Tecniche di scrittura
Tipi di scrittura
La scrittura non è semplicemente scrivere un tema, una tesina o un racconto ma effettivamente è un'attività che compiamo soprattutto con gli sviluppi tecnologici degli ultimi tempi. Possiamo dividere una serie di tipologie diverse di scrittura che esistono per renderci conto della varietà di tipi di scrittura:
Scrittura personale
In questo caso chi scrive, scrive per sé stesso e la forma del testo dipende dallo scopo che lo scrivente intende perseguire.
- Biglietti
- Promemoria
- Quaderni di appunti personali
- Agende
- Diari
- Note per la spesa
Scrittura per lo studio
È un tipo di scrittura personale che viene utilizzata per migliorare la memorizzazione di particolari argomenti di studio e per migliorarne la comprensione o per esprimere dei commenti personali.
- Note a margine dei libri
- Appunti delle lezioni
- Riassunti
- Schemi e tabelle
Scrittura pubblica
È la scrittura in cui l'autore si riconosce come membro di una particolare categoria sociale e si rivolge ad altri membri della stessa seguendo delle norme compositive più rigide e specifiche come quelle che si adottano per esempio quanto si deve compilare un modulo, scrivere una lettera di richiesta e di protesta, rivolgersi a un editore, scrivere una tesi di laurea. Avvisare il pubblico di qualcosa è un particolare sottoinsieme di questa scrittura pubblica. La scrittura accademica è la scrittura in cui lo scrittore sa di rivolgersi a un rispettoso pubblico di lettori che valutano le sue proposte e per questo serve una scrittura precisamente sorvegliata.
- Moduli bancari
- Lettera di richiesta e protesta
Scrittura creativa
Una scrittura che può comprendere dei tipi di testo molto vari.
- Canzoni
- Poesie
- Romanzi
- Racconti
- Sceneggiature
- Testi teatrali
- Filastrocche, indovinelli -> fanno parte del tipo di scrittura ludica giocosa che rientra nell'ambito della scrittura creativa e di solito è un tipo di scrittura che viene praticata nei primi anni di vita. È un tipo di esercitazione che si fa soprattutto alle elementari e di solito viene poi coltivato da chi invece decide di farne una professione.
Scrittura sociale
Questa struttura di tipo sociale comprende tutti i testi il cui scopo è stabilire e mantenere relazioni sociali con le persone che appartengono al proprio gruppo, come familiari o amici.
- Lettere (di felicitazioni, condoglianza, personali)
- Inviti
- Telegrammi
- Messaggi WhatsApp e SMS
- Post
Scrittura istituzionale e professionale
È la tipologia più complessa e include tutti i testi in cui lo scrivente ha uno specifico ruolo istituzionale per esempio studente: sindaco, primo ministro; oppure professionale: docenti, ingegneri, avvocati, medici e scienziati. Sono tutti i tipi di scritture istituzionale che hanno a che fare con ambiti professionali diversi e quindi hanno delle caratteristiche diverse.
- Contratto
- Referto medico
- Saggio universitario, tesi
- Valutazioni scolastiche
- Relazioni tecniche
- Leggi, regole e istruzioni per l'uso
- Sommari
- Relazioni
- Recensioni
Il testo
Testo: “la parola testo si usa in linguistica per indicare ogni porzione di lingua, parlata o scritta, di qualsivoglia lunghezza, che costituisca effettivamente un tutto unificato. Il testo va considerato come un’unità semantica, cioè come un’unità non solo formale, ma soprattutto di significato”.
Un testo è un enunciato, o un insieme di enunciati che, nel processo comunicativo, viene costruito dall’emittente e recepito dal ricevente come unitario. Ha due caratteristiche fondamentali:
- Coesione: il modo in cui le componenti del testo di superficie sono collegate fra di loro, quindi il rispetto delle relazioni formali tra le varie parti del testo (rapporti di coordinazione e subordinazione per mezzo delle congiunzioni e dei modi verbali, uso dei connettivi, ecc.) -> Gli enunciati vengono legati fra loro e questo da coesione al testo e lo rende coeso e compatto. Esempio: Si dice, non a torto, che Praga sia una delle città più belle del mondo. È dunque consigliabile visitarla non appena se ne abbia la possibilità. Praticamente al centro dell’Europa, Praga è facilmente raggiungibile sia in treno che in aereo, ed è infatti collegata con tutte le maggiori città europee.
