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Microeconomia

Introduzione

L'economia è la scienza che studia il modo in cui all'interno della società gli individui, le imprese e le autorità pubbliche compiono delle scelte. Le scelte sono necessarie in quanto i beni ed i servizi desiderati, nonché le risorse disponibili, sono inevitabilmente scarsi.

Le quattro domande fondamentali che l'economista si pone in merito ad ogni sistema economico sono:

  • Che cosa viene prodotto ed in quali quantitativi?
  • In che modo sono prodotti i diversi beni?
  • Per chi si realizza la produzione?
  • Chi prende le decisioni economiche ed attraverso quali processi decisionali?

I sistemi dei maggiori paesi industriali sono ad economia mista. Questa è il risultato di un insieme di processi decisionali pubblici e privati: si basa fondamentalmente sull'interazione a livello privato fra individui ed imprese, tale da rispondere alle quattro domande fondamentali. Anche lo Stato ha un ruolo importante, da bilanciare opportunamente col settore privato.

Il termine mercato descrive ogni generica situazione in cui avviene uno scambio. In un'economia di mercato gli individui, le imprese e le autorità pubbliche interagiscono sul mercato dei prodotti, su quello del lavoro e su quello dei capitali.

Gli economisti usano modelli per studiare il modo in cui i sistemi economici funzionano e per fare previsioni circa ciò che accadrà se si modifica una qualche variabile. Un modello si esprime tramite equazioni o parole, ed è finalizzato a rappresentare le caratteristiche essenziali di un particolare fenomeno.

Se due variabili tendono a variare insieme in una direzione prevedibile si dice che tra le due esiste una correlazione. La semplice esistenza di una correlazione non dimostra però che un fattore causi la variazione dell'altro. È possibile che altri fattori influenzino entrambi.

L'economia positiva studia il modo di operare dei sistemi economici. Le divergenze di opinione nascono da differenti punti di vista circa il modello più appropriato per rappresentare un sistema economico o un singolo mercato, o circa la rilevanza quantitativa di alcune relazioni tra grandezze che caratterizzano il modello.

L'economia normativa studia l'auspicabilità di diverse misure di politica economica. Le divergenze di opinione possono essere generate da differenze nei valori attribuiti ai diversi costi e ai diversi benefici derivanti dalle diverse misure di politica economica.

La microeconomia è lo studio particolareggiato dei mercati dei prodotto, del lavoro e dei capitali. Essa tratta del comportamento delle singole unità (imprese, famiglie, individui) che compongono il sistema economico.

La macroeconomia studia in grande il funzionamento dell'economia come un tutto, soprattutto l'andamento di grandezze aggregate come il tasso di disoccupazione, l'inflazione, la crescita.

Il modo di pensare degli economisti

Il modello base di concorrenza rappresenta l'interazione sui mercati concorrenziali di individui razionali che agiscono nel proprio interesse e di imprese che massimizzano il proprio profitto.

La motivazione del profitto e la proprietà privata forniscono agli individui ed alle imprese razionali un incentivo a lavorare molto ed in modo efficiente. I diritti di proprietà mal definiti o limitati possono condurre a comportamenti inefficienti.

La società si trova spesso a dover operare una scelta fra efficienza, che richiede l'esistenza di incentivi che consentano agli individui ed alle imprese di ricevere benefici in proporzione alla prestazione, ed uguaglianza, che implicherebbe che tutti possano avere livelli di benessere più o meno simili.

Il sistema dei prezzi in un'economia di mercato rappresenta un modo di allocare beni e servizi. Altri metodi prevedono il razionamento per mezzo di code, lotterie o buoni.

L'insieme delle alternative disponibili rappresenta quali scelte sono possibili all'individuo. I vincoli di bilancio ed i vincoli di tempo consentono di definire tale insieme. Entrambi individuano un trade-off tra la quantità di una cosa a cui si deve rinunciare e la quantità di un'altra che si può ottenere in cambio.

Il trade-off è dato dal prezzo relativo, ovvero il rapporto tra i prezzi di un bene e dell'altro bene. Il "costo" di un'unità in più di un determinato bene è dato da quanto occorre cedere di un altro bene per ottenerla.

