Elementi di
MICROBIOLOGIA
ODONTOIATRICA
Per gli studenti del corso di laurea in Odontoiatria e
Protesi dentaria dell’Università degli Studi “Gabriele
d’Annunzio” di Chieti
MICROBIOLOGIA ODONTOIATRICA
INDICE
ECOLOGIA MICROBICA DEL CAVO ORALE__________________________________________________________4
Nicchie ecologiche___________________________________________________________________________________4
Biofilm________________________________________________________________________________________________4
Acquisizione della flora batterica__________________________________________________________________5
PLACCA DENTALE_____________________________________________________________________________________7
Formazione della placca batterica_________________________________________________________________7
Studio sperimentale sulle gengiviti________________________________________________________________8
Tartaro_______________________________________________________________________________________________8
MICRORGANISMI E MALATTIA PARODONTALE____________________________________________________9
Cenni storici_________________________________________________________________________________________9
Requisiti necessari per l’attribuzione del ruolo patogeno______________________________________10
Batteri coinvolti nella malattia parodontale_____________________________________________________11
Sinergismo batterico______________________________________________________________________________ 13
Virus e malattia parodontale______________________________________________________________________13
Malattia parodontale e aterosclerosi_____________________________________________________________14
CARIE DENTALE_____________________________________________________________________________________ 14
La saliva quale fattore inibente lo sviluppo della carie e antimicrobico______________________ 15
IgA secretorie______________________________________________________________________________________ 15
Microrganismi coinvolti nella carie dentale_____________________________________________________ 15
Sinergismo batterico nella localizzazione del processo carioso________________________________16
Black Stains_________________________________________________________________________________________16
INTRODUZIONE ALLE INFEZIONI ORALI__________________________________________________________ 17
Antibiotici in uso nelle infezioni del cavo orale_________________________________________________ 17
PATOLOGIE ENDODONTICHE_______________________________________________________________________18
Pulpite______________________________________________________________________________________________ 18
Lesioni periapicali_________________________________________________________________________________ 19
Granuloma apicale_________________________________________________________________________________19
Cisti apicale_________________________________________________________________________________________19
Ascesso dentale____________________________________________________________________________________ 19
PERIMPLANTITI_____________________________________________________________________________________ 20
MALATTIE SISTEMICHE DA BATTERI DEL CAVO ORALE________________________________________ 20
Endocarditi infettive_______________________________________________________________________________21
Ascessi in organi interni___________________________________________________________________________21
Polmonite “ab ingestis”____________________________________________________________________________21
Infezioni opportunistiche_________________________________________________________________________ 21
TERAPIA ANTIMICROBICA NELLE INFEZIONI DEL CAVO ORALE _______________________________22
.
§ ECOLOGIA MICROBICA DEL CAVO ORA- Nicchie ecologiche.
LE. E’ possibile distinguere diversi habitat, o me-
La cavità orale costituisce un ecosistema forma- glio, nicchie ecologiche (nicchia ecologica: spa-
zio fisico occupato da una specie all’interno di un
to da un insieme di habitat molto diversi tra loro.
E' caratterizzata inoltre da un'elevata dinamicità ecosistema) di localizzazione batterica
nell’ecosistema
dovuta alla continua eliminazione ed introduzione della cavità orale:
•
di batteri e alimenti. placca sopragengivale.
•
La flora batterica del cavo orale è costituita da placca subgengivale (sottogengivale): è presente
circa 50-100 specie. I germi sono essenzialmente solo se ci sono danni parodontali;
• solco gengivale;
Gram+, aerobi facoltativi, con qualche anaerobio • tasca gengivale;
Gram-. Si può dividere in: •
- flora normale: specie normalmente presenti in lingua, poiché le superfici papillari offrono un
una bocca sana, cioè batteri Gram+ e cocchi che buon ambiente per lo sviluppo dei batteri; tuttavia
possono essere batteri facoltativi (staphylococcus, non è chiaro se si tratta di batteri residenti o tran-
streptococcus, enterococcus) oppure anaerobi; sienti.
