GESTIONE DEL RISCHIO C.I.
MODELLI DI PREVISIONE DELLE INSOLVENZE.
1. LE PERFORMANCE ECONOMICO-FINANZIARIE.
1.1: ALCUNE PAROLE CHIAVE.
ECONOMICO FINANZIARIO PATRIMONIALE
Riguarda le
Riguarda le attività di movimentazioni Riguarda il complesso di
consumo e reintegro di fnanziarie in entrata ed situazioni giuridiche
ricchezza da parte delle uscita generate dalle soggettive in capo alle
aziende attività poste in essere aziende
dalle aziende
GRANDEZZE FONDO (STOCKS) GRANDEZZE FLUSSO (FLOWS)
Sono misurate in un intervallo di
Sono misurate in un determinato tempo e rappresentano la
momento e rappresentano la quantifcazione di una variazione
quantifcazione di un certo ammontare intervenuta in un fondo tra due istanti
in un dato istante di tempo successivi.
FLUSSO DI
USCITA ENTRATA SOLVIBILITÀ
CASSA Capacità
Esborso di denaro Incasso di denaro Saldo algebrico tra dell’azienda di
per l’azienda in un per l’azienda in un entrate e uscite onorare i propri
dato periodo dato periodo debiti
INVESTIMENTO FINANZIAMENTO
Uscita a cui sono collegate future Entrata a cui sono collegati futuri
entrate attese rimborsi dovuto
ATTIVITÀ PASSIVITÀ PATRIMONIO
Insieme di crediti, Insieme dei debiti
investimenti mobiliari e Saldo algebrico tra
contratti dall’azienda con
immobiliari in capo attività e passività
i terzi e/o i soci
all’azienda
COSTO RICAVO REDDITO MARGINE RISULTATO
Sacrifcio di
ricchezza Nuova Risultato Risultato
sostenuto ricchezza intermedio intermedio
Saldo
dall’azienda prodotta della gestione della gestione
algebrico tra
per la dall’azienda in fnanziaria o fnanziaria o
ricavi e costi
produzione di un dato economica economica
nuova periodo aziendale aziendale
ricchezza
1.2: INFORMAZIONI, SISTEMI INFORMATIVI E CONOSCENZA.
Il processo informativo aziendale segue uno schema del tipo seguente:
Gli elementi fondamenti del processo informativo sono detti dati, ovvero
simboli utilizzati per rappresentare la realtà. I dati grezzi non hanno alcun
signifcato a meno che ad essi non venga collegato un descrittore. I descrittori
si distinguono in:
Unità di misura.
• Riferimenti.
•
Riportiamo qui di seguito alcuni esempi:
Per estrapolare informazioni utili dai dati, questi devono essere elaborati.
Vediamo alcuni esempi di elaborazione:
Con il termine informazione si intende un dato o un insieme di dati elaborati e
utilizzabili in un certo contesto decisionale per ridurre il grado di incertezza del
decisore.
Le strutture e procedure che raccolgono, conservano, elaborano e
distribuiscono i dati e le informazioni aziendali sono detti sistemi informativi.
Questi devono rappresentare con precisione e tempestività molteplici aspetti
della vita aziendale, soddisfacendo gli interessi conoscitivi di una molteplicità di
attori. In particolare si distinguono informazioni per l’accountability e
informazioni per il controllo, che sono di interesse, rispettivamente, per
differenti tipologie di attori:
Stakeholder destinatari delle informazioni per l’accountability:
• Prestatori di lavoro : i quali hanno particolare interesse nel conoscere le
◦ prospettive di redditività e di sviluppo dell’impresa, nonché la sua
dinamica di impresa.
Conferenti di capitale di rischio : i quali hanno particolare interesse nel
◦ conoscere la redditività prospettica dell’impresa, i livelli di rischio da
fronteggiare, gli eventuali progetti di aumento di capitale sociale, li
andamenti delle quotazioni in borsa.
Fornitori
: i quali hanno particolare interesse nel conoscere la solvibilità
◦ dei clienti, le prospettive di crescita o di contrazione.
Clienti : i quali hanno particolare interesse nel conoscere
◦ l’affidabilità/qualità dei prodotti, continuità dei fussi di fornitura,
assistenza tecnica post-vendita e garanzie.
Stato : il quale ha particolare interesse nel conoscere le informazioni
◦ relative all’impresa per poter applicare eque ed efficaci politiche fscali
e di incentivo allo sviluppo economico.
