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Prova intermedia: economia

Concetti fondamentali di economia

Economia: disciplina che studia i sistemi economici sia a livello dell’individuo (microeconomia) che della società nel suo complesso (macroeconomia).

Microeconomia e macroeconomia

Microeconomia studia come gli individui (consumatori e imprese) prendono decisioni e come tali decisioni interagiscono tra loro.

Macroeconomia studia il funzionamento del sistema economico nel suo complesso e fenomeni quali inflazione, disoccupazione, ciclo economico, crescita.

Organizzazione dei sistemi economici

Esistono molti modi con cui gli uomini si sono organizzati per produrre e distribuire beni.

  • Esistono diversi possibili sistemi economici, ognuno caratterizzato dalla diversa capacità di fornire beni e servizi.
  • Diversi sistemi economici sono caratterizzati da diverse istituzioni, ad esempio l’istituzione della proprietà privata, i mercati, la famiglia oppure le economie pianificate in cui lo stato assumeva il ruolo di istituzione regolando la produzione e la distribuzione dei beni.

Capitalismo e mercato in Italia

Nel capitalismo fondamentale la proprietà privata, soprattutto dei mezzi di produzione, l’esistenza di mercati (volontarietà e reciprocità del trasferimento), l’esistenza di imprese (caratterizzate dall’importanza del lavoro, lavoro salariato).

Italia (come molti altri paesi): economia di mercato in cui produzione e consumo sono il risultato delle decisioni decentrate di una molteplicità di imprese e individui.

  • Non c’è nessuna autorità centrale che suggerisca a imprese e consumatori cosa produrre e consumare.
  • Ogni impresa produce quel che ritiene più profittevole (massimizzare il profitto) e ogni consumatore acquista ciò che preferisce (massimizzare il benessere).

Economia di mercato e pianificata

  • Alternativa all’economia di mercato: economia pianificata in cui un’autorità centrale prende le decisioni di produzione e consumo.
  • In alcune economie (preistoriche) non c’era la proprietà privata e in altre essa era estesa anche agli uomini (schiavitù).
  • Elemento sorprendente: il “caos” non pianificato di un’economia di mercato porta all’equilibrio del sistema economico.

Teorie economiche di Smith

Smith (1776) – Ricchezza delle nazioni mano invisibile: gli individui, nel perseguire il proprio interesse, spesso servono l’interesse dell’intera società.

Attenzione! Non sempre il perseguimento dell’interesse individuale porta ad esiti positivi per la società nel suo complesso: esistono i cosiddetti fallimenti del mercato, cioè casi in cui il perseguimento dell’interesse personale riduce il benessere della società. Esempio: ingorgo stradale (singolo automobilista arreca un costo agli altri), inquinamento, sfruttamento eccessivo risorse naturali.

Analisi economica e fallimenti del mercato

  • Grazie all’analisi economica è possibile diagnosticare i fallimenti del mercato e in alcuni casi trovare delle soluzioni.
  • L’analisi economica si basa su principi comuni applicati a svariate questioni (finanza, mercato del lavoro, …).
  • Alcuni di questi principi riguardano le scelte individuali, ma poiché le nostre decisioni sono influenzate da e influenzano le decisioni altrui, definiremo alcuni principi relativi anche al modo in cui le scelte individuali interagiscono tra loro.

