Lezione 1
Koch è un medico che ha teorizzato i suoi postulati che si posizionano in
un’epoca in cui c’è stata la scoperta dei microrganismi e la correlazione tra
essi e le patologie in modo più specifico; si vede quindi il microrganismo
Metchnikoff
come un qualcosa da eliminare. Nell’inizio del 900 ha scoperto i
macrofagi e inoltre ha teorizzato per la prima volta la presenza di
microrganismi in grado di prolungare la vita umana e dare un beneficio.
L’essere umano/animale interagisce con i
microrganismi e questa interazione avviene con
la compartecipazione di diversi fattori:
- Genetici e biologici sia dell’uomo che
microrganismo
- Fisici e ambientali può essere anche
considerato l’alimento
- Ecologici
- Politici, sociali ed economici
Gli organismi superiori (pluricellulari membri del
olobionti:
regno plantae e animalia) sono non
può esserci un organismo superiore capace di
svolgere il proprio metabolismo in modo sano
senza compartecipazione dei microrganismi.
L’ospite deve vivere per forza in associazione con i microrganismi e l’insieme
dei due genera l’olobionte, che è un’unità ecologica singola. L’evoluzione
agisce con la pressione selettiva sull’olobionte, ossia sia su microrganismi
che su essere umano. I microrganismi che si trovano nell’uomo non sono
casuali, bensi specifici. C’è un interazione tra ospite e microrganismi e
l’evoluzione ha agito perché l’ospite sia affine al microbiota.
L’olobionte è un super organismo ed è stato teorizzato inizialmente da
Margulis, che ha teorizzato anche il concetto di ologenoma, ossia l’insieme
del genoma dell’uomo ma anche del microbiota. Si sono sviluppate teorie
olobiontiche ologenomiche.
e
Microbiota indica tutte le cellule microbiche presenti e viventi
in un habitat specifico. Nell’uomo abbiamo differenti
microbiota, cosi come nei vari ambienti che non sono l’uomo.
microbioma
Differente è che ha due possibili definizioni:
- Insieme dei geni e del materiale genetico del microbiota
(somma dei geni di tutti i microrganismi in una nicchia
ecologica)
- Ecosistema microbico nel suo complesso (tutte le cellule,
metaboliti, interazioni, prodotti dei microrganismi di un
ecosistema microbico)
Microbiota: quali e quanti microrganismi si trovano in un
habitat
Microbioma: come dire ecosistema, si intende anche il genoma
1
I microrganismi sono organismi viventi che appartengono principalmente a 3
regni: Protista, monera e fungi; nella classificazione americana si aggiunge
anche la classificazione archea e bacteria (che appartengono entrambi ai
monera). Gram-
Gram - Gram +
Gram + 2
epiteto specifico e uno
Tutti gli organismi viventi vengono definiti su un
generico, Genere specie nomenclatura binomiale.
ossia e ed è la
La tassonomia (attività di dare nomi e raggruppare i microrganismi in taxa)
non si limita a genere e specie, ma prevede diversi livelli tassonomici, ossia
ceppo
diversi raggruppamenti. In ogni ambito di microbiologia applicata il è
molto importante; non si tratta di un livello tassonomico, ma é un insieme di
cellule microbiche teoricamente originate da un’unica cellula genitrice con
cui condividono lo stesso patrimonio genetico. Molte proprietà probiotiche
sono applicabili al ceppo e non a livello tassonomico; il ceppo non deve
avere mutazioni nel tempo. Nella stessa specie ci sono ceppi molto differenti
da altri, fino ad avere un alto grado di biodiversità.
Il phylum è molto usato nel mondo della descrizione degli ecosistemi in
ecologia microbica
Nell’uomo abbiamo diversi siti in cui i batteri si sviluppano e abbiamo diversi
microbiota, con una differente quantità di batteri, ma anche con diverse
divisioni in differenti %.
Nell’intestino ci sono 10^13-10^14 cellule batteriche.