Stakeholder destinatari delle informazioni per il controllo:
• Amministratori : si occupano di decisioni di fnanziamento, politica dei
◦ dividendi e politiche di integrazione verticale e orizzontale.
Direttore commerciale : si occupa di politiche commerciali e di pricing.
◦ Direttore della produzione e direttore degli acquisti : che si occupano
◦ della programmazione di tempi e volumi degli approvvigionamenti e
degli ordini di lavorazione.
Direttore amministrativo : si occupa di: copertura dei rischi di cambio;
◦ gestione della tesoreria; analisi di nuove fonti di approvvigionamento.
2.3: IL BILANCIO DI ESERCIZIO.
Il bilancio di esercizio è l’insieme dei documenti contabili che un’azienda
deve redigere periodicamente, ai sensi di legge, allo scopo di perseguire il
principio di verità ed accertare in modo chiaro, veritiero e corretto la propria
situazione patrimoniale, fnanziaria ed economica al termine del periodo
amministrativo di riferimento.
Il bilancio di esercizio è composto dai seguenti documenti:
Stato patrimoniale : defnisce la situazione patrimoniale ad una certa
• data di un’impresa (perciò contiene solo grandezze stock di natura
fnanziaria) ed esprime, in termini monetari, l’equilibrio patrimoniale:
A=P+ N A=attività , P= passività , N netto
⏟ ⏟
=capitale
➢ Investimenti Finanziamenti
Viene, quindi, solitamente esposto in sezioni divise e contrapposte, una
per l’attivo e una per il passivo. Nello stato patrimoniale defnito dal
legislatore (stato patrimoniale civilistico) , le voci dell’attivo sono
classifcate per natura (per crediti verso soci per versamenti ancora
dovuti) , per destinazione (per immobilizzazioni e attivo circolante) . In
via marginale viene usata anche il criterio fnanziario. Le voci del
passivo sono classifcate per natura, e viene usato in via marginale
anche il criterio fnanziario.
Conto economico : evidenzia il risultato economico d’esercizio (utile o
• perdita) del periodo di riferimento del bilancio. Per costruzione contiene
principalmente grandezze fusso di natura economica ed esprime il
cosiddetto equilibrio economico (deve valere nel medio-lungo periodo) :
.
r , r=componenti positivi di reddito , c=componenti negativi di reddito
>c
➢
Ha forma scalare (e non a sezioni divise e contrapposte come lo stato
patrimoniale) . Nel conto economico defnito dal legislatore (conto
economico civilistico) , i costi sono suddivisi per natura. In particolare
si distinguono:
a) Gestione operativa: insieme di operazioni fnalizzate alla produzione
e alla vendita di beni/servizi e al funzionamento dell’azienda. A sua
volta si distingue in:
I. Gestione caratteristica : operazioni relative ai settori nei quali
tipicamente l’impresa opera.
II. Gestione accessoria : operazioni relative a settori nei quali
occasionalmente l’impresa opera per investire eccedenze di
denaro.
b) Gestione extra-operativa: si ricava in via residuale dalla gestione
operativa e riguarda i processi di fnanziamento diretto, eventi non
prevedibili e i rapporti con lo stakeholder Stato. A sua volta si
distingue in:
I. Gestione fnanziaria : operazioni fnalizzate ad ottenere credito da
banche ed altri intermediari fnanziari.
II. Gestione straordinaria : accadimenti imprevedibili che producono
conseguenze positive o negative per l’impresa.
III. Gestione fscale : imposte e tasse.
Rendiconto fnanziario : documento di natura fnanziaria in cui
• l’azienda riassume tutti i fussi di cassa avvenuti nel periodo oggetto di
rendicontazione, distinguendo tra fonti (che comportano un incremento
delle risorse fnanziarie) e impieghi (comportano un decremento delle
risorse fnanziarie) . La seguente relazione deve valere in ogni istante:
.
f , f , i=impieghi
≥i =fonti
➢
Contiene perciò solo grandezze fusso di natura fnanziaria.
Nota integrativa : ha il compito di integrare tutte le informazioni
• contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico.
Vediamo qui di seguito gli schemi di conto economico e stato patrimoniale
civilistici:
2.4: GLI INDICI DI BILANCIO.
Gli indici di bilancio sono quozienti tra diverse grandezze di stato
patrimoniale e conto economico. L’analisi per indici, detta anche analisi
statica, viene svolta per valutare lo stato di salute dell’azienda e per la
programmazione e il controllo della gestione futura. Gli indici si distinguono in:
Indici strutturali: servono per analizzare la struttura del patrimonio
• dell’azienda, cioè la composizione delle fonti, degli impieghi e le relative
correlazioni.