Principi fondamentali dell'economia delle scelte individuali

  1. Le risorse sono scarse: cioè non disponibili in quantità illimitata (es. denaro, tempo, resistenza fisica …).
    • Poiché le risorse sono scarse, gli individui sono costretti a effettuare scelte: non possono avere sempre tutto ciò che desiderano.
  2. Il vero costo di qualcosa è ciò a cui si rinuncia per averlo, cioè il costo opportunità.
    • Attenzione! Il costo monetario di un bene può essere una buona approssimazione del suo costo opportunità ma in alcuni casi non lo è. (esempio: costo opportunità studi universitari = costi diretti + reddito a cui si rinuncia non lavorando).
  3. Le decisioni quantitative avvengono al margine.
    • Alcune decisioni sono tra alternative (es. andare all’università o a lavorare).
    • Altre decisioni implicano una scelta quantitativa. Esempio: Quanto tempo dedicare allo studio di una data materia: in ogni istante ci si chiede se dedicare un’ora in più allo studio o no confrontandone benefici – probabilità di voto più alto – con costi – fatica.
    • Si tratta di decisioni al margine perché si confrontano benefici e costi di una piccola quantità in più o in meno di una data attività o del consumo di un dato bene. Lo studio di queste decisioni è detto analisi marginalista.
  4. Sfruttare le opportunità per migliorare la propria condizione.
    • Ogni individuo sfrutterà ogni opportunità per stare meglio e continuerà a sfruttarla fino ad esaurirla.
    • Si dice che quando il mutare delle opportunità disponibili favorisce una modifica dei comportamenti, gli individui si confrontano con nuovi incentivi: gli individui rispondono agli incentivi (esempio: casse aperte al supermercato, sono più o meno lunghe uguali anche se nessuno indirizza i clienti e se apre una cassa nuova la gente corre).
    • Ricordiamo che le scelte di ognuno dipendono da quelle effettuate da altri, quindi per capire il funzionamento di un’economia di mercato dobbiamo esaminare le interazioni tra individui, cioè il modo in cui le scelte di uno influiscono su quelle degli altri e viceversa.

Principi fondamentali relativi all'interazione tra individui

  1. Lo scambio genera benefici.
    • Generalmente un sistema in cui esiste scambio dà più benessere di uno in cui ogni soggetto è autosufficiente.
    • I benefici dello scambio emergono principalmente dalla divisione dei compiti, cioè dalla specializzazione: situazione in cui persone diverse svolgono mansioni diverse.
    • Vantaggi della specializzazione: learning by doing, diversa abilità individuale e condizioni ambientali vengono sfruttate al meglio, economie di scala più facilmente applicabili.
    • L’economia complessivamente produce di più se ognuno si specializza in una mansione ed effettua scambi con altri.
    • Saranno i mercati a regolare questi scambi.
  2. I mercati tendono all’equilibrio.
    • Esempio: nuova cassa che attira nuovi clienti fino al ritorno alla normalità.
    • Equilibrio: situazione in cui gli individui non possono migliorare la propria condizione cambiando comportamento.
    • Vedremo che i mercati raggiungono l’equilibrio attraverso variazioni dei prezzi, che aumentano e diminuiscono fino a che non rimane più alcuna opportunità per migliorare la propria condizione.
  3. I mercati di solito sono efficienti.
    • In generale gli incentivi impliciti nell’economia di mercato fanno sì che le risorse vengano usate nel modo migliore.
    • L’intuizione è che se esiste il modo di migliorare la propria condizione, le persone ne approfittano.
    • Le eccezioni a questo principio si chiamano fallimenti del mercato, cioè casi in cui il perseguimento dell’interesse personale peggiora il benessere sociale e quindi il risultato di mercato è inefficiente.
  4. Quando i mercati sono inefficienti, l’intervento pubblico può migliorare il benessere sociale.
    • Questo avviene attraverso politiche pubbliche opportunamente strutturate (es. ticket per ingresso in centro).
    • NB: Il problema dell’efficienza è ben distinto da quello dell’equità: il mercato raggiunge in generale esiti efficienti ma non necessariamente equi.

Modelli economici

Problema: in ogni sistema economico ci sono moltissimi operatori (consumatori e imprese) che prendono decisioni di consumo e di produzione. Lo studio dell’allocazione delle risorse risulta così oltremodo complesso.

Utilizziamo modelli: descrizioni dei fenomeni che astraggono dai particolari che non sono indispensabili per comprendere il fenomeno in esame (es. cartina stradale).

Gli individui razionali scelgono in modo da eguagliare i benefici marginali con i costi marginali (non andando mai in perdita), è la “decisione ottima” quella che non mi da nessuna altra scelta che aumenta il beneficio.

Il modello del flusso circolare

Pensiamo al sistema economico come se fosse composto da due settori:

  • Famiglie (o individui).
  • Imprese.

Le famiglie possiedono risorse produttive (lavoro, capitale, terra); imprese usano queste risorse come input/fattori produttivi.

Come avvengono gli scambi tra famiglie e imprese?

