INTRODUZIONE AL CORSO:
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Le glosse
: sono delle etichette identificative, scritte in maiuscolo e servono per
● identificare i segni. Ad ogni glossa corrisponde un segno specifico. Per esempio
‘CANE’ ;
La traduzione in lingua vocale del segno viene indicata in minuscolo. Per esempio ‘il
● cane’ ;
Per convenzione (per le glosse) definire i verbi utilizziamo l’infinito (es.
●
‘CORRERE’ ) per nomi ed aggettivi utilizziamo il maschile singolare . (es. ‘GATTO’ );
Per i CNM si indicano con una linea che appare sopra alle glosse.
●
IX
: sta per ‘index’ (indicazione-pointing), es. per i pronomi personali ( IX1 =io;
●
IX2 =tu; IX3 =lui/lei; IX3pl :3^ pers. plurale; per i pronomi possessivi -
IX2poss =tuo)
‘ +
’: il simbolo + indica la reduplicazione del segno (il plurale);
●
esercizio:
_______________________wh
tu (IX2) - DOVE - VIVERE - IX2
trad. ‘dove vivi?’ LESSICO:
Rapporto tra significante e significato;
● Rapporto tra significati; (relazioni lessicali tra loro)
● Dizionari;
● Organizzazione del lessico in LIS; (come viene strutturato)
●
TERMINOLOGIA :
Il LESSICO è l’insieme delle parole (o segni che compongono una lingua). La competenza di
una lingua si valuta anche sulla competenza lessicale. Il lessico conosciuto da una parlante o
un segnante si chiama LESSICO MENTALE .
Il LESSICO è in continua evoluzione, ci sono unità lessicali che non vengono più utilizzate,
vengono sostituite da nuovi termini (o segni).
L’unità di base del lessico è il LESSEMA . (Per es. per la fonologia è il fonema, per la
morfologia è il morfema, ecc [...]);
Il LESSICO lo possiamo documentare attraverso il dizionario che è una raccolta di parole (o
segni) che segue un certo ordine alfabetico ed esprime la definizione, la pronuncia, gli esempi
e l'origine etimologica.
LEMMA : è l’unità di base del dizionario, la forma citazionale; [es. di differenza tra lessemi
(bello - bella - belli - belle) e lemma (bello)]
In LIS: es. ‘CASA’ - lemma ‘CASE’ - lessema ;
In ciascun LESSEMA troviamo due elementi principali: il significato ed il significante ;
Tanto più il rapporto tra significato e significante è riconoscibile e immediata, tanto più la
parola/il segno è di tipo iconico;
Tanto più questa associazione è meno riconoscibile e immediata, tanto più la parola/il segno
è di tipo arbitrario;
Esempio di parole iconiche: zanzara (rimanda al referente), sussurrare, gorgoglio,
borbottare, serpente; la maggior parte delle parole nelle lingue vocali però è arbitraria, come
in italiano.
Nelle lingue dei segni vi è un continuum tra iconicità e arbitrarietà, quindi ci sono dei segni
più iconici (trasparenti), più arbitrari (opachi) e la via di mezzo (traslucidi);
TRASPARENTI
: riconoscibili in modo immediato dai segnanti e non; (es. forbice -
palloncino);
TRASLUCIDI
: segni in cui il significato non viene riconosciuto dai non-segnanti; (chi
non riconosce la LIS non riesce a riconoscere o interpretare il significato del segno
traslucido) es. pesce - nebbia - giraffa
OPACHI
: non può essere né riconosciuto né c'è una spiegazione per arrivare al
legame tra segno e significato; (mamma - sorella)
Perdità di iconicità: alcuni segni avevano origine iconica e col tempo hanno perso
l’iconicità. (Passaggio da segni trasparenti a segni traslucidi e magari anche opachi). La
linguista americana FRISHBERG ha fatto un confronto tra la LSF (lingua dei segni francese)
antica, ASL antica e ASL moderna.
- Radutzky (2009) un segno che ha subito un’evoluzione era ‘SETTIMANA’. (Da conf. L
in una mano e 5 nell’altra, diventa conf. L per entrambe le mani).
- Il caso di PADOVA: altro esempio è il segno PADOVA (da forma originale molto
iconica che raffigurava il cappuccio di Sant’Antonio al passaggio alternato nello
spazio neutro per comodità).
Pietrandrea (2002): fece un’analisi quantitativa su un corpus di circa 2000 segni:
Il 50% dei segni indicano una configurazione iconica .
