Dall'assolutismo alla monarchia costituzionale nel Regno Unito
Scontro tra sovrano e parlamento
Con la morte di Elisabetta nel 1603 senza eredi, si estinse la dinastia Tudor. Salì al trono il re di Scozia, Giacomo IV, con il nome di Giacomo I. Per la prima volta, Irlanda, Scozia e Inghilterra furono riuniti sotto un unico sovrano.
Differenze nazionali e religiose
- Scozia: Presbiteriani e anti inglesi
- Irlanda: Cattolici
- Inghilterra: Anglicani
Linea di azione di Giacomo I
In Irlanda, Giacomo I contrastò i cattolici cercando di integrare il paese all'Inghilterra. Lasciò il clero libero di celebrare la messa, ma espulse i gesuiti e affidò la colonizzazione ad immigrati protestanti.
In Scozia, la Kirk cercò di sopraffare la corona, quindi si mostrò favorevole ai presbiteriani episcopalisti. Nel 1581, la Kirk prevalse sulla corona; nel 1582 fu abolito l'ordine episcopale, ma nel 1584 furono ristabiliti i vescovi di nomina regia. Nel 1598, Giacomo seguì una linea filo protestante, e nel 1592 l'assemblea generale della chiesa scozzese riportò la chiesa sotto il suo controllo. Cercò comunque una linea episcopalista anglicana, con la chiesa sottoposta alla monarchia. Nel 1599 riconquistò il diritto del sovrano di nominare i vescovi.
Linea di pensiero
In "The Trew Law of Free Monarchies" (La vera legge delle libere monarchie), Giacomo I sosteneva l'assolutismo dei re, giustificato dalla loro doppia natura laica ed ecclesiastica, essendo a capo sia dello Stato che della Chiesa.
Contro di lui si schierarono i puritani, sostenendo che l'ubbidienza agli ordini del sovrano non potesse contravvenire ai comandamenti divini, promuovendo libertà di coscienza religiosa e distinzione tra Stato e Chiesa. Politicamente moderati, ruppero con la monarchia, ritenendo la politica assolutistica degli Stuart distruttiva per l'equilibrio tradizionale con il Parlamento.
Crisi delle finanze statali
Con Giacomo I crebbero le esigenze finanziarie della monarchia. In teoria, il re poteva chiedere al Parlamento un aiuto finanziario diretto solo per uscite straordinarie, ma Giacomo chiese fondi per colmare il disavanzo ordinario. La Camera dei Comuni si risentì di queste richieste.
Giovanni convocò una conferenza religiosa per accogliere le istanze dei puritani, espresse nella Millenary Petition (Petizione dei mille, 1603). Tuttavia, nominò arcivescovo di Canterbury Bancroft, avversario dei puritani. I cattolici, insoddisfatti, cercarono aiuto dalla Spagna, ma questa aveva appena firmato una pace commerciale con Giacomo nel 1604.
La "congiura delle polveri" vide i cattolici tentare di far saltare il Parlamento. I puritani riconobbero i papisti come pericolosi.
Giacomo I contro il Parlamento
Durante la seduta del primo Parlamento nel 1604, Giacomo affermò che i parlamentari detenevano il loro potere solo per concessione sovrana. Tuttavia, il Parlamento sostenne le teorie dell'antica costituzione, dimostrando l'inalterata continuità storica del regime costituzionale inglese dalla Magna Charta del 1215. La Camera dei Comuni redasse un documento, l'Atto di apologia e giustificazione, sostenendo il diritto di vagliare e approvare provvedimenti ecclesiastici e opponendosi alle eccessive richieste della corona in anni di pace.
Giacomo non poteva chiedere nuovi sussidi al Parlamento, quindi si rivolse all'estensione del sistema di appalti, con il debito pubblico crescente, vendita di terre della corona, istituzione di nuovi dazi senza il controllo del Parlamento e creazione di nuovi titoli nobiliari.
Nel 1610, il Parlamento respinse la proposta di una concessione annua al re, divenendo noto come "parlamento sterile" perché non approvava nulla. L'Inghilterra non partecipò alla Guerra dei 30 anni, non volendo intaccare la politica di amicizia con la Spagna. Il tentativo di matrimonio tra il figlio Carlo e una principessa spagnola fallì, portando Giacomo a tornare su posizioni anti-asburgiche, ma bisognava chiedere fondi al Parlamento, che li concesse mettendo in stato di accusa il Lord tesoriere, introducendo il principio della responsabilità dei rappresentanti del governo davanti all'assemblea.
Carlo I
Il figlio di Giacomo, Carlo I, affrontò contrasti finanziari e dissidi in politica estera.
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