Estratto del documento

MICROECONOMIA

L’economia è la scienza che studia la condotta umana in cui, data una graduatoria di

obiettivi, si devono operare delle scelte a mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi.

L’economia, infatti, studia il comportamento degli individui quando attraverso un’analisi

costo-beneficio e sotto vincoli attuano una scelta.

Due condizioni fondamentali:

scarsità delle risorse: necessaria per la manifestazione della condotta umana nella gestione

di risorse limitate

Usi alternativi: diverse possibilità di utilizzo delle risorse limitate

L’economia si divide in due branche fondamentali: la microeconomia e la macroeconomia.

La macroeconomia si occupa di grandezze economiche aggregate come il PIL e l’inflazione.

La microeconomia si occupa del comportamento dei singoli agenti economici che hanno un

ruolo nel funzionamento dell’economia. La microeconomia si occupa dei trade-off, ossia le

scelte e i compromessi che i consumatori, i lavoratori o le aziende devono compiere nell’uso

delle proprie risorse limitate tra possibilità che si pongono in contrasto o in alternativa tra

loro, e di come individuare il trade-off ottimale. La microeconomia, inoltre, si occupa del

ruolo e della determinazione dei prezzi di un bene o di una serie di beni, che si determinano

attraverso le interazioni che avvengono all’interno dei mercati, ossia attraverso le

interazioni effettive o potenziali che avvengono tra acquirenti e venditori.

Un mercato si definisce perfettamente concorrenziale quando il numero di acquirenti e di

venditori è talmente alto che l’uscita o l’entrata di uno di essi dal mercato non comporta

una variazione dei prezzi e il complesso dei prodotti nel mercato sono prodotti omogeni. Un

mercato, infatti, deve essere definito nella sua estensione, ossia nella sua area geografica e

nella gamma di prodotti che comprende. Un mercato perfettamente concorrenziale deve

riguardare acquirenti e venditori della stessa area geografica ed essere caratterizzata da una

gamma di prodotti omogeneo.

Fondamentale in microeconomia è definire un livello generale dei prezzi e questo avviene

attraverso la definizione di prezzo.

Il prezzo nominale di un bene è il suo prezzo assoluto, ossia il prezzo del bene senza tenere

conto dell’inflazione.

Il prezzo reale di un bene è il prezzo rapportato a una misura aggregata dei prezzi, ossia il

prezzo reale rapportato all’inflazione.

Indice dei prezzi al consumo è la misura aggregata dei prezzi più utilizzata e misura

l’inflazione del prezzo del bene nel periodo preso in considerazione

Prezzo reale dell’anno preso in considerazione =

(indice dei prezzi dell’anno base/ indice dei prezzi dell’anno preso in considerazione) X

prezzo nominale dell’anno preso in considerazione

Fondamentali in economia i concetti di domanda e offerta, attraverso cui definire e capire i

meccanismi di mercato. In un mercato perfettamente concorrenziale e dove le politiche

governative non influiscono sull’economia di mercato, domanda e offerta raggiungerebbero

un equilibrio che determina un prezzo di un determinato bene e la quantità totale prodotta.

Domanda e offerta, in realtà, subiscono variazione in base ad altre variabili economiche,

quali il costo del lavoro, le politiche governative, gli accordi internazionali e l’andamento

complessivo dell’economia.

I modelli fondamentali sono le curve di offerta e le curve di domanda.

La curva di offerta mostra la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere a

un determinato prezzo. Sull’asse delle ascisse (x) è rappresentata la quantità prodotta

mentre sull’asse delle ordinate (y) è rappresentato il prezzo di vendita. Più è alto il prezzo

più le aziende sono disposte a vendere e a produrre per quel determinato prezzo,

incrementando la produzione attraverso un aumento di capitale o un aumento della forza

lavoro. Le variazioni si possono distinguere in variazione della

quantità offerta e variazione della curva d’offerta. La

variazione della quantità offerta comprende tutte le

variazioni lungo la curva d’offerta mentre le variazioni

della curva d’offerta riguardano la traslazione totale

della curva d’offerta, che può dipendere

dall’abbassamento delle materie prime, il quale fa

aumentare la produzione e permette ai produttori di

accettare di vendere una stessa quantità prodotta Q a

1

un prezzo minore P o una quantità maggiore Q allo

2 2

stesso prezzo P 1

La curva di domanda mostra la quantità di un bene che un consumatore è disposto ad

acquistare a un determinato prezzo. Sull’asse delle ascisse (x) è rappresentata la quantità

acquistata mentre sull’asse delle ordinate (y) è rappresentato il prezzo di acquisto.

