Secondo parziale
Equilibrio generale
Per tracciare la curva di domanda di un bene dobbiamo sapere il prezzo di un bene sostituto o
complementare.
Una situazione di equilibrio generale è quando si valutano prezzo e quantità in tutti i mercati
[nel mercato generale]. Se devo calcolare il sistema di equilibrio generale di due beni in un
mercato dobbiamo calcolare un sistema in 4 variabili.
Economia di puro scambio
C’è un certo numero di individui, qui ne considero 2 [A e B]. ci sono vari beni, qui ne considero
due [x e y]. Gli individui hanno dotazioni iniziali dei due beni [XA,YA; XA,YB xk non c’è
produzione e lavoro]. Il mercato è di puro scambio ovvero nessun bene viene trasformato in
un altro bene. Devono decidere se tenere i loro beni o scambiarli.
Lei quando va nel mercato ottiene dei “gettoni” pari a PxXA + PyYA >= PxX+PyY. Le due
opzioni sono:
Non va neanche sul mercato e si accontenta delle sue dotazioni iniziali;
• Entra nel mercato e deposita le sue mele ottiene gettoni e li usa per scambiarli.
•
Mettiamo che A ha più bene X e B più bene Y. L’incontro dei due fa stare meglio entrambi: il
mercato è utile x aumentare il benessere delle persone.
Ribalto il secondo grafico in modo che il paniere delle dotazioni inziali di A coincida con quelle
di B: ottengo una scatola di Edgeworth. I punti in cui si incrociano gli assi devono
corrispondere alla somma delle unità di bene che ci sono nel mercato. La scatola è la
descrizione dell’allocazione dei consumi: come sono disposte queste risorse fisse. In B ha tutto
B e in A ha tutto A.
Lo scambio fa stare bene entrambi e quindi si verifica, solo quando, disegnando le curve di
indifferenza nel punto delle dotazioni iniziali, questi scambi si trovano nello spazio interno
alla curve di indifferenza. Infatti, quando lo vediamo dal punto di vista di entrambi, si trova
sempre su una curva di indifferenza maggiore equilibrio di Pareto.
à
Il punto delle dotazioni iniziali è un’allocazione inefficiente nel senso di Pareto perché ne
esiste un’altra che è raggiungibile con lo scambio e farebbe stare meglio tutti [già sarebbe
inefficiente se ne esistesse un’altra che facesse stare meglio solo uno – dotazione in matita –
cmq è inefficiente nel senso di Pareto].
Allocazione efficiente nel senso di Pareto: variando il punto in cui mi trovo sta peggio almeno
uno dei due.
Le allocazioni efficienti nel senso di Pareto si hanno quando i due MRS sono uguali, ovvero nel
punto di tangenza tra le due curve di indifferenza, questo perché è l’unico punto in cui se mi
sposto faccio stare peggio almeno uno dei due efficiente nel senso di Pareto.
à
Lo notiamo anche perché nel punto A le due pendenze sono diverse [le curve di indifferenza
sono da una parte piatta e dall’altra alta, quindi MRS può essere cambiato in modo da stare
meglio]. La curva che unisce i punti di tangenza è la curva dei contratti: qualunque punto
all’infuori della curva indurrebbe A e B a spostarsi dal punto [vorrà proporti di darti delle
mele in cambio di arance e tu accetterai]. Se il punto è sulla curva non c’è modo di farti
cambiare idea perché staresti peggio in ogni punto
Prezzi di equilibrio
Vogliamo individuare due prezzi in modo che non ci siano individui scontenti ovvero a non
à
voler entrare nel mercato. Quelli disegnati non sono prezzi di equilibrio perché il punto A non
si trova sul punto di tangenza. Se X costa troppo poco allora noi ne vogliamo di più di quante
ci sono nel mercato [più di 15]. Ogni volta che il mio paniere ottimo non coincide con il tuo
non c’è equilibrio ma eccesso di offerta in uno e domanda nell’altro. L’individuo B che sta nel
punto B vuole fare lo scambio ma A che sta nel punto A è soddisfatto e non cambia il suo
paniere.
Cambiamo i prezzi e aumentiamo Px. Ci si sposta nel punto C e qui abbiamo l’equilibrio xk c’è
un rapporto giusto tra Px/Py. Questi sono prezzi di equilibrio generale.
