Modelli regionali e profili storici
Caratteristiche generali dello stato unitario
Rappresenta un’evoluzione dello stato unitario di matrice liberale, come il modello di stato che nasce con la Rivoluzione Francese, rappresentando la continuazione dello stato unitario. Nello stato unitario, il potere è attribuito allo stato centrale.
Viene previsto al massimo un decentramento dei poteri dallo stato centrale sino a livello territoriale, ma solo per fini burocratici-amministrativi. Gli organi locali avevano importanza solo per il decongestionamento dell’apparato burocratico-amministrativo.
Carenza di autonomia amministrativa e legislativa da parte degli enti locali; carenza di legittimazione democratica degli enti locali. Lo stato unitario, cioè, non prevedeva che gli organi rappresentativi locali potessero essere eletti e quindi potessero avere una legittimazione democratica.
Il modello di stato unitario fu la Francia, ma anche l’Italia (fino al 1948, quando l’entrata in vigore della Costituzione diede sempre più rilevanza agli enti locali) e il Belgio (che da stato unitario si trasforma in stato regionale e poi federale).
Un esempio: la storia del Belgio
Nel 1831 abbiamo la creazione dello stato unitario belga di tipo centralizzato e a predominanza francofona. Progressivamente, lo stato si apre (tra il 1873 e 1898) verso le comunità neerlandesi (che parlavano olandese e fiammingo), le quali incominciano a rivendicare una propria autonomia, vista la loro particolare cultura e lingua differente.
Nel 1932 il Belgio rinuncia a riconoscere il bilinguismo (francese e neerlandese) e quindi istituisce un monolinguismo su base regionale, cioè si iniziano a riconoscere delle regioni/dipartimenti in cui si parli una determinata lingua.
Nel 1970 abbiamo una prima riforma costituzionale in cui si prevedono 3 regioni linguistiche individuate sulla base delle caratteristiche linguistiche della popolazione (vallona, fiamminga e brussellese).
Nel 1980 c’è una seconda rivoluzione costituzionale in cui si incomincia a dare un riconoscimento ulteriore all’autonomia di queste regioni: si instaura la corte d’arbitrato con il compito di risolvere i conflitti tra le regioni, e la regione fiamminga e vallona acquistano più autonomia, fino ad arrivare nel 1988 alla terza riforma costituzionale. Questa porta a un ampliamento delle competenze di quelle che erano diventate ormai delle comunità locali, a un aumento del ruolo della corte d’arbitrato e alla istituzione della regione di Bruxelles capitale del Belgio.
Nel 1993, quarta rivoluzione costituzionale che cambia la costituzione belga qualificandola come stato federale. Le comunità regionali infatti avevano assunto sempre più autonomia tanto da qualificarle come entità federali.
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