L’intestino umano è molto rilevante per la salute per alcuni motivi
fondamentali, ossia si tratta della nostra finestra verso l’esterno di lunghezza
molto elevata, inoltre c’è una separazione molto leggera verso l’esterno
perché c’è un singolo strato di enterociti. L’intestino è un ambiente
eterogeneo perché é fatto da diverse nicchie ed ecosistemi che sono diversi
in termini di pH, ma anche di disponibilità di ossigeno e questi due aspetti da
soli generano una differenza di microrganismi. 3
Quando i probiotici raggiungono l’intestino raggiungono un vero e proprio
microbiota intestinale,
“organo aggiuntivo” del corpo umano, ossia il che
offre una serie di servizi all’uomo al punto tale da poter essere definibile
come un organo. I microrganismi nell’uomo vivono con essi in uno stato di
simbiosi e infatti, come visto nei topi, l’essere superiore non è in grado di
svilupparsi in modo adeguato se non sono presenti (non sviluppa il sistema
immunitario, ha problemi nella raccolta di vitamine, non ha protezione e
inoltre va incontro a morte precoce). Le funzioni del microbiota intestinale nei
confronti dell’uomo sono diversi:
1. Fa effetto barriera
2. Regola la maturazione del sistema immunitario
Ci sono diversi recettori (come i TLR) che riconoscono dei fattori batterici
(MAMP) che vanno a determinare lo sviluppo del sistema immunitario, sin
dal momento della nascita
3. Regolazione motilità intestinale
4. Produzione di vitamine (K, B)
5. Modulazione dell’effetto degli alimenti sull’ospite
Ciò che noi introduciamo con gli alimenti ha un effetto sull’essere umano
mediato dai microrganismi
Il ruolo del microbiota intestinale ha effetto principalmente sui carboidrati che
sono prodotti dall’ospite stesso (mucina e sfingolipidi) ma soprattutto fibra
alimentare (molecole introdotte con la dieta non digerite che raggiungono il
colon); il risultato del metabolismo della fibra è la produzione di molecole tra
le quali ci sono gli acidi grassi a corta catena (butirrato, propionato ed
acetato). 4
Gli acidi grassi a corta catena sono il prodotto finale del catabolismo dei
batteri intestinali; fibra= fonte di energia di carbonio, che viene usato per il
metabolismo dei batteri intestinali che la fermentano dando come risultato la
fermentazione.
produzione di acidi organici attraverso la
Il microbiota intestinale media il ruolo degli alimenti con effetti sulla salute
umana: ciò che introduciamo con la dieta raramente ha un effetto
direttamente sulla dieta, ma avviene prima un metabolismo, ma molte
mediato
molecole introdotte hanno un effetto sull’essere umano
necessariamente dal microbiota.
Probiotici
Con i probiotici noi agiamo in modo mirato sul microbiota, possiamo quindi
modularlo ed avere un effetto finale sulla salute dell’ospite. È uno degli
strumenti più efficaci per modificare il microbiota, quindi per prevenire e
curare alcune malattie.
L’approccio probiotico (migliorare la salute umana con l’uso di probiotici)
nasce da tempi in cui non si conoscevano con esattezza i microrganismi, ma
usando gli “elisir di lunga vita” che in realtà erano dei lassativi, in seguito ai
quali sono stati introdotti dei lavaggi intestinali e quindi già si conosceva
come la salute fosse legata all’intestino.
Metchnikoff ha creato un testo “the prolungation of Life” nel 1907, in cui
esprimeva come nell’intestino c’è una flora che é estremamente importante
nel causare la senilità, ossia riteneva che l’uomo dovesse vivere oltre 100
anni, ma c’è un raccorciamento nella nostra vita dovuto ad un
avvelenamento cronico perché nell’intestino umano si era evoluto il colon
che ha come scopo l’immagazzinamento degli alimenti, ma questo processo
di mantenimento degli alimenti determinava processi di putrefazione degli
alimenti stessi che andava a determinare un avvelenamento cronico; nel libro
ha fatto anche esempi degli animali in cui esprimeva come gli uccelli terrestri
abbiano sviluppato un colon maggiore rispetto a quelli che vivono a contatto
con l’acqua e si è ridotta la loro vita. Metchnikoff conclude il ragionamento
dicendo che è possibile evitare questa riduzione della vita proponendo
l’utilizzo di batteri lattici produttori di acido lattico e ha trovato un alimento
yogurt
che è lo (che si è diffuso in occidente a seguito a questo libro). Da qui
si è iniziato a pensare all’utilizzo di probiotici.