●
Il 67% dei segni indicano un luogo iconico .
●
Quindi le lingue dei segni hanno una maggioranza di iconicità rispetto alle lingue vocali (per
esempio l’italiano); ma in realtà ci sono delle motivazioni che dimostra che l’iconicità non ha
un ruolo predominante, infatti per esempio il segno ‘FOGLIO’ ed il segno ‘PAPER’ sono
diversi perché FOGLIO ricorda la leggerezza mentre PAPER l’essere piatto, liscio.
RELAZIONI SEMANTICHE NEL LESSICO:
AMBIGUITA’:
●
- Polisemia : abbiamo un segno o una parola con molteplici significati ma correlati tra loro
(hanno un legame etimologico); (per es. nel dizionario c'è un solo LEMMA (ma con def. 1 -
def. 2 - def. 3, ecc…) quindi ‘albero’ nel dizionario ha diverse definizioni come pianta, l’albero
della nave, l’albero genealogico. Anche se comunque sono correlati tra di loro. In LIS
(esperienza - esperto - abitudine);
- Omonimia : una parola o segno con molteplici significati ma che NON hanno un legame tra
loro. (Per esempio lira - valuta/moneta e lira - strumento musicale) quindi nel dizionario
troviamo due LEMMI. In LIS (abbastanza - cane; Roma - ferro - biscotto);
SINONIMIA: due segni con significato molto simile; (in LIS esempio: ‘SE’ -
● ‘ESEMPIO’ oppure il segno ‘COMPRARE’) ATTENZIONE: non sono comprese le
varianti regionali;
ANTONIMIA: due segni con significato opposto; sia in LIS che in italiano ‘bello’ e
● ‘brutto’
IPERONIMIA: il significato di un segno include il significato di un altro;
● IPONIMIA: il significato di un segno è incluso nel significato di un altro;
● Quindi per iperonimia e iponimia un esempio in italiano è ‘animale’ (iperonimo) e
‘cane’ (iponimo) in LIS, un esempio è ‘MOBILI’ (iperonimo) e ‘SEDIE’ (iponimo);
Segni che corrispondono a più significati e più parole e anche il caso contrario: un parola in
italiano può essere utilizzata per esprimere più significati e quindi più segni (per es. ‘coda’
dei capelli, degli animali, CODA acronimo, coda persone in fila,fila di altre entità come le
macchine).
Lez. 2 - lessico (dizionari)
Primissimi dizionari pubblicati sulla LIS, risalgono agli inizi degli anni ‘90
● I primi 400 segni; (1991)
● Il dizionario della lingua dei segni di 1400 immagini, Zanichelli (1991)
● Dizionario bilingue elementare della lingua italiana dei segni (1992)
Sono i primi prodotti usciti per documentare il lessico della LIS, sono però molti diversi tra di
loro sia per la quantità di segni inclusa e per il tipo di organizzazione interna. (Il primo
dizionario organizza i segni per temi quindi famiglia, lavoro, parti del corpo, ecc.. il secondo li
organizza in ordine alfabetico riferendosi alle parole in italiano. Il terzo si organizza per
configurazione). Anche dal punto di vista del target si distinguono, infatti i primi due dizionari
sono stati organizzati per il target udente per comunicare con i sordi ed acquisire dei segni di
base, il terzo invece si riferiva prevalentemente agli studiosi e agli studenti quindi tutti coloro
che si avvicinavano alla LIS per studiarla. Tutti e tre avevano un punto debole in termini di
funzione quindi offrono una rappresentazione bidimensionale del segno, in questo modo il
movimento (come parametro) era meno visibile.
Nuovi dizionari: app
1. Segni in movimento
2. Spreadthesign
I due prodotti non sono uguali, hanno funzioni diverse, infatti il primo ha 3300 lemmi ed
include anche delle frasi e informazioni su sinonimi, varianti fonologiche e note sul contesto
d’uso dei segni (si avvicina di più ai dizionari delle altre lingue)
Mentre spreadthesign include più di 15000 lemmi, la ricerca può essere fatta dalla forma
scritta oppure attraverso le categorie semantiche che possono essere utilizzate per una
ricerca più schematica. Per i bambini ci sono anche i disegni perchè magari non sanno
leggere o hanno difficoltà a leggere.