- Coerenza: la concentrazione esistente fra i concetti e le relazioni soggiacenti al testo di superficie: per esempio la causalità, prossimità temporale, localizzazione ecc.; quindi l’insieme dei procedimenti logici e semantici che consentono di produrre un senso continuo e accettabile per mezzo di testi. (Unità semantica: concatenazione fra i concetti -> io parlo, quindi esprimo un concetto e istituisco dei nessi di causa, di vicinanza o lontananza temporale, e di localizzazione. C'è un legame che viene espresso dalle componenti linguistiche e dagli elementi linguistici, per esempio la causalità è espressa da una congiunzione: come, perché, però, al di sotto del modo in cui viene espresso c'è un rapporto logico e semantico.) Esempio: ho comperato i libri scolastici a mia figlia. La bolletta del telefono è arrivata stamattina. Domani mattina ritirerò la macchina dal carrozziere. Mio figlio ha rotto un vetro del vicino -> le spese non finiscono mai.
Tipi di testo
- Testi descrittivi: testi che forniscono una descrizione di un oggetto (inteso nel senso generico di “tutto ciò che è sottoposto ai sensi”) Esempio: descrizioni di monumenti nelle guide turistiche, annunci pubblicitari o matrimoniali. Prospettiva: collocazione spaziale.
- Testi narrativi: testi che raccontano una storia; contengono sezioni descrittive. Esempio: racconti, leggende, fiabe. Prospettiva: svolgimento temporale.
- Testi argomentativi: testi che si propongono di condividere o confutare una tesi. In questo caso il testo non descrive non narra ma sviluppa un ragionamento logico semantico che è posto al centro della costruzione del testo. Esempio: testo scientifico, arringa difensiva, critica cinematografica, saggio filosofico. Prospettiva: sviluppo di un ragionamento.
- Testi espositivi: testi che forniscono informazioni, notizie, conoscenze. Esempio: annunci, avvisi, articoli, manuali scolastici. Prospettiva: informativa.
- Testi regolativi: testi che presentano norme, regole, istruzioni con lo scopo di regolamentare azioni o comportamenti del destinatario. Esempio: foglietti illustrativi dei medicinali, ricette di cucina, istruzioni per l’uso di elettrodomestici, regolamenti, leggi. Prospettiva: prescrittivo – normativa (imperativa).
Settori della linguistica
Ortografia: il termine ortografia (dal gr. Ortographia, comp. di orthòs “retto, corretto” e -graphia “scrittura”) identifica l’insieme delle convenzioni normative che regolano il modo di scrivere in una lingua considerato corretto in un dato momento storico. In grammatica, l’ortografia è l’impiego corretto dei segni grafematici (lettere e combinazioni di lettere) e paragrafematici (interpunzione e segni come virgolette, trattini, ecc.) propri della scrittura di una lingua.
Fonetica: la fonetica linguistica è lo studio dei suoni (o foni) prodotti dai parlanti nell’atto di pronunciare una lingua. Ciò non esaurisce la totalità dei suoni che l’apparato fonatorio umano può produrre (pensiamo, per esempio, all’imitazione di voci animali, simulazione del russare, soffiare, fischiare, ecc.) Per quanto varie siano le nostre possibilità fonatorie, però, soltanto una parte dei suoni si presta a essere sfruttata nel linguaggio.
Morfologia: la morfologia è il settore della linguistica che studia la struttura interna delle parole e le relazioni fra i cambiamenti di forma e i cambiamenti di senso delle parole.
- La morfologia studia nei nomi e negli aggettivi come si esprimono i concetti di:
- Genere (in italiano maschile e femminile: gatto/gatta)
- Numero (singolare e plurale: barca/barche)
- Nei pronomi quello di:
- Persona (prima, seconda e terza: io, tu, lui/lei)
- Caso (soggetto/oggetto: io/me)
- Nei verbi anche i concetti di:
- Tempo (presente/passato/futuro: leggo/ho letto/leggerò)
- Modo (indicativo/congiuntivo/condizionale: leggo/legga/leggerai)
- Aspetto (perfetto/imperfetto: ho letto/leggevo)
- Diatesi (attiva/passiva: leggono/sono letti)
Morfologia lessicale (o derivazionale): studia invece la formazione delle parole mediante la derivazione e la composizione (da borsa: borsista, borsetta, borseggiare, portaborse). La formazione delle parole è un insieme di processi che permette di arricchire il lessico in maniera economica ed efficiente utilizzando:
- Affissi specifici aggiunti alle basi lessicali second schemi ricorrenti che possono essere:
- Prefissi: anti-, auto-, contro-, de-, iper-, maxi-, mega-, micro-, mini-, neo-, post-, pre-, ri-, s-, sotto-, stra-, super-, ultra-.