Henry Tissier era un pediatra nel 1900 che studiava la diarrea infantile e ha
pubblicato nelle sue pubblicazioni il fatto che i bambini sani presentavano
questi batteri con una forma bifida che erano assenti nei bambini malati. Da
Lactobacillus bifidum
questo studio isolo questo batterio che chiamo che ad
bifidobacterium bifidum;
oggi è il ha somministrato questo batterio nei
bambini malati e ha visto come effettivamente la malattia veniva curata più
facilmente. Ciò che diceva è corretto se si pensa a ciò che succede nel
nostro microbiota dal momento della nascita fino alla crescita: nel momento
appena successivo alla nascita c’è una fase in cui sono presenti soprattutto
bifidobatteri che sono molto importanti per lo sviluppo del sistema
immunitario e per la salute di essi. 5
Gli oligosaccaridi del latte materno sono degli oligosaccaridi che non sono
bifidogenici,
idrolizzati dagli enzimi dell’uomo, ma sono fattori ossia in
particolare aiuta lo sviluppo di bifidobatteri perché essi presentano nel loro
genoma molti geni che codificano per l’utilizzo degli oligosaccaridi del latte
materno, quindi essi sono selettivi per lo sviluppo del bifidobatterio. Non si
conosce con esattezza da dove questo batterio derivi, si può pensare dalla
vagina della madre, oppure dal latte materno attraverso la ghiandola
mammaria, quindi c’è chi ritiene che il bifidobatterio è presente nell’intestino
della madre e poi migra nella ghiandola mammaria attraverso il sistema
linfatico.
Il vero padre dei probiotici potrebbe essere anche un uomo bulgaro (Stamen
bacillus bulgaricus
Grigorov) nel 1905 che fu colui che per primo ha isolato il
e fu il primo a portare verso lo sviluppo a livello mondiale dello yogurt.
Yakult
Il primo prodotto probiotico creato è stato lo che é un latticello in cui è
L. Paracasei,
presente che é in commercio a partire dal 1935. La diffusione
nel mondo occidentale di questi prodotti probiotici è partito negli anni 80 con
i prodotti Activia e a partire dagli anni 2000 lo sviluppo di questi prodotti è
diventato enorme per via dell’interesse sempre maggiore.
La parola probiotico non è di origine latina, bensi è un ibrido linguistico con
origine latina (pro) e greca (bios) e la definizione è stata data dalla FAO.
Lezione 2
Simbiosi può avere un accezione più ampia ossia qualsiasi microrganismo
che ha un rapporto con altri microrganismi e quindi tutte le forme di rapporti
tra i microrganismi ci rientrano.
Nello yogurt ci sono S. Termophilus e L. Delbrueckii subsp. bulgaricus e
sinergismo protocooperazione
vivono in o perché hanno un rapporto positivo
tra di essi, ma sono in grado di sopravvivere da soli. Il tipo di ceppo e il tipo
di latte usato per lo yogurt possono andare a portare differenze nel rapporto
tra i due microrganismi.
La parola probiotico compare per la prima volta in una pubblicazione del
1956, ma con un significato differente da quello attuale poiché intendeva 6
unaqualsiasi organismo o molecola che andava a portare un miglioramento
nella vita di altri organismi. La parola è un ibrido linguistico greco e latino. La
definizione di probiotico è nata dall’opinione di numero esperti negli anni 90
in un convegno della FAO.
Probiotici: microrganismi vivi che, se consumati in adeguata quantità,
conferiscono beneficio alla salute dell’ospite
Il documento di riferimento ad oggi da un punto di vista filosofico sono
ancora le linee guida FAO del 2002. In Italia questa definizione ha una
legale
valenza di tipo a tutti gli effetti perché nel 2005 è stato fornito un
ministero dalla salute linee guida probiotici e
documento dal che sono le
prebiotici. probiotico
Con tale documento si esplicita che non è sinonimo di
fermento lattico.
Il probiotico viene indicato come microrganismo vivo e vitale che conferisce
beneficio alla salute dell’ospite quando consumati in adeguate quantità
come parti di un alimento o di un integratore.
Col termine vivo si intende che un microrganismo può riprodursi e fare
colonie in un determinato terreno, con vitale si intende che ha un’attività
metabolica funzionale. Vengono però posti anche confini precisi nei quali
bisogna “stare” quando si parla di un probiotico: in Europa il modo corretto
di usare la parola probiotico è solo e soltanto quando siamo nel mondo di
alimenti o integratori alimentari. A preoccuparsi della sicurezza e dei claims
di alimenti e probiotici è l’EFSA. curare una
Nel momento in cui sono usati farmaci con microrganismi vivi per
malattia non si parla di probiotici.
!!! Differenze tra definizione FAO e Italiana
I documenti della FAO sono 2 avevano una finalità comune che definiscono
requisiti minimi necessari per definire un probiotico. Il più grosso
cambiamento attuale è dovuto al fatto che ora si può ottenere il genoma
completo di un certo batterio.