ORGANIZZAZIONE E STRUTTURA DEL LESSICO:
Il lessico della lis e di tutte le lds hanno due macrocomponenti:
● Lessico nativo : insieme di segni nati internamente alla lingua,hanno un’origine e si
sono sviluppati in modo naturale all’interno della comunintà linguistica
● Lessico non nativo: ha una fonte esterna, segni che provengono da altre lingue (dei
segni, da lingue vocali di contatto (quindi la lingua vocale corrispondente alla lingua
dei segni) e la gestualità che può essere una fonte di lessico non nativo)
-LESSICO NATIVO:
Il ln è composto da due categorie a sua volta:
- lessico congelato: quel lessico caratterizzato da una forma fonologica fissa ovvero
all’interno di un segno congelato troviamo una configurazione ben precisa, un luogo
di articolazione ben preciso, un movimento ben preciso, ecc.. quindi
FISSA=CONGELATO es. di lessico congelato=STRADA, sono documentati, hanno
un significato chiaro anche al di fuori del contesto, non hanno bisogno di una frase
per essere interpretato e riconosciuto.questi segni sono segni che possono mostrare
casi di variazione interna (intralinguistica quindi dentro alla lingua) ed interlinguistica
(ad un significato corrispondono segni diversi in lingue dei segni diverse).
Motivazione visivo- spaziale: Per quanto riguarda il lc troviamo la componente
dell’iconicità che dell’arbitrarietà. Esempi: segno GIUSTO: segno che utilizza
configurazione f, il movimento: ipsilaterale lineare, l’orientamento del: metacarpo
direzione ipsilaterale, luogo:spazio neutro. Quindi abbiamo sviluppato i valori della
matrice fonologica. Se cambiamo uno dei valori originano un altro segno con un altro
significato quindi una coppia minima. Per esempio: FILO (cambia la configurazione
da F a I);
- Lessico produttivo: Caratterizzato da una forma fonologica non fissa. Un esempio di
lessico produttivo è il segno INDICARE (non ha una forma fonologica ben precisa
perché si può indicare in diverse posizioni, varia a seconda del contesto) questi segni
non vengono completamente inclusi nei dizionari, i pronomi personali vengono
documentati attraverso una forma congelata. Se il lc mostrava variazioni sia dentro
che fuori dalla lingua, il lp mostra una scarsa variazione tra le varie lds (i pronomi
personali hanno molte somiglianze tra le varie lingue, sono comprensibili). Un’altra
variazione è la motivazione visivo-spaziale: molto spesso i segni appartenenti al lp
hanno questa motivazione visiva, sono segni ad alta iconicità. In questo caso
l’arbitrarietà ha un valore molto marginale. Esempi concreti: in questa categoria
abbiamo 3 tipi di segni: le costruzioni con classificatore, le indicazioni e i buoys. I
CLASSIFICATORI: le costruzioni non utilizzano materiale fonologico a caso ma
devono seguire una linea ben precisa, nel caso della tazzina sul tavolo, questa
configurazione deve essere prodotta con dei parametri ben precisi per comprendere
appunto che la tazzina è sul tavolo, al suo interno questo segno ha una struttura ben
determinata dal tipo di configurazione e dalla radice di movimento che ci aiuta a
localizzare la tazzina nello spazio (in questo caso sopra al tavolo). LE INDICAZIONI:
sono elementi polifunzionali ovvero posso avere tante funzioni, le quali i pronomi
personali, i determinanti (che si associano a dei nomi), i dimostrativi (per indicare un
referente nello spazio), i possessivi e i locativi. I BUOYS (in inglese significa
‘ancoraggio’); servono per ancorare i referenti citati nel discorso. Può essere statico
(mantengo la referenza fissa) o dinamico. I buoys non sono citati nei dizionari di
lingua dei segni ed hanno una componente visiva iconica spaziale.
-LESSICO NON NATIVO: determinato da casi di prestiti (segni provenienti da altre lingue o
sistemi comunicativi). Il lessico non nativo proveniente da altre lingue dei segni possono
essere Toponimi (nomi propri che identificano luoghi quindi città, stati, istituzioni come
Gallaudet University), segni nome di personaggi famosi conosciute dalla comunità segnante
mondiale (stokoe, obama, papa francesco, ecc…) e da altri segni quindi INTERNET, ANNO,
WORKSHOP.