La curva delle possibilità produttive definisce l'insieme delle alternative disponibili ad un'impresa o una collettività, rappresentando la possibile combinazione di beni che essa può produrre. Se produce al di sotto della propria curva delle possibilità produttive essa è detta inefficiente, poiché avrebbe potuto produrre una quantità maggiore di uno dei due beni senza dover produrre una quantità minore dell'altro.

Nella curva delle possibilità produttive vige il principio generale dei rendimenti decrescenti: aggiungendo successive unità di un qualunque input ad un ammontare fisso degli altri input il prodotto aumenta ma in misura via via minore.

È detto costo opportunità il costo attribuibile all'uso di una qualunque risorsa, che si misura considerando quello che si ritiene il migliore tra i possibili usi alternativi della risorsa stessa.

Un costo non recuperabile è una spesa sostenuta in passato che non può essere recuperata, qualunque sia la decisione presa nel presente. Coloro che operano scelte razionali ignorano questo tipo di costi.

La maggior parte delle decisioni economiche tengono conto delle scelte al margine, confrontando il costo marginale di un'azione (derivante dall'aumentare l'intensità dell'azione stessa) con i benefici marginali derivanti da quella stessa azione.

Sono elementi fondamentali di una scelta razionale:

  • L'identificazione dell'insieme della alternative disponibili.
  • La definizione del trade-off.
  • Il calcolo dei costi, considerando i costi opportunità, i costi non recuperabili ed i costi marginali.

Lo scambio

L'interdipendenza economica genera benefici per individui ed imprese, sia quando si considerano gli scambi all'interno di un paese, sia quando si considera lo scambio internazionale.

Sia gli individui che i paesi migliorano la propria posizione attraverso lo scambio volontario. I vantaggi sono limitati se esistono solo possibilità di scambi bilaterali (scambi fra due sole parti), possono essere molto grandi quando lo scambio avviene, invece, su base multilaterale (scambio fra numerose parti).

In base al principio dei vantaggi comparati i paesi dovrebbero esportare i beni i cui costi di produzione sono relativamente bassi.

La specializzazione tende ad aumentare la produttività per tre motivi:

  • Risparmio del tempo necessario ad un lavoratore per passare da una mansione produttiva ad un'altra.
  • I lavoratori che ripetono una mansione diventano più abili nel realizzarla.
  • La specializzazione crea un ambiente favorevole all'innovazione.

Si parla di vantaggio assoluto per chi possiede superiori capacità produttive, ma in base al vantaggio comparato individui e nazioni si specializzano nella produzione di beni in cui sono relativamente, non assolutamente, più efficienti.

Il vantaggio comparato può derivare da:

  • Dotazione naturale di risorse di carattere geofisico.
  • Dotazione acquisita di risorse, capitale fisico ed abilità umane sviluppate.
  • Superiorità nelle conoscenze, vantaggi tecnologici casuali o derivati da scelte di politica economica.

Specializzazione, che può creare vantaggi comparati tra paesi che per tutti gli altri aspetti sono simili.

Lo scambio volontario crea dei vantaggi. Sia lo scambio tra individui, sia quello tra paesi genera vantaggi per tutti coloro che vi partecipano. Lo scambio consente alle parti di specializzarsi nelle attività nelle quali esse hanno dei vantaggi comparati.

Esiste un'importante differenza fra lo scambio fra nazioni e quello fra individui. Con lo scambio internazionale alcuni individui all'interno di un paese posso effettivamente essere danneggiati, sebbene in linea di principio coloro che si avvantaggiano del commercio internazionale sarebbero in grado di compensare coloro che sono danneggiati, una tale compensazione avviene di fatto raramente. Per questo motivo, nonostante lo scambio internazionale faccia aumentare il reddito nazionale, le paure circa la perdita di posti di lavoro e le riduzioni salariali dei lavoratori non specializzati generano spesso atteggiamenti proibizionistici.

Domanda, offerta e prezzi

Il prezzo di un bene o di un servizio è ciò che si deve cedere per ottenerlo in cambio. Quando le forze di offerta e di domanda operano liberamente, il prezzo misura la scarsità del bene.