- Suffissi: -eggiare (rosseggiare), -ato (fiorato), -abile (mangiabile), -izzare (computerizzare), -ista (dentista).
- La combinazione di più parole: aereo-spia, annuncio truffa, approvazione-lampo, buono sconto, libro-confessione, pesce spada, capostazione, cassaforte, vagone letto, elemento chiave, parola chiave, cassa comune, famiglia allargata, prezzo civetta.
Sintassi
Studia la disposizione delle parole all’interno della frase e delle diverse frasi all’interno del periodo. La frase è un insieme di parole disposte intorno a un verbo di senso compiuto e autonomo. Si possono distinguere due diversi tipi di frase:
- Frase semplice (detta anche proposizione) formata da un unico verbo:
- Oggi è una bella giornata.
- Frase complessa (detta anche periodo), formata da più proposizioni collegate tra loro sullo stesso livello o su livelli diversi:
- Oggi è una bella giornata e ci sarà il sole.
Sintassi del periodo:
- Collegamento tramite coordinazione, detta anche paratassi
- Oggi è una bella giornata e ci sarà il sole.
- La coordinazione pone le frasi sullo stesso livello usano le varie congiunzioni coordinanti come e, né, o, oppure, ma e così via; o ricorrendo alla giustapposizione, cioè al collegamento tramite i soli segni di punteggiatura.
- Tuona da stamattina e da qualche ora grandina.
- Tuona da stamattina; da qualche ora grandina.
- Collegamento tramite subordinazione (detta anche ipotassi)
- Oggi è una bella giornata perché sei arrivata tu.
- La subordinazione mette le frasi su livelli diversi, per cui c’è la frase che regge (chiamata reggente o sovraordinata) da cui dipendono le varie frasi di diverso grado (chiamate subordinate o secondarie) collegate con una congiunzione o con una preposizione.
Lessico
È il complesso dei vocaboli e delle locuzioni che costituiscono una lingua, o una parte di essa, o la lingua di uno scrittore, di una scuola, o di un qualsiasi parlante.
La variazione linguistica
“Dall’audiovisivo al multimediale”
Fino alla fine degli anni Ottanta, il dominio dell’audiovisivo faceva prendere una progressiva perdita d’importanza della parola scritta a vantaggio delle varie forme di oralità secondaria. Una nuova oralità è infatti incoraggiata dal telefono, dalla radio, dalla televisione e da altri mezzi elettronici, la cui esistenza e il cui funzionamento dipendono dalla scrittura e dalla stampa. Ne deriva un grande interesse per gli italiani trasmessi: quello della televisione e dalla radio, ma anche quello del telefono.
L’analfabetismo di ritorno, cioè la tendenza della popolazione scolarizzata a perdere col tempo la capacità di scrivere, appariva una china inesorabile; la scrittura veniva data per spacciata. Nel frattempo, però, lo sviluppo della telematica ha fatto sì che l’elettronica fosse associata ad applicazioni diverse e si riferisse a una serie di operazioni svolte a distanza con la mediazione del computer.
Così il concetto audiovisivo è stato riassorbito all’interno di quello più ampio di multimedialità: fruizione integrata della comunicazione, in cui la parola scritta ha riconquistato uno spazio importante, assumendo un atteggiamento “testecentrico”. Il luogo comune vede nel progresso tecnologico un condizionamento decisivo per le forme d’espressione umana: “la tecnologia costituisce ormai la principale interfaccia con il mondo” determinismo tecnologico.
Stiamo vivendo a pieno il paradigma digitale; il diffondersi della comunicazione telematica ha significato una netta rivincita per la scrittura, verificandosi un ritorno alla conquista privata per iscritto con posta elettronica, sms e chat line.
Gli italiani trasmessi ora contemplano una vasta gamma di media scritti. L’effetto più rilevante è stato quello della desacralizzazione della scrittura, perché ora si scrive dovunque per raggiungere chiunque e comunicare comunque.
Se il testo diventa labile, la scrittura passa nella sfera dell’effimero; scripta volant, se si scrive così spesso, scrivere diventa un gesto quotidiano, a riceve non c’è un lettore istituzionale ma un amico. La scrittura si cala in una nuova dimensione di spazio e tempo: testi brevi e rapidi.