Il lessico non nativo derivante dalla lingua vocale di contatto (in questo caso LIS): dalla
dattilologia : quindi nomi propri che non hanno un segno nome, toponimi che non hanno un
segno nome preciso, dalla inizializzazione (quindi segni che corrispondono alla loro lettera
iniziale quindi LUNEDì,LEGGE, VINO, VERDE, ecc [...], dalla lessicalizzazione (segni che
prima venivano prodotti sotto forma di dattilologia e poi sono diventate forme congelate,
quindi per es. il termine LIS (che inizialmente veniva indicato in dattilologia) , MAI, SI, casi di
omofonia/omografia quindi sono casidi parole scritte o pronunciate allo stesso modo (stessa
forma ma sifnigicati diversi per esempio DIRITTO o LETTERE. Un caso diverso è di
omolalia una parola viene distorta forse per motivi di lettura labiale errata per es. ASILO che
ricalca un po’ la parola ‘asino’, o per i cognomi o per il nome BARBARA che hanno il segno
nome BARBA. Poi ci sono dei segni che derivano da abitudini di riabilitazione logopedica per
es. MAMMA secondo alcuni è un segno che deriva dal logopedista che faceva sentire
meglio la sonorità della M attraverso il contatto con la guancia. Ultimo caso, il caso dei calchi
quindi segni che ricalcano la struttura interna dell’italiano quindi per esempio TREVISO
(ricalca la struttura della parola italiana quindi tre - viso) o CAMPOBASSO. LA
GESTUALITà ci sono molti segni dall’origine gestuale per es. FURBO, RUBARE, FAME,
SOLDI, [...]
Variazione lessicale: dallo studio di K. Battaglia:
‘Il fattore dell’età determina un uso maggiore o minnore di varianti, c’é una differenza tra
segnanti anziani(d+tendono ad untilizzare le varianti locali, sono più conservatori) e giovani
(tendono ad abbandonare le varianti locali per utilizzare le varianti standard, nazionali, più
diffuse) molto spresso in sociolinguistica gl anziani son considerati conservatpri mentre i
giovani sono innovatori. L’ltro fattore importante è la provenienza geografica (le varinti
nazionalis sono più uitilizzare al centro italia mentre al nord e al sud son i luoghi che si tende
a mantenere le vrianti locali, sono aree più conservatrici. Le categorie semantiche che
variano maggiormente sono i mesi, i colori, (una volta anche i giorni della settimana ma che
poi hanno preso forme standard);
Lez. precedente : abbiamo approfondito il lessico; storia dei primi dizionari LIS, che furono
pubblicato agli inizi degli anni ‘90, l’evoluzione dei dizionari LIS e nascita delle piattaforme
multimediali come spreadthesign o altre piattaforme per la ricerca del lemma.
● Forma citazionale : forma congelata per rappresentare il segno;
Organizzazione del lessico in LIS:
● LESSICO NATIVO:
1. Lessico congelato;
2. Lessico produttivo:
- Classificatori;
- Indicazioni;
- Buoys (boa in inglese, come un “segnaposto”): sono degli ancoraggi all’interno del
discorso, con la mano non dominante; servono per tener traccia dei referenti per es.
“tre elementi/idee/concetti”; può essere statico (ovvero solo la mano indica il n° con
le dita) e dinamico (la mano conta e l’altra alza il dito per contare;
● LESSICO NON NATIVO:
1. Da altre LS;
2. Dall’italiano;
3. Dalla gestualità;
ANALISI LESSICALE: saper associare ad un determinato segno alla categoria lessicale
appartenente;
Es. STRADA : segno del lessico nativo, lessico congelato;
Esercizio :
Luca passa il bicchiere a Gianni .
LUCA : lessico non nativo, realizzato in dattilologia e derivato dalla lingua vocale;
GIANNI : lessico non nativo, realizzato in dattilologia e derivato dalla lingua vocale;
BICCHIERE : lessico nativo produttivo, si può trovare nei dizionari, riconoscibile al di fuori del
contesto ed è un segno che ha subito un processo di lessicalizzazione;
DARE (passare) : lessico nativo produttivo, classificatore regolare che segnala il
trasferimento di un referente dal punto A al punto B.
LE PARTI DEL DISCORSO:
● S
egni lessicali (nomi, verbi, aggettivi, avverbi)
● Segni funzionali (determinanti, pronomi, pre/post-posizioni e congiunzioni);
● Categorizzazione e contesto ;
Segni lessicali: (
eleme
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Modulo Lingua dei segni Italiana 1
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Lezioni modulo Lingua dei segni italiana 3
-
Storia della lingua italiana (modulo 2): Dal Seicento ai giorni nostri
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Storia economica - modulo 2