In merito alle linee guida si fa riferimento anche a un documento fatto nel
2017 da numerosi esperti (gli stessi convocati dalla FAO). In questa
consensus statements,
pubblicazione è stato creato il che è un documento in
cui sono state date modificazioni:
1. Modificazione della definizione ufficiale inglese
2. Specificazione che ci fa capire cosa è probiotico realmente o no
Quindi tutti i microrganismi che si trovano all’interno degli alimenti, se hanno
ruolo positivo sul nostro organismo, sono probiotici?
Lee C-H nel 2004 ha scritto in una sua pubblicazione che “molti prodotti
alimentari fermentati tradizionali stanno ricevendo crescente attenzione per i
loro effetti positivi sulla salute e capacità di prevenire malattie. Si
accumulano evidenze scientifiche circa gli effetti fisiologici di questi
prodotti”. Nel nostro paese possiamo vedere come i microrganismi lattici si
trovano molto spesso in formaggi, ma anche microrganismi che si trovano
nelle olive, cetrioli, natto, ecc che sono tutti prodotti fermentati e contengono
batteri lattici. Anche il Kefir è un prodotto tradizionale che contiene un mix 7
enorme di microrganismi con moltissimi batteri lattici che sono ritrovabili
normalmente nei prodotti probiotici.
Quindi Lee C-H ha supposto che alla luce della definizione della FAO i
prodotti fermentati possono essere considerati a tutti gli effetti come prodotti
probiotici.
Lo yogurt prevede la fermentazione del latte con solo due microrganismi,
ossia S. Termophilus e L. Delbrueckii subsp. bulgaricus, e sono anche
stabiliti i valori minimi di 10^7 UFC/g, e ognuno dei due deve essere
presente almeno in quantità di 10^6 UFC/g. Una prima critica alla possibile
probioticità dello yogurt è che si ritiene che i microrganismi dello yogurt non
superano la barriera dello stomaco rimanendo vivi; questo è stato però
smentito perché in uno studio si sono trovate prove che questi microrganismi
rimanessero vivi all’interno dell’organismo nelle feci in molti soggetti, ma
anche una riduzione di Enterobacteriocee (E. Coli, pseudomonas, shigella,
ecc.) e aumento dell’attività B-galattosidasica (positivo perché permette al
batterio di usare il lattosio), ma nessun effetto significativo su attività β-
glucuronidasica, azoreduttasica e sul profilo in SCFA.
Un altro studio ha visto come nello yogurt si è visto lo stesso effetto sulla
diarrea nei bambini se paragonato al prodotto probiotico con S. Cerevisiae
(ceppo Boulardi).
La B-glucuronidasi è un’attività che va contro al processo di
glucuronidazione, che consente di rendere meno tossiche delle molecole
attraverso un aumento della solubilità della stessa; se c’è questa attività
enzimatica viene rotto il legame e la molecola xenobiotica rimane più a lungo
all’interno del nostro organismo.
L’azoreduttasi è un’attività enzimatica negativa perché può portare alla
formazione di ammine aromatiche mutagene e quindi effetto cancerogeno.
Lo yogurt non è probiotico per 2 motivi:
- Motivo microbiologico: quando si parla di proprietà probiotiche bisogna
fare riferimento al prodotto con all’interno uno specifico ceppo.
Lo yogurt è una categoria di prodotti con all’interno diversi tipi di ceppi
Non si può generalizzare.
selezionati da ogni differente azienda.
- Motivo legale: i probiotici sono novel food, mentre lo yogurt non rientra nel
regolamento dei novel food, bensi ha una sua legge specifica ed è un
alimento tradizionale. migliorazione
Esiste una caratteristica positiva fornita dallo yogurt, ossia una
della digestione del lattosio perché tutti i batteri di L. Bulgaricus hanno la B-
galattosidasi. Se io ho un latte fermentato con effetto probiotico non lo
fermentato
chiamo yogurt perché é un prodotto tipico, bensi “latte
probiotico” che mi dà anche un claim a livello italiano.
Il consumo dei probiotici prima del 1997 non era considerato significativo e
non vi erano degli specifici regolamenti e sono quindi inseriti tra i novel food.
In un ambito più tecnico-scientifico sono stabiliti dei confini per i probiotici
all’interno del consensum statement e ven
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Microrganismi Probiotici
-
Microrganismi probiotici
-
Microrganismi Probiotici - appunti 2
-
Appunti completi Nutrizione e microrganismi: infezioni e fermentazioni