Tramite i prezzi i soggetti che operano sul mercato comunicano gli uni con gli altri, il prezzo è determinato da domanda ed offerta, le cui variazioni inducono variazioni nei prezzi.

La domanda è la quantità di bene o servizio che un soggetto decide di acquistare ad un dato prezzo. All'aumentare del prezzo la domanda diminuisce, meno costoso è un bene, più un soggetto ne acquisterà; più esso è costoso, meno un soggetto ne acquisterà.

La curva di domanda è inclinata negativamente da sinistra verso destra, essa mostra la quantità domandata del bene ad ogni prezzo.

La curva di domanda di mercato è costruita sommando per ciascun prezzo il totale delle quantità consumate da ciascun individuo presente nel mercato. Essa indica la quantità totale di un bene che sarà domandata ad ogni prezzo.

All'aumento del prezzo diminuisce la domanda solo se tutte le altre variabili restano costanti, in realtà sono numerose le circostanze che non possono essere mantenute costanti.

Tra i diversi fattori di spostamento della curva di domanda, due sono specificamente economici: la variazione del reddito e la variazione dei prezzi di altri beni. All'aumento del reddito generalmente il soggetto acquista una maggiore quantità di tutti i beni.

Due beni si dicono succedanei o sostituibili se l'aumento del prezzo dell'uno comporta aumento della domanda dell'altro (ad es. se aumenta il prezzo del burro e quello della margarina resta costante, aumenterà la domanda di margarina). Ciò accade perché si ha un aumento del costo relativo del primo bene rispetto al secondo.

Si dicono beni complementari quei beni il cui aumento del prezzo dell'uno comporta diminuzione della domanda dell'altro (ad es. l'aumento del prezzo dello zucchero comporta diminuzione della domanda di caffè). Analogamente la diminuzione del prezzo dell'uno comporta aumento della domanda dell'altro.

Le curve di domanda possono essere influenzate anche da fattori non economici, come i cambiamenti di gusto o di moda, la composizione della popolazione o il progresso scientifico. Anche le variazioni nell'età media della popolazione sono molto importanti, causando un effetto demografico sulla domanda dei beni prodotti.

Cause di spostamento della curva di domanda di mercato:

  • Variazione di reddito
  • Variazione del prezzo di un bene succedaneo
  • Variazione del prezzo di un bene complementare
  • Variazione della composizione della popolazione
  • Variazione di gusti
  • Variazione dell'informazione disponibile
  • Variazione delle aspettative

Si dice offerta la quantità di un bene o servizio che un soggetto desidera vendere ad un dato prezzo.

La curva di offerta mostra la quantità di un bene che l'impresa è disposta a produrre ad ogni prezzo. Essa ha generalmente inclinazione positiva da sinistra a destra: a prezzi più alti le imprese offrono di più, questo perché prezzi più elevati comportano profitti più alti per coloro che offrono e costituiscono un incentivo a produrre di più.

L'offerta di mercato è la quantità totale di un bene che tutte le imprese esistenti nel sistema economico sono disposte ad offrire ad un dato prezzo. Essa ha di norma inclinazione positiva, sia per lo stimolo al profitto più alto, sia perché prezzi elevati attraggono nuove imprese nella produzione.

L'offerta di lavoro di mercato è la quantità di lavoro totale che tutti i soggetti dell'economia sono disposti ad offrire ad un dato salario.

All'aumento del prezzo del bene, rimanendo costanti le altre circostanze, la quantità offerta aumenta, perché ciascuna impresa è disposta a produrre di più, ma anche la curva di offerta di mercato è soggetta a svariate cause di spostamento.

La causa principale di spostamento della curva di offerta di mercato può essere una variazione dei prezzi degli input usati per produrre un bene. Al diminuire del prezzo di un bene, la curva di offerta del bene si sposta verso destra, perché le imprese aumentano la produzione di tale bene ad ogni prezzo. Analogamente, ad un aumento del prezzo di un bene corrisponde una diminuzione dell'offerta.

Altra possibile causa di spostamento dell'offerta è l'innovazione tecnologica o il cambiamento dell'ambiente naturale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

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