Abbiamo dimostrato il primo teorema dell’economia del benessere: ogni allocazione in
equilibrio concorrenziale/generale è un’allocazione Pareto efficiente. Non si può stare meglio
di come si sta nel mercato.
Secondo teorema del benessere: ogni allocazione Pareto-‐efficiente è un’allocazione di
equilibrio concorrenziale dati appropriati diritti di proprietà.
Faccio passare la retta tangente alle due curve di indifferenza nel punto scelto. Si stabiliscono i
diritti di proprietà [le dotazioni iniziali] e poi vanno al mercato. Se è efficiente non vuol dire
che debba essere equa.
Nucleo della curva dei contratti
So che i due MRS devono essere uguali. Se a partire dalle dotazioni iniziali vado all’interno
della regione dell’occhio e considero solo quelle Pareto efficienti io isolo solo il pezzo rosso
à
nucleo della curva dei contratti.
Monopolio
La concorrenza perfetta è un estremo di varie condizioni che si possono verificare, l’estremo
opposto è il monopolio.
Monopolio Concorrenza perfetta
Un'unica impresa Tante imprese
à
impresa monopolista
Prezzo stabilito Prezzo è preso per dato [perché io sono uno dei tanti, a quanto
dall’impresa posso vendere qualcosa dipende da a quanto lo vendono gli altri]
Accesso bloccato Libera entrata o uscita
all’industria per vari
motivi
Se non sono da solo sul mercato faccio automaticamente profitti negativi. È come un
equilibrio di lungo periodo ma dove c’è una sola impresa, se ce ne sono due i profitti
diventano negativi.
A metà tra il monopolio e la concorrenza perfetta c’è l’oligopolio.
Costi
I costi di un’impresa monopolista sono uguali a quelli di un’impresa normale che avevamo
anche nella concorrenza perfetta. C(Q). Quando il MC è costante allora è uguale ad AC
Ricavi, ricavi marginali e ricavi medi
Come fa ricavi il monopolista?
Ci sono due modi:
1. R(Q)= P(Q)xQ. Diversamente dall’altro caso, qui lei determina il prezzo in base alla
quantità che produce: più produce più sono bassi i prezzi, meno produce più sono alti i
prezzi;
2. Discriminazioni di prezzo.
È difficile stabilire i ricavi perché se aumento Q il prezzo diminuisce però Q aumenta
[R(Q)=P(Q)xQ]. Nel monopolio tutto quello che si spende in un bene è il ricavo del
monopolista perché tutti comprano da me.
MR(Q)=DR/DQ. DR è la differenza tra B e A
Quando vendo una mela in più non faccio P(R)xQ ma un po’ meno [al ricavo B devo infatti
togliere A].
Il ricavo marginale può diventare negativo quando [1+1/e] è negativo.
Il ricavo marginale è zero quando l’elasticità è pari a -‐1.
Se io produco una mela in più, i ricavi potrebbero andare in giù [anche se mi determina un
prezzo più basso] domanda inelastica allora i ricavi sarebbero negativi.
à
La funzione dei ricavi non è più una retta perché all’aumentare della quantità che produco a
un certo punto [quando elasticità uguale a -‐1] iniziano a calare i ricavi.
Il monopolista sa quanto deve produrre per avere ricavi massimi quindi non produrrà mai più
di quella quantità. Mentre nella concorrenza perfetta a volte non si riusciva a determinare
perfettamente quanto dovesse produrre l’impresa [produci il più possibile – che non è una
soluzione].
Massimizzazione dei profitti
Quando le pendenze delle rette costi e ricavi sono uguali allora massimizza i profitti.
QM MC(Q)=MR(Q) si sceglie di produrre QM [quantità che massimizza i profitti] in modo
à à
che i costi marginali siamo almeno uguali ai ricavi marginali [A].
PM P(Q)=AC(Q) PM non deve stare sotto ai costi medi. Per trovare PM io devo
à à
controllare che i costi medi siano almeno uguali ai ricavi marginali [MR(Q) corrisponde a
P(Q)].
1 – il monopolista produce nella parte elastica della domanda
2 – produce meno che quanto produrrebbe in concorrenza perfetta
3 – vende ad un prezzo superiore di quello della concorrenza perfetta
la quantità prodotta non è quella socialmente efficiente,