- flora transiente: specie a volte presenti ma ge- Non appartiene a questo elenco la saliva, che non
neralmente di passaggio. è una nicchia ecologica. Tuttavia, sia la saliva sia
Lo sviluppo della flora microbica è influenzato: il fluido crevicolare hanno una funzione protettiva
• dal fatto che le diverse specie di batteri hanno per il cavo orale.
preferenze diverse riguardo le superfici di adesio-
ne;
• temperatura; Biofilm.
• pH (pH margine gengivale = 7,5-8,5; pH fluido Per sopravvivere con successo all’interno della
crevicolare = 7,5-7,9);
• effetto tampone della saliva, che si esplica loro comunità i batteri hanno la necessità di pos-
nell’eliminazione degli acidi provenienti dal me- sedere:
tabolismo batterico oppure direttamente da cibi e - alto grado di riproduzione;
bevande; - fisiologico adattamento alle risorse ambientali
• tensione di O . disponibili.
2
Nel cavo orale possono essere presenti anche mi- Queste proprietà, che non sono altro che strategie
ceti (aspergillus, candida), virus (Herpes, HIV, di sopravvivenza, possono essere conferite al bat-
HBV) e protozoi. terio qualora egli decidesse di entrare a far parte di
I batteri, nella bocca, sono costituenti della: un biofilm.
- placca batterica: entità strutturale specifica ma Un biofilm (o biopellicola) è la più alta e con-
al contempo altamente variabile. E’ un aggregato trollata unità biologica in una gerarchia ecologica.
Esso è un’aggregazione microbica aderente
(biofilm) di diversi ceppi e specie microbiche, in- all’interfaccia solido/liquido di una superficie
globate in una matrice extracellulare;
- materia alba: materiale biancastro costituito da abiotica (solida; nel cavo orale è rappresentata dai
(cellule epiteliali, mucose…),
aggregati batterici, leucociti, cellule desquamate e denti) o biotica
residui alimentari. immersa in una matrice extracellulare polisaccari-
dica (EPS) autoprodotta. 4
1) Nascita e primi giorni:
- Streptococcus mitis, è il più abbondante bat-
terio presente prima dell’eruzione, poiché
FORMA
BIOFILM (vita aderisce bene ai tessuti molli della bocca;
PLANCTONICA
in comunità) (forma libera) - Streptococcus salivarum;
- Neisseria;
- Haemophilus;
- Lactobacillus;
- Prevotella melaninogenica (non ha una azio-
FORMA l’anaerobio
ne diretta patogena): è più fre-
SESSILE (forma
aderente ad una quentemente isolato, trovato nel 70% dei casi;
superficie) - Streptococcus vestibularis: in parodontiti e
bambini dentati.
2) Eruzione dentale, quando compaiono nuove
Un biofilm garantisce un vantaggio nutrizionale e superfici come denti e solco gengivale (che forni-
cambiamenti nella fisiologia batterica, come il sce un ambiente anaerobio):
tempo di generazione, la forma, l’espressione di - Streptococcus sanguis;
geni. Ne sono un esempio i batteri definiti cocco- - Streptococcus mutans;
che assumono una forma o un’altra
bastoncellari, - Actinomyces viscosus.
a seguito del cambiamento delle condizioni am- 3) Infanzia e adolescenza: la flora è generalmente
bientali. acquisita, ma entro i primi anni della maturità so-
La vita in comunità può comportare anche il van- no presenti la maggior parte dei membri perma-
taggio di acquisire proprietà particolari, che non nenti della flora batterica. Nella pubertà aumenta-
possiedono le loro controparti planctoniche, cioè no:
le forme libere. Tra queste proprietà ritroviamo la • gli ormoni steroidei, sia nel plasma, che nel flui-
resistenza a sostanze antibatteriche, sia naturali, do crevicolare e nella saliva, facilitando lo svilup-
sia artificiali, oppure la resistenza a meccanismi po di microrganismi che utilizzano ormoni come
di difesa dell’ospite (fagocitosi, Ig, complemen- fattori di crescita, come batteri Gram-;
to…). L’efficacia antimicrobica (ad es. di un anti- • infiammazione gengivale.
biotico) può essere ridotta a causa della sua limita- 4) Adulti e età avanzata:
ta diffusione all’interno del biofilm ad opera del - Anaerobi Gram- nero-pigmentati, presenti
glicocalice e della unicità fenotipica dei batteri nei soggetti edentuli;
costituenti. Essi, essendo ammassati, si trasmetto- - Prevotella melaninogenica, Prevotella inter-
no molto più facilmente per coniugazione plasmi- media e Prevotella loescheii, comuni in boc-
di che conferiscono loro resistenza ad antibiotici che con parodonto sano;
rispetto a forme che non vivono in comunità. - Incremento di: Lactobacillus, Staphylococ-
cus e Candida nella saliva;
- Actinomyces viscosus sulla placca.