La curva di domanda è quasi sempre decrescente, ossia i consumatori sono disposti ad

acquistare di più se il prezzo è più basso, a meno che non siano beni inferiori, ossia beni

economici la cui domanda si riduce all’aumentare del reddito del consumatore (un esempio

di bene inferiore può essere la casa popolare o la baracca)

Le variazioni si possono distinguere in variazione

della quantità domandata e variazione della

curva di domanda. La variazione della quantità

domandata comprende tutte le variazioni lungo

la curva di domanda mentre le variazioni della

curva di domanda riguardano la traslazione

totale della curva di domanda. L’aumento del

reddito del consumatore trasla la curva di

domanda a destra in quanto allo stesso prezzo

P può acquistare una quantità maggiore bel

1

bene, ossia Q , mentre potrebbe essere disposto

2

a pagare la stessa quantità Q a un prezzo

1

maggiore P 2

La domanda è influenzata anche dalla variazione di beni affini. I beni, infatti possono essere

definiti beni sostituti quando l’aumento del prezzo di un bene conduce all’aumento della

quantità domandata dell’altro bene, come per esempio rame e alluminio nella produzione

industriale. L’aumento del prezzo del rame determina un acquisto maggiore da parte dei

produttori del bene alluminio. Oppure due beni si dicono complementi quando l’aumento

del prezzo di un bene determina la diminuzione della quantità domandata dell’altro, per

esempio macchine e benzina. L’aumento del costo delle macchine determina un minore

acquisto di macchine e quindi un minore acquisto di benzina.

Il meccanismo di mercato, ossia il processo attraverso cui il mercato tende a spingere il

prezzo verso un equilibrio di mercato, avviene quando i due modelli vengono combinati.

La curva di domanda e la curva di offerta s’intersecano in corrispondenza del prezzo e della

quantità d’equilibrio. Il punto P Q è il punto d’equilibrio tra le curve

0 0

di domanda e offerta e coincide con

l’intersezione tra le due curve. Se il prezzo di fa

troppo basso i venditori non sono disposti a

vendere tanto quanto è la quantità domandata

mentre se il prezzo p troppo alto si manifesta il

fenomeno di eccedenza in quanto i consumatori

non sono disposti ad acquistare a un prezzo così

alto la quantità di beni prodotta dai venditori.

Elasticità della domanda, dell’offerta e del prodotto rispetto al reddito

L’elasticità è la variazione percentuale di una variabile prodotta dall’incremento percentuale

di un’altra variabile.

L’elasticità della domanda rispetto al prezzo misura la variazione percentuale della quantità

domandata rispetto alla variazione del prezzo.

∆% ∆

= = = ∗

∆% ∆

L’elasticità della domanda, a meno che non si tratti di beni inferiori, assume valore negativo,

in quanto all’aumentare del prezzo il consumatore ridurrà la quantità domandata del bene,

per questo l’elasticità viene assunta il valore assoluto. L’elasticità della domanda varia lungo

la curva in quanto prezzo e quantità e le variazioni tra prezzo e quantità variano. L’elasticità

della domanda va quindi misurata in un punto della curva.

La domanda può essere elastica o anelastica rispetto al prezzo. La domanda si dice elastica

rispetto al prezzo quando la sua elasticità presa in valore assoluto è maggiore di uno, ossia

>1, <1.

mentre di definisce anelastica quando la sua elasticità è inferiore a uno, ossia

Definiscono quanto la quantità offerta o domandata sono influenzate dal prezzo. Se elastica

reagiscono molto alle variazioni di prezzo.

La domanda si manifesta elastica in presenza di beni sostituti, attraverso cui sostituire il

bene con il prezzo aumentato, un esempio è l’aumentare del prezzo della carne rossa che

comporta un maggiore acquisto della carne bianca, mentre si manifesta essere anelastica

quando non vi sono beni sostituti e il consumatore acquista quel bene indipendentemente

dal prezzo, come potrebbe essere la benzina se il consumatore avesse una macchina a

benzina e questa salisse di prezzo o l’esempio dei vaccini.

