MICROECONOMIA
Alcune decisioni sono centralizzate ed è opportuno che su queste decisioni le autorità
pubbliche prestino unʼadeguata attenzione.
Fallimento microeconomico del mercato: lʼattività pubblica può intervenire
correggendolo. Microeconomia studia il comportamento e le decisioni prese dai singoli
agenti economici (quindi comportamenti e decisioni dei singoli consumatori e delle
singole imprese).
Teoria del consumatore: Spiega il perché vengono prese determinate decisioni di
consumo e cerca nel rispetto dei vincoli di bilancio di passivizzare la sua soddisfazione.
Nella sua forma tradizionale, la funzione di domanda di un certo bene esprime il
comportamento del consumatore (o dei consumatori) in relazione a variazioni del suo
prezzo; più precisamente essa indica la quantità di un dato prodotto richiesta dal
mercato (o da un consumatore, nel caso di domanda individuale), in corrispondenza di
ogni possibile valore del prezzo.
Solitamente, si assume che tali curve abbiano inclinazione negativa. In termini economici
la supposizione è in effetti esatta, in quanto per la maggior parte dei prodotti, al crescere
del rispettivo prezzo, diminuisce la quantità domandata. Fanno eccezione all'assunto il
caso di attrazione snobistica e il caso in cui i consumatori valutino la qualità dal prezzo.
Analogamente, per quella classe di compratori che giudicano la qualità del prodotto dal
relativo prezzo, una diminuzione dello stesso potrebbe indurre ad una contrazione della
domanda del prodotto. Più in generale, il numero di unità di un bene che un consumatore
è disposto ad acquistare ad un dato prezzo è funzione dei prezzi degli altri beni che
concorrono alla formazione della "collezione" propria dellʼ individuo, del suo reddito e di
fattori esterni al sistema dei prezzi.
Vincolo di bilancio del consumatore: lʼagente economico che opera sul mercato
consumatore.
Conseguenze di valori razionali che massimizzano la propria soddisfazione:
Teorie delle imprese: economica manageriale o neoclassica. In questa analisi presenta
alcuni punti principali, che sono: Si presuppone la concorrenza perfetta nel mercato, le
informazioni sono anchʼesse perfette e assenza di progresso tecnico;
Si ipotizza che gli agenti dellʼimpresa abbiano una razionalità perfetta, quindi sono alla
ricerca del massimo profitto; Si dà più importanza allo scambio che alla produzione. Le
imprese adottano strategie di differenziazione del prodotto. Ciascun produttore si
occupa quindi di rendere un poʼ differente il proprio prodotto da quello dei rivali. In
questo modello lʼimpresa è solamente un punto, che messo insieme agli altri punti si
trova lʼofferta, quindi lʼimpresa non può essere price maker, ma il prezzo viene deciso
dalle forze impersonali del mercato; in sostanza con questa concezione lʼimpresa è
circoscritta a un ruolo di trasformazione, che talaltro in questi ultimi hanno in alcuni
settori la produzione è forse la fase più importante in quel mercato.
Impresa é la singola unità decisionale. Lʼindustria è lʼInsieme delle imprese che operano
in un determinato settore.
Forme di mercato: sono delle rappresentazioni stilizzate dellʼambiente competitivo delle
imprese.
Una forma di mercato è quella della concorrenza perfetta, la seconda è il monopolio, poi
oligopolio e concorrenza monopolistica.
La concorrenza perfetta sostiene che le imprese sono elevate ma piccole rispetto alle
dimensioni del mercato. N —> + infinito. Limite per N che tende a + infinito di 1/N=0.
I prodotti sono Omogenei quindi le imprese non differenziano il prodotto applicando
strategie di differenziazione. Ha conseguenze sul funzionamento del mercato di
concorrenza perfetta.
Benchmark: punto di riferimento attraverso il quale ci si confronta tra ciò che succede in
concorrenza perfetta e per misurare gli spostamenti nellʼipotesi della concorrenza
perfetta.
Teoria neoclassica dellʼimpresa in concorrenza perfetta (CP): agente razionale prenderà
delle decisioni razionali e hanno come obiettivo il profitto
Revenues: fatturato di unʼimpresa. Il profitto di unʼimpresa è il suo fatturato (o ricavo). Pi
greco (teoria dellʼimpresa)=RT-CT (ricavi totali meno costi totali). Fatturato o ricavo (RP):
p*q (prezzo di mercato di una determinata merce per la quantità prodotta). Revenus e
profitto diminuiscono insieme. Tale teoria sostiene che esistano le norme legali che sono
formali e le imprese massimizzino il profitto, rispettando le norme etiche e sociali, che
sono informali. Consente di imparare lʼimpresa come unʼorganizzazione che punta al
profitto e a massimizzare nel rispetto delle norme sia formali sia informali.