Acquisizione della flora batterica. Questi cambiamenti sono dovuti a un decre-
mento del flusso salivare, deficienze nutrizionali e
Prima della nascita la bocca è sterile; dopodiché alterazioni del sistema immunitario.
si ha un’acquisizione di microrganismi già a parti- Un decremento del flusso salivare può anche
re dal canale del parto. La tipologia della flora essere causato da terapie radianti o citotossiche
orale dipende anche da fattori genetici, che in- contro lesioni tumorali dovute a invecchiamento.
fluenzano la suscettibilità a carie e malattie paro- un’alterazione del livello
Esse provocano, inoltre,
dontali selezionando microrganismi con diverso l’adesione batte-
di IgA (vedi pag. 15), facilitando
potenziale per lo sviluppo delle patologie orali. rica.
Procedendo con ordine: 5
6
•
§ PLACCA DENTALE. cluster senza colore, non ancora bene classifica-
to.
La placca dentale (è un biofilm!) è stata La placca sottogengivale può inoltre essere suddi-
definita come un accumulo di cellule microbiche, visa in varie zone:
non mineralizzato, che aderisce tenacemente alla - zona a placca aderente. Costituita da cocchi e
un’organizzazione
superficie dei denti e mostra bastoncelli Gram+ che sopravvivono in condizioni
di nutrizione limitata e anaerobiosi stretta. E’ as-
strutturale con predominio di forme filamentose.
Essa è composta da una matrice organica che sociata a depositi di calcoli subgengivali.
deriva dalle glicoproteine salivari e da prodotti - zona a placca non aderente. Si estende dal limite
microbici extracellulari e, per sua natura, non può della placca apicale ed è costituita da bastoncelli
essere rimossa da semplici applicazioni Gram- e mobili. Lì dove i batteri si moltiplicano,
cioè nell’area bioattiva, vi è una grande quantità
meccaniche come il lavaggio. Si divide in:
• placca sopragengivale (potenzialmente patoge- di fluido infiammatorio. Comunque,
l’infiammazione viene indotta e accelerata da mi-
na): è quella placca che si trova al di sopra del
margine gengivale. Si forma aderendo ad una pel- crorganismi come Porphyromonas gingivalis e
licola acquisita, costituita da muco e glicoproteine Treponema denticola. E’ lassamente
di origine salivare e da nessuno o pochissimi bat- - zona a placca epitelio-associata.
attaccata all’epitelio gengivale ed è costituita
teri. La placca sopragengivale ha una bassa carica anch’essa da bastoncelli Gram-
batterica, con specie aerobie Gram+ (streptococ- e mobili. Tra le
chi, actinomiceti…) che predominano su quelle specie maggiormente presenti ritroviamo Prevo-
Gram- che sono rare. In condizioni normali questo tella nigrescens (non patogeno) che è il membro
tipo di placca non tende ad acquisire i patogeni principale, e Prevotella intermedia, che gioca un
tipici delle parodontopatie poiché emana scarsi ruolo molto importante nella patogenesi delle in-
segnali chimici sotto forma di enzimi ed endotos- fezioni parodontali, essendo coinvolto
nell’invasione batterica dei tessuti connettivi.
sine. Il risultato netto è il reclutamento modesto Pre-
degli elementi che mediano l’infiammazione tis- votella nigrescens e Prevotella intermedia hanno
Di conseguenza l’epitelio gengivale non
sutale. le stesse caratteristiche fenotipiche ma differisco-
viene intaccato e lo spazio a disposizione per no per il genotipo, che consente a uno di essere
l’espansione patogeno e all’altro di non esserlo.