Indici patrimoniali: servono per analizzare la capacità dell’azienda di
• essere solvibile nel medio-lungo periodo.
Indici fnanziari: servono per analizzare la capacità dell’azienda di
• raggiungere e mantenere un equilibrio fnanziario nel breve periodo.
Indici di redditività: servono per analizzare l’attitudine dell’azienda a
• conseguire risultati economici positivi nel tempo.
Alcuni indici di bilancio, quelli costruiti come quozienti tra grandezze fusso e
grandezze stock necessitano di una particolare procedura preliminare detta
flussizzazione, la quale consente di confrontare, appunto, grandezze stock e
grandezze fusso, sostituendo al valore stock (fnale o iniziale) posto a
denominatore, una misura media rappresentativa della giacenza del fondo nel
periodo di tempo considerato.
Per la costruzione degli indici di bilancio è quasi sempre necessario utilizzare
quantità ricavabili dai bilanci riclassifcati, per cui rimandiamo alle appendici A
e B.
2.5: L’ANALISI DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA.
Gli indici per l’analisi della redditività complessiva si prefggono lo scopo di
esaminare l’aspetto economico-reddituale della gestione nel suo complesso. La
costruzione degli indici appartenenti a questo flone di analisi richiede l’utilizzo
di dati esposti sia nel conto economico, sia nello stato patrimoniale
riclassifcati. A causa di tale natura eterogenea, ai fni del calcolo di questi
indici è necessaria la procedura di fussizzazione.
Prima di analizzare nel dettaglio i vari indici vediamoli riassunti nel seguente
schema:
Con:
RN
- = Risultato netto di periodo
N̄
- = Capitale netto medio di periodo
ROG
- = Risultato operativo globale del periodo
K̄
- = Valore totale dei fnanziamenti/investimenti medi del periodo
OF
- = Oneri fnanziari del periodo
T̄
- = Finanziamenti di terzi medi del periodo
V
- = Ricavi di vendita del periodo
Cominciamo quindi a descrivere questi indici nel dettaglio.
Indice di redditività del capitale proprio (ROE): mostra, in termini
• percentuali, il “ritorno” ottenuto dai soci sul capitale investito
nell’impresa.
RN ROG K̄ RN
ROE= = ⋅ ⋅
➢ N̄ K̄ N̄ ROG
Nelle aziende for-proft, il ROE indaga la capacità dell’azienda di
conseguire l’obiettivo di remunerare adeguatamente il capitale di rischio.
Tanto più è elevato e tanto più è soddisfacente la situazione sotto
l’aspetto economico. Il livello di performance espresso dal ROE è tuttavia
da intendersi come convenzionale per almeno tre motivi:
1) Deriva direttamente dalle risultanze di bilancio per cui ne rifette i
limiti informativi.
2) Il tasso di remunerazione per i soci viene determinato considerando
tutto l’utile e non solo la parte di utile che sarà destinata ad essere
erogata attraverso i dividendi.
3) Il capitale netto non è sempre espressivo dell’effettivo livello di
investimento operato dai soci.
Indice di redditività del capitale investito (ROIg): esprime in termini
• percentuali in quale misura l’azienda ha saputo far rendere il capitale da
essa complessivamente investito (quindi sia rispetto al circuito degli
investimenti caratteristici, sia rispetto a quello degli investimenti
accessori) . Si tratta di un indice di fondamentale importanza, in quanto
fornisce la misura sintetica della capacità dell’impresa di saper investire
in condizioni di adeguata remuneratività:
ROG .
ROIg=
➢ K̄
Rapporto d’indebitamento (RI): esprime il grado di indebitamento di
• un’azienda. Nello schema precedente lo abbiamo ricavato come rapporto
tra il valore totale dei fnanziamenti/investimenti medi del periodo e il
capitale netto medio di periodo (questa formulazione è detta forma
indiretta) :
K̄
RI =
➢ N̄
In questa forma l’indice assume valori che vanno da 1 (situazione teorica
in cui la totalità dei fnanziamenti medi aziendali deriva dai fnanziamenti
propri) in poi. In tal senso, l’indice ha sempre un effetto moltiplicativo. In
realtà esiste anche un’altra formulazione (forma diretta) in cui a
numeratore si inseriscono solamente i fnanziamenti medi di terzi:
T̄
RI =
➢ N̄
In questa forma l’indice assume ancora valori positivi, ma che possono
anche essere minori di 1.