Cosa può decidere e cosa no lʼimpresa in un mercato perfettamente concorrenziale: non
si può aumentare i ricavi aumentando il prezzo di vendita dei prodotti, poiché lʼimpresa in
concorrenza perfetta non ha potere di mercato (non ha potere sul mercato quindi non ha
potere discrezionale sul prezzo unitario di vendita della produzione perché altrimenti le
politiche di vendita si azzererebbero); Price-taker è chi non ha la possibilità di influire sul
prezzo di un bene o un servizio.
RT: 2*q.
Curva del fatturato o dei ricavi totali:
Retta che ha come inclinazione il prezzo. Se il prezzo maggiore è più inclinata verso lʼalto.
Come variano i costi allʼaumentare della produzione:
CT=CF+CV (costi fissi più costi variabili). Differenze: alcuni costi dellʼimpresa non variano
al variare della produzione e si dicono pertanto costi fissi, altri variano al variare della
quantità prodotta e si dicono costi variabili.
Aumentano con incrementi via via migliori. Lʼincremento dei costi variabili aumenta
allʼaumentare della quantità e aumentano sempre di più (lʼaltezza dello scalino è via via
migliore). Ciò si verifica perché inizialmente esistono dei rendimenti crescenti e
successivamente tali rendimenti diventano decrescenti.
Il fatturato aumenta linearmente allʼaumentare della produzione. Aumentano anche i costi
totali ma non in modo lineare. Lʼunica variabile decisionale dellʼimpresa in concorrenza
perfetta è decidere la quantità prodotta. I costi sono maggiori dei ricavi perché max pi
greco (massimizzazione del profitto) é minore di zero. Lʼimpresa registra quindi una
perdita. La riduzione di profitto è un segnale di mercato che indica che ormai si hanno un
numero di clienti per cui è appropriato prendere in considerazione lʼidea di far crescere
dimensionalmente la propria impresa.
Se il prezzo di mercato aumenta la singola impresa prenderà il nuovo prezzo di equilibrio
come parametro e deve massimizzare il suo profitto. Se il prezzo di mercato aumenta
lʼinclinazione della curva RT sarà maggiore (più inclinata verso lʼalto).
Analisi marginalista: ragioniamo in termini di variazioni al margine.
La variabile y é dipendente, la variabile x indipendente.
La variazione del ricavo totale è uguale al prezzo.
Ricavo marginale in relazione alla quantità prodotta: retta tracciata in orizzontale (curva
di ricavo marginale dellʼimpresa.)
lʼapproccio marginalista utilizza il calcolo.
Se lʼimpersa aumenta la produzione di unʼunità, di quanto aumenta il ricavo totale
dellʼimpresa e il costo marginale dellʼimrpesa. Questo è lʼapproccio marginalista.
Il ricavo marginale di unʼimpresa in concorrenza perfetta coincide con il prezzo.
Il lato dei costi? Il costo marginale dellʼimpresa?
Il costo marginale è la variazione del costo totale al variare della quantità prodotta. Ci
dice quanto è il CT se lʼimpresa aumenta di unʼunità la quantità prodotta.
I CT aumentano sempre se q aumenta. I costi aumentano inizialmente con incrementi via
via minori, poi aumentano con incrementi via via maggiori. Lʼaltezza dello scalino è il
costo marginale. è via via maggiore quando lʼimpresa ha a che fare con rendimenti
decrescenti. Con rendimenti crescenti è via via minore.
Il costo marginale dapprima diminuisce poi aumenta.
Il CM allʼaumentare della q prodotta dapprima si riduce perché ci sono rendimenti
crescenti, poi aumenta perché ci sono rendimenti decrescenti.
Il livello di produzione che consente di massimizzare il profitto, la quantità ottima o il
livello di produzione ottimo. Vedi grafici. é q *
q* è la quantità ottima. Supponiamo che impresa ha deciso di produrre quantità q1.
Questo livello di produzione (produzione unica variabile decisionale dellʼimpresa) q1 è il
livello di produz che consente a impresa di massimizzare il suo profitto, è la quantità
ottima dellʼimpresa? RM1>CM1.
Partendo da q1, se lʼimpresa aumenta di una unità q1, i RT aumentano di più dei costi. q1
è ancora nella prot.
Se per una qualche ragione il prezzo di mercato di una determinata merce aumenta,
come reagisce lʼimpresa? Mantiene q*, diminuisce o aumenta?
Il nuovo livello ottimo di produz impresa non è più q*1 ma q*2. Lʼaumento del prezzo di
emrcato incentiva lʼimpres