La lingua italiana come tutte le lingue non è qualcosa di monolitico e unico ma è qualcosa di estremamente vario e sfaccettato e tiene all'interno di sé una pluralità di lingue in qualche misura e soprattutto la lingua è soggetto a variazione.
- Tempo
- Spazio
- Fattori sociali
- Mezzo di espressione
- Situazione comunicativa (registri linguistici)
La variazione nel tempo
“Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti Beatrice, li quali non sapeano che si chiamare” (Dante, Vita nova I)
La variazione del tempo è detta anche variazione diacronica attraverso il tempo. L’ italiano di oggi appunto non è uguale all' italiano parlato nemmeno 10-20 e tanto più 100 anni fa e naturalmente le variazioni si fanno tanto più sensibili più si va indietro nel tempo. La distanza però riguarda anche periodi di tempo ristretti magari con cambi meno appariscenti ma che comunque noi sentiamo in quanto immersi nel nostro tempo. Alcuni cambiamenti nel linguaggio e l'italiano della comunicazione si sono sviluppati in tempi molto più brevi.
La variazione nello spazio
Italiano regionale: si intende per italiano regionale un italiano che varia su base geografica, cioè assume caratteristiche diverse a seconda dei luoghi in cui è parlato. Nella formula si riassume perciò il variare dell’aspetto dell’italiano e insieme il suo differente organizzarsi sul territorio nazionale (e, almeno, svizzero-italiano). È bene chiarire subito che in questo caso con l’aggettivo regionale non ci si riferisce propriamente alle regioni amministrative, ma a regioni linguistiche di varia estensione, e che quindi regionale vale “di una certa zona” ed equivale a locale.
- Italiano settentrionale e meridionale, Italiano di Torino e di Catania, di Milano e di Roma, etc.
Al Nord:
- Mio moroso
- La Giovanna
- Sono dietro a fare i compiti
- Mentre che vieni, compra il pane
- Non cantarla su
- Mica sono matto
Al Sud:
- Hai visto a Mario?
- Ci dissi di stare attento
- Tengo fame
- Qui non ci sta niente da fare
- Mario per Roma partì
- Professo’, dove volete anda’?
- Ti imparo l’inglese
- Esco il cane
Dobbiamo avere piena consapevolezza del tipo di italiano che stiamo usando, più formale meno connotato regionalmente o viceversa informale e che quindi può lasciare lo spazio anche a delle sfumature più regionali. Queste variazioni si intersecano tra di loro, cioè esistono degli elementi che hanno un qualcosa che li qualificano come antichi oppure come anche a seconda dei contesti finiscono per appartenere a un registro oppure l'altro e quindi è bene tenerne conto e avere sensibilità linguistica in modo tale da permetterci di capire il tipo di variazione di connotazione che hanno le varie parole e le varie costruzioni.
Una nuova dialettalità
Il diffondersi capillare dell’italofonia non ha inaridito la lingua facendone un freddo codice di comunicazione. Al contrario ha provocato nei parlanti il bisogno di registri affettivi e familiari, caratterizzati da una nuova carica di espressività. Oggi, i dialetti hanno guadagnato un nuovo spazio e una diversa funzione nel repertorio linguistico degli italiani diventando segnali di confidenza, emotività, ironia nell’uso di persone che conoscono bene l'italiano. Nel frattempo, comunque, sotto la pressione continua dell'italiano i dialetti hanno subito profonde modificazioni:
- Il primo a modificarsi è come sempre il lessico
- Tendono poi a scomparire suoni sconosciuti all'italiano come la particolare “d” del siciliano
- Sembra invece resistere meglio all’italianizzazione le strutture grammaticali
Il dialetto è regredito soprattutto in senso quantitativo. Gaetano Berruto si era azzardato a calcolare il momento della possibile morte dei dialetti intorno al 2030, rivelandosi però poi una previsione errata.
Il dialetto recupera terreno
In un intervento apparso del 2002 Berruto è ritornato sul tema dicendo che pare ora chiaro che negli anni '90 da un lato la tendenza all'abbandono della dialettofonia da parte della generalità...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Metodo Modelli
-
Modelli e tecniche di scrittura
-
Appunti completi di Modelli e tecniche di scrittura
-
Appunti completi Modelli e tecniche di scrittura