Microeconomia
La microeconomia studia le scelte individuali in un contesto di scarsità delle risorse. Quindi, la microeconomia studia come allocare le risorse scarse. Tutte le scelte economiche degli individui implicano una qualche forma di scarsità. In altre parole, la scarsità delle risorse sono delle condizioni a cui un individuo deve tener conto nella decisione che desidera prendere, che può essere temporale, fisica, materiale ecc.
Principi fondamentali della microeconomia
L’economista, nel studiare le scelte individuali di un agente economico, applica i principi fondamentali della microeconomia, che sono:
- Analisi costi – benefici
- Scelta al margine
Analisi costi-benefici
Nell’analisi costi-benefici, l’approccio economico ipotizza che gli agenti economici siano razionali, ossia che attraverso informazioni, essi scelgano per massimizzare la loro funzione obiettivo. Segue la seguente regola nell’analisi costi-benefici:
- Se B(x) > C(x), prendere la decisione x
- Se B(x) < C(x), annullare la decisione x
Dove abbiamo B(x) che indica i benefici in funzione della decisione x, mentre C(x) indica i costi che l’agente deve sostenere in funzione della decisione x. Un’altra regola da rispettare nell’analisi costi-benefici è che i costi e i benefici che si analizzano devono essere valutati in termini monetari.
Esempio pratico
Vogliamo studiare attraverso l’analisi dei costi-benefici la scelta di uno studente di frequentare il corso di microeconomia.
| Benefici | Costi |
| Superare l’esame | Trasporto |
| Prova Intermedia | Tempo |
| Sconto programma | Fatica |
| Retta universitaria | Opportunità, sono costi impliciti che rappresentano il valore della migliore alternativa di un impiego di una risorsa. |
L’approccio microeconomico non include i costi irrecuperabili: ogni decisione presa dopo aver sostenuto il costo è indipendente da essa.
Scelta al margine
Nella scelta al margine si analizzano le decisioni non soltanto per la loro tipologia, ma anche per l’intensità con cui prende tale decisione. L’approccio microeconomico studia, quindi, i benefici e i costi marginali, relativi ad una unità aggiuntiva. Abbiamo quindi nella scelta al margine:
- Benefici marginali: benefici che si ottengono dall’aggiunta di un’unità
- Costi marginali: costi che sostengono all’aggiunta di un’unità
La regola della scelta al margine è la seguente:
- Se MB(x) > MC(x), allora x
- Se MB(x) < MC(x), allora x
- Se MB(x) = MC(x), allora x
Esempio di scelta al margine
Mi conviene mettere in acqua un quarto peschereccio?
| Peschereccio | Costo totale | Beneficio Totale | Costo Marg. | Bene. Marg. |
| 1 | 0 | 0 | - | - |
| 2 | 100,00€ | 300,00€ | 100,00€ | 300,00€ |
| 3 | 200,00€ | 480,00€ | 100,00€ | 180,00€ |
| 4 | 300,00€ | 600,00€ | 100,00€ | 120,00€ |
| 5 | 400,00€ | 640,00€ | 100,00€ | 40,00€ |
Risposta: - “No, perché all’aumentare dei pescherecci, diminuiranno i benefici marginali derivati all’aumentare di un’unità in più del peschereccio.
Teoria della scelta razionale del consumatore
La microeconomia per poter rispondere alle domande dei singoli agenti economici, utilizza un modello di riferimento che è la teoria della scelta razionale del consumatore, dove pone i consumatori con preferenze ben definite e i prezzi sono dati certi.
Quindi abbiamo:
- Agente razionale
- I bisogni dell’agente razionale, attraverso il quale c’è la funzione obiettivo che è l’utilità
- Le risorse scarse, che in questo caso è il reddito (M) dell’agente
- Due tipi di bene
Allocazione delle risorse
Ma come allochiamo le nostre risorse, in questo caso il nostro reddito, date le informazioni in modo da massimizzare la nostra funzione obiettivo (funzione utilità)?
Possiamo allocarle attraverso due strumenti:
- Preferenze del consumatore: Curva di indifferenza e Funzione di utilità; che risponde alla domanda che cosa vuole il consumatore?
- Vincolo di bilancio, che risponde alla domanda Che cosa si può permettere il consumatore?