Se la curva di domanda fosse lineare e parallela all’ ascisse, avremmo una domanda

infinitamente elastica, ossia che la domanda di quel bene a quel prezzo o a un prezzo

inferiore è infinita mentre a un prezzo superiore la domanda sarebbe nulla. Nel caso di una

curva di domanda lineare parallele all’asse delle ordinate si avrebbe una domanda

completamente anelastica, ossia i consumatori acquisterebbe quella quantità a qualsiasi

prezzo.

L’elasticità della domanda può essere calcolata anche come elasticità d’arco della domanda,

ossia considerando la variazione del prezzo e della quantità nel loro valore medio

̅ ∆

 = ̅∗ ∆

L’elasticità della domanda rispetto al reddito è la variazione percentuale della quantità

domandata rispetto a una variazione percentuale del reddito del consumatore

∆% ∆

= = = ∗

∆% ∆

L’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo è la variazione percentuale della quantità offerta

rispetto alla variazione percentuale del prezzo. L’elasticità del prezzo, a meno che non si

tratti di beni inferiori, assume valore positivo, in quanto all’aumentare del prezzo i venditori

saranno disposti ad aumentare l’offerta, ossia la produzione del bene.

∆% ∆

= = = ∗

∆% ∆

L’elasticità dell’offerta varia lungo la curva in quanto prezzo e quantità e le variazioni tra

prezzo e quantità variano. L’elasticità della domanda va quindi misurata in un punto della

curva.

Il coefficiente angolare dei punti A e B dati dalle coordinate PQ e P’Q’ mi permette di di

sapere la variazione.

L’offerta può essere elastica o anelastica rispetto al prezzo. L’offerta si dice elastica rispetto

>1,

al prezzo quando la sua elasticità presa in valore assoluto è maggiore di uno, ossia

<1.

mentre di definisce anelastica quando la sua elasticità è inferiore a uno, ossia

LA TEORIA DEL CONSUMATORE

La teoria del consumatore è una delle teorie di più successo per spiegare il comportamento

di un consumatore nella scelta di un bene o di un paniere rispetto a un altro o più beni o

panieri. La teoria del consumatore si basa su assunti semplificativi che definiscono le

preferenze dei consumatori razionali come coerenti e sensate. Nonostante sia stata

superata dalle teorie dell’economia comportamentista la teoria del consumatore rimane alla

base della microeconomia.

La teoria del consumatore affonda le sue radici nella teoria della scelta razionale, secondo

cui un individuo tende a massimizzare l’utilità riducendo i costi.

La teoria del consumatore, infatti, afferma che l’economia intende il comportamento

umano come un problema di massimizzazione dell’utilità attraverso un’analisi costi-benefici

sotto vincoli. Gli individui, infatti, hanno delle preferenze tra diversi beni o diversi panieri di

mercato, ossia insiemi di beni; fronteggiano dei vincoli, come può essere il reddito a

disposizione; e attua delle scelte d’acquisto attraverso un’analisi costi-benefici tenendo

conto dei vincoli che ha.

La teoria del consumatore si basa su tre ipotesi fondamentali che caratterizzano la scelta tra

panieri possibili da parte di consumatori razionali.

1- Completezza: le preferenze vengono definite complete quando il consumatore è

totalmente a conoscenza dei panieri possibili A e B e può confrontarli e valutare,

definendo qual è migliore o se gli risultano indifferenti.

2- Transitività: le preferenze devono essere transitive, cioè che il consumatore

preferisce il paniere A al paniere B, e il paniere B al paniere C, allora A è migliore di C.

≻ ≻ ≻

Quindi se

3- Di più è meglio che di meno: Le preferenze sono monotone e i consumatori

preferiranno sempre di più che di meno, anche se di poco maggiore, in base al

principio di non sazietà degli individui .

Le preferenze sono rappresentate graficamente utilizzando le curve d’indifferenza. Le curve

d’indifferenza rappresentano tutti possibili panieri a cui il consumatore è indifferente, ossia

che tutti i possibili panieri gli danno lo stesso grado di soddisfazione. Le curve d’indifferenza

ci permettono di classificare tutte le possibili scelte di consumo attraverso una

classificazione ordinale. Il consumatore si mostra indifferente

ai panieri A, B e D. Da questo ne

dipende che tutti i panieri sotto la

curva d’indifferenza U’ sono peggiori e

non preferibili ai panieri sulla curva

d’indifferenza U’, mentre tutti i panieri

sopra la curva d’indifferenza U’, come

E, sono migliori e preferibili, secondo

la terza ipotesi della teoria del

consumatore, ossia più è meglio è.