Indice di incidenza della gestione extra-operativa sul risultato
• netto (IGEXOP): evidenzia sinteticamente il peso che i componenti
economici esterni ai circuiti di investimento hanno avuto nel determinare
il risultato netto di periodo:
RN
IGEXOP=
➢ ROG
Sapendo che, in relazione allo schema generale di riclassifcazione del
conto economico, il risultato netto (RN) rappresenta l’esito che si ottiene
sommando algebricamente il risultato operativo globale (ROG) , gli oneri
fnanziari (OF) e i componenti economici straordinari e fscali, l’indice in
oggetto può essere scomposto per cogliere gli effetti individuali di queste
componenti sul ROG:
RN ROG−OF Straord .−Tax OF Comp . Straord . Tax
±Comp.
IGEXOP=
➢ = =1− ± −
ROG ROG ROG ROG ROG
Indice di onerosità dei fnanziamenti di terzi (ROD): valore che, se
• espresso percentualmente, mostra una sorta di tasso di interesse medio
che l’azienda corrisponde per l’utilizzo di fnanziamenti di terzi:
OF
ROD=
➢ T̄
Occorre precisare che tale tasso di onerosità risulta sistematicamente
sottostimato, in quanto è convenzionalmente determinato in maniera
“incoerente”, poiché al numeratore sono considerati unicamente gli oneri
fnanziari espliciti, mentre al denominatore compaiono tutti i
fnanziamenti da terzi (quindi anche quelli indiretti, costituiti ad esempio
dai debiti nei confronti dei fornitori) . Tuttavia, l’indice in oggetto viene
determinato in questo modo poiché per un analista esterno (che non può
accedere a tutte le informazioni di bilancio rilevanti di un’azienda) è
impossibile scorporare i fnanziamenti indiretti.
Indice di incidenza degli oneri fnanziari sul fatturato (IOFF): con
• riferimento ai componenti economici di competenza del periodo, l’indice
in questione evidenzia in termini percentuali quanto parte dei ricavi netti
di vendita sono “assorbiti” dagli oneri fnanziari espliciti:
OF
IOFF=
➢ V
Pur riconoscendo il diretto legame dell’indice con l’analisi della
redditività, talvolta esso viene collocato nell’ambito dell’analisi della
solidità patrimoniale (che tratteremo a breve) , stanti le connessioni
dell’indice stesso con aspetti che concernono la durabilità dell’azienda
nel tempo. Infatti l’IOFF può essere scomposto come segue:
T̄ T̄ K̄
IOFF=ROD⋅ =ROD⋅ ⋅
➢ V K̄ V
In questa formulazione troviamo il ROD precedentemente analizzato, e
altri due fattori moltiplicativi:
Indice di incidenza dei fnanziamenti da terzi sul capitale : indice
a) utilizzato in analisi della solidità patrimoniale, che esprime il “peso”
dell’indebitamento sul totale del capitale acquisito/investito, e quindi
rappresenta il grado di dipendenza dell’azienda dall’indebitamento:
T̄
➢ K̄
Indice di incidenza del capitale sul fatturato : formalmente si tratta del
b) reciproco della indice di rotazione del capitale investito (utilizzato per
l’analisi della redditività caratteristica, che tratteremo a breve) e il suo
signifcato è analogo a quest’ultimo: misura l’efficienza dell’impresa
nell’impiegare la proprio struttura produttiva, facendo “ruotare” i
propri investimenti attraverso i ricavi. Tanto maggiori sono i ricavi (V)
rispetto al capitale, tanto più l’azienda è efficiente in questo senso:
K̄
➢ V
2.6: LA LEVA FINANZIARIA.
Il ROD non compare nella relazione matematica precedentemente proposta per
ricavare il ROE, tuttavia incide in modo determinante sulla redditività netta. Ciò
si comprende già intuitivamente rapportandolo al ROIg. Infatti se il tasso di
redditività degli investimenti aziendali (del capitale investito) è superiore al
tasso di onerosità dei fnanziamenti da terzi, emerge un differenziale positivo
fra quanto “rende” e quanto “costa” il capitale ottenuto dai terzi. Differenziale
che va a plusremunerare il capitale di pertinenza dei soci.
In sostanza, quindi, al verifcarsi della condizione è possibile “fare
ROIg> ROD
leva” sull’indebitamento per migliorare il tasso di redditività netta (ROE) .
Questo fenomeno viene defnito leva fnanziaria. Per comprendere tale
fenomeno è necessaria un’ulteriore scomposizione del ROE, basata su alcuni
risultati intermedi del conto economico riclassifcato e sull’ipotesi di assenza di
componenti straor
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