Vincolo di bilancio nella teoria della scelta razionale del consumatore
Per studiare le decisioni degli agenti economici nella teoria della scelta razionale del consumatore attraverso il vincolo di bilancio, abbiamo:
- Due tipi di beni: panini, che indicheremo con l’incognita X, e le birre, con la l’incognita Y
- Il reddito del consumatore, che indicheremo con la lettera M
- Prezzi dati: il prezzo dei panini con Px (X), e il prezzo delle birre con Py(Y)
Da questi dati, possiamo creare le equazioni:
- Px × X = Spesa dei panini
- Py × Y = Spesa delle birre
Si suppone che il consumatore spenda tutto il suo reddito disponibile M:
Py × Y + Px × X = Vincolo di Bilancio – Panieri che il consumatore può permettersi spendendo tutto il suo reddito.
L’intercetta verticale M/Py indica la quantità massima del bene Y che il consumatore può acquistare con il suo reddito; l’intercetta orizzontale M/Px indica la quantità massima del bene X che il consumatore può acquistare con il suo reddito; la pendenza – (Px/Py) indica il valore relativo che il mercato dà ai due beni, cioè indica il costo di opportunità di un bene rispetto all’altro bene.
Esempio pratico
Px = 10€
Py = 5€
M = 100€
- Ricavati la funzione del Vincolo di Bilancio 10x + 5y =100
- Ricavati le intersezioni verticale e orizzontale Inters. Vert. = M/Py = 100/5= 20 Inters. Oriz. = M/Px= 100/10= 10
- Rappresenta graficamente il Vincolo di bilancio calcolata, e rappresenta graficamente il cambiamento del vincolo dovuto ad un aumento del reddito M.
Se aumenta il reddito M il vincolo di bilancio si sposta verso l’esterno. La pendenza non varia, cambia solo l’area disponibile del paniere.
Preferenze del consumatore
Supponiamo che il consumatore abbia a disposizione solo 2 beni. Il paniere è la combinazione del bene X e del bene Y, uno specifico paniere contiene una certa quantità del bene X e del bene Y. Attraverso il metodo “Preferenze del Consumatore”, si applica un ordinamento delle preferenze, che consente al consumatore di classificare i diversi panieri di beni in base alla loro desiderabilità, cioè in ordine di preferenza.
L’ordinamento delle preferenze si può applicare attraverso uno dei quattro criteri elencati di seguito:
- Completezza: un ordinamento di preferenze è completo se consente al consumatore di classificare tutte le possibili combinazioni tra i beni e i servizi.
- Non sazietà: la proprietà della non sazietà degli ordinamenti delle preferenze consiste nel fatto che a parità di tutte le altre condizioni è preferibile un quantitativo maggiore di un determinato bene.
- Transitività: Dire che l’ordinamento di preferenze di un consumatore è transitivo, significa che in presenza di tre panieri, A B e C, se preferirà da A a B, e B a C, allora preferirà sempre A e C. Quindi, se il consumatore sarà indifferente tra A e B, e sia tra B e C, ne consegue che sarà indifferente anche tra A e C.
- Convessità: Il consumatore preferisce panieri con combinazioni bilanciate, anziché panieri estremi.
Uno strumento molto utile per rappresentare l’ordinamento delle preferenze del consumatore è la curva di indifferenza. La curva di indifferenza è il luogo di tutti i soli i punti di ciascun paniere che conferiscono al consumatore un determinato livello di utilità, e quindi il consumatore è indifferente tra essi.
Curva di indifferenza
La pendenza della curva di indifferenza è negativa, cioè ha un andamento decrescente. La pendenza della curva di indifferenza si calcola facendo il rapporto della variazione del bene Y e la variazione del bene X. Da notare che la variazione dei due tipi di bene vanno nel senso opposto: se il consumatore deve essere indifferente tra i due panieri A e B, aggiungere un’unità in più del bene X e quindi passare dal paniere A al paniere B, deve essere compensato sottraendo una certa quantità di Y.
Capacità delle mappe di indifferenza
Per comprendere la capacità delle mappe di indifferenza di descrivere le preferenze del consumatore, vediamo come si possono rappresentare le differenze di preferenze tra due consumatori. La differenza tra le preferenze tra due consumatori si nota attraverso il Saggio Marginale di Sostituzione tra due beni.