Le curve d’indifferenza sono migliori più queste sono alte e NON possono mai intersecarsi

perché violerebbero l’ipotesi dell’intransitività, inoltre sono sempre decrescenti perché

violerebbero l’ipotesi del più è meglio è, quindi la curva d’indifferenza è convessa.

SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE

La forma della curva d’indifferenza descrive il modo in cui il consumatore è disposto a

scambiare un bene con l’altro rimanendo in una situazione d’indifferenza tra due o più

panieri. Per indicare la quantità di un bene a cui il consumatore è disposto a rinunciare per

ottenere una maggiore quantità di un altro bene si utilizza il saggio marginale di sostituzione

(SMS). ∆

= − ∆

Essendo le curve d’indifferenza sempre decrescenti e quindi convesse sono caratterizzate da

un SMS decrescente lungo alla curva, ossia verso destra. L’SMS, quindi, diminuisce sempre

meno al diminuire della pendenza della curva. Questo dimostra la legge dei rendimenti

decrescenti, ossia che una certa quantità di un bene decresce di valore in base alla quantità

che ne possediamo o ne riceviamo. Panieri bilanciati sono quindi preferiti a panieri

sbilanciati.

Nonostante ciò, vi sono dei casi estremi come nel caso di beni che sono sostituti perfetti o

complementi perfetti.

I beni sostituti perfetti si manifestano quando il consumatore risulta del tutto indifferente

ad avere una quantità di bene unica rispetto a un’altra quantità unica di bene. Questo

avviene quando il saggio marginale di sostituzione (SMS) è costante e le curve d’indifferenza

che rappresentato il trade-off dei consumatori in presenza di beni sostituti perfetti sono

linee rette.

I complementi perfetti si manifestano quando il consumatore non è disposto a rinunciare a

nessuna quantità di bene per averne più dell’altro. Questo avviene quando il saggio

marginale di sostituzione (SMS) è zero o infinito e le curve d’indifferenza che rappresentano

il trade-off dei consumatori in presenza di beni complementi perfetti sono poste ad angolo

retto.

Per determinare quali panieri sono indifferenti o migliori rispetto ad altri vengono utilizzate

funzioni d’utilità, in quanto i panieri vengono definiti in base alle preferenze dei

consumatori e non in base a criteri oggettivi.

Le funzioni d’utilità descrivono le preferenze dei consumatori e associa a panieri migliori

numeri maggiori. I valori dati ai panieri o alle curve d’indifferenza non hanno carattere

cardinale ma hanno carattere ordinale, quindi genera una classificazione dei panieri

disponendoli dal più al meno desiderato. Questa teoria viene dal matematico Pareto,

secondo cui non è importante conoscere quanto sia migliore un paniere rispetto all’altro ma

quale.

VINCOLO DI BILANCIO

Le scelte del consumatore, come abbiamo già detto, non è mossa solo dalle proprie

preferenze ma anche dai propri vincoli di bilancio che i consumatori devono affrontare dati i

loro redditi limitati. Il vincolo di bilancio è rappresentato graficamente dalla retta di bilancio,

composta da tutte le possibili combinazioni dei beni per le quali la somma di denaro spesa è

uguale al reddito. Il vincolo di bilancio rende i potenziali consumatori uguali mentre il

paniere scelto sul vincolo di bilancio è definito dalle preferenze del consumatore. Nel punto

di ottimo, ossia nel punto del vincolo in cui il saggio marginale di sostituzione (SMS) della

curva d&

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 38
Microeconomia ed economia politica Pag. 1 Microeconomia ed economia politica Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Microeconomia ed economia politica Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Microeconomia ed economia politica Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Microeconomia ed economia politica Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Microeconomia ed economia politica Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Microeconomia ed economia politica Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Microeconomia ed economia politica Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Microeconomia ed economia politica Pag. 36
1 su 38
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandro_Maria_Brenci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Andreozzi Luciano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community