  • Due cerchi concentrici:
    • Interno: flusso fisico di beni, servizi e fattori produttivi.
    • Esterno: flusso monetario di denaro speso da famiglie e imprese.
  • Frecce in direzione opposta, es. famiglie vendono lavoro alle imprese, imprese pagano salari alle famiglie.
  • I mercati (dei prodotti e dei fattori produttivi) regolano i flussi tra i due settori.
  • Il modello è una semplificazione:
    • Tutte le imprese in un unico settore (ignora transazioni tra imprese).
    • Attività produttive solo nel settore delle imprese (no produzione domestica).
    • Ignora il settore pubblico (fallimenti del mercato).

Modello della domanda e dell'offerta

Come avviene il coordinamento delle decisioni individuali? (l’impresa non produce scarpe verdi se consumatori le desiderano gialle).

Il coordinamento delle decisioni individuali in una economia di mercato avviene attraverso i prezzi: Se in corrispondenza di un dato prezzo la quantità offerta dalle imprese eccede quella domandata dai consumatori, il prezzo tende a scendere e viceversa.

  • Quando il prezzo scende si hanno due effetti:
    • Consumatori aumentano quantità domandata.
    • Imprese riducono la quantità offerta.
  • Questo processo continua fino a che la quantità domandata non coincide con quella offerta.
  • In questa situazione (equilibrio del mercato) il prezzo non varia più.

In generale

  • Eccesso di domanda: prezzo tende a salire.
  • Eccesso di offerta: prezzo tende a scendere.

La domanda

Quali fattori determinano la domanda dei consumatori per un determinato bene? (es. pane)

  1. Prezzo del bene: ci aspettiamo che al crescere del prezzo di un bene la quantità domandata diminuisca e si rivolga verso altri beni sostituti (legge della domanda).
  2. Reddito: il reddito ha influenza sui consumi. Esistono due possibilità:
    • Reddito aumenta, quantità domandata aumenta (beni normali, automobili).
    • Reddito aumenta, quantità domandata diminuisce (beni inferiori, viaggi economici).
  3. Prezzo dei beni collegati:
    • Sostituti (se aumenta il prezzo, quantità domandata di pane aumenta) es. crackers.
    • Complementari (se aumenta il prezzo, quantità domandata diminuisce) es. burro.
  4. Gusti: cioè le preferenze.

In generale si traccia la relazione tra quantità e prezzo del bene a parità di altri elementi (reddito, gusti e altri prezzi) (ceteris paribus) curva di domanda (pendenza negativa).

Cosa succede se si modifica qualche fattore? Esempio: Se aumenta il prezzo dei crackers i consumatori domandano più pane in corrispondenza di ogni prezzo.

  • In generale distinguiamo
    • Spostamenti lungo la curva di domanda (quando varia il prezzo del bene).
    • Spostamenti della curva di domanda (quando variano gli altri fattori: reddito, prezzi dei beni collegati e gusti).

L'offerta

Quali fattori determinano la quantità di beni che le imprese offrono sul mercato?

  1. Prezzo: ci aspettiamo che al crescere del prezzo di un bene la quantità di bene offerta dalle imprese aumenti (è più profittevole produrlo).
  2. Prezzi degli input: se aumenta è più conveniente produrre una quantità inferiore.
  3. Sistema di produzione (tecnologia): se migliora la tecnologia l’offerta del bene aumenta.

Fissiamo i fattori 2 e 3 (ceteris paribus) e disegniamo la quantità offerta in funzione del prezzo del bene prodotto, curva di offerta.

  • Pendenza positiva.
  • Al variare dei fattori 2 e 3 la curva si sposta.

Esempio: Se aumenta il prezzo della farina viene prodotta una quantità inferiore di pane in corrispondenza di ogni prezzo.

Anche in questo caso distinguiamo

  • Spostamenti lungo la curva (al variare del prezzo del bene).
  • Spostamenti della curva (al variare degli altri fattori) (la curva è chiamata S da supply).

Equilibrio

  • Se prezzo=1,30 eccesso di offerta e prezzo tende a scendere.
  • Se prezzo=0,80 eccesso di domanda e prezzo tende a salire.
  • Se prezzo=0,90 domanda = offerta equilibrio; se non variano altri elementi la combinazione prezzo/quantità resta invariata.
  • Se varia qualche elemento (es. aumenta prezzo farina), cambia l’equilibrio.