Esempio: differenze di preferenze
Ipotizziamo due soggetti, A e B. Ad A piace patate e riso, stessa cosa per il soggetto B, solo che a B piace di più il riso. Da questa piccola precisazione che a B piace di più il riso rispetto ad A, questo cambia le curve di indifferenza tra A e B.
Per determinare come deve allocare il reddito tra due beni il consumatore, abbiamo la mappa di indifferenza che specifica come sono ordinati i panieri in termine di preferenza e poi il vincolo di bilancio indica quali sono i panieri che il consumatore è in grado di acquistare. Il consumatore, non deve fare altro, che integrare questi due elementi e vedere quale sia il miglior paniere ammissibile.
Esempio: scelta del paniere
Un consumatore ha un reddito pari a 100,00€/settimana e deve scegliere tra il cibo (Pc=10,00€/kg) e l’alloggio (Pa=5,00€/m2).
Partiamo dalla funzione di bilancio: 10x +5y = 100
Ricaviamoci adesso le intersezioni: 100/10= 10 (inters. Orizzontale); 100/5= 20 (Inters. Verticale).
Nel grafico il paniere ottimale sarà il paniere F, poiché l’obiettivo del consumatore è raggiungere la curva di indifferenza più elevata, tenendo conto del vincolo di bilancio. Quando il paniere ottimale si trova sulla curva di indifferenza, tale paniere corrisponderà esattamente al valore assoluto della pendenza del vincolo di bilancio. La condizione da rispettare, di conseguenza sarà: MRS= Pa / Pc, dove Pa indica prezzo affitto, mentre Pc prezzo cibo.
L’MRS (Saggio Marginale di Sostituzione) si calcola facendo il rapporto della variazione del bene Y e della variazione del bene X (∆Y/∆X).
Def.: “È il rapporto fra la diminuzione di un’unità del bene X e l’aumento del bene Y per compensare la diminuzione del bene X”. L’MRS, inoltre, misura, la pendenza della curva di indifferenza. La curva di indifferenza rappresenta, inoltre, anche il livello di utilità del consumatore nel consumo di un dato paniere, situato all’interno o lungo la curva dell’indifferenza.
Funzione di utilità
Le preferenze del consumatore, oltre ad essere rappresentate graficamente, possono essere rappresentate attraverso delle funzioni: funzione di utilità. La funzione di utilità è la relazione tra i panieri dei beni consumati e l’utilità che il consumatore trae dal consumo di tali panieri. Aggiudica un valore numerico ad un paniere, un valore di utilità che ottiene il consumatore sul quel determinato paniere, così da “classificare” qual è il paniere più utile o meno, in base al grado di soddisfazione.
La funzione di utilità è data dai due tipi di beni X e Y:
U (X;Y) = X × Y
Curve di indifferenza
Associando a U i rispettivi valori 1, 2, 3, e 4, disegna le rispettive curve di indifferenza:
- U (X;Y) = X × Y
- U = X × Y
- 1 = X × Y X= 1/Y 1=Y × 1/Y
- U (X;Y) = X × Y
- U = X × Y
- 2 = X × Y Y =2/X 2=2/X × X
- U (X;Y) = X × Y
- U = X × Y
- 3 = X × Y Y =3/X 3=3/X × X
- U (X;Y) = X × Y
- U = X × Y
- 4 = X × Y Y = 4/X 4=4/X × X
Utilità marginale
Si ha l’utilità marginale quando il consumatore ottiene un’utilità in più derivante dall’aumento di un’unità del bene X consumata, mentre il resto dei beni rimangono costanti. L’utilità marginale si calcola:
Um = ∆U/∆X
Dall’equazione generale dell’utilità marginale, possiamo ottenere l’utilità marginale di X (Variazione di utilità generata da una variazione unitaria di X) e l’utilità marginale di Y (variazione di utilità generata da una variazione unitaria di Y):
- Utilità Marginale di X ∂U (x;y) / ∂ x
- Utilità Marginale di Y ∂U (x;y) / ∂ y
Esempio: calcolo dell'utilità marginale
Abbiamo la nostra funzione di utilità U = X × Y.
- Calcola l’utilità marginale di X e di Y.
