfi di uno stesso morfema. Ha lo stesso significato, ma si manifesta in due modi

diversi. →

2. in+legale illegale (assimilazione totale della nasale del prefisso)

in+logico illogico

in+ragionevole irragionevole

in+razionale irrazionale →

Due forme diverse del prefisso IN- IR- \ IL-

3. in+probabile improbabile (assimilazione parziale della nasale alveolare, che diventa nasale

bilabiale) →

in+possibile impossibile

in+bevibile imbevibile →

Un’altra forma del prefisso IN- IM-

→ →

4. in+elegante inelegante in+tollerabile intollerabile

→ →

in+utile inutile in+deciso indeciso

in+attivo inattivo La nasale non si assimila e abbiamo la forma base del morfema IN-

Queste 4 forme contribuiscono tutte a dare un significato negativo, quindi possiamo dire che ci sono 4

allomorfi di uno stesso morfema. Il prefisso IN- negativo è utilizzato per derivare l’aggettivo negativo.

IN- IM-

IR- IN- IL-

In altri casi il prefisso IN- si può trovare in alcune forme verbali:

interrare insabbiare ingabbiare immettere

Se consideriamo questi verbi, vediamo che in questo caso il contributo semantico del prefisso IN- non è

certamente negativo, è diverso. In questo caso, Il contributo semantico è di tipo direzionale. Inoltre, le parole

derivate tramite questo secondo prefisso IN- sono dei verbi e non sono degli aggettivi.

In realtà, abbiamo a che fare con due diversi morfemi:

‣ IN- deriva verbi con significato direzionale

‣ IN- deriva aggettivi con significato negativo

Il contributo semantico è diverso e la categoria della parola in uscita è diversa, perciò distinguiamo

due morfemi differenti.

morfemi liberi e morfemi legati

I morfemi liberi possono comparire soli all’interno della frase (tipicamente parole monomorfemiche) e non

hanno bisogno di unirsi ad altri morfemi: già, di, che, ecc..

I morfemi legati devono fondersi con altri morfemi per poter comparire all’interno della frase.

:

esempio ‣ IN- (prefisso)

‣ -ZIONE (suffisso)

‣ ram+O (vocale)

morfemi lessicali e morfemi grammaticali

esempio:

gatt+o il morfema lessicale è gatt- e il morfema grammaticale è la -o che individua il maschile singolare.

toy+s morfema lessicale toy e morfema grammaticale -s che individua il plurale dei nomi.

Il morfema lessicale dà il significato di base della parola, mentre il morfema grammaticale si riferisce a

categorie grammaticali come quelle di genere e numero.

legger+mente lessicale e morfema grammaticale derivazionale

parl+o morf. lessicale parl- e -o morf. grammaticale flessivo

I morfemi lessicali sono una classe aperta, alla quale si possono aggiungere nuovi elementi. I morfemi

grammaticali sono una classe chiusa, alla quale difficilmente si possono aggiungere elementi.

I morfemi lessicali tendono ad essere morfemi liberi (in alcune lingue): in inglese CAT \ SING

I morfemi grammaticali sono perlopiù morfemi legati, cioè devono unirsi ad un altro morfema per comparire

all’interno della frase. I morfemi grammaticali possono essere derivazionali o flessivi.

lessicali

MORFEMI derivazionali

grammaticali flessivi

invern+al+e – lessicale, derivazionale, flessivo

gatt+in+a – lessicale, derivazionale, flessivo

I morfemi derivazionali sono usati per formare delle parole complesse nuove, a volte cambiando anche la

categoria lessicale alla quale si uniscono (aggettivo rispetto a nome in inverno\inveranale). In gattina la

categoria lessicale non cambia. I morfemi derivazionali creano parole nuove, mentre i morfemi flessivi

creano forme diverse della stessa entità lessicale.

I morfemi flessivi non possono mai cambiare la categoria lessicale della base. Questi danno info di genere e

numero negli aggettivi [bell+a – femminile singolare].

In una forma verbale, il morfema flessivo dà informazioni di accordo con il soggetto [parl+o – prima pers.

singolare], ma anche informazioni sul tempo del verbo [presente del verbo parlare].

I morfemi derivazionali tendono ad avere significati più specifici, rispetto ai significati espressi dai

morfemi flessivi. Possono cambiare la categoria lessicale alla base cui si riferiscono.

futuro futurismo creo una parola nuova

passando da futurismo a futurism+i, creo due forme diverse della stessa identità lessicale

industria (nome) industriale (aggettivo) industrializzare (verbo)

Ciò non accade con i morfemi flessivi: cambiando il morfema flessivo la categoria lessicale della base a cui

si uniscono non cambia:

gattino\gattina: è sempre un nome bello\bella\belle : è sempre un aggettivo

I morfemi derivazionali sono più vicini alla base lessicale

gatt+in+a – il morfema derivazionale IN- è più vicino alla base gatt-, rispetto al morfema flessivo -a

industri+al+e – derivazionale più vicino, flessivo è più esterno rispetto alla base di partenza.

I morfemi flessivi sono sempre obbligatori, quelli derivazionali sono opzionali. Non posso dire gatt-, senza

morfema flessivo.

la parola

La nozione di parola sta alla base della teoria morfologica: la morfologia studia la struttura interna delle

parole e la parola rappresenta il costituente massimo della morfologia. (Mentre la sintassi ha nella parola il

suo costituente minimo). Nel nostro lessico mentale l’unità di base è costituita dalla parola.

FORMA DI CITAZIONE: forma di una parola che viene usata nei dizionari, che coincide con il singolare

della parola. Troviamo il maschile singolare dell’aggettivo e infinito dei verbi. È una convenzione.

Il lessico contiene: castoro che utilizzeremo come base per formare il plurale (castori) o il diminutivo

(castorino).

PAROLE FORMATE DA UNA BASE VERBALE

amministra+bile amministra+tivo amministra+zione

La base lessicale non è l’infinito del verbo. Ma è il TEMA VERBALE, ovvero l’unione della radice verbale

(amministr

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

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