Le scelte del consumatore

Vogliamo elaborare una teoria relativa al modo in cui gli individui (famiglie/consumatori) scelgono. Consideriamo dapprima le scelte di consumo di beni e servizi da parte delle famiglie (vedremo più avanti il loro ruolo di fornitrici di input nel mercato dei fattori).

Problema: le risorse a disposizione degli individui sono scarse, quindi essi devono effettuare scelte in condizioni di scarsità.

Vogliamo elaborare un modello che spieghi come il consumatore scelga dati i suoi gusti/preferenze (che non giudichiamo) ipotizzando che agisca in modo “razionale”.

NB: Il termine bene economico è molto ampio (aria, tempo libero, silenzio, beneficenza …).

I gusti (preferenze)

  • Poiché esistono migliaia di beni, per semplificare descriveremo le preferenze dei consumatori relative a due beni (conclusioni estendibili al caso di n beni).
  • Paniere: combinazione di una data quantità di due beni.
  • La teoria economica presuppone che le preferenze dei consumatori rispondano a tre condizioni (ASSIOMI):
    1. Completezza: quando gli vengono proposti due panieri, il consumatore è SEMPRE in grado di dire quale preferisce o se li considera equivalenti.
    2. Transitività: le preferenze devono essere coerenti, cioè se x è preferibile a y e y è preferibile a z, allora x è preferibile a z.
    3. Non sazietà: un paniere contenente una quantità maggiore di uno dei due beni a parità dell’altro è sempre preferito ad un paniere che ne contiene una quantità inferiore (“più è meglio”).

Qualunque punto a nord-est di d è preferibile. Qualunque punto a sud-ovest di d è meno preferibile.

Le curve di indifferenza

  • Se valgono i 3 assiomi, possiamo rappresentare graficamente le preferenze del consumatore.
  • Partendo da k, sappiamo che tutti i punti a nord-est sono preferiti e quelli a sud-ovest sono meno preferiti.
  • Possiamo cercare i panieri “indifferenti” a k, ad esempio chiedendo “se ti togliessimo 3 hamburger, quanti panini in più vorresti per avere la stessa soddisfazione del paniere k?” 3,5 (paniere j).
  • Facendo la medesima domanda infinite volte (anche per frazioni dei beni), troveremmo tutti i panieri indifferenti a k; unendoli tracciamo una curva di indifferenza.
  • La curva divide lo spazio dei panieri in 3 categorie di panieri:
    • Indifferenti a k (lungo la curva).
    • Preferiti a k (sopra) (n preferito a q per non sazietà e per transitività è preferito a tutti i panieri sulla curva).
    • Peggiori di k (sotto).
  • Un aspetto molto importante della curva di indifferenza è la sua pendenza.
  • La pendenza di una curva è data dal rapporto tra la variazione della grandezza sulle ordinate (y) e la variazione della grandezza sulle ascisse (x).
  • La pendenza delle curve di indifferenza è negativa, e ciò è normale se vale l’assioma di non sazietà: se aumenta la quantità di consumo di un bene deve diminuire quella dell’altro perché il consumatore sia indifferente.
  • Se la pendenza è negativa, allora le curve sono decrescenti.
  • La pendenza delle curva di indifferenza ha un importante significato economico: indica in quale rapporto un consumatore è disposto a scambiare un bene con l’altro.
  • Esempio: in r la pendenza è (4) / (-1) = -4; 4 è il numero di panini che si è disposti a sostituire con un hamburger.
  • L’opposto (valore assoluto) della pendenza è detto saggio marginale di sostituzione (MRS); è detto marginale perché indica quanti panini (bene y) il consumatore è disposto a scambiare con 1 hamburger (bene x).
  • Si noti che se la curva ha curvatura verso l’alto (convessa) il MRS diventa sempre più piccolo.
  • MRS decrescente significa che al crescere della quantità consumata di un dato bene (x), la quantità che si desidera per essere compensati della riduzione di un’unità del bene x diventa sempre più piccola.
  • Con un ragionamento analogo a quello seguito prima per costruire la curva di indifferenza passante per il paniere k, possiamo costruire altre curve (U0, U1).

Un insieme di curve di indifferenza...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filippomagni1999 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Pagani Laura.
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