del biofilm non aumenta;
• E’ quella zona presente tra il
placca sottogengivale (genera la malattia paro- - plaque-free zone.
bordo apicale della placca e l’epitelio giunzionale.
dontale): è la placca che si forma al di sotto del E’ formata da pochi microrganismi, alcuni dei
margine gengivale a partire da una cuticola (costi-
tuita probabilmente da residui di lamina epiteliale quali si trovano sotto forma di aggregati batterici
di attacco, che connette l’epitelio giunzionale al detti isole. I colonizzatori principali sono:
dente). In essa predominano gli anaerobi Gram-. Porphyromonas gingivalis, Treponema denticola
La placca sottogengivale può presentare 6 catego- e Actinomyces viscosus.
rie (clusters) batteriche:
• (quest’ultimo costituito da
yellow e purple
Actynomices): rappresentano gruppi di colonizza- Formazione della placca batterica.
tori precoci;
• green: poco conosciuto e si trova al centro del Prima della formazione della vera e propria
biofilm; placca, si verifica un processo di aggregazione,
• orange: presente nella placca in crescita e costi- cioè di adesione di un batterio ad un altro, che puo
tuito da Campylobacter, Peptostreptococcus mi- essere dello stesso tipo o diverso. Questo processo
cros; ha la funzione di contrastare il flusso della saliva e
• red: è formato dai parodontopatogeni più poten- di resistere alle mucine glicoproteiche (MG1;
ti, come Porphyromonas gingivalis e Treponema MG2) e alla lattoferrina, entrambe contenute nel-
denticola; la saliva. Le mucine conferiscono alla saliva la 7
sua tipica viscosità e proteggono la mucosa della Studio sperimentale sulle gengiviti.
cavità orale, agendo sinergicamente alla lattoferri-
na, proteina globulare ad attività antimicrobica, Al fine di studiare il processo di formazione
sia battericida che fungicida. I suoi due siti di le- della placca e dimostrare come essa sia correlata
all’infiammazione gengivale,
3+
game per lo ione ferrico Fe sottraggono il ferro Loe, Theilande &
dall’ambiente circostante, impedendo ai batteri di Jensen nel 1965 condussero uno studio sperimen-
proliferare. Questo perché alcuni batteri richiedo- tale sulle gengiviti. Il gruppo di studio era formato
3+
no lo ione Fe per effettuare la replicazione cellu- da studenti di Odontoiatria, precedentemente por-
lare. Esempi di aggregazioni batteriche sono le tati ad un livello di igiene orale perfetto, ai quali si
“pannocchia chiese d’interrompere le manovre di igiene orale
forme a di granturco” (corncob), co- per 21 giorni. Dopo l’arco di tempo prestabilito,
stituite da cocchi uniti ad un core di forma baston-
cellare, oppure a “spazzolino di provetta” (scovo- era stata indotta una gengivite sperimentale in un
lino). periodo di tempo compreso tra 15 e 21 giorni.
L’infiammazione è stata poi risanata con il ritorno
Una volta aggregatisi, i batteri possono aderire
L’adesione è in-
o meno alla superficie dentale. alle normali manovre di igiene orale, in un tempo
fluenzata dalla presenza della pellicola acquisita di 7-10 giorni.
(di origine salivare e formata da detriti cellulari, Il seguente studio ha rilevato inoltre che, nel
mucine, ioni…), da Ig, che ostacolano il legame giro di 4 giorni, sulla pellicola acquisita si orga-
con un recettore bloccando il processo di adesio- nizzano batteri Gram+, che provocano un primo
ne, e dalla natura della superficie alla quale aderi- apporto di sostanze di difesa in loco. Il processo
re. L’adesione può essere reversibile o irreversibi- infiammatorio, tuttavia, non è ancora visibile cli-
le. nicamente. Solo dopo 4-7 giorni, quando avviene
Un’adesione reversibile si instaura quando si ven- anche la colonizzazione di cocchi Gram-,
l’alterazione infiammatoria
gono a creare forze attrattive deboli di Van der è visibile da un punto
giorni c’è infine un in-
Waals tra batteri e superfici; quella irreversibile si di vista clinico. Dopo 7-20
crea inve
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