- UMx = ∂ U (x;y) / ∂x × yx
- UMy = ∂ U (x;y) / ∂y x × y
Calcola il Saggio Marginale di Sostituzione
MRS = MUx / MUy
MRS = X/Y
L’obiettivo del consumatore razionale è di massimizzare la propria funzione di utilità dato il vincolo imposto dal proprio reddito (vincolo di bilancio). Di conseguenza il consumatore sceglierà di consumare il paniere che si troverà in corrispondenza del quale la curva di indifferenza è tangente al vincolo di bilancio. Nel punto in cui la curva di indifferenza e il vincolo di bilancio sono tangenti, quello sarà il punto E, “il paniere ottimo” o “la scelta ottima”, dove abbiamo E (x * ; y*).
Di conseguenza, il Saggio Marginale di Sostituzione (MRS) sarà uguale a Px / Py.
Esempio: paniere ottimo
Abbiamo due panieri, A e B.
- Paniere A MRS<Px/Py
- Paniere B, MRS>Px/Py
Punto Equilibrio = MRS =Px/Py
E Px X +Py Y =MB
Dal caso generale della funzione di utilità, di Cobb-Douglas, dove avevamo la funzione U(x;y)=X Y possiamo avere altri due casi della funzione di utilità:
Beni perfetti sostituti
In questo caso, il consumatore consumerà tutta la disponibilità del proprio reddito su un solo bene, anziché su due. La funzione di utilità assume carattere lineare con inclinazione negativa U = ax+ by. Le curve di indifferenza, che sono delle rette, aumentano la loro inclinazione quando aumenta il rapporto tra i parametri di “a” e di “b”. Cioè, se il contributo di X all’utilità aumenta (a) rispetto al contributo di Y all’utilità (b), cioè a/b aumenta, significa che il bene X diventa più prezioso, e quindi le curve diventano verticali. L’utilità Marginale di X sarà uguale ad a, mentre l’utilità marginale di Y sarà uguale a b. il saggio marginale di sostituzione (MRS)=a/b.
Beni perfetti complementi
In questo caso la funzione di utilità assume il carattere di minimo della funzione di utilità. U (x;y) = min (ax; by). L'individuo ritiene che i due beni debbano essere consumati sempre insieme - ciascuna singola unità del bene 1 deve essere sempre affiancata da una unità del bene 2, e una unità addizionale di uno dei due beni, senza incrementi nell'altro, non aumentano in nessuna misura il benessere dell'individuo. In questo caso l'individuo considera i due beni come complementi perfetti in rapporto 1 con 1.
Curva di domanda
Una curva di domanda è una relazione che sta ad indicare le quantità di un determinato bene che il mercato intende acquistare a un determinato livello di prezzo. Per costruire una curva di domanda si parte dalla rappresentazione grafica della curva di indifferenza del consumatore, dati due beni a dei livelli di prezzi.
Per rappresentare la curva individuale bisogna rappresentare due grafici, dove a destra rappresenteremo come varia il punto di ottimo E(x*;y*) al variare del prezzo dei beni; mentre a destra verrà rispecchiata la variazione di quantità domandata a un certo livello di prezzo.
La curva prezzo-consumo mantenendo costante il reddito e il prezzo del bene Y, rappresenta su una mappa di curve di indifferenza, l’insieme dei panieri ottimali al variare del prezzo del bene X. Mentre nella curva di domanda individuale viene rappresentato il comportamento del consumatore nell’acquistare la quantità di X in funzione del prezzo del bene X. Si traduce che, al diminuire del prezzo, aumenterà la quantità del bene x, e viceversa.
Interpretazione della curva di domanda
La domanda individuale si può interpretare in due modi:
- Verticale: interpretando la curva in senso verticale, si studia quanto l’individuo è disposto a pagare a un determinato prezzo per quella determinata quantità;
- Orizzontale: interpretando la curva in senso orizzontale, si studia quanta quantità di bene X il consumatore riesce ad acquistare a un certo livello di prezzo.
Nella curva di domanda la variazione del prezzo influenza le decisioni di acquisto da parte del consumatore. Per due ragioni: un effetto dell’aumento del prezzo di un bene è quello di rendere più convenienti i suoi stretti sostituti. È il così detto effetto di sostituzione.
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